feb 18 2009

Università di Pavia un progetto per non vedenti

Tag: News dall'Italialucio @ 1:19 pm

Università di Pavia un progetto per non vedenti

Si chiama “progetto eyes”, quello che ha permesso al dipartimento di informatica e sistemistica della facoltà di ingegneria dell’ateneo pavese di aggiudicarsi il secondo posto al premio “content award Italy 2008”, nella sezione “einclusion”.

Si tratta di un premio che viene assegnato ai migliori contenuti di siti e DVD interattivi e servizi digitali.

Il progetto eyes dunque si è contraddistinto per la sua originalità, e perché mira a garantire un migliore accesso anche da parte dei disabili dei contenuti sul web.

Il progetto è stato diretto dai docenti Giovanni Danese e Remo Lombardi, in collaborazione di dottorandi e laureandi e della società Opera Multimedia specializzata in e-learning.

Il progetto è stato finanziato dall’Unione europea. In 3 anni di studi sono stati creati dei nuovi strumenti che consentono anche ad ipo e non vedenti una migliore formazione professionale.

Tutto ciò, grazie alla creazione di una piattaforma pienamente accessibile. Lo scopo del progetto infatti, è quello di ridurre il divario digitale tra coloro che navigano sul web senza il bisogno di alcun ausilio, e coloro che a causa di una propria disabilità sono costretti all’utilizzo di supporti.

Nei paesi europei nei quali si sono svolti dei test pilota per verificare l’affidabilità del progetto, si sono avuti risultati soddisfacenti.

Anche la presidente provinciale della Uic di Pavia Enrica Bella Gente, sottolinea che si tratta di un progetto che può fornire soluzioni importanti grazie a questi nuovi strumenti, che possono venire in contro alle esigenze del non vedente.

Questi nuovi strumenti ideati potranno essere utilizzati da enti pubblici, centri di formazione professionale, e aziende che intenderanno investire sulla formazione dei non vedenti.

Il progetto eyes, ha l’obbiettivo di integrare la formazione a distanza, con questi nuovi strumenti che possano favorire la creazione di comunity tra studenti e docenti, per consentire una più efficace interazione.

Ora i non vedenti grazie al progetto eyes, potranno anche se lo vorranno, seguire dei corsi di aggiornamento professionale, con la consapevolezza di non incontrare più quelle difficoltà che impedivano loro di partecipare.

Indubbiamente il progetto eyes è una ulteriore svolta nell’abbattimento delle bariere digitali. Unaltro passo avanti per permettere davvero atutti di avere le stesse opportunità, e di perseguire determinati obbiettivi, quali ad esempio una migliore formazione professionale.

Proprio per questo motivo il progetto, ha ricevuto il riconoscimento di cui abbiamo già parlato.


feb 17 2009

Regione Liguria presentata una interpellanza per il difficile accesso del teatro della Gioventù

Tag: Genova e dintornilucio @ 12:11 pm

Regione Liguria pronta una interpellanza per il difficile accesso del teatro della Gioventù

Nei giorni scorsi, il consigliere regionale e vice presidente della commissione sanità Matteo Rosso, ha presentato una interpellanza che mira ad avere spiegazione circa il mancato adeguamento del teatro della Gioventù di Genova alle norme sull’accessibilità, specificatamente sull’assenza di vie di accesso per disabili motori.

Il consigliere regionale, ha sottolineato come l’attuale situazione nella quale versa il teatro in cui vengono svolti molti avvenimenti, crei davvero delle difficoltà notevoli per l’accesso dei disabili in particolar modo quelli in carrozzina. A tal proposito Matteo Rosso fornisce un esempio pratico decisamente interessante. Se ad esempio un disabile in carrozzina vuole andare ad assistere ad un evento in programma nella sala Barabino che si trova al II piano, deve compiere un percorso tortuoso e tra l’altro creando disagio a coloro che si trovano nella sala Govi.

Infatti considerando che la sala Barabino è raggiungibile solo con una rampa di scale non adeguata per coloro che hanno problemi di deambulazione, per consentire ad essi di arrivare a questa sala, bisogna utilizzare un montascale che però porta alla sala Govi. Solo lì vi è un ascensore tramite il quale si giunge finalmente alla sala Barabino.

