mar 31 2009

Messina convegno sull’autonomia dei disabili visivi e nuove prospettive

Tag: News dall'Italialucio @ 12:37 pm

Messina convegno sull’autonomia dei disabili visivi

Il prossimo 18 aprile a Messina, si terrà un convegno che si incentrerà sulle tematiche relative all’autonomia dei disabili visivi e sulle bariere architettoniche e sensoriali che si frappongono verso il raggiungimento di determinati obbiettivi.

Dunque un confronto volto a capire quali sono gli ostacoli che quotidianamente rendono più complesso il raggiungimento di certi obbiettivi come l’inserimento professionale.

Fare così il punto della situazione, e quindi anche cercare di verificare quali soluzioni vi sono all’orizzonte in materia.

Il convegno si terrà al Royal Palace hotel di via Cannizzaro 224 98123 Messina.

I lavori inizieranno alle ore 9 e 00, tra le varie personalità che prenderanno parte all’evento, vi sarà il presidente della sezione provinciale dell’unione italiana dei ciechi e ipovedenti Fabrizio Zingale, il presidente nazionale UIC Tommaso Daniele non che anche presidente dell’IRIFOR, Giuseppe Terranova del Centro Helen Keller dell’UIC di Messina, Giuseppe Castronovo presidente nazionale dell’agenzia internazionale per la prevenzione della cecità.

Dunque saranno coinvolti tutti quei soggetti che operano nel campo delle disabilità visive, per confrontarsi su vari temi che indubbiamente hanno una importanza notevole per costruire un futuro che possa non solo garantire le certezze attuali, ma anche aprire nuove porte verso il raggiungimento di nuovi traguardi.


mar 31 2009

Roma lo sport come integrazione

Tag: News dall'Italialucio @ 11:31 am

Roma lo sport come integrazione

La scuola media Ludovico Pavoni “via Laparelli” a Roma, è indubbiamente un esempio decisamente rilevante nell’ambito del concetto di integrazione tramite lo sport.

Qui disabili e normodotati tutti insieme, condividono la passione di praticare una attività sportiva.

Pesistica, piste di pattinaggio e atletica leggera, ecc.

I disabili si mettono in gioco dimostrando tutte le loro capacità, vivendo anche lo spirito della competizione con gli altri.

Lo sport come metodo per instaurare un processo di integrazione sociale più efficace con gli altri.

Così si vedono ragazzi autistici che si danno la mano e insieme iniziano una gara di atletica.

Tutti ragazzi che nonostante un handicap, cercano di abbattere con lo sport, tutte le bariere che si frappongono nella strada verso una piena integrazione sociale.

Perché lo sport è sicuramente un veicolo che da delle garanzie eccellenti per raggiungere un inserimento migliore nella società, e perché è davvero lodevole vedere dei ragazzi che nonostante un problema che delimita certe funzionalità del corpo o di uno dei sensi, non si pongono limiti nel provare comunque a fare certe cose.

Dunque la palestra della scuola aperta non solo per le attività di educazione fisica, ma anche per dare davvero a tutti la possibilità di avvicinarsi allo sport e poter dimostrare che per un disabile se non tutto, molto è possibile. Basta credere nelle proprie potenzialità, e avere fiducia in sé stessi e così si può arrivare la dove non si pensava minimamente.

Tra i principali promotori dell’iniziativa, vi è l’insegnante di educazione fisica Gianni Alessio, che già negli anni novanta, aveva portato un suo alunno Emanuele colpito da spina bifida, a ottenere dei risultati importanti a livello agonistico.

Una ulteriore dimostrazione di quanto detto poc’anzi.

Vedere delle persone che si dimenticano di quei limiti che una disabilità comporta riuscendo ugualmente a compiere determinate imprese grazie alla forza di volontà, oltre ad essere un qualcosa che deve far riflettere chi non vuol capire che tutti possono arrivare a certe mete, è anche una luce che si accende nelle speranze di chi ha sempre avuto paura a mettersi in gioco.


mar 31 2009

Parma mostra dall’esclusione all’inclusione

Tag: News dall'Italialucio @ 9:56 am

Parma mostra dall’esclusione all’inclusione

Da ieri lunedì 30 marzo, a palazzo Giordani a Parma (viale Martiri della libertà 15), è aperta al pubblico una mostra che pone l’accento sull’integrazione dei disabili nell’ambito della società.

