set 12 2008

Il dottore a quattro zampe

Tag: Genova e dintorni, Pet Therapy e cani guidadaniela @ 11:20 am

Il cane da sempre il miglior amico dell’uomo, partner nella solitudine , nel gioco, viene usato nelle unità cinofila  come compagno di lavoro prevalentemente destinato ad attività di protezione civile e pubblico soccorso, nei settori di intervento, ricerca e soccorso di persone scomparse in superficie, ricerca e soccorso di persone travolte da macerie e detriti, ricerca e soccorso di persone travolte da valanghe.

Il suo utilizzo è infinito e si spinge fino a diventare per l’uomo uno strumento di guarigione come nel caso della pet therapy .

La pet-therapy nasce negli anni 50 negli Stati Uniti attraverso un famoso
neuropsichiatra di nome Boris Levinson.
Egli scoprì l’importanza di avere un cane come amico quando uno dei suoi piccoli pazienti affetto da autismo di Kanner chiamò il suo cane per nome.
Da quel momento Levinson cercò di favorire la relazione fra il suo cane e quel bambino, attraverso questa relazione il bambino iniziò ad uscire dalla
malattia.
Boris Levinson iniziò a studiare diversi casi con l’aiuto del suo cane, e oggi questa nuova tecnica venne chiamata pet-therapy. Il nome pet sta ad individuare il pupazzo di peluche, ecco perché pet-therapy può essere anche tradotto con terapia dell’affetto.

Molti istituti in Italia utilizzano questa tecnica: a Genova per esempio, l’Istituto David Chiossone avvalendosi di persone specializzate aiuta i bambini ciechi e con vari problemi. Inoltre è stato dimostrato nel convegno a Palazzo Ducale “Occhio della mente”, che il contatto con l’animale può produrre sensazioni ed emozioni positive tali da far desiderare nel bambino la ripetizione dell’ esperienza portandolo quindi ad aprire il suo piccolo mondo buio ed a cercare nuove interazioni con l’ambiente. La pet-therapy è stata individuata come una possibile terapia alternativa dal Comitato Nazionale di Bioetica e dall’Istituto Superiore di Sanità.

Perché gli animali riescono a fare quello che l’adulto non riesce?

L’animale ha una buona capacità di facilitare i rapporti interattivi: egli da o prende l’iniziativa nel sollecitare la collaborazione del paziente, agisce d’istinto ed è sempre sincero, non interpreta ne falsifica, ama vivere in compagnia. Alzi la mano chi non vuole un amico così! E’ libero e spontaneo nel contatto fisico, favorendo così la stimolazione dei sensi. Attraverso questo con-tatto è possibile la costruzione del confine sia del proprio corpo che psicologico, necessari alla formazione di un’identità di sé, e di una concreta consapevolezza di esistere.

I delfini,ad esempio, hanno la facoltà di leggere il linguaggio corporeo, (espressione del viso, atteggiamenti ecc.) e di percepire attraverso le produzioni ormonali i diversi stati emotivi empaticamente. E poi non dimentichiamo la cosa più importante: gli animali amano GIOCARE. Ciò per i ragazzi è fondamentale, perchè  hanno la possibilità di esprimere la loro vivacità, ricavandone sensazioni benefiche, e anche  modo di arricchire la loro comunicazione gestuale e tattile.

Sono dei veri dottori! e pensare che non percepiscono alcuna parcella, fanno tutto gratis, tranne il loro mantenimento naturalmente,  ma nel cambio chi ci guadagna? Noi o loro ?


set 10 2008

Un altro vedere

Tag: News dall'Italiadaniela @ 11:13 am

Navigando in internet mi è capitato di incontrare un sito molto interessante e carino:”Dialogo nel Buio”

http://www.dialogonelbuio.org/

La mostra/percorso ideata dal giornalista Andreas Heinecke e ospitata dall’ Istituto Ciechi di Milano, ha come scopo di promuovere e divulgare nelle scuole e a chiunque abbia voglia di sperimentare e mettersi in discussione, una nuova realtà, quella del non vedente.

