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Le Paraolimpiadi Pechino 2008

Tag: News dal mondo, Sportdaniela @ 9:37 am

4mila atleti di più di 150 nazioni, raccontata da 5mila fra giornalisti, fotografi e operatori della comunicazione: questi sono i numeri della XIII edizione delle Paraolimpiadi di Pechino, che si sono svolte da Sabato 6 settembre, a martedì 16 settembre . Questo è stato il più grande numero di partecipanti mai avuto alle Paralimpiadi (dodici più di Atene 2004) diverse Nazioni hanno fatto il loro esordio.
Chissà se nel 1944 il Dr. Ludwig Guttmann neurologo, creando un Centro per Lesioni spinali, dove i primi disabili portatori di lesioni midollari incominciavano a fare sport, si sarebbe mai immaginato che diventasse un evento di così grandi proporzioni. L’Italia ricopri un ruolo importante per la storia, ospitando i giochi Paraolimpici nel 1960 a Roma, in contemporanea con la XVII Olimpiade.

Una  data storica è il 21 giugno 2001, in quel giorno le paraolimpiadi sono state abbinate ai Giochi Olimpionici tradizionali,e quando fu siglato un accordo tra il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ed il Comitato Poralimpico Internazionale (IPC). In quello stesso anno fu coniato il logo dell’IPC, costituito da tre colori, rosso, blu e verde che simbolizzano i tre aspetti più significativi dell’essere umano: mente, corpo e spirito, i tre emisferi dove si può trovare la disabilita. La parola paralimpico era inizialmente un gioco di parole che deriva dal prefisso greco “PARA” (che significa “parallelo”) e il termine “Olimpico” (le Paralimpiadi come parallelo alle Olimpiadi) a mostrare come i due movimenti siano facce della stessa medaglia.
Ma veniamo hai giorni nostri.
Gli atleti italiani in gara erano novanta,e si sono confrontati con il resto del mondo in dodici discipline: atletica leggera, canottaggio, ciclismo, equitazione, judo, nuoto, scherma, tennis, tennis da tavolo, tiro a segno, tiro con l’arco e vela. Ad Atene quattro anni prima, il bottino conquistato dagli azzurri fu di 19 medaglie complessive, con 4 ori, 8 argenti e 7 bronzi; gli azzurri tornano a casa in questa edizione con un bottino complessivo di diciotto medaglie, con quattro ori, sette argenti e sette bronzi, anche se, fra i paesi europei l’Italia, è il paese che ha fatto segnare i peggiori risultati: Spagna, Germania e Francia superano tutte le 50 medaglie, e anche Ucraina, Repubblica Ceca, Polonia e Grecia ci primeggiano più o meno nettamente. questi numeri confermano che nel nostro paese la pratica sportiva delle persone disabili ha notevoli difficoltà di crescita, e i risultati agonistici ricalcano lo sforzo più generale di inserimento dei disabili negli spazi della nostra società.

Io da profana qual sono, non praticando sport, e  avendo diffidenza del popolo cinese, mi sono dovuta ricredere,  ho trovato la cerimonia di apertura grandiosa.
Una festa tutta da scoprire, con momenti che si sono rivelati davvero emozionanti. Protagonisti, sempre i disabili che hanno animato con le loro performance artistiche-musicali la serata di Pechino. Tre ore di cerimonia, dedicate alla natura, una scenografia da brivido apprezzata e super applaudita dagli oltre 90.000 spettatori. Il momento che mi ha fatto venire i brividi lungo la schiena, è stato per l’accensione del braciere olimpico, una staffetta tra una ragazza non vedente con il suo cane guida, e un ragazzo,che ha perso una gamba travolto da un treno a 9 anni, Hou Bin, tre volte campione olimpico nel salto in alto.

(link del video su youtube :

http://www.youtube.com/watch?v=VyZmjKNHmpA )
Acclamazioni al passaggio degli azzurri accompagnati da Francesca Porcellano come portabandiera.
Peccato che qui in Italia gli echi di questo evento sono stati debolissimi, quasi assenti, qualche notizia qua e là data dai telegiornali, in forma svogliata. Non ci sono stati programmi sportivi dedicati alle varie discipline, come è successo nell’Agosto 2008, mese delle XXIX Olimpiadi. Forse non interessa molto  il disabile che partecipa a una competizione?
Le parole di Francesca Porcellano, esprimono senza alcun dubbio il pensiero di molti atleti, e non solo italiani:
“I Giochi sono un’occasione per sensibilizzare la gente: dimostrano che non esistono limiti invalicabili, che i limiti si possono spostare in avanti. Invece i giornali non ne parlano e quando lo fanno spesso si lasciano andare al pietismo. Mi fa arrabbiare chi classifica i disabili come persone e come atleti di serie B, chi pensa che una medaglia vinta da un portatore di handicap valga meno. La disabilità la vede il pubblico, per noi non esiste. Siamo atleti che stanno facendo una corsa, punto e basta. Vorrei che la gente considerasse la mia carrozzina uno strumento, come la bicicletta per un ciclista. In verità non penso mai a me stessa come a una disabile”.(intervista  di Francesca Porcellano a Donna Moderna).
Senza la pretesa di lasciare indietro nessuno vi elenco di seguito gli Azzurri che hanno portato a casa le medaglie d’oro, argento e bronzo:
Per gli azzurri, il grande personaggio dei Giochi di Pechino è stato senza dubbio il lecchese Fabio Triboli, conquistando un oro nella gara su strada e due bronzi nella cronometro su strada e nell’inseguimento su pista. Fra le azzurre, invece, la giovanissima Cecilia Camellini sedicenne, non vedente totale dalla nascita, conquista la medaglia d’Argento nei 100 Stile Libero S11. Marco Vitale aggiunge all’argento di arco ricurvo il bronzo a squadre conquistato con Oscar de Pellegrin e Mario Esposito; Vittorio Podestà, ligure, vince la medaglia d’argento ha gareggiato nella categoria dedicata ai paraplegici DivB – HC4.
Pamela Pezzutto abbina all’argento nell’individuale femminile di ping-pong un’altra medaglia conquistata con le compagne Michela Brunelli, Federica Cudia e Clara Podda. Per il resto, brillano i trionfi di Paolo Viganò nell’inseguimento di categoria LC4 nel ciclismo su pista e del “quattro con” di canottaggio, con Paola Protopapa, Luca Agoletto, Daniele Signore, Graziana Saccocci e del timoniere Alessandro Franzetti. Gli altri bronzi sono stati vinti da Giorgio Farroni nel ciclismo su strada, da Walter Endrizzi nella maratona e da Alberto Pellegrini che – dopo l’oro di Atene – ha regalato all’Italia l’ultima medaglia con il bronzo nella sciabola.

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