Integrazione inerente alla scuola, al lavoro, e ai vari contesti sociali.

Un percorso che dimostra attraverso interviste e immagini, come negli anni, anche chi ha una riscontrata disabilità, può avere un ruolo importante nella crescita

e nel miglioramento della società.

Ciò fornendo un adeguato contributo in base alle proprie capacità, che vanno al di là, di quello che molti pensano.

Una mostra che dunque fa il punto sui risultati fino ad ora raggiunti, ma che guarda al futuro ovvero ai prossimi obbiettivi in programma.

La mostra è stata promossa dalla provincia, dal centro di documentazione e integrazione scolastica e lavorativa, e dall’associazione mutilati invalidi civili.

Ha collaborato per la realizzazione della medesima, la rete dei centri per la documentazione per l’integrazione della Regione.

Tale evento, rientra comunque nelle celebrazioni dei trent’anni dalla entrata in vigore di una legge che indubbiamente ha cambiato radicalmente la vita dei disabili.

Stiamo parlando della legge 517, che ha contribuito notevolmente per una più evidente integrazione nella società dei disabili cominciando dall’istruzione.

All’innaugurazione della mostra, erano presenti ieri il presidente della provincia Vincenzo Bernazzoli, il presidente del CIPDI “centro per la documentazione e integrazione di Parma”, Danilo Amadei, e il presidente dell’ANMIC “associazione nazionale mutilati e invalidi civili” sezione di Parma Alberto Mutti.

Informiamo che la mostra, grazie alla collaborazione tra la Regione e la rete dei centri di documentazione per l’integrazione, sarà itinerante in tutte le provincie dell’Emilia Romagna.

Nella tappa parmigiana, si è cercato di dare grande attenzione alle realtà locali relative al tema trattato.

Ricordiamo che la mostra è aperta fino a venerdì prossimo con i seguenti orari:

dalle ore 8 alle ore 19, il venerdì dalle ore 8 alle ore 17.


mar 27 2009

pet therapy per stare bene in compagnia degli animali

Pet therapy per stare bene in compagnia degli animali

La pet therapy è un metodo decisamente costruttivo di affrontare il processo di maggiore autonomia delle persone disabili.

È un fenomeno sempre più in crescita, che favorisce una più evidente consapevolezza di chi ha una disabilità nelle proprie capacità, oltre che avere fiducia in un animale con il quale instaura un rapporto sempre più solido di amicizia.

Dunque parliamo di una vera e propria terapia, che può dare un aiuto importante nel superare gli ostacoli che si frappongono, verso una vita migliore di chi ha un handicap.

Di tutto ciò si parla oggi a Bergamo, in un convegno organizzato dall’associazione Inoltre onlus, http://www.inoltre-bg.it/ , e l’associazione Dog4life http://www.dog4life.it/, ovvero due importanti realtà nel campo del volontariato e dell’impegno sociale.

L’appuntamento è per le ore 14 alla casa di ricovero S. Maria Ausiliatrice Glemo a Bergamo.

Operatori sociosanitari e genitori di ragazzi disabili, si confronteranno con gli operatori di pet therapy per cercare di cogliere gli aspetti più rilevanti di questo particolare tipo di terapia.

L’obbiettivo è ovviamente evidenziare i vantaggi che si possono avere, ricorrendo alla pet therapy.

Saranno coinvolti dei cani addestrati, per dimostrare che un dialogo diretto e approfondito con questi animali, può favorire come si è già accennato un certo grado di autonomia.

Ciò perché naturalmente il cane eessendo in grado di dare non solo il suo affetto al paziente ma anche un assistenza per ogni evenienza, diventa così un amico affidabile con il quale il disabile si sente al sicuro.

