dic 09 2008

E-quality E-inclusion

Tag: Eventi, Genova e dintornidaniela @ 12:11 pm

SpeziaNet il nuovo portale di la Spezia  ha  pubblicato  la presentazione del nuovo sito  on line,  un video accessibile, con testi alternativi, e con una novità anche con il linguaggio Lis, in sala conferenza  infatti si alternavano delle ragazze che traducevano quello che veniva detto in linguaggio dei  segni e lo stesso è stato riportato anche nel video messo in rete.Al Convegno erano  presenti tutte le autorità del comune che hanno partecipato hai lavori e il nostro direttore della  Cooperativa David Chiossone e valutatore  CNPA Walter Bielli .
Durante il convegno sono stati esposti tutti i lavori svolti non solo sul nuovo sito, ma anche quelli integrati nella città stessa, come ad esempio la nuova Zona wiFi  di Piazza Verdi  ritrovo di studenti  e non solo, in cui tutti  possono collegarsi  con il mondo.
E-quality E-inclusion è un gioco di parole,dice Rafaella Paita Assessore alla comunicazione e all’organizzazione del comune intervenuta al congresso , che vuole esprimere quello che si è fatto con la Spezia net, un nuovo sito, uguaglianza,  inclusione,qualità sociale qualità democratica sono diverse declinazioni di un unico concetto il concetto di bene comune, che pensiamo debba essere la prima missione della pubblica amministrazione, a partire da quella che è più vicina hai cittadini, la pubblica amministrazione locale, rinnovare un comune significa anche rinnovare la capacità di comunicare con i cittadini.

Di seguito voglio pubblicare l’intervento del nostro Direttore Walter Bielli che spiega in modo molto chiaro cosa significa accessibilità e il lavoro che svolge la cooperativa David Chiossone; il discorso si trova sia all’interno del video sia in testo alternativo a lato del video.
per visualizzare il video vai su :
http://www.comune.laspezia.it/SpeziaNET/video_convegno.html

WALTER BIELLI, Direttore Cooperativa David Chiossone

Facevo una riflessione prima mentre ascoltavo i colleghi, i politici e gli altri su questa legge 4/2004 voluta dallo Stato per sé stesso, dallo Stato.

E io credo che abbia un primato assoluto dal 48 ad oggi: è la legge più elusa d’Italia credo. Sicuramente perché, come sa benissimo Antonio De Vanna,  non esistendo sanzioni, le Amministrazioni sono invitate a rispettarla e non obbligate a rispettarla. E questo parla di uno Stato che, secondo me, dovrebbe fare la riflessione che si sta facendo qua a Spezia, di riguardarsi, ripensarsi e rivedere qual è la sua funzione.

Quando noi facciamo interventi di formazione e di consulenza per arrivare a ciò che viene chiamata  “l’accessibilità” di  un sito, potremmo prendere a misura solamente gli aspetti tecnici. Ci sono dei requisiti da rispettare, per la precisione 22. La rispondenza a tutti i 22  requisiti determina quella che si chiama “accessibilità”. Se facessimo così,  credo,  andremo poco lontano, perché avremo sì dei portali accessibili, ma dietro non ci sarebbe nulla, nulla di nulla.

Avremo la possibilità di trasmettere sicuramente delle informazioni a un grande numero di persone, tendenzialmente la totalità delle persone, ma mancherebbe sempre un pezzo.
Ecco perché nella nostra attività di formazione parliamo da una parte di praxis e di technè – e quindi di aspetti tecnici – ma, dall’altra, parliamo di poiesis, cioè introduciamo il concetto che bisogna metterci qualcosa di noi dentro.  Bisogna che chiunque operi su questo sito, in questa Amministrazione ci metta del suo perché diventi  veramente efficace l’operazione dell’accessibilità. Ecco perché allora partiamo con il far capire  (perché anche noi stessi l’abbiamo capito nel tempo lavorando con tante persone) come il problema non sia solamente quello di rivolgersi a soggetti cosiddetti disabili, citando le varie tipologie di disabilità e citando tutti i disabili che voi conoscete, ma vuole dire andare a fare un lavoro per una parte di popolazione che alla fine è molto molto ampia. Voi pensate alle disabilità temporanee che possono capitare, pensate che tutti quanti state facendo un percorso che porterà bene o male a diventare anziani. Questo non vuole dire che diventiamo disabili, ma vuole dire che perdiamo abilità,  che perdiamo capacità di concentrazione,  che perdiamo quella prontezza di riflessi e quelle capacità che nella adolescenza erano talmente evidenti. Allora se facciamo un sito accessibile, se lavoriamo per l’accessibilità lavoriamo per il nostro futuro.

