lug 28 2009

Il cane cieco e il suo cane guida: Bonnie e Clyde commuovono tutti

Tag: News dal mondo, Pet Therapy e cani guidadaniela @ 10:01 am

Un articolo publicato sul Il Corriere della Sera del 26-07-2009

Entrambi trovatelli, ora cercano casa: ma dovranno essere adottati insieme
Spopola sui media britannici la storia di due inseparabili border collie: lui non vede, la compagna lo aiuta

MILANO – Loro sono un duo fuori dal comune: nella contea inglese di Norfolk i tabloid britannici hanno scovato due border collie, dei quali uno è cieco e l’altro un cane guida per ciechi. Suona come una di quelle storie strappalacrime Disney raccontate da Hollywood: un cane cieco e il suo cane guida, Bonnie e Clyde, questi i loro nomi, aspettano in un canile inglese l’arrivo di un padroncino.

IL RITROVAMENTO – Gli inseparabili collie vagavano sotto la pioggia incessante nelle campagne inglesi fino a quando, nei pressi di una strada provinciale, sono stati catturati dai collaboratori di un centro soccorso animali, racconta il Daily Mail. All’inizio i volontari del canile non riuscivano a spiegarsi il motivo per cui uno dei due seguiva costantemente l’altro. Poi la scoperta: Bonnie è il cane guida di Clyde, rimasto cieco a causa di una malattia degenerativa. Quando Clyde si sente insicuro, comincia a tastare dietro a Bonnie e poggia il suo muso sulla sua schiena, così che possa guidarlo», ha spiegato Cherie Cootes, una delle responsabili del canile “Meadown Green Dog Rescue Centre di Norfolk, alla Bbc -. Si fida completamente di lei». Per questo motivo bisogna trovare un’unica casa per questo inconsueto duo.

VITE INSEPARABILI – Clyde ha circa cinque anni, Bonnie due o tre. Entrambi hanno il pelo bianco e nero. E la loro storia ha fatto il giro del mondo. Da dove arrivino, non è ancora chiaro. Non avevano nessuna piastrina quando sono stati trovati. I due collie non possono vivere l’uno lontano dall’altro, ha sottolineato Cootes. «Se lei corre, tende a fermarsi, per essere sicura che lui sia con lei. Lo tiene perennemente sott’occhio. Quando stanno insieme nessuno si accorge che uno dei due non ha la vista. Quando non c’è la compagna, lui però non ha il coraggio di fare neanche un passo».

Elmar Burchia


lug 28 2009

Intervista a Enrica Papale

Tag: Esperienze, Intervistedaniela @ 9:18 am

“Perché fai quella faccia ?”

Questa è la domanda che mi fece A., ragazzo speciale con una caratteristica particolare, non vedente. Da quel momento in poi iniziai a riflettere sui diversi modi di vedere la realtà e pensai ad ogni punto di vista………….

Parlaci un po’ di te, come sei arrivata ad essere educatrice professionale e operatore pedagogico teatrale?

Mi chiamo Enrica Papale e ho 29 anni. Nel 2005 mi sono laureata in Scienze dell’ Educazione. Durante gli anni universitari ho fatto molte esperienze con i bambini lavorando per due associazioni culturali dove insegnavo attività motoria  e propedeutica della danza. Ora lavoro come supplente nelle scuole primarie e a volte, anche all’ interno della scuola, sperimento attività di laboratorio teatrale con i  bambini.

Danzo da quando avevo 8 anni, ho iniziato studiando danza classica, in seguito  mi sono avvicinata alla danza moderna e al modern Jazz.

Dopo l’università ho frequentato un corso biennale per operatore pedagogico teatrale; questa esperienza mi ha fatto comprendere come la danza nasca anche da un piccolo gesto, magari proprio da quelli quotidiani o più spontanei…e ho compreso anche quanto sia importante l’intenzionalità che si dà al gesto stesso, così mi sono avvicinata alla danza contemporanea e adesso studio sia danza classica sia danza contemporanea. Dopo il corso biennale è cambiato anche il mio modo di danzare e di concepire la danza. Ho sperimentato un percorso intenso sulla consapevolezza corporea, sulla relazione col sé e l’altro da sé, sulla fiducia, sulla creatività, sull’espressività e molto altro; tutto ciò mi ha portato a voler esprimere la fluidità e il “respiro” del corpo, riconoscendo l’importanza della tecnica nello studio della danza anche come mezzo per esprimere le proprie emozioni, prima invece pensavo che la tecnica fosse un limite, proiettando il corpo in schemi.