Dunque un appuntamento indubbiamente importante, che consente di approfondire un tema di notevole rilevanza, nell’ambito di una migliore assistenza delle persone disabili.

http://www.oltrelebarriere.net/2460/il-27-marzo-2009-convegno-sulla-pet-therapy-a-bergamo/


mar 26 2009

Genova la fiera primavera presenta un’automobile per i disabili

Tag: Eventi, Genova e dintornilucio @ 1:13 pm

Genova fiera primavera presenta un’automobile per disabili

Quest’anno il tradizionale appuntamento con la fiera primavera di Genova (27 marzo 5 aprile), sarà una occasione per presentare qualcosa di veramente importante per i disabili motori.

Presso il padiglione s terreno “stand b7” della fiera di Genova, verrà presentata un’automobile per disabili gravi.

Ci sarà dunque l’opportunità di conoscerla da vicino, e per iniziativa dell’Autoservice, anche la possibilità di poterla provare.

È indubbiamente un evento importante, che permetterà ai disabili che ne faranno richiesta di avere a disposizione gratuitamente una vettura, per apprenderne bene l’utilizzo per poi così svolgere un esame di guida e quindi conseguire la patente speciale.

Un progetto che consente a queste persone di avere un approccio facilitato, con strumenti decisamente fondamentali per la loro vita.

Vi è dunque la grande opportunità di provare un ausilio che dato l’alto livello di complessità degli strumenti necessari, per l’acquisto vi sarebbero costi elevatissimi.

L’iniziativa, è stata resa possibile, grazie alla collaborazione della regione, dell’Anglat (associazione nazionale guida alla legislazione handicappati trasporti), l’Anmic (associazione nazionale mutilati e invalidi civili), e altre associazioni che operano nel campo delle disabilità.

Domani venerdì 27 marzo ore 15 e 30, ora di apertura della fiera, vi sarà la presentazione ufficiale dell’autovettura, con la partecipazione di molte autorità.

http://www.disablog.it/2009/03/26/genova-alla-fiera-primavera-anche-un%e2%80%99autovettura-per-disabili/#respond


mar 26 2009

Nel buio e nel silenzio come affrontare la vita di tutti i giorni

Tag: News dall'Italialucio @ 10:29 am

Nel buio e nel silenzio come affrontare la vita di tutti i giorni

Casalguidi Pistoia una iniziativa indubbiamente interessante, per sensibilizzare i ragazzi sulle problematiche che generalmente un non vedente o un sordo devono affrontare per poter avere una vita la più possibile uguale a quella degli altri.

Alunni ciechi e sordi per un giorno. Questa è l’iniziativa che si è tenuta ieri a Casalguidi (Pistoia), all’istituto del comprensorio scolastico Fermi.

Ragazzi delle classi II e III, della scuola media,sono stati guidati dai loro insegnanti in una esperienza decisamente originale per mettere a fuoco la realtà di essere disabili.

Così questi ragazzi, hanno cercato di svolgere le semplici azioni della vita quotidiana, facendo a meno o della vista, o dell’udito.

Si è dato spazio anche alle limitazioni motorie.

Tutto ciò per consentire a questi ragazzi, di comprendere quali maggiori difficoltà deve affrontare un disabile nel cercare di poter fare tutto quello che fanno gli altri, ma anche come superare le medesime e quindi riuscire ad avere un alto grado di autonomia.

È una iniziativa lodevole, in quanto può certo contribuire a sviluppare nei ragazzi una sensibilità su questi problemi, e quindi farli riflettere su cosa vuoldire non vedere e non sentire.

L’iniziativa fa parte del progetto “inputproject”.

Infatti i materiali finali di questa esperienza, verranno pubblicati nel sito http://www.inputproject.eu/.

