set 30 2008

codice braille

Tag: Braillelucio @ 11:14 am

Il codice braille

Il sistema ideato da Louis Braille, è un vero e proprio codice. I caratteri Braille, possono avere un massimo di 6 punti che costituiscono la cella braille. La stessa, è delle dimensioni standard di 7 per 4 mm. La cella braille, è divisa in 2 colonne verticali di 3 punti ciascuna. Nella colonna di sinistra, vi sono i punti 1, 2, 3. Il punto 1 è quello più in alto, il 2 quello centrale, il 3 quello in basso. Nella colonna di destra vi sono i punti 4, 5, 6. Il punto 4 è quello più in alto, il 5 quello in mezzo, il 6 quello in basso. Tramite la combinazione di questi 6 punti, si da origine ai caratteri braille. In tutto il codice braille, prevede 64 caratteri compreso lo spazio. Con il codice braille, è possibile non solo scrivere le lettere dell’alfabeto, ma anche la punteggiatura, i numeri, i caratteri matematici, per fino le note musicali. Va detto che come tra l’altro si vedrà meglio in seguito, che alcuni caratteri possono essere utilizzati per più funzionalità. Per capirci meglio, come vedremo il carattere della a accentata e quello della u accentata, li ritroviamo anche tra i simboli matematici. Il codice braille, è presso che identico in tutto il mondo. Ciò che cambia da un paese all’altro, è la presenza di segni che non sono presenti ovunque. Ad esempio la cediglia francese. Soffermiamoci su ciascuna tipologia di carattere iniziando dall’alfabeto. Le prime 10 lettere, vengono scritte utilizzando soltanto i 4 punti superiori della cella braille. Solo dalla XI, entrano in gioco i 2 punti più in basso.

Ecco come si scrivono le 26 lettere dell’alfabeto:

A punto 1 ovvero quello in alto a sinistra della cella braille. B punti 1 2 ovvero quello in alto a sinistra e quello in mezzo a sinistra. C punti 1 e 4 ovvero i punti più in alto della cella braille sia quello di sinistra, sia quello di destra. D punti 1 4 5 ovvero i 2 punti in alto, più quello in mezzo a destra. E punti 1 5, che sarebbero il punto in alto a sinistra, e quello in mezzo a destra. F punti 1 2 4, ovvero i due punti in alto più quello in mezzo a sinistra. G punti 1 4 2 5, ossia i 2 punti i in alto, più i 2 punti in mezzo. H punti 1 2 5, ossia il punto in alto a sinistra, quello in mezzo a sinistra equello in mezzo a destra. I punti 2 e 4, ossia il punto in alto a destra, e quello in mezzo a sinistra. J punti 2 4 e 5, ossia i punti in alto e in mezzo a destra, e quello in mezzo a sinistra. K punti 1 e 3, ovvero il punto in alto a sinistra e quello in basso a sinistra. L punti 1, 2, e 3, ovvero tutti i punti della colonna di sinistra. M punti 1, 3, 4, quindi i 2 punti in alto della cella braille, più quello in basso a sinistra. N punti 1, 4, 3, 5, che sarebbero i 2 punti in alto della cella, quello in mezzo a destra, e quello in basso a sinistra. O punti 1, 3, 5, ossia i punti in alto e in basso a sinistra e quello in mezzo a destra. P punti 1, 2, 3, 4, dunque tutta la colonna di sinistra, più il punto in alto a destra. Q punti 1, 2, 3, 4, 5, in tal caso tutta la colonna di sinistra e i punti in alto e in mezzo a destra. R punti 1, 2, 3, 5, quindi anche in tal caso tutta la colonna di sinistra, più il punto in mezzo a destra. S punti 2, 3, 4, ovvero il punto in alto a destra più i punti in mezzo e in basso a sinistra. T punti 2, 3, 4, 5, ovvero i punti in alto e in mezzo a destra più i punti in mezzo e in basso a sinistra. U punti 1, 3, 6, ovvero il punto in alto a sinistra più i punti in basso della cella braille sia a sinistra, sia a destra. V punti 1, 2, 3, 6, ovvero i punti della colonna di sinistra più quello in basso a destra. W punti 2, 4, 5, 6, ovvero il punto in mezzo a sinistra più i punti della colonna di destra. X punti 1, 4, 3, 6, quindi i punti in alto a destra e a sinistra della cella più i punti in basso a destra e a sinistra della cella. Y punti 1, 3, 4, 5, 6, ossia i punti in alto e in basso a sinistra più i 3 punti della colonna di destra. Z punti 1, 3, 5, 6, ovvero i punti in alto e in basso a sinistra più i punti in mezzo e in basso a destra. Queste dunque le 26 lettere che compongono l’alfabeto. Vediamo ora di completare il discorso con le vocali accentate:

à punti 1, 2, 3, 5, 6, ovvero tutta la colonna di sinistra più i punti in mezzo e in basso a destra

è punti 2, 3, 4, 6, ossia i punti in mezzo e in basso a sinistra più i punti in alto e in basso a destra

ì punti 3, 4, in tal caso i punti in basso a sinistra e in alto a destra

ò punti 3, 4, 6, in tal caso i punti in basso della cella braille, più il punto in alto a destra

ù punti 2, 3, 4, 5, 6, ovvero tutta la colonna di destra, più i punti in mezzo e in basso a sinistra

é punti 1, 2, 3, 4, 5, 6, ovvero tutta la cella braille.