Cos’ è il modern jazz?

Il modern jazz è uno stile di danza che nasce come un’ esigenza di “spezzare le linee”, quelle della danza classica per intenderci. Per farti capire… ti posso dire come lo vivo o meglio vivevo io… I movimenti sono molto energici, a me piace molto perché è uno stile dove l’energia e la grinta devono uscire fuori più che mai.

Mi rendo conto che le mie tensioni muscolari sono notevolmente diminuite, l’avvicinarmi alla danza contemporanea ha contribuito a ritrovare l’armonia del movimento; probabilmente però se ricominciassi a studiare jazz il mio approccio con questo stile sarebbe diverso. Ora amo anche di più la danza classica perché trovo la morbidezza, l’ intenzionalità e l’emozione in ogni gesto, prima pensavo che lo stile classico non desse molto modo di esprimersi… invece devo ricredermi.

Come mai hai iniziato a lavorare con i ragazzi non vedenti ?

Mi è stato proposto di lavorare con i ragazzi non vedenti ed ipovedenti da una associazione di Genova. Ho iniziato così a lavorare con loro facendogli fare attività motoria, più precisamente ho condotto un lavoro sulla consapevolezza corporea. Continuando il corso di studi al teatro dell’ Ortica, ho iniziato a sperimentare con gli utenti quello che imparavo nei seminari e ho notato che “funzionava” bene. Dopo questa esperienza, a Gennaio del 2009 ho deciso di iniziare il laboratorio teatrale per ragazzi non vedenti ed ipovedenti. La metodologia si avvale degli strumenti teatrali per formare, curare e sviluppare la creatività di ciascuno. Solitamente inizio con un rilassamento profondo per arrivare ad una lenta presa di coscienza del sé e dello spazio circostante. Utilizzo oggetti mediatori ( palloncini, palline morbide…) per l’esplorazione del sé e dell’altro da sé; dal piccolo movimento inizia così il percorso di consapevolezza corporea fino ad arrivare ad un progressivo contatto con l’altro da sé e col gruppo. I temi principali sono: lo sviluppo della creatività, la conoscenza dello spazio, il lavoro sulla fiducia, sulla relazione ecc.. Il momento di esplorazione creativa con l’oggetto mediatore…diventa già teatro. Ogni incontro si conclude disponendosi in cerchio dove ci si confronta liberamente sulle proprie emozioni e sensazioni provate nel corso delle attività. Ogni incontro è monitorato e preparato ma si lascia, ovviamente, spazio a “come si sente” il gruppo in quella precisa giornata, quindi nel corso delle attività possono avvenire cambiamenti richiesti, direttamente o no, dal gruppo. Ti posso fare degli esempi per farti capire i risultati del lavoro: i ragazzi si sono resi conto di eseguire delle coreografie, hanno imparato a correre con maggior sicurezza…

Sinceramente i miei utenti non li vedo più “non vedenti”… devo pensarci…

e mi sento vista! Sembra assurdo ma è così…come quando ti senti dire “Perché fai quella faccia?”.

Da bambina avevo paura della disabilità…si ha paura di quel che non si conosce tutto qui.

Quali sono i problemi che incontri maggiormente e soprattutto come fai a risolverli ?

Con il tempo e la pazienza.

Devo stare molto attenta a quello che dico quando spiego gli esercizi affinché si capisca bene la mia consegna, questo mi aiuta a riflettere di più sul movimento. Se spiego esattamente quel che devono fare, rifletto costantemente anche io sulla qualità del movimento. Ho scoperto anche un altro modo per spiegargli al meglio come muoversi. Ad esempio gli faccio sentire i movimenti del mio corpo, spesso muovendomi unita a loro. il contatto è fondamentale.

Occorre stare attenti a come ci si pone agli utenti e al tipo di contatto. Bisogna cercar di essere delicati, rassicuranti ma anche decisi.