Hanno collaborato all’iniziativa l’unione italiana ciechi, l’ente nazionale sordi, e l’anglat (associazione nazionale guida per la legislazione andicappati per trasporti), e vari enti locali pistoiesi.


mar 25 2009

Andrea: dall’infortunio alla Tv, sulla disabilità

BRESCIA – Si chiama «disabilità futuribile». È la dimensione che può aiutare a

migliorare al qualità della vita delle persone diversamente abili. A presentarla

ieri, durante la seconda ed ultima giornata di «Di-sabilita» al Palabrescia è

stato Andrea Ben Leva ex vigile del fuoco, 34 anni, che ha subito un infortunio

sul lavoro, perdendo parte delle mani.

«Per due anni, dopo l´infortunio -, ha detto Andrea Ben Leva – ho avuto incubi.

Sentivo l´odore della gomma che stavo lavorando, sentivo i rumori metallici, le

grida intorno a me. Poi ho scoperto il recupero cognitivo, i test tecnici come

l´autoipnosi indotta, con cui ho rivissuto lo shock emotivo, che mi hanno

aiutato a rimuovere il trauma». Da 12 anni la sua Associazione Ben Leva mette in

campo nuove sfide per il mondo e di diversamente abili.

Tra le ultime novità, c´è la realizzazione, entro il 31 settembre di quest´anno,

di una tv in streaming dedicata interamente a questa realtà. Una mondo, quello

dei disabili, che ancora deve farsi conoscere alle persone, spesso purtroppo

ignorato. Da qui l´idea di creare una tv «ad hoc», dove vengono trasmessi

filmati, fotografie e diapositive con le esperienze personali direttamente

raccontate, e che permettano alle associazioni di farsi conoscere. Si tratta di

un progetto unico a livello nazionale, che partirà proprio da Brescia,

coinvolgendo tutte le associazioni di volontariato che vorrano parteciparvi. Per

farlo è possibile telefonare al 3343367633 o consultare il sito www.benleva.it.

L´associazione, in concordato con le realtà non profit della Provincia di

Brescia, realizzerà una pubblicazione che racchiude tutte le esperienze vissute

dai singoli disabili.

Alla disabilità nell´infanzia è stato invece dedicato il secondo intervento,

tenuto dal dottor Bruno Verri che è stato primario del reparto di patologia

terapia intensiva neonatale degli Ospedali Civili e per dodici anni presidente

dell´associazione «Nati per vivere». Il servizio si chiama «Intervento precoce

per bimbi con deficit visivo». È nato nel 2005, dopo che l´assistenza per i

bimbi da 0 a 3 anni affetti da queste patologie è stata sospesa da parte della

struttura pubblica. Da 8 piccoli pazienti seguiti all´inizio, ora si è passati a

21. «Un numero destinato a crescere purtroppo – ha detto il dottor Verri -,

perchè nascono sempre più bambini piccoli di 800, 900 grammi, con gradi di

immaturità biologica che portano a questo tipo di deficit».

Attraverso un corso di tecnica di riabilitazione precoce, che si tiene presso la

sede dell´Unione italiana ciechi di Brescia, le mamme vengono seguite da una

specialista. «Riteniamo che le autorità competenti debbano fare qualcosa – ha

proseguito Verri -. Procediamo soprattutto grazie ai contributi di privati,

spesso genitori e famigliari dei bimbi seguiti. Anche gli ultras del Brescia

curva sud ci hanno donato il ricavato di alcuni loro tornei estivi. I bambini

provengono tutti da comuni diversi, che non hanno mai, eccezione fatta per

Erbusco, ascoltato le esigenze dei loro genitori».


mar 25 2009

Foto al buio

Tag: Foto, Genova e dintornidaniela @ 11:57 am
Tre fantastici amici della Cooperativa Chiossone di Genova

in esclusiva per voi la prima foto scattata da Lucio un ragazzo non vedente dalla nascita!!!! incredibile ma vero è perfetta !!!

foto scattata da Patrizia ragazza ipovedente, che immortala il mondo a modo suo

foto scattata da Patrizia ragazza ipovedente, che immortala il mondo a modo suo

foto realizzata da Daniela una ragazza ipovedente, che grazie allo zoom della macchina fotografica ha scoperto questo bellissimo angolo di costa genovese

foto realizzata da Daniela una ragazza ipovedente, che grazie allo zoom della macchina fotografica ha scoperto questo bellissimo angolo di costa genovese