Completato il discorso sulle lettere dell’alfabeto, ci soffermiamo su un carattere che non è presente nella scrittura in nero. Stiamo parlando del segno di maiuscola, ovvero quel carattere che precede la lettera che deve essere considerata maiuscola. Lo stesso è composto dai punti 4 e 6 ovvero i punti in alto e in basso a destra della cella braille. È il momento di parlare della punteggiatura. La medesima fa ricorso esclusivamente della parte mediobassa della cella braille. Ecco tutti i segni della punteggiatura:

, punto 2, ovvero il punto in mezzo a sinistra

. punti 2, 5, 6, ovvero i punti in mezzo della cella più il punto in basso a destra

; punti 2, 3, che sono i punti in mezzo e in basso a sinistra

: punti 2, 5, ovvero i punti in mezzo della cella

? punti 2, 6, ovvero il punto in mezzo a sinistra e il punto in basso a destra

! punti 2, 3, 5, ovvero i punti in mezzo e il punto in basso a sinistra

‘ punto 3, ovvero il punto in basso a sinistra

“ punti 2, 3, 6, ovvero i punti in mezzo e in basso a sinistra e il punto in basso a destra

chiuse virgolette punti 3,5,6, ovvero il punto in mezzo a destra e i punti in basso della cella

  • * punti 3, 5, ovvero il punto in basso a sinistra e quello in mezzo a destra
  • - punti 3, 6, ovvero i punti in basso della cella braille. Concluso il discorso sulla punteggiatura, dobbiamo ora soffermarci sui numeri. Per scrivere i numeri in braille, non vi sono dei caratteri specifici che si riferiscono solamente ad essi. Infatti le prime 10 lettere dell’alfabeto, vengono utilizzate anche come cifre. Indubbiamente verrebbe da chiedersi come si può distinguere quando un dato carattere è una lettera o un numero, la risposta la avremo ora. Infatti per dedurre se il carattere che segue è un numero o una delle prime 10 lettere dell’alfabeto, bisogna verificare se quel carattere è preceduto o meno dal segna numero. Infatti è proprio il segna numero il carattere che ci permette di capire se ciò che seguirà è una lettera o una cifra. Il segna numero è composto dai punti 3, 4, 5, 6, ovvero quello in basso a sinistra e tutta la colonna di destra. Cosa succede in caso di numeri composti da più cifre?
  • In tal caso il segna numero deve essere presente solo davanti alla prima cifra. Es se vogliamo scrivere 25, il segna numero va solo davanti al 2, in quanto se lo mettessimo anche davanti al 5, le due cifre le dovremmo leggere separatamente. È dunque fondamentale ricordarsi sempre che quando dobbiamo scrivere in braille numeri di più cifre, solo la prima deve essere preceduta dal segnanumero. Tutto ciò che vi è dopo la prima cifra, fa parte del numero. Va detto che per scrivere un numero composto da più cifre non solo ci si deve ricordare che il segna numero va messo solo davanti alla prima cifra, ma ci si deve anche ricordare che le cifre successive, non devono essere intervallate dallo spazio. In caso di numeri decimali, la prima cifra dopo la virgola, ma anche quelle successive, non devono essere precedute dal segna numero. Si capisce che fanno parte del numero, in quanto ne la prima cifra decimale ne quelle successive, sono intervallate da uno spazio. Passiamo ora alla descrizionee dei simboli matematici:
  • + punti 2, 3, 5, ovvero i punti in mezzo e in basso a sinistra, e il punto in mezzo a destra
  • segno meno punti 3, 6, ovvero i punti in basso della cella braille
  • diviso punti 2, 5, 6, ovvero i punti in mezzo e quello in basso a destra
  • segno per punti 2, 3, 6, i punti in basso della cella braille e quello in mezzo a sinistra
  • = punti 2, 3, 5, 6, ovvero i punti in basso e in mezzo della cella braille
  • ( punti 2, 6, ovvero il punto in mezzo a sinistra e quello in basso a destra
  • ) punti 3, 5, ovvero quello in basso a sinistra e quello in mezzo a destra
  • aperta quadra punti 1, 2, 3, 5, 6, tutta la colonna di sinistra e i punti in mezzo e in basso a destra
  • chiusa quadra punti 2, 3, 4, 5, 6, i punti in mezzo e in basso a sinistra e tutta la colonna di destra
  • aperta graffa punti 1, 2, 3, 4, 6, tutta la colonna di sinistra e i punti in alto e in basso a destra
  • chiusa graffa punti 1, 3, 4, 5, 6, tutta la colonna di destra e i punti in alto e in basso a sinistra
  • > punti 3, 4, 5, ovvero i punti in alto e in mezzo a destra e il punto in basso a sinistra
  • < punti 1, 2, 6, i punti in alto e in mezzo a sinistra e quello in basso a destra
  • ° punti 3, 5, 6, i punti in mezzo e in basso a destra e quello in basso a sinistra
  • % punti 4, 6, ovvero i punti in alto e in basso a destra. In conclusione diamo qualche suggerimento su come va letto un foglio scritto in braille. Si legge facendo scorrere i polpastrelli su ciascuna riga partendo da sinistra verso destra e dall’alto verso il basso.