Abbiamo lavorato con il Comune della Spezia con un gruppo largo di persone che, all’inizio, probabilmente, non avevano grosse conoscenze e competenze di quale fosse la materia e di quale fosse il percorso da effettuare. Noi abbiamo portato loro la consapevolezza che quella intrapresa non è certamente una strada semplice e neppure breve, ma, come dice spesso il nostro De Vanna, “l’importante è cominciare”. Per fare le cose fino in fondo ci sarà il tempo, ma intanto partiamo, partiamo, partiamo.

Ad oggi, nel nostro Paese, credo che siano partite un centinaio  di pubbliche amministrazioni . Altri devono ancora preparare le valige per occuparsi di accessibilità. E quando il Comune della Spezia avrà raggiunto il suo obiettivo ( e non so quanto tempo ci vorrà, spero poco, ma sono convinto che non sarà sicuramente poco), si renderà conto che avrà cambiato modo di pensare, avrà imparato a guardare il cittadino per quello che è realmente:  il cittadino è colui che chiede all’Amministrazione servizi. E avrà capito che non è più il sito il luogo dell’accessibilità, ma che la vera accessibilità (che poi diventa vera quando diventa usabilità perché sennò non ha il massimo del suo valore) non passa solo attraverso il sito, ma passa attraverso i contenuti del sito, ciò che noi comunichiamo, e il modo in cui lo comunichiamo.

Lavorando con gli operatori che si occupano di questo sito ci siamo fatti delle domande: chi è il nostro interlocutore? Sono tutti: sono bambini, giovani, adulti, anziani, persone che stanno bene, persone che stanno male,  persone malate, persone che lavorano, persone disoccupate.
E ognuno ha i suoi bisogni. E allora fare questo percorso e mettersi a riflettere su chi è il nostro pubblico è molto importante, perché domani si estenderà questa attenzione a tutti i servizi del Comune.

Non è solo un problema di Internet, è un problema di sportello, per esempio: quando si riceve una persona allo sportello, si impara a vedere la persona. Sembra una banalità, ma vedere la persona è la cosa più importante per una Pubblica Amministrazione. Perché così riesco a soddisfare il suo problema, il suo bisogno e a dargli i miei servizi.

Noi abbiamo iniziato una parte del lavoro che coinvolge molto i tecnici, ma coinvolge molto i redattori.  I redattori sono coloro che mettono i contenuti dentro il sito.

Se all’inizio le richieste che ci pervenivano come ente di formazione erano di formare i tecnici perché si pensava che l’accessibilità fosse solamente un problema tecnico, subito dopo ci si è resi conto che i tecnici, certo, possono fare il loro lavoro, ma chi poi mette le mani dentro e chi ci scrive è la persona forse più importante, perché è quello che poi mantiene accessibile il sito nel tempo.

E lavorando con i redattori, ci si rende conto di quello che dicevo prima perché scatta quasi spontanea in tutti loro una riflessione sul significato del loro lavoro: per chi lavoro io? Lavoro autoreferenzialmente per la mia organizzazione come spesso accade, oppure lavoro al servizio di qualcuno? E se lavoro al servizio di qualcuno, devo imparare a vederlo, conoscerlo, capirlo, a sondare quali sono i suoi problemi, quali sono i suoi bisogni, le sue aspettative,  perché lui mi ha delegato a dargli delle risposte, per sé, per la sua famiglia, per tutto il suo quartiere.  Vuole delle risposte.

