giu 26

Un unico linguaggio, un solo strumento

Tag: News dall'Italiadaniela @ 10:40 am

Nel Veneto, a Padova è uniziata una svolta alquanto decisiva, le persone con disabilità sono in primo luogo valutate per il contributo lavorativo che possono apportare alla società .

Un unico linguaggio, un solo strumento per valutare il grado di disabilità delle persone, evitando così le possibili discordanze tra le ventuno aziende sanitarie del territorio regionale. Il Veneto inizia da oggi a parlare un’unica lingua attraverso la SVaMDI (Scheda di valutazione Multidimensionale per la persona con disabilità) che permetterà, attraverso prestabiliti criteri di priorità, di rendere omogenei gli interventi sul territorio regionale.
La novità principale è rappresentata dal fatto che da oggi il Veneto introduce un modello che considera la persona disabile sulla base di ciò che è in grado di fare nel proprio ambiente piuttosto che sulla menomazione, per individuare gli interventi e il percorso di vita migliore.
“Si tratta di una scheda – spiega l’assessore regionale alle Politiche sociali Stefano Valdegamberi – che sarà usata in tutti i servizi per disabili del territorio, unica, omogenea come linguaggi e parametri adottati e che darà così la possibilità di costruire, assieme ai servizi, un progetto di vita autonomo e individualizzato sulle caratteristiche dell’individuo disabile e facilitatore di una sua buona integrazione sociale”.
Il nuovo modello – elaborato in collaborazione con il centro polifunzionale Don Calabria di Verona – sarà utilizzato da tutte le 21 aziende sanitarie venete e concorrerà a creare un patrimonio informativo sugli elementi che caratterizzano il funzionamento dell’individuo e sulla loro interazione, permettendo anche una migliore gestione delle risorse. “Si tratta di un approccio diverso da quello finora utilizzato – sottolinea infatti Marco Piccoli, responsabile dell’Area sociale del ‘don Calabria’ – che permette una lettura combinata di tutti i fattori che interagiscono per determinare il funzionamento di un individuo utilizzando un linguaggio (Icf) universalmente condiviso e raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità”.
E Valdegamberi incalza: “Questo strumento apre un percorso innovativo non solo per i servizi e gli operatori che operano quotidianamente nel settore, ma anche per i disabili e le loro famiglie. Finora abbiamo adottato criteri abbastanza generici per valutare la disabilità, ma da ora grazie a questa scheda la persona disabile diventa importante e significativa”. Attualmente sono 21.383 le persone in carico ai servizi socio sanitari tra cui 5.949 persone che frequentano centri diurni e 3.114 che sono in servizi residenziali. La spesa totale a carico della regione è passata da 73.8 milioni di euro nel 2007 a oltre 83 milioni di euro nel 2009, destinati soprattutto alla residenzialità e alla domiciliarità.

Articolo tratto da Press In

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