È facilmente intuibile che è una soluzione decisamente imbarazzante. Ciò perché se poniamo il caso nella sala Govi è in corso un evento, si crea ovviamente notevole disturbo a coloro che vorrebbero seguire l’avvenimento giustamente senza alcun disagio.

L’esempio preso in esame dal consigliere regionale, è indubbiamente significativo, in quanto mette in luce sia le difficoltà dei disabili motori nell’accedere agevolmente ad ogni sala del teatro, sia le problematiche di coloro che si trovano nella sala Govi per assistere ad uno spettacolo e durante lo svolgimento di esso sono costretti mal volentieri ad accettare che della gente passi di lì per raggiungere la sala Barabino perché non ha altre alternative data la propria situazione.


feb 17 2009

Oristano entro l’anno pronto il museo tattile

Tag: Arte accessibile, News dall'Italialucio @ 10:19 am

Oristano pronto entro l’anno il museo tattile

È notizia proprio di questi giorni, che ad Oristano entro la fine del 2009, sarà inaugurato un museo tattile.

Hanno dato questa importantissima notizia il presidente provinciale dell’Uic di Oristano Aldo Zaru, e il direttore dell’istituto d’arte Carlo Contini, Antonio Pinna. Entrambi hanno riconosciuto che il merito di una svolta positiva nella realizzazione del progetto, è da ricercarsi nell’intervento dell’assessore regionale alla cultura Mongiu.

L’ambizioso progetto che consentirà ai visitatori ciechi ed ipovedenti di sentire al tatto il fascino delle opere d’arte, è stato reso possibile grazie all’intervento della regione come già accennato, ma anche all’antiquarium Arborense, alle amministrazioni provinciale e comunale di Oristano, e alla Fondazione banco di Sardegna.

In questo museo che sarà allestito al primo piano del palazzo Arcais, saranno esposte circa una quarantina di opere, delle quali molte dell’antiquarium e della scuola Carlo Contini. A canto a molte opere vi saranno informazioni aggiuntive sulle medesime, in braille per i ciechi, in caratteri grandi per gli ipovedenti. Dunque una importantissima iniziativa, che mira a dare davvero a tutti l’opportunità di poter apprezzare il meraviglioso mondo dell’arte.

Il museo tattile di Oristano, sarà il III in Italia dopo quelli di Ancona e quello di Bologna.


feb 13 2009

La botanica da toccare con mano

Tag: News dall'Italialucio @ 1:47 pm

La botanica da toccare con mano

Domani mattina alle ore 10 e 30, all’Orto botanico di Napoli in via Foria, verrà inaugurato un museo tattile per ipo e non vedenti.

L’intento di questa iniziativa, è naturalmente quello di consentire a chi ha degli evidenti limiti visivi, di apprezzare al tatto le varie tipologie di piante presenti nel giardino botanico. Un vero e proprio contatto con la natura, che da la possibilità di sentire al tatto la differenza tra le speci di piante.

Parteciperanno all’innaugurazione del percorso allestito, il rettore dell’università degli studi di Napoli Federico II Guido Trombetti, il Cardinale Crescenzio Sepe, il direttore dell’orto botanico Paolo De Luca, il presidente dell’Unione italiana dei ciechi Tommaso Daniele, e il direttore dell’istituto Martuscelli Stefano Sportelli.

Il percorso per non vedenti, che oltre ad essere tattile è anche olfattivo, è stato realizzato in parte all’interno in un edificio chiamato “chalet”, e in parte all’esterno.

Nello “chalet”, vengono proposte al tatto dei visitatori non vedenti e ipo vedenti, parti di piante di vari organi appartenenti a vegetali superiori e fraganze di varie speci.

Le medesime sono inserite in teche dotate di un foro, tramite il quale il non vedente può percepire al tatto la tipologia di vegetale che si trova in ognuna di esse. Tramite il foro, il non vedente può anche sentire l’odore della pianta. A fianco si possono trovare anche delle descrizioni in braille delle speci vegetali.

Vi sono anche pannelli con tappi in sughero, intrisi di oli essenziali. Tali pannelli, consentono se sollevati i tappi in sughero, di annusare gli odori che contraddistinguono i vari oli, potendo avere un aiuto nel riconoscimento di ognuno grazie alle diciture in braille poste a canto ai pannelli.