Il viaggio di oltre un’ora è interamente svolto in totale assenza di luce, con guide non vedenti. Un itinerario in completa oscurità, che producono però situazioni reali, obbliga il visitatore ad usare maggiormente gli altri sensi, ci si affida all’udito, al tatto, all’olfatto, al sapore. Un nuovo modo di percepire il mondo che ci circonda,dove le barriere si dissolvono, e “l’abile” diventa il disabile. Un’esperienza atta a trasformare una semplice passeggiata nel parco o sorseggiare un tazza di the, in una consapevolezza unica che cambia il proprio modo di pensare e “vedere” le cose. Può sembrare banale ma non è così. Una volta varcato l’ingresso, la linea di confine tra luce e buio, ci si trova a fare i conti e imparare con un altro “vedere” ,un buio così profondo disorienta, sconcerta, chi è abituato a basarsi interamente sulla vista. Ma è anche l’occasione per scoprire nuove dimensioni, in modo sorprendentemente semplice. Non si tratta di scoprire una realtà differente, è piuttosto una riscoperta, con modalità diverse, dello stesso mondo che già conosciamo. Nel buio anche il caffè ha un altro sapore, una rosa un altro profumo.

Dialogo nel Buio non è una simulazione della cecità, ma l’invito a sperimentare come la percezione della realtà e la comunicazione possano essere molto più profonde e intense in assenza della luce.

La mostra è un invito a scoprire questa nuova realtà multisensoriale, ma è anche un invito al dialogo tra due mondi che spesso fanno fatica a comunicare, quello dei vedenti e quello dei non vedenti.

A questo proposito si sono aperte anche molteplici iniziative come il Cafénoir il Bar di Dialogo nel Buio, un’opportunità diversa per vivere la magia del buio, anche per chi vi si avvicina la prima volta, si scopre il valore della parola quale strumento di comunicazione, non importa come si è vestiti, il colore degli occhi o l’acconciatura dei capelli, conta la persona.

Un volta fuori apparirà più chiaro il significato delle parole scritte all’ingresso della mostra:

“Non occorre guardare per vedere lontano”.


set 10 2008

Cucina, che passione!

Tag: Accessibilità in cucinapatrizia @ 11:08 am

Siete appassionati di cucina e volete curiosare tra tante ricette, tanti consigli e tante iniziative legate al mondo del cibo? Fatevi un giro sul sito www.ilgiornaledelcibo.it

In futuro sarà anche reso completamente accessibile a chi usa il computer con le tecnologie assistive, grazie alla collaborazione che è nata fra la redazione del giornale e la Cooperativa sociale David Chiossone che si occupa proprio di accessibilità dell’Web.

Comunque anche ora il sito è abbastanza navigabile anche per chi usa il computer con tali tecnologie.

Provate e buon appetito!


set 09 2008

Due passi a Sarzana

Tag: Genova e dintornipatrizia @ 10:49 am

Partire per la Liguria e scoprire una città accessibile e accogliente

Recentemente ho fatto una piacevole scoperta visitando quasi casualmente la cittadina di Sarzana.

Tutto il bel centro storico è completamente privo di barriere architettoniche e ci si può muovere tranquillamente per stradine e vicoletti senza incappare in scalini, scalinetti, panettoni di cemento che sono davvero dei pericoli non solo  per disabili  motori e   visivi, ma per chiunque ha voglia di passeggiare e guardarsi intorno senza doversi preoccupare di “saltare gli ostacoli”!

Sono rimasta affascinata da ampi spazi che si aprono dopo aver percorso stretti vicoli con negozietti molto carini e ci si può sedere a uno dei tanti tavolini dei locali che numerosi, animano queste piazze e stradine.