E il fatto che in Speziante, ogni giorno, ci sia scritto chi è nato, può sembrare una banalità, ma invece è una cosa molto significativa. Perché dice che questa Amministrazione vuole essere attenta anche a piccole cose,  che poi sono le grandi cose che veramente importano alle persone.

I redattori stanno riflettendo su come inserire le notizie e stanno cominciando a pensare, partendo dai problemi che dà la disabilità, che non tutti abbiano un vocabolario di dieci milioni di termini, ma che le persone, per esempio, cui questa collega si sta rivolgendo (interprete LIS, ndr), hanno un vocabolario molto ridotto per il loro problema che è la sordità. Allora io non posso parlare a queste persone se le voglio raggiungere con il linguaggio che userei all’Accademia della Crusca, piuttosto che a un convegno internazionale sui beni culturali: devo trovare il modo di arrivare a loro con la mia informazione e di arrivare a tutti.

Il problema è che troppo spezzo si  crede che la complessità sia il modo migliore per dare le informazioni.

Noi portiamo un’altra teoria: è l’essenzialità il modo per portare le informazioni, specialmente per una Pubblica Amministrazione.

Una Pubblica Amministrazione deve dare informazioni e dare possibilità. “Potere”,  io faccio sempre riferimento all’etimologia, deriva da “posso” e quindi se sono potente, io do possibilità.

Se invece con il mio potere faccio dell’altro, è meglio che lo chiamiamo “dominio”. Molto spesso  chi ha delle funzioni amministrative confonde il potere, la propria potenza, cioè la propria occasione di dare possibilità con il dominio, cioè togliere o determinare le possibilità degli altri.

Scegliere la difficile strada dell’accessibilità significa poi questo : concepire potere come dare possibilità, occasioni, opportunità.

Per approfondimenti link all’articolo della conferenza


dic 09 2008

“La normalità non esiste, esiste solo una moltitudine di diversità”

Tag: Arte accessibile, News dall'Italiadaniela @ 11:12 am

David  Anzalone

Da qualche tempo ho scoperto quasi per caso, un personaggio meraviglioso, David Anzalone; il primo comico handicappato d’Italia. Una forza della natura, un talento travolgente che sta conquistando il pubblico teatrale e fa innamorare la critica. Perché riesce, come mai nessuno finora, a scherzare con spietata ironia sui luoghi comuni e gli stereotipi più pelosi che girano attorno al mondo della disabilità.

Nato nel 1976, David Anzalone in arte Zanza, vive l’handicap in prima persona e non lo considera solo un limite. “La normalità non esiste e esiste solo una moltitudine di diversità” – osserva. La carta d’identità che gli è stata rilasciata nel 2001 è emblematica. Professione: handicappato. Segni particolari: nessuno. Con questa carta in mano, Anzalone ha iniziato il suo percorso nel teatro che non dimentica di essere anche uno strumento di lotta, che funge da cassa di risonanza per la voce degli esclusi “ovviamente non solo handicappati”. A partire da questo, la sua arguzia e l’ironia hanno dato vita a “Targato H”, spettacolo comico prodotto da CAPA Produzioni che scardina i tanti luoghi comuni riguardanti l’handicap.” Lo strumento che Zanza usa è appunto la comicità unita a poesia, in una intervista ad esempio “dice prima apriamo i cuori con la risata e poi quando sono aperti ci si infilza con la spada del pensiero” . L’effetto finale è travolgente. “Targato H” è uno spettacolo che finisce inesorabilmente per parlare di grandi temi: nascita, amore, ricerca delle proprie origini, affermazione della propria dignità. Sul palcoscenico, Anzalone incanta lo spettatore con tempi comici irresistibili e battute argute. Doti naturali, ma nient’affatto improvvisate o approssimative visti gli anni di studio e gavetta alle spalle dell’attore marchigiano, di cui si stanno accorgendo in molti in ambito sia teatrale che televisivo.
Oggi la sua arguzia e la sua autoironia trovano posto anche tra le pagine del libro esilarante Handicappato e carogna, unico nel suo genere, edito da Mondadori e scritto a quattro mani con il regista Alessandro Castrista che io non vedo l’ora di leggere, così poi vi racconto,ma la critica del libro scrive che è un concentrato di ironia e sagacia, di osservazione e riflessione, di capovolgimenti e inattesi colpi di fioretto sull’ottusità con cui ci accontentiamo di pensare la “normalità” e di giudicare le cose palesemente diverse. Ha aperto una società con la quale affitta handicappati per parcheggiare nei posti riservati senza rischiare multe. Ce l’ha con quelli in carrozzina perché dice che hanno tutti i privilegi, sono i “borghesi dell’handicap”. Confessa che quando va in giro con gli amici il fumo lo porta lui, che tanto non lo perquisiscono mai.

