mar 31
Roma lo sport come integrazione
Roma lo sport come integrazione
La scuola media Ludovico Pavoni “via Laparelli” a Roma, è indubbiamente un esempio decisamente rilevante nell’ambito del concetto di integrazione tramite lo sport.
Qui disabili e normodotati tutti insieme, condividono la passione di praticare una attività sportiva.
Pesistica, piste di pattinaggio e atletica leggera, ecc.
I disabili si mettono in gioco dimostrando tutte le loro capacità, vivendo anche lo spirito della competizione con gli altri.
Lo sport come metodo per instaurare un processo di integrazione sociale più efficace con gli altri.
Così si vedono ragazzi autistici che si danno la mano e insieme iniziano una gara di atletica.
Tutti ragazzi che nonostante un handicap, cercano di abbattere con lo sport, tutte le bariere che si frappongono nella strada verso una piena integrazione sociale.
Perché lo sport è sicuramente un veicolo che da delle garanzie eccellenti per raggiungere un inserimento migliore nella società, e perché è davvero lodevole vedere dei ragazzi che nonostante un problema che delimita certe funzionalità del corpo o di uno dei sensi, non si pongono limiti nel provare comunque a fare certe cose.
Dunque la palestra della scuola aperta non solo per le attività di educazione fisica, ma anche per dare davvero a tutti la possibilità di avvicinarsi allo sport e poter dimostrare che per un disabile se non tutto, molto è possibile. Basta credere nelle proprie potenzialità, e avere fiducia in sé stessi e così si può arrivare la dove non si pensava minimamente.
Tra i principali promotori dell’iniziativa, vi è l’insegnante di educazione fisica Gianni Alessio, che già negli anni novanta, aveva portato un suo alunno Emanuele colpito da spina bifida, a ottenere dei risultati importanti a livello agonistico.
Una ulteriore dimostrazione di quanto detto poc’anzi.
Vedere delle persone che si dimenticano di quei limiti che una disabilità comporta riuscendo ugualmente a compiere determinate imprese grazie alla forza di volontà, oltre ad essere un qualcosa che deve far riflettere chi non vuol capire che tutti possono arrivare a certe mete, è anche una luce che si accende nelle speranze di chi ha sempre avuto paura a mettersi in gioco.