Se non sapete cosa fare il prossimo sabato, il mio consiglio è quello di andare a fare due passi a Sarzana, anche perchè mi hanno detto che il sabato è particolarmente viva e ricca di attività!


set 04 2008

Toccare le stelle con un dito

Tag: News dal mondodaniela @ 11:14 am

L’universo da sempre si osserva e da oggi si tocca.

Grazie ad alcune iniziative, infatti, lo spettacolo dello spazio profondo, diventa finalmente accessibile anche a chi non vede.

La NASA, grazie al sostegno della principale associazione statunitense per non vedenti, ha realizzato un libro “Touch the invisible sky” , di 60 pagine e 28 immagini catturate dai telescopi Hubble- Chandra – Spitzer, in cui le foto sono stampate in rilievo e accompagnate da descrizioni in Braille.

Anche in Italia ci sono state iniziative simili, l’osservatorio astronomico di Padova, nell’ambito della divulgazione scientifica, rivolta agli ipovedenti, ha scritto un libro “ A riveder le stelle” interamente stampabile in Braille e scaricabile gratuitamente dal sito :

www.pd.astro.it/ariveder/

“A Riveder le Stelle” si rivolge principalmente a tutti gli utenti non vedenti della Rete, giovani e meno giovani, che hanno voglia di intraprendere un viaggio affascinante tra pianeti, comete e galassie alla scoperta delle meraviglie che popolano l’Universo. In occasione dell’anno internazionale dell’ astronomia che si terrà nel 2009 il sito è stato interamente rivisitato e aggiornato secondo gli standard del W3C.


set 04 2008

Sito orario trasporti

Tag: Eventi, Genova e dintornilucio @ 9:41 am

Sito orario trasporti accessibilità sì ma usabilità?

Di Lucio Grippo

Il convegno del 15 luglio scorso ha certamente messo in evidenza anche tramite una dimostrazione pratica, che il sito www.orariotrasporti.regione.liguria.it, sembrerebbe oltre che accessibile anche usabile. La domanda che però ora vogliamo porci a distanza di qualche giorno dal convegno è la seguente:

è veramente usabile il motore di ricerca del sito? oppure vi è ancora qualcosa da rivedere?

Personalmente una risposta la posso già dare senza alcuna esitazione. Sebbene io sia stato colui che nel convegno ha fornito la dimostrazione pratica che doveva far apparire accessibile e usabile il sito, devo ammettere che dal punto di vista dell’accessibilità evidentemente i 22 requisiti tecnici sono stati rispettati, dal punto di vista dell’usabilità il motore di ricerca pone ancora dei punti di discussione sui quali ora ci soffermeremo. Molti forse ora si domanderanno come mai allora nella dimostrazione pratica del convegno il sottoscritto abbia voluto far credere che il motore di ricerca fosse usabile?

Anche a tale quesito ho la risposta pronta. Ovviamente in quel contesto non potevo toccare un tasto delicato come l’effettiva usabilità del sito sia per ragioni di tempo, sia perché quel convegno è stato appositamente organizzato per dimostrare che il sito non solo rispetta i requisiti di accessibilità, ma è anche usabile in particolar modo per ciò che concerne il motore di ricerca. Per tanto ho dovuto fare in modo che tutto apparisse perfetto, che anche un utente non vedente, mediante l’uso di particolari tecnologie può compilare il motore di ricerca. Devo dire che preparando bene la dimostrazione, sono riuscito a far credere che non vi fossero problematiche in merito. Ora però che il convegno ce lo siamolasciati alle spalle, anch’io sono dell’idea che il sito sarà accessibile, ma dal punto di vista dell’usabilità pone degli interrogativi sui quali ci si deve soffermare e riflettere. Vediamo di evidenziare i maggiori problemi che dal punto di vista dell’usabilità presenta il motore di ricerca. Per affrontare megliola questione, forse è necessario ricordare come lo stesso è strutturato. Appena sotto l’intestazione del motore di ricerca, vi è una casella combinata nella quale, vi sono quattro opzioni inerenti a come vogliamo venga selezionato l’indirizzo della località di partenza. Le quattro opzioni sono le seguenti:

