mar 25

Andrea: dall’infortunio alla Tv, sulla disabilità

BRESCIA – Si chiama «disabilità futuribile». È la dimensione che può aiutare a

migliorare al qualità della vita delle persone diversamente abili. A presentarla

ieri, durante la seconda ed ultima giornata di «Di-sabilita» al Palabrescia è

stato Andrea Ben Leva ex vigile del fuoco, 34 anni, che ha subito un infortunio

sul lavoro, perdendo parte delle mani.

«Per due anni, dopo l´infortunio -, ha detto Andrea Ben Leva – ho avuto incubi.

Sentivo l´odore della gomma che stavo lavorando, sentivo i rumori metallici, le

grida intorno a me. Poi ho scoperto il recupero cognitivo, i test tecnici come

l´autoipnosi indotta, con cui ho rivissuto lo shock emotivo, che mi hanno

aiutato a rimuovere il trauma». Da 12 anni la sua Associazione Ben Leva mette in

campo nuove sfide per il mondo e di diversamente abili.

Tra le ultime novità, c´è la realizzazione, entro il 31 settembre di quest´anno,

di una tv in streaming dedicata interamente a questa realtà. Una mondo, quello

dei disabili, che ancora deve farsi conoscere alle persone, spesso purtroppo

ignorato. Da qui l´idea di creare una tv «ad hoc», dove vengono trasmessi

filmati, fotografie e diapositive con le esperienze personali direttamente

raccontate, e che permettano alle associazioni di farsi conoscere. Si tratta di

un progetto unico a livello nazionale, che partirà proprio da Brescia,

coinvolgendo tutte le associazioni di volontariato che vorrano parteciparvi. Per

farlo è possibile telefonare al 3343367633 o consultare il sito www.benleva.it.

L´associazione, in concordato con le realtà non profit della Provincia di

Brescia, realizzerà una pubblicazione che racchiude tutte le esperienze vissute

dai singoli disabili.

Alla disabilità nell´infanzia è stato invece dedicato il secondo intervento,

tenuto dal dottor Bruno Verri che è stato primario del reparto di patologia

terapia intensiva neonatale degli Ospedali Civili e per dodici anni presidente

dell´associazione «Nati per vivere». Il servizio si chiama «Intervento precoce

per bimbi con deficit visivo». È nato nel 2005, dopo che l´assistenza per i

bimbi da 0 a 3 anni affetti da queste patologie è stata sospesa da parte della

struttura pubblica. Da 8 piccoli pazienti seguiti all´inizio, ora si è passati a

21. «Un numero destinato a crescere purtroppo – ha detto il dottor Verri -,

perchè nascono sempre più bambini piccoli di 800, 900 grammi, con gradi di

immaturità biologica che portano a questo tipo di deficit».

Attraverso un corso di tecnica di riabilitazione precoce, che si tiene presso la

sede dell´Unione italiana ciechi di Brescia, le mamme vengono seguite da una

specialista. «Riteniamo che le autorità competenti debbano fare qualcosa – ha

proseguito Verri -. Procediamo soprattutto grazie ai contributi di privati,

spesso genitori e famigliari dei bimbi seguiti. Anche gli ultras del Brescia

curva sud ci hanno donato il ricavato di alcuni loro tornei estivi. I bambini

provengono tutti da comuni diversi, che non hanno mai, eccezione fatta per

Erbusco, ascoltato le esigenze dei loro genitori».

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