Lettera a a Lettera b b
Lettera c c
Lettera  d d
Lettera e e Lettera f f Lettera g g Lettera h h
Lettera i i Lettera j j Lettera k k Lettera l l
Lettera m m Lettera n n Lettera o o Lettera p p
Lettera q q Lettera r r Lettera s s Lettera t t
Lettera u u Lettera v v Lettera w w Lettera x x
Lettera y y Lettera z z

set 30 2008

Annuncio convegno

Tag: Eventi, News dall'Italiapatrizia @ 9:57 am

11 ottobre 2008 – Alassio (SV)

Promosso dall’associazione “R.P. Liguria- Onlus Associazione per la Retinite Pigmentosa e altre malattie della Retina” e dalla federazione nazionale “Retina
Italia – Onlus”, con la collaborazione di Apri Piemonte, si svolgerà sabato 11 ottobre in Alassio (SV) a partire dalle ore 14,30 presso “l’Ex Chiesa Anglicana”
sita in Via Adelasia 10, il convegno interregionale dal titolo: “DISTROFIE RETINICHE EREDITARIE E MACULOPATIE: IL PUNTO DELLA RICERCA IN ITALIA E ALL’ESTERO”.
Il convegno di carattere scientifico divulgativo, avrà lo scopo di aggiornare e/o ampliare le conoscenze nell’ambito delle malattie della retina trattate,
rivolgendosi principalmente ai pazienti ed ai loro familiari. Tuttavia nella considerazione degli argomenti che saranno esposti e dell’autorevolezza ed
esperienza specifica dei relatori (le relazioni saranno tenute da oculisti, genetisti, operatori della riabilitazione visiva, psicologi), riteniamo che
sia di interesse anche per chi opera nel campo delle malattie e disabilità visive o nel campo medico (medici famiglia, oculisti, ortottisti, ecc..). Per
i pazienti, il convegno rappresenta senz’altro un’occasione per essere aggiornati sullo stato della ricerca attuale e conoscere aspetti che possono rivelarsi
preziosi sia per affrontare meglio la malattia per quanto riguarda eventuali terapie, sia per far fronte alle difficoltà quotidiane che essa comporta.
Durante il convegno saranno previsti due spazi in cui il pubblico presente potrà formulare domande di carattere generale, inerenti le materie trattate.
Il convegno sarà ad ingresso libero, per informazioni 338/8095965 – 333/6333136

Programma del convegno (Formato PDF – 960 KB)


set 30 2008

Le Paraolimpiadi Pechino 2008

Tag: News dal mondo, Sportdaniela @ 9:37 am

4mila atleti di più di 150 nazioni, raccontata da 5mila fra giornalisti, fotografi e operatori della comunicazione: questi sono i numeri della XIII edizione delle Paraolimpiadi di Pechino, che si sono svolte da Sabato 6 settembre, a martedì 16 settembre . Questo è stato il più grande numero di partecipanti mai avuto alle Paralimpiadi (dodici più di Atene 2004) diverse Nazioni hanno fatto il loro esordio.
Chissà se nel 1944 il Dr. Ludwig Guttmann neurologo, creando un Centro per Lesioni spinali, dove i primi disabili portatori di lesioni midollari incominciavano a fare sport, si sarebbe mai immaginato che diventasse un evento di così grandi proporzioni. L’Italia ricopri un ruolo importante per la storia, ospitando i giochi Paraolimpici nel 1960 a Roma, in contemporanea con la XVII Olimpiade.

Una  data storica è il 21 giugno 2001, in quel giorno le paraolimpiadi sono state abbinate ai Giochi Olimpionici tradizionali,e quando fu siglato un accordo tra il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ed il Comitato Poralimpico Internazionale (IPC). In quello stesso anno fu coniato il logo dell’IPC, costituito da tre colori, rosso, blu e verde che simbolizzano i tre aspetti più significativi dell’essere umano: mente, corpo e spirito, i tre emisferi dove si può trovare la disabilita. La parola paralimpico era inizialmente un gioco di parole che deriva dal prefisso greco “PARA” (che significa “parallelo”) e il termine “Olimpico” (le Paralimpiadi come parallelo alle Olimpiadi) a mostrare come i due movimenti siano facce della stessa medaglia.
Ma veniamo hai giorni nostri.
Gli atleti italiani in gara erano novanta,e si sono confrontati con il resto del mondo in dodici discipline: atletica leggera, canottaggio, ciclismo, equitazione, judo, nuoto, scherma, tennis, tennis da tavolo, tiro a segno, tiro con l’arco e vela. Ad Atene quattro anni prima, il bottino conquistato dagli azzurri fu di 19 medaglie complessive, con 4 ori, 8 argenti e 7 bronzi; gli azzurri tornano a casa in questa edizione con un bottino complessivo di diciotto medaglie, con quattro ori, sette argenti e sette bronzi, anche se, fra i paesi europei l’Italia, è il paese che ha fatto segnare i peggiori risultati: Spagna, Germania e Francia superano tutte le 50 medaglie, e anche Ucraina, Repubblica Ceca, Polonia e Grecia ci primeggiano più o meno nettamente. questi numeri confermano che nel nostro paese la pratica sportiva delle persone disabili ha notevoli difficoltà di crescita, e i risultati agonistici ricalcano lo sforzo più generale di inserimento dei disabili negli spazi della nostra società.