a scelta, nel senso che non vi devono essere particolari indicazioni, stazione/fermata, evidentemente il motore si riferisce al fatto che se si sceglie quell’opzione si vogliono indicazioni precise sul punto di partenza, indirizzo, ovvero si selezionerà il punto di partenza sulla base di un indirizzo specifico, e punto di interesse ovvero se si vuole che la località di partenza sia scelta facendo riferimento a ciò che si può trovare nelle vicinanze di essa. Dopo la casella combinata, vi è il campo editazione per inserire la località di partenza. Appena sotto vi è la mappa interattiva che consente agli utenti senza problematiche visive di visualizzare tramite essa la località di partenza. Successivamente vi è la casella combinata con le stesse opzioni di quella precedente, però in tal caso riferite alla località di arrivo. Di seguito vi è il campo editazione per la località di arrivo. Ovviamente la mappa interattiva per visualizzare la località di arrivo tramite la stessa. Dopo di che vi è la casella combinata con la quale l’utente deve comunicare se vuole avere gli orari di partenza o arrivo, il campo della data, quello dell’ora, il campo per aggiungere una eventuale località intermedia, il link per andare alla ricerca avanzata, e finalmente il pulsante avvio ricerca. Ora che abbiamo rinfrescato la memoria su come è strutturato il motore di ricerca, vediamo di cogliere tutti quegli aspetti che ci consentono di dire che il medesimo non è sufficientemente usabile. Premesso che poi successivamente porremo l’accento sui problemi che emergono quando apriamo la pagina dei risultati, la prima questione che ci sembra opportuno sollevare, riguarda la casella combinata delle quattro opzioni relative ai criteri di selezione delle località di partenza e arrivo. Infatti la prima considerazione che possiamo fare che la stessa non ha ragione di esistere. Ciò perché naturalmente non si capisce che senso abbia stabilire in quella casella i criteri tramite i quali vogliamo vengano selezionate le località di partenza e arrivo, se poi di seguito vi sono i campi editazione dove inserire la località di partenza, e quella di arrivo. Dunque a mio avviso, si perde inutilmente tempo a selezionare dati che poi vengono nuovamente inseriti nei campi editazione. Forse lascerà stupiti coloro che leggeranno questo articolo, ma per sino colui che apportato le innovazioni necessarie a rendere accessibile il sito ovvero Roberto Martinelli di data siel un giorno che è venuto in cooperativa per sperimentare il motore di ricerca in previsione del già citato convegno, nell’ambito di una prova mi ha consigliato di non selezionare dati tramite le suddette caselle combinate perché così avrei fatto solo della confusione, e oltre tutto avrei potuto specificare le località di partenza e arrivo, negli appositi campi editazione. Un altro aspetto che lascia perplessi del motore di ricerca, è il fatto che non è semplice specificare le località di partenza e arrivo ne anche inserendo le stesse nei già citati campi editazione. Non è raro che pur avendo dato indicazioni che a noi ed effettivamente lo sono sembrano chiare, circa il punto di partenza e quello di arrivo, quando poi abbiamo svolto tutta la compilazione, e inviamo i dati, il sistema ci dica che le località di partenza e arrivo non sono chiare. Inizialmente ciò può accadere in quanto non è chiaro come il sistema vuole vengano specificate le stesse. Però questo è già un aspetto sul quale riflettere. Naturalmente perché il sistema deve essere in grado di comunicare nella massima precisione ciò che va inserito nei vari campi. Successivamente però, anche avendo capito dopo numerosi tentativi come vanno comunicati determinati dati, può comunque accadere che quando poi apriamo la pagina dei risultati, ci venga riferito che non siamo stati chiari nell’indicare o la partenza, o l’arrivo. In tal caso verrebbe da chiedersi perché ciò accade, la risposta più plausibile è che evidentemente anche scrivere una parola in modo leggermente diversa da come viene riconosciuta dal sistema, può rappresentare un intralcio per la riuscita della ricerca. Per capirci meglio, noi potremmo scrivere “corso Italia, quando il sistema vuole che noi scriviamo c.so Italia”. Basta questa piccola imperfezione per non ottenere risultati, o meglio per dovere selezionare nuovamente le località di partenza o arrivo o tutte e due nella casella combinata che viene visualizzata nella pagina nella quale vi dovrebbero essere i risultati che invece non ci sono. Per ovviare al problema ora preso in esame, bisognerebbe fare in modo che il sistema già nel motore di ricerca specifichi come devono essere inseriti i dati, nei minimi dettagli. Circa la fase compilativa, abbiamo esaurito i punti oscuri. Ora dobbiamo focalizzare l’attenzione su cosa accade nella pagina dei risultati, quando non si verificano intoppi del tipo già preso in considerazione poco sopra. La questione che affrontiamo, è relativa alla visualizzazione dei risultati. Infatti come vedremo a breve la stessa avviene in modo che non risulti agevole agli utenti dotati di supporti. Infatti se opportunamente appena sotto l’intestazione degli stessi viene riproposta la sintesi dei dati inseriti per consentire all’utente di verificare se ha effettivamente fornito le indicazioni che aveva intenzione di dare, i problemi sorgono subito dopo.

