mar 25

Disponibile anche in Italia un nuovo trattamento per la cura della degenerazione maculare

E´ ora disponibile a carico del Servizio Sanitario Nazionale per le persone

affette da degenerazione maculare legata all´età (DMLE) neovascolare,

ranibizumab, l´anticorpo monoclonale di Novartis, sviluppato specificamente per

uso oftalmico.

Ranibizumab, già raccomandato dal National Institute for Clinical Excellence

(NICE), rigoroso ente britannico che esamina il costo-beneficio dei farmaci, è

il primo ed unico farmaco anti-angiogenico che ha dimostrato, in un ampio

programma di studi clinici su oltre 7.500 pazienti, di migliorare la visione,

prevenire l´evoluzione della malattia fino alla perdita della vista e quindi,

anche la qualità della vita dei pazienti. (1-4)

Nel mondo, ogni anno, circa mezzo milione di persone perde la vista a causa

della DMLE; in Italia si stima che circa 260.000 persone sono affette dalla

forma più grave, quella neovascolare che registra 20.000 nuovi casi ogni anno.

“Ranibizumab arrestando la formazione dei neovasi con il massimo rispetto della

retina sana, migliora in una percentuale significativa, la funzionalità visiva

del paziente, consentendo il recupero della propria autonomia nello svolgimento

delle attività della vita quotidiana. – afferma Filippo Cruciani del

Dipartimento Scienze Oftalmologiche dell’Università La Sapienza di Roma – Con

ranibizumab si apre sia per il paziente che per il medico una nuova prospettiva

di cura e un nuovo approccio alla malattia: si può infatti comunicare al

paziente un´evoluzione più positiva rispetto al passato quando ci si limitava a

trattarlo con la consapevolezza che era possibile solo rallentare la

progressione della malattia”.

“La rimborsabilità di ranibizumab – afferma Mark Never, Amministratore delegato

di Novartis in Italia – rende finalmente disponibile anche in Italia

gratuitamente una terapia che rappresenta un importante passo in avanti nella

cura della DMLE neovascolare. L´innovativo modello di rimborso concordato con

l´AIFA concilia il diritto dei pazienti ai farmaci più innovativi ed efficaci in

un contesto di impiego attento delle risorse economiche pubbliche”.

E´ stato infatti raggiunto con le Autorità un accordo che prevede il

monitoraggio dell´intero percorso terapeutico, dalla diagnosi al trattamento e

alla valutazione dei risultati ottenuti al fine di assicurare l´appropriatezza

prescrittiva e la sostenibilità economica.

“La sostenibilità economica delle terapie è strettamente legata al diritto dei

pazienti di accesso alle cure. Questo vale in particolare per i farmaci

biotecnologici innovativi che spesso rappresentano un´importante alternativa

terapeutica, se non l´unica, per alcune categorie di pazienti. – afferma Walter

Ricciardi, direttore Osservatorio Nazionale sulla salute nelle Regioni Italiane

e Istituto di Igiene dell´Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma – Il

modello di rimborso “payment by results” è volto a promuovere una più alta

qualità delle cure e dell´assistenza sanitaria sulla base dei risultati e

risponde all´annosa questione del disallineamento tra i bisogni di salute e le

risorse disponibili per soddisfarli.

Questo modello di rimborso, già avviato in campo oncologico, viene per la prima

volta applicato in campo oftalmico ed offre un´importante opportunità per

utilizzare la pratica clinica allo stesso tempo come cura e strumento di

valutazione dei risultati clinici, combinando assistenza e ricerca”.

“Da sempre impegnati nella prevenzione della cecità e difesa della vista

accogliamo positivamente questa decisione che rappresenta uno straordinario

passo in avanti per tutte le persone affette da degenerazione maculare legata

all´età – afferma l´Avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus

- poiché garantisce ai malati la possibilità di accedere ai migliori trattamenti

disponibili senza differenze legate al reddito, all´età e allo stato sociale.

Questo provvedimento – conclude il Presidente dell´Agenzia internazionale per la

prevenzione della cecità – testimonia l´impegno del Servizio Sanitario Nazionale

verso una patologia destinata ad incidere sempre più sulla salute degli italiani

e l´impegno delle Istituzioni nella prevenzione della cecità e della disabilità

visiva.”

Ranibizumab arresta la progressione della malattia poiché permette la chiusura

dei neovasi con il massimo rispetto della retina sana. Gli studi clinici hanno

dimostrato che circa il 95% dei pazienti ha mantenuto la propria funzionalità

visiva e nel 40% dei casi è stato possibile ottenere un miglioramento

dell´acuità visiva pari ad almeno 15 lettere. Questo importante risultato incide

in maniera notevole anche sul recupero dell´autonomia nello svolgimento delle

attività di vita quotidiana come leggere, fare la spesa, usare il denaro, che

nei pazienti affetti da questa patologia è molto compromessa. (1-3)

Viene somministrato mediante una iniezione intraoculare al mese per i primi tre

mesi. In seguito il medico controlla mensilmente la vista del paziente

somministrando un´altra iniezione in caso di peggioramento della vista.

Sviluppato tramite la collaborazione di Novartis Pharma AG e Genentech Inc,

Lucentisâ è stato approvato dalla Food and Drug and Administration nel 2006 e

dall´EMEA a gennaio 2007 per il trattamento dei pazienti con Degenerazione

Maculare Legata all´Età (DMLE) di tipo neovascolare. In Italia il farmaco è

soggetto a prescrizione medica ed è ora disponibile a carico del Servizio

Sanitario Nazionale presso le strutture ospedaliere e/o strutture ad esse

assimilabili in classe H Osp1, per i pazienti con degenerazione maculare

neovascolare attiva e con acuità visiva con la migliore correzione >2/10.

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