Oppure in un’ altra intervista questa volta l’ho vista a Cominciamo Bene, in cui raccontava che una volta si è trovato ad accompagnare un suo amico a casa perché aveva bevuto troppo ( David ha una patente speciale e una macchina attrezzata per la sua disabilita ), e lo fermano gli agenti della stradale; quando hanno visto chi guidava non credevano alle parole di David, che insisteva nel dire che si muoveva tutto perché era handicappato, credevano che fosse lui l’ubriaco e volevano che alla guida ci si mettesse il suo amico.

E’ veramente un ragazzo eccezionale peccato che qui a Genova non è ancora venuto non mi dispiacerebbe conoscerlo e imparare da lui a rapportarsi alla vita con un po’ più di ironia .

il suo sito è :

http://www.targatoh.it/index.htm


dic 09 2008

Il Tastierone

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificadaniela @ 10:51 am

Prodotto con il contributo di Venis (Gruppo Telecom Italia-Finsiel), il tastierone è uno strumento efficace per tutte quelle persone che hanno difficoltà visive, percettive o anche solo bisogno di punti di riferimento più marcati per poter scrivere al computer. Per le sue caratteristiche può rivelarsi utile anche quando, a causa di una ridotta capacità motoria o all’uso di una mano sola, non è possibile scrivere senza servirsi, almeno in parte, degli occhi. Oppure, nel caso in cui si debba utilizzare una tastiera diversa da quella a cui si è abituati e per la quale si è ben allenati.

E’ realizzato in due versioni, a sfondo bianco-avorio, come la maggior parte delle tastiere dei computer fissi, e a sfondo nero, come i portatili, il tastierone ha fatto il suo “debutto” in occasione di Handimatica 2002, l’appuntamento con le moderne tecnologie utilizzate per il superamento dell’handicap.
Utilizzare il tastierone è semplicissimo. Basta applicare alla tastiera gli adesivi corrispondenti ai tasti di difficile interpretazione o quelli che consentono di avere veloci punti di riferimento visivo. A seconda dei propri bisogni l’utente potrà decidere di incollare le etichette “tono su tono” (adesivo a sfondo bianco su tastiera bianca) o “per contrasto” (adesivo a sfondo nero su tastiera bianca). Ma vi è anche la possibilità di combinare le due modalità per creare una tastiera ingrandita altamente leggibile, ben strutturata percettivamente, con i tasti raggruppati o evidenziati in base alla loro funzione o ad altri criteri.

Pur essendo uno strumento di grande utilità è bene però sottolineare che l’uso di queste etichette ingrandite non è comunque assolutamente alternativo all’addestramento corretto alla tastiera dattilografica, con dieci dita e senza guardare i tasti, che per chi ha problemi di vista risulta ancora essere il metodo di gran lunga più efficiente per scrivere al computer.