Infatti dopo la sintesi dei dati inseriti, non vi sono i risultati della ricerca come si potrebbe supporre, ma vi sono altri form da compilare. I medesimi riguardano es la ricerca già effettuata, però in fasce orarie diverse da quella della nostra, oppure una ricerca inerente il percorso di ritorno. Solo dopo questi ulteriori form, finalmente vi sono i risultati. Indubbiamente questo è un difetto rilevante, in quanto se un sito è pensato per agevolare il più possibile chi ha maggiori difficoltà, allora è necessario fare in modo che tutto risulti il più semplice possibile. Con ciò ovviamente vogliamo osservare che nella pagina dei risultati, dopo la sintesi dei dati inseriti, vi dovrebbero essere immediatamente gli stessi. Solo di seguito andrebbero inseriti i form mensionati sopra. Possiamo dire che i maggiori difetti del motore di ricerca di orariotrasporti, sono quelli che abbiamo messo in evidenzafino ad ora. Certamente sono problematiche che non ci consentono di affermare che questi form presentano un alto grado di usabilità. Se si eliminassero le anomalie di cui abbiamo approfonditamente parlato in questo articolo, allora sì che potremmo dire che il sito non solo è accessibile, ma è anche usabile. Ciò fa capire che non sempre e questa pagina web ne è la prova, quando un sito è accessibile, presenta un alto livello di usabilità. Un sito può rispettare i 22 requisiti tecnici, ma può comunque per come è strutturato avere dei difetti che rendono più difficoltoso per un utente dotato di supporti navigare in esso, e utilizzare i motori di ricerca dello stesso. Tutto ciò ovviamente fa capire che quando un sito viene dichiarato accessibile, non significa che ha risolto tutte le problematiche che precedentemente non permettevano ad esso di essere considerato tale, ma significa che indubbiamente può ancora avere dei difetti che non lo rendono agevole da navigare per chi fa uso di screen reader. Concludendo il nostro discorso sul sito di orariotrasporti, naturalmente ciò che possiamo dire, che come si è visto per il motore di ricerca, lo stesso presenta delle problematiche che vanno risolte per renderlo usabile. Per quanto concerne la navigazione delle pagine interne, ma anche della home per ciò che inerisce la consultazione dei contenuti, si può dire che non sorgono difficoltà di rilievo. È semplice reperire le informazioni desiderate, risulta agevole muoversi all’interno di una pagina, anche grazie al fatto che vi sono le intestazioni, che sono dei titoli che possono considerarsi un punto di riferimento importante in una pagina web per chi fa uso di supporti. Infatti se vi sono le stesse, è più facile per un utente dotato di lettori di schermo arrivare velocemente alla parte della pagina dove vi sono le informazioni specifiche. Credo che tutto ciò che abbiamo detto in questa discussione, abbia messo in evidenza i molteplici aspetti non apprezzabili del sito orario trasporti nella speranza che vengano al più presto eliminati, ma anche quegli aspetti che invece si devono considerare un punto a favore di questa pagina web. La conclusione a tutto questo dibattito può essere che però quegli aspetti positivi, non bastano a farci dare un giudizio favorevole. A conferma di ciò possiamo dire che ovviamente non è sufficiente che un sito ci permetta di trovare rapidamente le informazioni consultando i contenuti delle varie pagine, ma è anche necessario reperire le stesse tramite l’uso dei form. Soloquando sarà pienamente possibile tutto ciò, allora finalmente potremmo dare solo giudizi positivi sul sito. In tal caso infatti allora si che quanto fatto credere nel convegno, potrà considerarsi condivisibile.