Io da profana qual sono, non praticando sport, e  avendo diffidenza del popolo cinese, mi sono dovuta ricredere,  ho trovato la cerimonia di apertura grandiosa.
Una festa tutta da scoprire, con momenti che si sono rivelati davvero emozionanti. Protagonisti, sempre i disabili che hanno animato con le loro performance artistiche-musicali la serata di Pechino. Tre ore di cerimonia, dedicate alla natura, una scenografia da brivido apprezzata e super applaudita dagli oltre 90.000 spettatori. Il momento che mi ha fatto venire i brividi lungo la schiena, è stato per l’accensione del braciere olimpico, una staffetta tra una ragazza non vedente con il suo cane guida, e un ragazzo,che ha perso una gamba travolto da un treno a 9 anni, Hou Bin, tre volte campione olimpico nel salto in alto.

(link del video su youtube :

http://www.youtube.com/watch?v=VyZmjKNHmpA )
Acclamazioni al passaggio degli azzurri accompagnati da Francesca Porcellano come portabandiera.
Peccato che qui in Italia gli echi di questo evento sono stati debolissimi, quasi assenti, qualche notizia qua e là data dai telegiornali, in forma svogliata. Non ci sono stati programmi sportivi dedicati alle varie discipline, come è successo nell’Agosto 2008, mese delle XXIX Olimpiadi. Forse non interessa molto  il disabile che partecipa a una competizione?
Le parole di Francesca Porcellano, esprimono senza alcun dubbio il pensiero di molti atleti, e non solo italiani:
“I Giochi sono un’occasione per sensibilizzare la gente: dimostrano che non esistono limiti invalicabili, che i limiti si possono spostare in avanti. Invece i giornali non ne parlano e quando lo fanno spesso si lasciano andare al pietismo. Mi fa arrabbiare chi classifica i disabili come persone e come atleti di serie B, chi pensa che una medaglia vinta da un portatore di handicap valga meno. La disabilità la vede il pubblico, per noi non esiste. Siamo atleti che stanno facendo una corsa, punto e basta. Vorrei che la gente considerasse la mia carrozzina uno strumento, come la bicicletta per un ciclista. In verità non penso mai a me stessa come a una disabile”.(intervista  di Francesca Porcellano a Donna Moderna).
Senza la pretesa di lasciare indietro nessuno vi elenco di seguito gli Azzurri che hanno portato a casa le medaglie d’oro, argento e bronzo:
Per gli azzurri, il grande personaggio dei Giochi di Pechino è stato senza dubbio il lecchese Fabio Triboli, conquistando un oro nella gara su strada e due bronzi nella cronometro su strada e nell’inseguimento su pista. Fra le azzurre, invece, la giovanissima Cecilia Camellini sedicenne, non vedente totale dalla nascita, conquista la medaglia d’Argento nei 100 Stile Libero S11. Marco Vitale aggiunge all’argento di arco ricurvo il bronzo a squadre conquistato con Oscar de Pellegrin e Mario Esposito; Vittorio Podestà, ligure, vince la medaglia d’argento ha gareggiato nella categoria dedicata ai paraplegici DivB – HC4.
Pamela Pezzutto abbina all’argento nell’individuale femminile di ping-pong un’altra medaglia conquistata con le compagne Michela Brunelli, Federica Cudia e Clara Podda. Per il resto, brillano i trionfi di Paolo Viganò nell’inseguimento di categoria LC4 nel ciclismo su pista e del “quattro con” di canottaggio, con Paola Protopapa, Luca Agoletto, Daniele Signore, Graziana Saccocci e del timoniere Alessandro Franzetti. Gli altri bronzi sono stati vinti da Giorgio Farroni nel ciclismo su strada, da Walter Endrizzi nella maratona e da Alberto Pellegrini che – dopo l’oro di Atene – ha regalato all’Italia l’ultima medaglia con il bronzo nella sciabola.