Nella parte esterna allo “chalet”, vi è un percorso dotato di un corrimano, sul quale si possono trovare delle targhette che danno una breve indicazione delle varie piante che possiamo incontrare in questa area.

Il percorso è suddiviso in due file, di piante poste al lato del piccolo edificio “chalet”, che raggruppano le più importanti tipologie di piante esistenti sulla terra, dalle bryopyta alle magnoliopyta.

Per avere una panoramica più approfondita di ciò che possiamo trovare in questo percorso, vai su http://www.ortobotanico.unina.it/p_aree_espositive/Areanonvedenti.htm.

Orto botanico di Napoli:

via Foria 223 80139

tel 081/ 44 97 59


feb 13 2009

Danzabilità l’emozione del ballo da condividere insieme

Tag: Genova e dintornilucio @ 12:40 pm

Danzabilità l’emozione del ballo da condividere insieme

Anche quest’anno, a Genova vengono organizzati i corsi di Dance ability.

Si tratta di un laboratorio di espressione corporea, con elementi di danza movimentoterapia per una integrazione attraverso il ballo. È proprio questo lo scopo di danzabilità, come spiega Sabina Bianchi psicologa e danza terapeuta e creatrice del laboratorio le idee non nascono mai da sole, che è stata una delle persone che più attivamente ha contribuito alla realizzazione di questi corsi. Tra coloro che hanno collaborato perché venissero svolti i corsi di Dance ability, vi è il gruppo Echidna “gruppo di auto aiuto per disabili e malati rari”, e il progetto 80 Sampierdarena che si occupa del trasporto dei disabili.

I corsi che si svolgono con appuntamenti ogni 15 giorni, hanno luogo nel centro buranello di Via Daste a Sampierdarena.

L’integrazione dei disabili attraverso la passione della danza, da condividere con persone normodotate. È proprio questo l’obbiettivo di danzabilità come spiega Sabina Bianchi.

Al corso gli allievi disabili, ballano con i normodotati. Il tutto per dimostrare di poter essere agli stessi livelli nonostante dei limiti dovuti ad un handicap, se non addirittura più bravi. Con questo metodo quindi, si vuole dimostrare che anche attraverso le emozioni che può trasmettere un’attività come la danza, si può consentire un più agevole confronto con chi invece si considera normale. Possiamo dire che la danzabilità è un linguaggio corporeo, attraverso il quale si instaura un dialogo e si comunicano sensazioni e stati d’animo. Un modo dunque per consentire al proprio corpo di esprimersi liberamente.

La danzabilità che si sta diffondendo in questi anni in Italia, negli anni 80 era già diffusa negli Stati Uniti dove ha mosso i primi passi e dove è diventata ben presto un’attività molto praticata.

Il progetto dance ability gode di un finanziamento pubblico, che è stato assegnato grazie alla vittoria del concorso idee progettuali del comune di Genova. Precedentemente il progetto dance ability, era auto finanziato. Con il finanziamento pubblico, è possibile per i partecipanti prendere parte al corso gratuitamente.

A danzabilità possono partecipare proprio tutti dai 3 agli 80 anni. Tutti insieme per condividere questo nuovo metodo di comunicazione.


feb 12 2009

Genova arriva il XV congresso provinciale Uisp

Tag: Genova e dintornilucio @ 1:32 pm

Genova arriva ilXV congresso provinciale UISP

Domenica 22 febbraio prossima, presso la sala Enzo Montecucco del circolo ricreativo C.A.P & s (consorzio autorità portuale & società del sistema) in via Albertazzi 3 a Genova, si terrà il XV congresso provinciale della UISP, unione sport per tutti. I lavori inizieranno alle ore 8 e 30, e si concluderanno alle ore 13.

Sarà l’occasione per fare il punto sulle attività sportive dell’uisp, nell’attesa del congresso Regionale che dovrebbe svolgersi il 4 aprile, e del congresso nazionale in programma a maggio.

Naturalmente si svolgeranno nell’ambito del congresso, le elezioni degli organismi dirigenti, e delegati congresso regionale.