set 04 2008

Convegno sito orariotrasporti

Tag: Eventi, Genova e dintornilucio @ 9:33 am

Di Lucio Grippo

Martedì 15 luglio 2008 dalle ore 15, presso l’istituto David Chiossone nell’auditorium Giuseppe Verdi, si è svolto il convegno per fare il punto sui risultati raggiunti per quanto concerne l’accessibilità del sito www.orariotrasporti.regione.liguria.it. Hanno partecipato tra gli altri l’assessore ai trasporti Enrico Vesco, l’assessore all’informatica Giovanni Battista Pittaluga che hanno introdotto il tema trasporti senza barriere, il presidente della Cooperativa Sociale David Chiossone che ha contribuito al progetto di adeguamento alle norme di accessibilità Eugenio Saltarel, il direttore della Cooperativa Sociale David Chiossone Walter Bielli che ha introdotto il mio intervento, il sottoscritto Lucio Grippo, esperto di accessibilità siti web della Coop Sociale David Chiossone, che ha dato una dimostrazione pratica di come si può utilizzare tramite tecnologie specifiche il motore di ricerca, e Roberto Martinelli di Datasiel che ha provveduto ad apportare le modifiche necessarie al sito. Erano presenti al convegno anche i rappresentanti di tutte le aziende di trasporti della Regione Liguria. Soffermandoci sulla dimostrazione pratica da me fornita, penso che abbia dato un’idea di come un utente con disabilità visive può comunque se ben strutturato, utilizzare senza grosse problematiche il motore di ricerca per avere informazioni circa un dato percorso indicato dall’utente. Ad esempio gli orari dei mezzi di trasporto da utilizzare per svolgere il percorso quali e quanti se vi sono i cambi da effettuare, la durata del viaggio compresi i tratti a piedi. In poco tempo è stato possibile spiegare come un utente dotato di supporti compila il form, tenendo conto che vi era un monitor che dava un contributo visivo di ciò che stava succedendo, e di come poi si possono consultare i risultati. Come esempio per la dimostrazione, è stato utilizzato il percorso che generalmente faccio da casa mia al luogo di lavoro. Penso che nonostante il tempo a disposizione sia stato come già accennato poco, e che quindi non è stato possibile soffermarsi su aspetti che ovviamente meritavano maggiore considerazione per far meglio recepire il tutto, chi ha assistito alla dimostrazione pratica, abbia certamente potuto constatare che quando un sito web si dimostra conforme a determinati requisiti, anche chi fa uso di screen reader, può cercare di ottenere le stesse informazioni di un utente che non ha limiti visivi. Nella dimostrazione si è potuto appurare che il sito in esame da varie soluzioni per effettuare la ricerca. Per gli utenti che non hanno difficoltà visive, vi è anche la possibilità di fare uso delle mappe interattive. Per gli utenti con disabilità visive, vi è il form che ovviamente può essere utilizzato da tutti. È stata per ciò che mi riguarda un’esperienza molto importante, in quanto mi sono ritrovato più volte per lavoro a fare dimostrazioni di questo tipo, ma in quei casi vi era più tempo a disposizione e quindi si poteva porre maggiormente l’accento su aspetti che come già accennato sarebbe necessario evidenziare per consentire una maggiore comprensione di cosa vuol dire navigare in internet con tecnologie specifiche. Per esempio nella dimostrazione ovviamente non è stato possibile spiegare nei minimi dettagli la procedura che generalmente usa un non vedente