lug 24

La Questura di Treviso “ha inventato” il 113 per i sordomuti

Press-IN anno I / n. 1786

Il Gazzettino del 23-07-2009

TREVISO. Come spesso avviene per le cose che danno qualità alla vita italiana, i poliziotti trevigiani hanno trovato il bandolo della matassa, rispondendo concretamente ad un sacrosanto diritto di chi non sente e non parla, grazie ad un’amicizia: quella di Fabio Povelato, responsabile della Sala operativa (il 113) della Questura con Carlo Righetto, giovane presidente della sezione provinciale dell’Ens – Onlus, l’ente nazionale sordi. Vicini di casa e amici dai 14 anni, il poliziotto Povelato non sapeva che Carlo Righetto era alla guida dell’associazione, ma ne conosceva i problemi. Parla, discuti, condividi i guai, alla fine è nata l’idea – vista anche la professione dell’amico in divisa – che poi piano piano, ha preso corpo, trovando nelle istituzioni la massima collaborazione e i mezzi tecnici idonei. Il 113 di Marca funziona così: un sms trasmette l’Sos, attraverso una linea telefonica dedicata, dal cellulare del sordo ad un computer ubicato nella Sala Operativa della Questura. Il messaggino viene scritto in “codice”: i 250 soci dell’Ens, che diventano 500 se si tiene conto della popolazione trevigiana con gli stessi problemi degli iscritti all’associazione, indicando un numero e una lettera, aggiungendo la via da dove si dà l’allarme, mobilitano le forze dell’ordine. Grazie al messaggino che giunge nella sala Operativa il poliziotto in servizio – 24 ore su 24 – capisce immediatamente da chi arriva l’Sos, da dove, ed il tipo di necessità e in che ambiente sta avvenendo l’emergenza. Perchè, è ovvio, il sordo non solo può subire un furto, un’aggressione, una rapina, un malore, ma può essere anche testimone di fatti di identica rilevanza medica, penale o sociale. E così con un codice numerico abbinato ad un codice alfabetico, aggiungendo l’indirizzo da cui parte il messaggino (anche il sordo va per strada e non è obbligatoriamente chiuso in casa H24), il poliziotto in servizio davanti allo schermo del pc in Questura sa come mobilitarsi. Facciamo un esempio: se nel messaggino è scritto via Roma 3 C, vuol dire che il sordo ha subito o è stato testimone in via Roma di una rapina a mano armata avvenuta al 2. piano. Se il messaggino recita: via Ravenna 27 D, l’agente in servizio sa che deve mandare in via Ravenna un’ambulanza con personale medico e paramedico specializzato e una Volante perchè il codice 27 indica una persona sotto attacco isterico e che il fatto sta avvenendo in un appartamento ubicato oltre il secondo piano per cui se sul posto andranno anche i vigili del fuoco non sarebbe male…
La Questura di Treviso e l’Ens, con il sostegno incondizionato del Questore dottor Carmine Damiano hanno dato alle stampe due guide per le persone sorde, di cui una tascabile, da portafoglio. C’è stato un grande momento di umanità, quando lo stesso Questore ha condiviso una pagina della sua vita personale: un suo carissimo zio era sordomuto… “in gambissima e riusciva a farsi capire benissimo” ha chiosato, sorridente.

Sergio Zanellato

Leave a Reply