Se vuoi il programma completo dell’evento, vai su http://www.spaziliberi.it/?+SPORT-XV-Congresso-provinciale+.


feb 12 2009

A tu per tu con Patrizia

Tag: Intervistedaniela @ 12:27 pm

La nostra Cooperativa David Chiossone ha iniziato con il Giornale del Cibo una lunga strada che porterà questo sito all’avanguardia sull’accessibilità nel web.
In occasione del Festival della Scienza tenutosi nell’ottobre 2008 sul tema delle diversità, la redazione del Giornale del Cibo con Patrizio Roversi sono venuti a visitare lo stand dell’Istituto Chiossone , il quale ha fornito, una dimostrazione di come i non vedenti e gli ipovedenti possono rendersi indipendenti in cucina; tra coloro che hanno svolto tale attività vi era Patrizia Lertora dipendete della Cooperativa non ché redattrice di questo blog, meravigliando gli stessi redattori per le sue capacità.
Cosi a Patrizio Roversi è nata l’idea di intervistarla , per far conoscere a tutti le strategie che usa in cucina e quando naviga su internet.
Di seguito vi proponiamo l’intervista di Silvia Salomoni,(redattrice della rivista) a Patrizia Lertora e pubblicata anche sul sito Il Giornale del Cibo (http://www.ilgiornaledelcibo.it/news)

nella foto Patrizia mentre danza

nella foto Patrizia mentre danza

Silvia: Patrizia, ti va di raccontare ai nostri lettori la tua disabilità?
Patrizia: Ciao a tutti! Sono una ragazza ipovedente a causa della retinite pigmentosa che ha colpito i miei occhi all’età di 7 anni. Infatti, a differenza di una persona che ha sempre visto male o niente, io ricordo cosa significa vedere tutto bene e questo devo dire mi aiuta molto, anche se a volte può creare stress rendersi conto che ora non riesco a fare cose che prima facevo tranquillamente. La mia vita è un continuo ricercare le soluzioni migliori per riuscire a cavarmela e devo dire che di cose ne faccio! Il mio modo di vedere è difficile da spiegare, posso dire che ho una vista generale discreta, riesco per lo meno a rendermi conto dell’ambiente che mi circonda, ma appena voglio fissare la vista su un particolare, ecco che non vedo e i miei occhi vanno in tilt!

S: Parliamo del tuo rapporto con la cucina: riesci a cucinare in autonomia o ti serve una mano?
P: Per me cucinare è una delle cose più belle che si possa fare! Per ora riesco a farlo in autonomia e poi si vedrà… Quando cucino e preparo anche una semplice cosa, sono davvero contenta e sto bene. Se poi penso che quello che preparo farà piacere alle persone a me care, sono ancora più felice! Secondo me al giorno d’oggi non si pensa più al valore importantissimo che ha il cucinare, che non è soltanto per soddisfare un bisogno primario, ma deve andare oltre come mezzo di riunire le persone. Si trova sempre la solita scusa del tempo che manca, ma credetemi che se riesco io, lo possono fare tutti anche in pochissimo tempo. Io lo consiglio e sono sicura che mi darete ragione! Non occorre fare dei pranzi fastosi, basta una semplice spaghettata fatta con il cuore per avere ottimi risultati.

S: Quali strategie hai sviluppato per muoverti in cucina con sicurezza?
P: Nella mia cucina io mi muovo con disinvoltura e ho l’impressione di “vederci bene”. Quando mi capita di andare a casa di amici o parenti, studio la cucina in tutte le sue parti ed esploro bene i particolari, prima proprio con le mani in modo da avere poi anche un riscontro visivo. Poi cerco di mettere le cose che uso di più in posizioni strategiche, con ordine, facilmente recuperabili senza dover diventare matta a cercarle! Il rischio è che anche le cucine che mi ospitano assumono i miei usi!