Per un non vedente il concetto di dritto o storto è tutto relativo ! anche questa è arte

sono bastate poche e semplici indicazioni e Lucio è riuscito ad immortalare questa vela !

foto scattata da Patrizia che ritrae Punta Vagno attraverso le colonne del loggiato di villa Chiossone, splendida sede della Cooperativa

foto scattata per caso da Daniela ma è anche vero che spesso le cose belle succedono per caso


mar 25 2009

Milano la galleria d’arte moderna diventa accessibile

Tag: News dall'Italialucio @ 11:46 am

Milano la galleria d’arte moderna diventa accessibile

Vi segnaliamo un’altra iniziativa che dimostra come l’arte è sempre più a portata dei disabili visivi.

La villa reale di Milano voluta dal Conte Ludovico Barbiano di Bel Giojoso, è da circa 3 anni la sede della galleria d’arte moderna.

Ora, la medesima, si pone l’obbiettivo di permettere anche a chi non vede di ammirare le opere d’arte esposte.

Audioguide, e la possibilità di toccare con mano le sculture presenti nella galleria.

La direzione del museo, in collaborazione con l’associazione Arte insieme, hanno lavorato molto per garantire alle persone con minorazioni visive l’opportunità di poter coltivare comunque la passione dell’arte.

Così ad esempio un non vedente che va a visitare la galleria d’arte moderna di Milano, può con un supporto audio avere una descrizione dell’opera che ha davanti, e poter anche toccarla con mano per coglierne gli aspetti che la mettono in risalto.

Un metodo valido per aprire il mondo dell’arte proprio a tutti, perché una scultura apprezzata non con gli occhi ma in altra maniera, può ugualmente trasmettere le stesse sensazioni che prova chi la ammira guardandola.

Nella galleria milanese, sono a disposizione dei visitatori opere di scultori famosi come Canova e Thorvaldsen.

Informiamo tutti coloro che hanno l’intenzione di fare una visita guidata alla galleria, che bisogna prenotarla telefonando all’associazione arte insieme allo 0267625503.

Galleria d’arte moderna via Palestro 16 20121 Milano


mar 25 2009

Disponibile anche in Italia un nuovo trattamento per la cura della degenerazione maculare

E´ ora disponibile a carico del Servizio Sanitario Nazionale per le persone

affette da degenerazione maculare legata all´età (DMLE) neovascolare,

ranibizumab, l´anticorpo monoclonale di Novartis, sviluppato specificamente per

uso oftalmico.

Ranibizumab, già raccomandato dal National Institute for Clinical Excellence

(NICE), rigoroso ente britannico che esamina il costo-beneficio dei farmaci, è

il primo ed unico farmaco anti-angiogenico che ha dimostrato, in un ampio

programma di studi clinici su oltre 7.500 pazienti, di migliorare la visione,

prevenire l´evoluzione della malattia fino alla perdita della vista e quindi,

anche la qualità della vita dei pazienti. (1-4)

Nel mondo, ogni anno, circa mezzo milione di persone perde la vista a causa

della DMLE; in Italia si stima che circa 260.000 persone sono affette dalla

forma più grave, quella neovascolare che registra 20.000 nuovi casi ogni anno.

“Ranibizumab arrestando la formazione dei neovasi con il massimo rispetto della

retina sana, migliora in una percentuale significativa, la funzionalità visiva

del paziente, consentendo il recupero della propria autonomia nello svolgimento

delle attività della vita quotidiana. – afferma Filippo Cruciani del

Dipartimento Scienze Oftalmologiche dell’Università La Sapienza di Roma – Con

ranibizumab si apre sia per il paziente che per il medico una nuova prospettiva

di cura e un nuovo approccio alla malattia: si può infatti comunicare al

paziente un´evoluzione più positiva rispetto al passato quando ci si limitava a

trattarlo con la consapevolezza che era possibile solo rallentare la

progressione della malattia”.