set 26 2008

Le origini del braille

Tag: Braillelucio @ 12:05 pm

Le origini del braille

Nelle epoche precedenti alla invenzione da parte di Louis Braille, del suo codice di scrittura, per un non vedente era davvero difficile imparare a leggere e a scrivere senza l’uso della vista. Nonostante ciò, già prima dell’avvento del sistema braille, vi furono dei grandi studiosi ciechi come Nicholas Saunderson, che ereditò la cattedra di Newton. I primi tentativi di creare un sistema di scrittura/lettura per non vedenti, si hanno già a partire dalla metà del XVI secolo. L’abate italiano Lana-Terzi, ideò un sistema di fili intrecciati che dovevano rappresentare le lettere dell’alfabeto. Nel 1640 il tipografo francese Pierre Moreau, creò un sistema di lettura basato su lettere mobili. Di tentativi comunque ve ne furono numerosi. Il più importante e che tra l’altro fu ufficialmente adottato come il sistema dell’istituto dei ciechi di Parigi, fu ideato dal direttore dello stesso nel 1780. Stiamo parlando di Valentin Haui che ideò il metodo di scrittura su carta spessa con una penna con rotellina dentellata con la quale avveniva la trasposizione sul foglio delle lettere in rilievo. Lo stesso Haui creò con successo un sistema alternativo. Il medesimo consisteva nell’impressione su carta inumidita delle lettere dell’alfabeto. Haui, si serviva di lastre metalliche sulle quali venivano incise le lettere. Il primo libro che fu pubblicato con tale metodo, risale al 1787, e aveva come oggetto una sintesi delle teorie sull’educazione dei ciechi. In fine tra i vari metodi creati, non va dimenticato il metodo di William Moom. Moom era un inglese divenuto cieco all’età di 21 anni. Il suo sistema si basava sulla rappresentazione delle normali lettere dell’alfabeto in rilievo, ma modificate. La prima pubblicazione con questo metodo risale in Gran Bretagna, nel 1847. Il sistema Moom, ebbe un vasto successo soprattutto nella stessa Gran Bretagna, addirittura ancora oggi c’è chi sostiene che chi diventa cieco in età adulta, troverebbe maggiore facilità a imparare a leggere e scrivere con il Moom piuttosto che con il Braille. Il sistema Braille Nasce nel corso del XIX Secolo, e prende il nome di chi ideò questo metodo di scrittura (Louis Braille 1809-1852), ormai divenuto il modo di comunicare per iscritto dei non vedenti. Louis Braille nasce a Coupwray un piccolo Paese alle porte di Parigi nel 1809, diventa cieco all’età di 3 anni ferendosi ad un occhio nella bottega artigiana del padre. Inizialmente l’infezione causata dall’incidente colpì solo l’occhio ferito, ma poi si propagò anche all’altro occhio. Così dunque come già detto Louis Braille perse completamente la vista. All’età di 10 anni, dopo aver frequentato per 2 anni la scuola con i bambini vedenti con ovvie difficoltà, viene mandato dalla famiglia nell’istituto per ciechi della capitale francese. Sarà proprio lì, che dopo diversi anni Prendendo spunto da un metodo già esistente, “metodo Barbier”, che ideerà la scrittura che oggi è universalmente riconosciuta in tutto il mondo come la scrittura dei non vedenti. Il metodo Barbier, che è stato usato dal Louis Braille come modello per giungere alla creazione del suo metodo, era un sistema di punti in rilievo. Esso fu ideato da Charles Barbier generale dell’esercito britannico per inviare messaggi militari in codice. Il sistema Barbier, fu comunque pensato non tanto per rappresentare le lettere dell’alfabeto, piuttosto dei suoni della lingua francese. Proprio per questo motivo fudefinito metodo sonografico. I caratteri del metodo Barbier, erano composti da un massimo di 12 punti divisi in due colonne verticali di 6 ciascuna. Barbier inoltre inventò la tavoletta e il punteruolo, molto simili a quelli che conosciamo noi oggi. Lo stesso Barbier si rende conto che il suo sistema di scrittura tattile, che come già osservato veniva usato per comunicare durante le operazioni militari, poteva essere utilizzato come nuovo modello di scrittura e lettura per non vedenti. Così il suo metodo fu fatto conoscere agli studenti dell’istituto dei Ciechi di Parigi tra i quali vi era proprio Louis Braille. Egli si rese conto del difetto più rilevante del modello Barbier, ossia che caratteri di dimensioni così grandi ovvero di 12 punti, erano difficilmente percettibili. Dunque semplificò il sistema, riducendo i punti dei caratteri da un massimo di 12, aun massimo di 6. Nasce così la cella braille come la intendiamo noi oggi. La stessa è composta da un massimo di 6 punti, divisi in 2 colonne verticali di 3 punti ciascuna. Louis Braille utilizzò i 4 punti superiori per le prime 10 lettere dell’alfabeto francese. Dalla XI invece vengono utilizzati anche i punti più in basso della cella braille. Louis Braille non pensò solo all’alfabeto, ma anche alla punteggiatura ai numeri, caratteri matematici, e anche le note musicali. Louis Braille pubblica il suo sistema nel 1829, quando già da 2 anni è insegnante dell’istituto parigino. Vengono anche semplificati gli strumenti di scrittura già creati da Barbier, ossia la tavoletta e il punteruolo. I medesimi vengono adattati alle innovazioni volute da Louis Braille. La prima vera opera redatta con il metodo Braille, è la storia di Francia in 3 volumi. Inizialmente il sistema Braille, è accolto con grande entusiasmo nell’istituto, anche dal direttore dello stesso ovvero il prof Pignier nonostante la diffidenza di molti educatori e insegnanti vedenti. Quando però Pignier è sostituito dal nuovo direttore “Dufau”, inizia una sorta di ostilità nei confronti del sistema che però gode di forti consensi da parte degli studenti. Dufau ordina la sostituzione del metodo con quello ideato dal britannico Johon Alston utilizzato nell’istituto dei ciechi di Edimburgo. Si trattava di un sistema di lettere in rilievo semplificate. I motivi principali per i quali Dufau si mostrò decisamente ostinato all’abolizione del braille, sono da ricercarsi nel fatto che il direttore considerava quel metodo un motivo di segregazione. Oltre a ciò lo considerava fastidioso, a causa del ticchettio del punteruolo che disturbava il regolare svolgimento delle lezioni. Gli studenti però che come già detto erano decisamente entusiasti del sistema ideato da Louis Braille, continuarono in segreto con ogni mezzo visto che la tavoletta e il punteruolo furono banditi da Dufau, a usare quel metodo. Pur sapendo di rischiare per questo dure punizioni anche corporali. Nonostante le resistenze di Dufau, alla fine anche grazie all’intervento a difesa del sistema Braille di Gaudet assistente del direttore, il metodo ideato da Louis Braille viene nuovamente riconosciuto come modello da seguire per insegnare ai non vedenti a leggere e scrivere. Dufau si convince che il sistema può essere utilizzato dagli studenti dell’istituto. Louis Braille muore prematuramente il 6 gennaio del 1852 a causa della tubercolosi. Solo dopo la sua morte, il suo sistema negli anni si diffonde in Francia come nel resto d’Europa. Tutto ciò fu reso maggiormente possibile, anche grazie al fatto che nella seconda pubblicazione del suo sistema, Louis Braille lo aveva adattato alle 6 lingue maggiormente parlate in Europa e America ossia Inglese, francese, spagnolo, tedesco, italiano, portoghese. Nel 1852 il Braille fu adottato ufficialmente nella scuola per ciechi di Losanna. Nella stessa nel 1860, fu creata una copisteria che stampava in Braille libri in francese e tedesco. Nel 1854 il sistema di Louis Braille divenne ufficiale in Francia. Nello stesso anno Uscì una pubblicazione in lingua portoghese per espressa volontà dell’imperatore del Brasile Don Pedro II. Nei paesi di lingua tedesca il braille si diffonde negli stessi decenni, ma con qualche differenza segnografica che creò confusione come del resto emerse nel primo congresso per educatori ciechi tenutosi a Lipsia nel 1873 e nel secondo che si tenne a Dresda 3 anni dopo. In Inghilterra nello stesso periodo, erano usati 4 sistemi di scrittura/lettura basati su caratteri normali in rilievo. I 4 metodi utilizzati erano il sistema Moom il metodo Fry, il metodo Alston, e Gall. Contemporaneamente venivano anche usati 2 metodi stenografici “Lucas e Frère”. Thomas Ermitage, fondatore dell’associazione per l’educazione dei ciechi in patria e all’estero, volle che fossero proprio i non vedenti a decidere quale metodo adottare. Si costituì un comitato composto solo da ciechi che conoscessero almeno 3 dei sistemi allora utilizzati in Gran Bretagna. Tale comitato nel 1870, si pronunciò a favore del Braille. Nel corso degli anni dunque nell’isola il codice Braille si diffuse largamente. Nel 1883, era usato in gran parte delle scuole per ciechi d’Inghilterra. Il 27 settembre del 1878, nell’ambito del primo congresso mondiale dell’educazione dei ciechi tenutosi a Parigi, il Braille viene riconosciuto come metodo universale di scrittura e lettura per non vedenti ancora oggi senza altre alternative.