S: Fai molto affidamento sugli altri sensi diversi dalla vista? Quanto è importante per te ad esempio l’olfatto, o l’udito nel cucinare?
P: É noto che quando uno dei nostri sensi non funziona bene, tutti gli altri si affinano e si usano molto di più per superare le difficoltà. Per me in cucina come in qualsiasi altro luogo, l’olfatto e l’udito sono fondamentali e mi affido a loro abbastanza. Ad esempio il mio olfatto mi fa rendere conto anche prima degli altri, se in cucina c’è qualcosa che si è avariato o si è dimenticato in qualche armadio senza porlo in frigo! Con l’olfatto riesco a capire ad esempio quando un cibo è cotto, soprattutto quelli preparati in forno. È molto importante per me anche saper ascoltare i suoni della cucina, ad esempio il rumore delle cose che bollono o friggono in pentola, a seconda della sua intensità, mi aiuta a capire a che punto sta cuocendo quello che preparo. Comunque il senso che indubbiamente si usa di più, è il tatto che per un disabile visivo è la sua vista migliore!

S: Sappiamo che navighi su internet senza problemi, ma dato che le stampe delle ricette non ti sono molto utili come fai, ricordi tutto quanto a memoria?
P: In genere quando qualcuno mi da una ricetta, ho la capacità di mantenerla in memoria per abbastanza! Poi ovviamente per essere sicura nel tempo, la inserisco nel mio archivio di ricette sul computer e così faccio per le ricette che trovo sul vostro sito. Quando decido di cucinare qualcosa di particolare che non ho mai fatto, leggo tutta la ricetta, ingredienti e preparazione e cerco di immaginarla bene nella mia mente, poi mi metto all’opera senza dover continuamente averla sott’occhio.

S: Ci sono operazioni particolarmente difficili a cui devi rinunciare o hai trovato per tutto una soluzione alternativa?
P: Per me è difficile tutto ciò che richiede una “vista fina” come ad esempio fare guarnizioni particolari, pulire pesci, tagliare sottilmente qualsiasi cosa, usare la frittura come metodo di cottura. Per quest’ultimo caso, ho adottato ormai da tempo la soluzione di mettere tutto a cuocere in forno invece che friggere. Oltre ad essere più salutare, è anche meno pericoloso per me. Per tutto il resto lo evito, o mi faccio aiutare da qualcuno che transita in cucina in quel momento!

S: Qual è la ricetta che ti riesce meglio?
P: Io adoro fare il pane, il pane con le noci mi riesce particolarmente bene!

S: Qual è invece quella che ti ha messo più in difficoltà, ma alla fine ti ha dato la soddisfazione di riuscire?
P: Come ho detto prima, io cerco di evitare ricette che richiedono particolari operazioni di “precisione” o cerco di riadattarle alle mie possibilità. Ricordo che tempo fa ho preparato i cannelloni ripieni di verdure al forno con il ragù. È stata una lunga avventura, ma alla fine sono stata ampiamente ricompensata dai complimenti del mio compagno che ha apprezzato la preparazione del suo piatto preferito!

S: Fai da sola anche la spesa?
P: Ecco… Per me questa attività crea molti più problemi del cucinare! Se vado a comprare in negozi che conosco, riesco a cavarmela da sola perché so già in che reparto devo andare per trovare tutto ciò che mi occorre. Da sola non riesco invece ad andare in un negozio per la prima volta, rischio di girare a vuoto senza trovare niente e mi stanco mentalmente in un modo pazzesco, proprio per il mio disturbo visivo che non mi permette di acutizzare la vista e vedere le cose nei particolari. Ci sono poi problemi per quanto riguarda leggere la scadenza dei prodotti; in genere mi fido abbastanza, ma se devo comprare qualcosa di fresco facilmente deteriorabile, me la faccio leggere da qualcuno. A volte mi capita che persone anziane mi chiedano di fare questo io per loro dato che mi vedono più giovane!

S: Di solito si fa molto affidamento al colore dei cibi per capire se sono maturi, freschi, stagionati, eccetera. Riesci a cogliere queste differenze?
P: In effetti anche in questo caso entrano in gioco tutti gli altri sensi, soprattutto l’olfatto per quanto riguarda saper riconoscere la frutta ben matura o allontanarsi velocemente dal banco dei pesci quando invece di un bel profumo di mare, si sente un forte odore poco piacevole! Ho avuto conferma da persone che erano con me in certi momenti, che quello che sentivo io con l’olfatto, corrispondeva esattamente a quello che vedevano loro con gli occhi!

S: Tra le ricette che hai mandato al nostro sito ce ne sono diverse della tradizione ligure: chi ti ha insegnato a cucinare?
P: Sono figlia di una cuoca fantastica! Mia madre è davvero brava in cucina e la cosa incredibile è che a lei non ha insegnato praticamente nessuno perché sua madre era gelosa dei fornelli e non voleva aiuti da nessuno!