Per averlo basta inviare una e-mail o un fax o anche per posta ai seguenti indirizzi, il materiale è gratuito, si può partecipare alle spese di spedizione con un bollettino che viene inviato insieme nel pacchetto:

Comune di Venezia
Direzione Gabinetto del Sindaco e Relazioni Esterne e Comunicazione
Progetto Lettura Agevolata

San Marco 4136 – 30124 Venezia
telefono: (+39) 041 274 8149 – 8424 – 8050
fax: (+39) 041 274 8549
e-mail: lettura.agevolata@comune.venezia.it
internet: www.letturagevolata.it


dic 09 2008

Per i disabili un percorso oltre gli studi

Tag: News dall'Italialucio @ 10:45 am

Per i disabili un percorso oltre gli studi

Lodi presentato un progetto pilota che ha come obbiettivo l’integrazione dei ragazzi disabili al di là di quella scolastica. Il medesimo che verrà illustrato sabato prossimo, in occasione dell’apertura della nuova sede del centro di supporto territoriale scolastico, è già stato anticipato sabato scorso in un convegno al palazzo Delle Stelline di Milano da Gian Luigi Cornalba referente del provveditorato agli studi di Lodi. Dunque un progetto che non miri solo ad assistere gli alunni disabili nel loro percorso formativo, ma che cerchi di favorire la loro integrazione anche in altre circostanze della loro vita. Tale iniziativa, è stata inserita tra i progetti pilota della Regione lombardia, insieme a quelli di altre 4 province. Ovvero Milano, Monza, Lecco, Cremona. Per la realizzazione del progetto, interverrà fornendo il proprio aiuto, l’Anci “l’associazione dei comuni della Lombardia”. Per la realizzazione completa degli obbiettivi posti, saranno comunque coinvolti gli enti di riferimento ai vari ambiti dei quali il progetto intende occuparsi.


dic 03 2008

Materiale universitario per ipo e non vedenti per una cultura più accessibile

Materiale universitario per ipo e non vedenti per una cultura più accessibile

Linee guida per documenti elettronici più accessibili a studenti ipo e non vedenti. Questo è il progetto che viene portato avanti, per favorire un accesso alla cultura più immediato a chi ha dei limiti visivi. Si tratta più precisamente di creare documenti in formato elettronico, nei quali vengano inseriti i contenuti delle dispense e dei testi universitari. Tenendo conto che un ipo e un non vedente è in grado grazie a dei supporti es video ingranditori o software vocali di poter considerare il computer un valido strumento di lavoro, possiamo dire che tale progetto può garantire davvero un deciso passo in avanti verso una cultura veramente accessibile. Si può dire ciò, soprattutto se pensiamo alle difficoltà che hanno avuto in passato gli studenti con limiti di vista. Sia nel reperire materiale universitario, ma sia in particolar modo riuscire a renderlo accessibile. A tal proposito si possono prendere in considerazione, alcune statistiche circa le scelte che fanno generalmente gli studenti con difficoltà visive. Infatti proprio per i problemi che sorgono nel ricercare del materiale che sia accessibile, sono più orientati a scegliere indirizzi umanistici anzi che le discipline scientifiche. Ora con la creazione di materiale già accessibile, sarà più facile reperire documenti accessibili anche per quegli indirizzi che chi non vede o vede poco, scartava per principio. Grazie a questo progetto, molte problematiche, verranno superate. Sempre che naturalmente tutti gli atenei, siano in grado di soddisfare questo tipo di bisogni. Il progetto, è portato avanti dai Leo Club italiani i quali hanno realizzato le linee guida per i testi accessibili. I medesimi da sempre si occupano di attività socialmente utili. I Leo Club, già da parecchio tempo con il progetto Leo 4 light, si sono prefissati la missione di rendere più accessibili le tecnologie delle università. Insieme agli stessi, partecipano al progetto l’associazione nazionale subvedenti, la federazione nazionale per la lotta alla retinite pigmentosa “Retina Italia onlus”, l’associazione libro parlato Lions, e l’associazione nazionale ipovisione.


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