set 23 2008

Fotografare al di là degli occhi

Tag: Come fare per..., News dal mondopatrizia @ 11:54 am

In Italia vedere
Ipofoto
http://www.marcofreddi.org/ipofoto/index.html


set 22 2008

I non vedenti leggeranno “al volo”

Un apparecchio portatile in grado di leggere porzioni di testo ai non vedenti. È l’ultima idea dell’inventore americano Raymond Kurzweil, famoso in tutto il mondo per essere un pioniere nel campo della ricognizione ottica automatica e della sintesi vocale. “K-NFB”, questo il nome del progetto, combina in un unico apparecchio un computer palmare e una fotocamera digitale. Semplicemente scattando una foto o un testo”al volo”, il sistema la acquisisce e, dopo pochi secondi, tramite un altoparlante, la trasforma in voce. Fino ad ora era possibile, tramite uno scanner e un computer, trasformare il testo in voce. La grande innovazione di questo progetto è che si potrà compiere quest’operazione anche quando si è fuori casa o in viaggio, Il K-NFB può rivelarsi molto utile in numerose situazioni: leggere scontrini o ricevute, gli orari dei treni, le etichette, i cartelli alle fermate dei mezzi pubblici, oppure le istruzioni di medicinali o gli ingredienti di cibi, i cartelli di evacuazione di alberghi o edifici e infinite altre cose.
Ma come funziona esattamente il “K-NFB”? Sembrerebbe molto semplice. Una volta azionato, il sistema, attraverso messaggi sonori, fornisce all’utente i dati sulla situazione iniziale (ad esempio: “Vedo due oggetti. Spostarsi leggermente a destra per inquadrare perfettamente l’oggetto numero 1″), dopodiché si prende la decisione e si scatta la fotografia. Dopo qualche secondo, necessario per elaborare l’immagine, i contenuti della foto vengono letti ad alta voce. Nella confezione, sono presenti auricolari, ma volendo si possono utilizzare anche cuffie senza fili (che sfruttano la tecnologia Bluetooth) o si può collegare l’apparecchio alle casse di uno stereo. “L’unica limitazione è legata al fatto che la fotocamera è collegata ad un palmare, che non è potente come un normale computer e che è soggetto ai tempi di carica di una batteria” dura in media cinque ore.