S: E tu hai insegnato a cucinare a qualcuno?
P: Devo dire che molte mie amiche mi chiedono consigli perché mi dicono che apprezzano il mio modo semplice di cucinare adatto davvero a tutti e di questo io sono molto felice. Ora sto insegnando alla figlia del mio compagno che ha 13 anni ed è appassionata di cucina ed è anche già molto brava tanto che mi sta insegnando alcune sue ricette. Mi fa poi molto piacere quando mia madre mi dice “Sai che ho fatto come fai tu!

nella foto la Coordinatrice dell'Istituto Laura Lucagrossi, Paoòo Roversi, Martino, e altri collaboratori

nella foto la Coordinatrice dell'Istituto Laura Lucagrossi, Patrizio Roversi e altri collaboratori

S: Il motto dell’Istituto Chiossone è che trovare una soluzione per superare una disabilità offre contemporaneamente delle soluzioni più comode a tutte le persone: c’è qualcosa che vuoi suggerire o consigliare ai nostri lettori alla luce della tua esperienza?
P: L’Istituto Chiossone è un centro a Genova che da sempre si occupa della riabilitazione delle persone con disabilità visiva e tra le varie attività che svolge, c’è proprio anche quella di riabilitazione domestica che insegna a muoversi in casa con destrezza evitando i pericoli e facendo scoprire i trucchi. Io non l’ho mai frequentata per il fatto che provengo da un’esperienza di normovedente, ma non è escluso che prima o poi mi inserisca in un gruppo di questo tipo di riabilitazione. Il consiglio che mi sento di dare è quello di non spaventarsi davanti alle difficoltà e non solo in cucina! Io per esperienza mi sento di dire davvero che a tutto c’è un rimedio o per lo meno, si può trovare un’alternativa per rendere più facile ciò che ci è difficile. La cosa importante è non perdere mai la fiducia in se stessi e mettere il cuore in tutto ciò che si fa. La mia care insegnante di yoga dice sempre “Tutto ciò che facciamo col cuore, non può che riuscire bene!”


feb 12 2009

Pietra Ligure conosciamo insieme il mondo della disabilità

Tag: Genova e dintornilucio @ 12:12 pm

Pietra Ligure conosciamo insieme il mondo della disabilità

Si è svolto ieri nel comune di Pietra Ligure (Sv), un incontro con gli alunni di scuole elementari e medie, sul tema della disabilità.

L’iniziativa è stata promossa dall’assessorato alla pubblica istruzione di Pietra Ligure, ponendosi l’obbiettivo di sensibilizzare i giovani cittadini sul problema delle disabilità.

I partecipanti all’incontro, hanno potuto conoscere il grande lavoro che svolge la società sportabili alba onluss, la quale si occupa di attività sportiva e turistica per persone disabili.

L’incontro è stato organizzato in modo da dare spazio al mattino ai ragazzi degli anni III IV E V elementare del complesso scolastico di via Della Cornice, e nel pomeriggio ai ragazzi delle scuole medie di via Oberdan.

L’incontro di Pietra Ligure, è servito per ricordare Ugo Gasperini un grande amico che si è sempre battuto per far conoscere il mondo delle disabilità. Tutto ciò, sempre con spirito positivo, e prendendo spunto dalla propria esperienza di vita.


feb 11 2009

Una nuova cam illumina le speranze di ciechi ed ipovedenti

Tag: News dal mondolucio @ 1:36 pm

Una nuova cam illumina le speranze di ciechi ed ipovedenti

Grazie al lavoro degli studiosi del MIT “Massachussets institute of technology”, è stata realizzata una nuova cam per non vedenti e per gravi forme di ipovisione. Il nuovo dispositivo ovviamente non potrà risolvere pienamente i problemi di chi non vede, perché la scienza non può almeno per ora fare miracoli, ma certamente si può dire che sono stati compiuti passi in avanti per rendere più radioso il futuro di chi non vede. Infatti la nuova cam, che non permette di avere un campo visivo completo, consente per lo meno la rappresentazione di immagini in determinate circostanze.