“La rimborsabilità di ranibizumab – afferma Mark Never, Amministratore delegato

di Novartis in Italia – rende finalmente disponibile anche in Italia

gratuitamente una terapia che rappresenta un importante passo in avanti nella

cura della DMLE neovascolare. L´innovativo modello di rimborso concordato con

l´AIFA concilia il diritto dei pazienti ai farmaci più innovativi ed efficaci in

un contesto di impiego attento delle risorse economiche pubbliche”.

E´ stato infatti raggiunto con le Autorità un accordo che prevede il

monitoraggio dell´intero percorso terapeutico, dalla diagnosi al trattamento e

alla valutazione dei risultati ottenuti al fine di assicurare l´appropriatezza

prescrittiva e la sostenibilità economica.

“La sostenibilità economica delle terapie è strettamente legata al diritto dei

pazienti di accesso alle cure. Questo vale in particolare per i farmaci

biotecnologici innovativi che spesso rappresentano un´importante alternativa

terapeutica, se non l´unica, per alcune categorie di pazienti. – afferma Walter

Ricciardi, direttore Osservatorio Nazionale sulla salute nelle Regioni Italiane

e Istituto di Igiene dell´Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma – Il

modello di rimborso “payment by results” è volto a promuovere una più alta

qualità delle cure e dell´assistenza sanitaria sulla base dei risultati e

risponde all´annosa questione del disallineamento tra i bisogni di salute e le

risorse disponibili per soddisfarli.

Questo modello di rimborso, già avviato in campo oncologico, viene per la prima

volta applicato in campo oftalmico ed offre un´importante opportunità per

utilizzare la pratica clinica allo stesso tempo come cura e strumento di

valutazione dei risultati clinici, combinando assistenza e ricerca”.

“Da sempre impegnati nella prevenzione della cecità e difesa della vista

accogliamo positivamente questa decisione che rappresenta uno straordinario

passo in avanti per tutte le persone affette da degenerazione maculare legata

all´età – afferma l´Avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus

- poiché garantisce ai malati la possibilità di accedere ai migliori trattamenti

disponibili senza differenze legate al reddito, all´età e allo stato sociale.

Questo provvedimento – conclude il Presidente dell´Agenzia internazionale per la

prevenzione della cecità – testimonia l´impegno del Servizio Sanitario Nazionale

verso una patologia destinata ad incidere sempre più sulla salute degli italiani

e l´impegno delle Istituzioni nella prevenzione della cecità e della disabilità

visiva.”

Ranibizumab arresta la progressione della malattia poiché permette la chiusura

dei neovasi con il massimo rispetto della retina sana. Gli studi clinici hanno

dimostrato che circa il 95% dei pazienti ha mantenuto la propria funzionalità

visiva e nel 40% dei casi è stato possibile ottenere un miglioramento

dell´acuità visiva pari ad almeno 15 lettere. Questo importante risultato incide

in maniera notevole anche sul recupero dell´autonomia nello svolgimento delle

attività di vita quotidiana come leggere, fare la spesa, usare il denaro, che

nei pazienti affetti da questa patologia è molto compromessa. (1-3)

Viene somministrato mediante una iniezione intraoculare al mese per i primi tre

mesi. In seguito il medico controlla mensilmente la vista del paziente

somministrando un´altra iniezione in caso di peggioramento della vista.

Sviluppato tramite la collaborazione di Novartis Pharma AG e Genentech Inc,

Lucentisâ è stato approvato dalla Food and Drug and Administration nel 2006 e

dall´EMEA a gennaio 2007 per il trattamento dei pazienti con Degenerazione

Maculare Legata all´Età (DMLE) di tipo neovascolare. In Italia il farmaco è

soggetto a prescrizione medica ed è ora disponibile a carico del Servizio

Sanitario Nazionale presso le strutture ospedaliere e/o strutture ad esse

assimilabili in classe H Osp1, per i pazienti con degenerazione maculare

neovascolare attiva e con acuità visiva con la migliore correzione >2/10.


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