Il nuovo apparecchio portatile è solo l’ultimo di una lunga serie di oggetti inventati da Kurzweil. La sua prima “Reading machine” (macchina per la lettura) del 1981 era grande quanto una lavatrice e costava poco più di 51mila euro. Il “K-NFB” è sicuramente meno costoso, perché sarà messo in vendita a circa 3.800 euro. “Per mettere a punto il sistema ci sono voluti circa tre anni – spiega Mervin Robertson, direttore esecutivo della Sight&Sound Technology, la società che lo metterà in vendita – . Oltre al prezzo del palmare e della fotocamera da 5 megapixel, la maggior parte del costo deriva dalla complessità del software”.


set 18 2008

Centri di addestramento cani guida

Tag: Come fare per..., Pet Therapy e cani guidadaniela @ 10:03 am

In Italia esistono quattro scuole di addestramento per cani guida e uno per assistenza disabili:

  • Scuola Nazionale Cani Guida Per Ciechi, via dei ciliegi n.26, Scandicci (Firenze); tel. 055/74.181; sito web http://www.rete.toscana.it/sett/polsoc/scuolacaniguida;
  • Servizio Cani Guida Dei Lions Scuola Cani Guida, via Galimberti n.1, Limbiate (milano); tel. 02/29.41.42.02;
  • Scuola Triveneta Cani Guida per Ciechi, presso la Clinica Veterinaria Montecchia. Via Pietro Schiavo n.20, 35030 Selvazzano Dentro (PD); Tel. 049/80.56.247; E-mail: info@scuolatrivenetacaniguida.it
  • Centro Regionale Helen Keller, via Brunaccini, 98020 Alì (ME); Tel. 0942/70.04.10; sito web http://www.centrohelenkeller.it.
  • Specifico per cani da assistenza :
    Accademia internazionale per lo Studio della comunicazione con il cane
    Via Olmata Tre Cancelli 8
    00062 – Bracciano (ROMA)
    Telefono e Fax: 06 99 80 22 11
    E-Mail: dansalvi@inwind.it.
    Sito Internet: www.cani-da-assistenza.it.


set 18 2008

Fotografare al buio

Tag: Arte accessibile, Foto, News dal mondopatrizia @ 9:02 am

per tutti la fotografia viene considerata una
forma d’arte visiva e questo è scontato: l’occhio del fotografo, la sua
visione del mondo sono elementi fondamentali per la composizione di
un’immagine valida. Ma se la sfida è quella che propone un fotografo non
vedente? E’ evidente che in questo caso tutti i presupposti dell’arte
visiva vengono messi in discussione. E la sfida può diventare in alcuni
casi una concreta realtà: e ve lo spiego subito, con questo link alla
biografia del fotografo americano Pete Eckert, completamente cieco
http://www.peteeckert.com/ .
Sotto, una breve descrizione del suo lavoro.

Come realizza le foto e perché

Con l’aiuto di un compasso braille imparò come percepire le fonti di
luce cominciò a creare immagini utilizzando la vista del suo “occhio
interiore”, che riassume le percezioni degli altri sensi e i ricordi
della vita vissuta quando ancora poteva vedere.”Io continuo a percepire
il mondo visivamente, anche se adesso devo utilizzare i miei altri sensi
e la memoria per formulare una visione interna nell’occhio della mente.
Perdere gli occhi non ha diminuito la chiarezza di questa visione
interna – continua Pete – mi ha solo indotto
a lavorare più sodo per acutizzare gli altri sensi e imparare il suono
specifico di ognuno”.
Lo scopo di Pete è creare un ponte tra il mondo percettivo dei vedenti e
quello dei non vedenti. Afferma di essere “solo un turista nel mondo dei
vedenti” che ruba “foto sotto alla porta del mondo dei ciechi per
mostrarle nella luce a chi può vedere”. Pete conclude dicendo “E’
importante per me che la gente pensi alla cecità. Creo grandi immagini
per far sì che la gente pensi. Parlare con la gente nelle gallerie in
cui espongo crea un ponte tra il mio occhio mentale e le loro visioni
del mio lavoro. Talvolta la gente non crede che io sia cieco. Sono una
persona visiva. Solo che non posso vedere.” I risultati sono
sorpendenti: le foto di Pete piacciono tanto che un’artista, Susan
Finkleman, gli ha chiesto di essere il fotografo ufficiale al suo
matrimonio, motivando così la sua decisione “Il
matrimonio è uno dei giorni più importanti e spirituali nella vita di un
individuo. Nessun altro sarebbe riuscito a cogliere questo aspetto
meglio di lui”.
brano tratto da
http://www.gingergeneration.it/n/fotografie-di-un-non-vedente-902-n.htm

Questo per far capire chi è questo artista, mentre invece questo è il
link alle foto di una ragazza romana cieca dalla nascita che fotografa
ed è pure appassionata di equitazione:
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/spettacoliecultura/mosant/mosant.html


set 16 2008

Gli occhi di un “Amico”

Tag: Pet Therapy e cani guidadaniela @ 11:24 am

nella foto è rappresentato un cane, labrador biondo, con il guinzaglio pettorina, speciale per i ciechi