per aprire un sito web. Quello appena mensionato, è solo uno di quegli aspetti sui quali mi sarei voluto soffermare, ma che per ovvie ragioni di tempo non ho potuto prendere in esame. Comunque posso dire che indubbiamente alcuni concetti base sicuramente sono stati forniti. Ovviamente non so se chi mi ascoltava ha recepito quei concetti, o se hanno semplicemente dedotto che per come è strutturato il sito da la possibilità di essere utilizzato da tutti. Per poter rispondere a tale quesito, bisognerebbe sapere quante conoscenze avesse di accessibilità e usabilità la maggior parte di chi era presente al convegno. Probabilmente però bisogna anche dire che l’obbiettivo della dimostrazione, non era certo insegnare come si naviga sul web con particolari supporti, ma semplicemente dare un’idea del livello di usabilità del sito orariotrasporti. Quasi certamente a mio avviso la maggior parte di chi ascoltava già dopo la mia dimostrazione, avrà dimenticato quel poco che aveva appreso, sarà rimasto solo impresso il fatto che sono in poco tempo riuscito a compilare i form e a leggere i risultati. Tornando a cosa penso della dimostrazione fornita, credo di essere stato chiaro nell’esposizione di quei pochi concetti che ho potuto mettere in evidenza. Inoltre penso che nonostante abbia dovuto fare tutto nella maniera più sintetica possibile, sono riuscito a dire tutto ciò che non poteva essere tralasciato. Ci tengo a precisare che se già avevo partecipato in passato attivamente a dei convegni dove però dovevo solamente fornire un contributo teorico, questo è stato il primo caso in cui ho dovuto anche dare un supporto pratico. Ciò per far capire che naturalmente prima della dimostrazione, ho dovuto lavorare parecchio sull’obbiettivo che mi dovevo porre ovvero dare non troppe informazioni in minore tempo possibile cercando di fare in modo che la dimostrazione potesse essere la più chiara possibile. Confesso che prima di iniziare temevo che ci fosse il rischio che qualche d’uno potesse durante la dimostrazione, pormi delle domande. Fortunatamente non è stato così, va però detto che ero già pronto ad ovviare al problema. Forse molti si staranno chiedendo come, La risposta è semplice! Rispondendo che non vi era molto tempo a disposizione per approfondire il discorso. A fine dimostrazione comunque sono rimasto decisamente soddisfatto di come la stessa si è svolta. Non vi sono stati intoppi, ne domande dal pubblico, e soprattutto sono riuscito a rispettare i tempi stabiliti. Accennando a ciò che è stato detto prima del mio intervento e anche dopo, possiamo naturalmente segnalare che si è messo in evidenza come il sito orariotrasporti, consenta anche ai non vedenti e ipo vedenti, di poter muoversi in essi autonomamente sia per una sua consultazione dei contenuti, sia per come si è appurato anche nella dimostrazione nell’usabilità del motore di ricerca.


set 02 2008

sulla buona strada

Da sempre i disabili, devono faticare per conquistare il “diritto” di poter fare le cose che per altri sono comuni e semplici, gli iter burocratici e le spese da affrontare sono sempre molto esose tanto che capita spesso che una persona, rinunci a realizzare il suo sogno di aumentare la sua autonomia, esempio guidando una macchina, solo perché costa troppo, e poi se va male?.

Piano, piano,sembra che la possibilità di guidare da parte di un disabile,sia meno considerata un’eccezione.

