gen 28
Una giornata da fotografa
Fin da quando ero bambina ho avuto l’aspirazione di fare fotografie, senza un particolare motivo, ma solo la voglia di fermare e immortalare istanti di vita che mi colpivano in modo particolare.
Diventando più grande la voglia è, rimasta ma i miei occhi non riescono più a vedere come prima mi sono solo rimasti due decimi, e così ho dovuto studiare e adattarmi a fare foto in modo diverso, in passato mi bastava guardare dentro all’obbiettivo della macchina fotografica e scattavo la foto, ora non posso più fare così, ma diciamo che ho trovato un compromesso, le nuove tecnologie mi aiutano anche se in maniera diversa; quando faccio le foto “vedo molto con gli altri sensi”, non potendo vedere negli schermi LCD, perché per me non sono accessibili, prima vedo e studio il paesaggio o il soggetto che devo fotografare, e poi scatto le foto, generalmente faccio così sia quando fotografo con la macchina fotografica digitale, sia quando uso il telefonino ( il mio è abilitato a fotografare naturalmente); la differenza mi dite voi dov’è? Sta nel fatto che io non posso vedere quello che ho fotografato ne se la foto è venuta mossa, o sfuocata, o addirittura se non ho ritratto quello che volevo nel peggiori dei casi,ma devo andare a casa e trasferire tutto sul computer, all’ora con l’aiuto di ZoomTexts ( un softwer ingrandente ,molto importante per me che mi permette di vedere bene lo schermo del pc ) e con Photoshop ( un softwer per le foto ) posso finalmente vedere cosa ho prodotto. Alcune volte è un vero disastro altre invece sono fotografie inaspettatamente belle, o almeno lo sono per me; la fotografia è un’arte molto soggettiva quello che per me è bello per altri non è niente ma vi assicuro che fare una foto alla mareggiata di Quinto al mare mentre si infrange sugli scogli non è facile per una che vede come vedo io, ma è enormemente gratificante quando riesce, e su questo credo che tutti sarete d’accordo.
All’ora perché non provare a fotografare la nostra città, quello che ci trasmette, infondere le nostre percezioni non solo a voce ma anche perché no con le foto, se mi fossi fermata a dire sono ipovedente, cosa vuoi che fotografi, mi sarei posta dei limiti da sola, invece tanto o detto tanto ho fatto che sono riuscita a trovare un nuovo modo di fotografare, e pazienza se una parte di foto non sono venute bene, il mio motto è poche ma belle ! .