Eccomi qua ad affrontare un’altro argomento che mi sta a cuore, e figuriamoci se non parlo di animali! Il tema che voglio affrontare riguarda i cani guida per non vedenti e il cane da assistenza per disabili. E’ incredibile cosa riescono a fare queste bestioline quando sono addestrate a puntino. In cosa si differenzia il cane da Pet Therapy da quello da assistenza? La formazione inizialmente e’ la stessa, mentre si distingue nella parte finale. L’animale da Pet Therapy, inoltre, generalmente vive con l’operatore. Quello da assistenza vivra’ con il disabile, aiutandolo nel quotidiano. I cani da assistenza non hanno funzioni di guida come i cani per non vedenti, bensì sono in grado di assolvere alcuni compiti quotidiani contribuendo a promuovere una maggiore indipendenza e fornendo, al tempo stesso, uno straordinario supporto emotivo (i disabili sono per lo più persone con difficoltà motorie paraplegici ecc). Ricevono un addestramento altamente specializzato, ed imparano ad accendere e spegnere le luci, a portare oggetti caduti o un oggetto indicato, ad aprire e chiudere le ante di un armadietto o le porte, a chiamare aiuto attivare un salvavita (tipo quelli che si appendono al collo)”, e così via.

Il cane guida per ciechi svolge un compito estremamente complesso in quanto in alcuni momenti dalla sua attenzione e dalla sua capacità di concentrazione può dipendere addirittura la vita della coppia. Il cane, per la sua intelligenza e per le sue capacità di apprendimento, può consentire una mobilità autonoma alle persone non vedenti e oltre ad assolvere i compiti di guida tradizionali, sono anch’essi  in grado di raccogliere oggetti inavvertitamente caduti, facilitando così la quotidianità del loro conduttore.

L’addestramento del cane guida consiste nell’insegnargli:
- ad evitare gli ostacoli che si frappongono lungo il cammino come: gradini, pali di insegne, tavolini e sedie dei bar, tombini aperti, buche
- a non distrarsi se incontra altri cani o altri animali come gatti o uccelli
- ad attraversare la strada solo quando è libera dal traffico;
- a condurre, dietro comando, il suo padrone non vedente in linea retta, a destra, a sinistra, tornare indietro, ecc
Un bravo Cane Guida impara anche a disubbidire ai comandi, se si presenta per il suo padrone una fonte di pericolo. Una volta giunti a destinazione, tolto il finimento guida e ricevute le meritate coccole, egli torna ad essere un cane come tutti gli altri, voglioso di giocare e correre in libertà.

Ho letto alcune interviste fatte a non vedenti che condividono la propria esistenza con un cane, e mi ha colpito un racconto di un uomo che con il suo pastore tedesco, Ghibli, doveva attraversare la strada ma siccome le strisce non erano ben visibili, quasi trasparenti, il cane si siede e diviene di gesso, l’uomo capisce che si deve fermare ma non sa perché il suo compagno non vuole attraversare, e a nulla valgono gli ordini del suo padrone che lo esorta a passare da un marciapiedi all’altro. La sua intelligenza lascia senza parole. Perché lui protegge il suo padrone dai pericoli della strada, lo porta al bar, dal tabaccaio, in farmacia, a seconda della richiesta. Riconosce i segnali, i colori dei semafori, lo aiuta a superare gli ostacoli della via che, per chi vede, possono sembrare difficoltà minime ma per chi vive nel buio diventano impedimenti insuperabili. Per esempio, un motociclo in sosta su un marciapiede, due auto parcheggiate in modo tanto ravvicinato da impedire il passaggio del non vedente col cane (occorrono almeno sessanta centimetri per quella che a noi sembra una banalissima operazione) rendono la passeggiata di un disabile un inferno. Le strisce a stento si vedono a quell’ incrocio, lui non rischia la vita del cieco, che deve aiutare dandogli in prestito gli occhi. Il fedele amico attraversa solo quando si accorge che il suo padrone è in compagnia di altri passanti.
Solo allora Ghibli passa sulle strisce sbiadite.

Per informazioni sui centri di addestramento in Italia vedi sul link


set 15 2008

Non è normale, non può stare qui!

Tag: News dall'Italiadaniela @ 9:58 am

Roberto, un mio collega, mi ha fatto vedere un articolo, trovato sul web, a dir poco agghiacciante. Ho scelto di metterlo in rete, in versione integrale. Quello che è accaduto a una mamma e al suo bimbo, non è purtroppo un fatto sporadico, in certi casi non si riesce a far niente a parte indignarsi. In un sito come il nostro che si occupa di disabilita, pubblicando questo articolo, si ha l’illusione, almeno, di fare qualcosa.

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Alla CA. Gentile Direzione Carrefour di Assago

Mi chiamo Barbara  e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.

Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale.
La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete:

• Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo
• Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco   Alimentare per la raccolta di generi alimentari
• Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo”

Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge.

Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars.

Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel
Vostro reparto bricolage.

Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.

Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina.

Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.

Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.

Ho pianto. Dal dolore.

Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap:

-Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.

Vorrei sapere come intendete agire, se con una scrollata di spalle come i Vostri dipendenti, di fronte a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova.

Manderò questa mail in copia alla segreteria dell’onorevole Carfagna, e alla redazione di Striscia la Notizia, oltre a pubblicarlo sul mio sito personale.

Tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito oggi.

Firma.


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