Quanti persone disabili viaggiano in Italia? A giugno 2004 sono 461.996 le patenti speciali di tutti i tipi. Ogni 1000 patenti in vigore ve ne sono 14 di tipo speciale. I possessori di tali patenti sono per il 73% uomini e per il restante 27% donne (dato del Ministero dei Trasporti e della Navigazione,giugno2004).

Adesso però, qualcosa si muove in positivo. In alcune città, la Volkswagen sta promuovendo corsi di guida per disabili con macchine già predisposte che permettere a invalidi di conseguire la patente di guida con le stesse modalità di cui normalmente godono i cosiddetti “normodotati”. L’alternativa attuale consiste nell’acquisto preventivo dell’autovettura munita dei relativi adattamenti indispensabili per poter sostenere la prova pratica di guida. Sono lampanti i condizionamenti che ciò comporta, soprattutto in considerazione dell’eventualità che gli esami di idoneità avessero esito negativo. Il progetto prevede anche di poter testare preventivamente i diversi adattamenti, a bordo dell’autovettura, sulla pista di prova dell’ AUTOSCUOLA  STAZIONE, in modo da poter verificare le effettive possibilità di guida e gli ausili più idonei per soddisfare le esigenze di ciascuna persona. Di questa opportunità, molto apprezzata, hanno potuto usufruire numerose persone provenienti da diverse Province del Piemonte e della Liguria, nonché pazienti assistiti da Centri di Riabilitazione delle suddette Regioni Speriamo che iniziative del genere si diffondano sempre di più in tutte le regioni d’Italia.

A Genova il Car Sahring appoggiato dal Comune di Genova in collaborazione con la Consulta Regionale Handicap e l’Anglat, con il contributo del progetto europeo Civitas-Caravel e della Provincia di Genova promuove un’iniziativa a favore dei disabili, con l’inserimento di un’autovettura, equipaggiata per loro.

Il servizio è attivo da lunedì 14 aprile per un periodo sperimentale di 6 mesi, la macchina disponibile per il momento è una Fiat Punto, e si prenota presso la Cooperativa Sociale La Cruna (tel. 010.542098 – dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18). L’auto è posteggiata nei parcheggi di Genova Car Sharing in via Petrarca, dove potrà essere prelevata dal cliente o da una persona delegata. In alternativa è possibile richiedere il servizio opzionale di consegna e ritiro del veicolo a domicilio (dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19). Essendo in via ancora sperimentale l’utente non deve acquistare l’abbonamento individuale annuale e i costi di avviamento sono sostenuti dall’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Genova, al suddetto gli rimangono i costi di affitto standard che comporta l’uso di una Punto, mentre il servizio domiciliare ha un costo forfetario di 25€.

Sempre a Genova la Provincia ha assegnato alla sezione ligure dell’onlus Anglat ( Associazione nazionale guida legislazioni andicappati trasporti ) un contributo di 18.000 euro per dotare la Commissione Medica Locale Asl 3 per le patenti di guida di un Valutatore delle potenzialità residue, che consente di certificare l’idoneità alla guida dei veicoli delle persone affette da gravi difficoltà motorie. La sofisticata apparecchiatura si chiama Gundam e, con l’ausilio di test appropriati, rileva ” in modo oggettivo ” le forze residue, il campo visivo, tempi e modi di reazione. Costa 24.000 euro ed è prodotta dalla ditta Guidosimplex di Roma.
” Questo finanziamento – ha commentato l’assessore ai Trasporti Rosario Amico -, rientra nelle iniziative della provincia volte a migliorare la qualità dell’insegnamento fornito dalle autoscuole e a limitare il concorso del fattore umano negli incidenti stradali. L’apparecchiatura consente di verificare l’attitudine alla guida dei disabili senza discriminazioni e nel pieno rispetto dei requisiti di sicurezza “.
Insomma parafrasando siamo sulla buona strada speriamo di continuare senza tanti stop.


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