Gli studiosi del MIT, sono giunti a rielaborare e a rendere più efficace tale dispositivo, grazie alla collaborazione di Elizabeth Goldring una non vedente che ha potuto sperimentare in prima persona gli eventuali vantaggi dello strumento. Il dispositivo, prende il nome di Seeing macchine, macchina per vedere.

Va detto che questo strumento, che naturalmente speriamo arrivi al più presto anche qui da noi e che è il frutto di un lavoro completato dopo venti anni dai primi esperimenti in materia, ha negli Stati Uniti un costo decisamente elevato. Infatti per acquistare questa cam, occorrono circa 5.000 $.

Tutta via grazie al eccellente lavoro degli studiosi americani, possiamo senz’altro dire che si aprono nuovi orizzonti nel campo della lotta alla cecità.

Se vuoi approfondire la tua conoscenza su questo strumento e potertene fare una idea più chiara, vai su http://www.nolimit.it/home/page.asp?ncat=Ausili&IdCx=8&sottocat=0&ID=401. Li troverai una disamina completa del prodotto.


feb 11 2009

Come rendere accessibile un palcoscenico!

Tag: Arte accessibile, Come fare per...patrizia @ 12:37 pm

Volevo raccontare la mia esperienza di disabile visiva che deve continuamente inventarsi delle strategie per rendersi più accessibile la vita quotidiana e non solo quella reale, ma anche quella teatrale su un palcoscenico!

Faccio parte di una compagnia teatrale dialettale genovese e mi diverto tantissimo ad interpretare piccoli ruoli che però mi danno tante soddisfazioni.

Essendo una disabile visiva, devo dire che di inconvenienti e ostacoli ne incontro molti anche quando svolgo questa mia passione a partire dall’abbagliamento che ho ogni volta che devo entrare in scena sotto i riflettori provenendo da dietro le quinte dove le luci sono molto soffuse.Inizialmente non avevo minimamente considerato questo inconveniente e ogni mia uscita era per me abbastanza problematica. Poi mi sono detta “Perchè devo rinunciare al piacere e alla gioia di entrare sul palco e interpretare il mio ruolo?”

Così pensando, mi sono inventata una mia strategia che devo dire, funziona! Da dietro le quinte ci sono in genere  delle piccole aperture dalle quali è possibile guardare sul palco senza essere visti dal pubblico. Io mi posiziono proprio lì prima di entrare e così abituo i miei occhi a vedere la luce forte che c’è sul palco.

Una volta è capitato poi che nella scenografia  era previsto un piccolo scalino; premetto che io ogni volta prima che inizi la commedia entro sul palco e me lostudio bene, muovendomi proprio in ogni direzione per prendere attraverso i miei piedi, la padronanza degli spazi.

Quella volta è capitato che alla prima rappresentazione, alla mia prima uscita, sono inciampata in quello scalino! Meno male che non sono caduta e meno male che dovevo interpretare la parte di una vecchia signora un pò ”rimbambita” così il pubblico ha riso molto perchè in effetti avevo interpretato benissimo quella parte e non si era capito assolutamente che non era voluta, ma ….

Sapete cosa mi sono inventata per le rappresentazioni successive?

Ho apposto una bella striscia adesiva di un bel rosso brillante sul bordo di quel famoso scalino, così ogni volta che dovevo entrare, i miei occhi vedevano lo scalino ben evidenziato!

Questi sono alcuni esempi che però possono far capire un pò di più quali sono le difficoltà che incontriamo ogni giorno anche nel quotidiano noi disabili visivi. Per molti ad esempio, può essere un problema il passaggio da una zona meno luminosa ad un’altra più luminosa, oppure possono creare davvero un pericolo anche piccoli scalini mal evidenziati mentre camminiamo nelle nostre città.

Volendo paragonare la reale quotidianità alla finzione teatrale, posso dire che è molto importante prendere attraverso gli altri sensi, la padronanza degli spazi, come se fosse ogni volta una prima rappresntazione. Capite bene però che questo porta ad un dispendio enorme di energie e crea ulteriori difficoltà per noi che ne abbiamo già abbastanza! Ecco perchè credo sia importante sensibilizzare tutti sul fatto che il mondo in cui viviamo, sia molto spesso poco accessibile.


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