L’organizzazione non è sempre semplice, infatti non sono solo i partecipanti che vengono al laboratorio ma anche gli accompagnatori che, anche se contenti per il ragazzo/a, non possono avere il loro stesso entusiasmo in quanto non partecipano alle attività, inoltre, mettere d’accordo tutti non è facile. Teniamo presente che vengono accompagnate persone non vedenti ma adulte… l’età va dai 16 ai 34 anni.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Ho un po’ di progetti: innanzitutto continuare e sviluppare il laboratorio per i ragazzi non vedenti ed ipovedenti anche con alcune “novità” e ho intenzione di aprire corsi di sbarra a terra e di laboratorio teatrale per bambini…anzi per chi fosse interessato…li svolgerò dove svolgo anche il laboratorio con i non vedenti, presso “Il Melagrano – Centro comunicazione e linguaggio del corpo-” in Via della Libertà 10/A Genova, è la strada parallela a Piazza Paolo da Novi…è semplice arrivare!

Continuerò poi l’ aggiornamento partecipando a seminari e stage di danza e teatro e continuando a studiare danza quotidianamente; la formazione continua è fondamentale per questo tipo di lavoro.

Ti ringraziamo

Grazie a voi!

Dr.ssa Enrica Papale, educatrice, danzatrice con diverse esperienze di spettacoli di teatro e danza. Docente scuola primaria, attualmente conduce laboratori teatrali per giovani non vedenti ed ipovedenti.

INFO

Indirizzo e-mail enricapapale@yahoo.it

Per sapere i corsi in programma clicca qui

intervista realizzata da Daniela e Lucio


lug 24 2009

La Questura di Treviso “ha inventato” il 113 per i sordomuti

Press-IN anno I / n. 1786

Il Gazzettino del 23-07-2009

TREVISO. Come spesso avviene per le cose che danno qualità alla vita italiana, i poliziotti trevigiani hanno trovato il bandolo della matassa, rispondendo concretamente ad un sacrosanto diritto di chi non sente e non parla, grazie ad un’amicizia: quella di Fabio Povelato, responsabile della Sala operativa (il 113) della Questura con Carlo Righetto, giovane presidente della sezione provinciale dell’Ens – Onlus, l’ente nazionale sordi. Vicini di casa e amici dai 14 anni, il poliziotto Povelato non sapeva che Carlo Righetto era alla guida dell’associazione, ma ne conosceva i problemi. Parla, discuti, condividi i guai, alla fine è nata l’idea – vista anche la professione dell’amico in divisa – che poi piano piano, ha preso corpo, trovando nelle istituzioni la massima collaborazione e i mezzi tecnici idonei. Il 113 di Marca funziona così: un sms trasmette l’Sos, attraverso una linea telefonica dedicata, dal cellulare del sordo ad un computer ubicato nella Sala Operativa della Questura. Il messaggino viene scritto in “codice”: i 250 soci dell’Ens, che diventano 500 se si tiene conto della popolazione trevigiana con gli stessi problemi degli iscritti all’associazione, indicando un numero e una lettera, aggiungendo la via da dove si dà l’allarme, mobilitano le forze dell’ordine. Grazie al messaggino che giunge nella sala Operativa il poliziotto in servizio – 24 ore su 24 – capisce immediatamente da chi arriva l’Sos, da dove, ed il tipo di necessità e in che ambiente sta avvenendo l’emergenza. Perchè, è ovvio, il sordo non solo può subire un furto, un’aggressione, una rapina, un malore, ma può essere anche testimone di fatti di identica rilevanza medica, penale o sociale. E così con un codice numerico abbinato ad un codice alfabetico, aggiungendo l’indirizzo da cui parte il messaggino (anche il sordo va per strada e non è obbligatoriamente chiuso in casa H24), il poliziotto in servizio davanti allo schermo del pc in Questura sa come mobilitarsi. Facciamo un esempio: se nel messaggino è scritto via Roma 3 C, vuol dire che il sordo ha subito o è stato testimone in via Roma di una rapina a mano armata avvenuta al 2. piano. Se il messaggino recita: via Ravenna 27 D, l’agente in servizio sa che deve mandare in via Ravenna un’ambulanza con personale medico e paramedico specializzato e una Volante perchè il codice 27 indica una persona sotto attacco isterico e che il fatto sta avvenendo in un appartamento ubicato oltre il secondo piano per cui se sul posto andranno anche i vigili del fuoco non sarebbe male…
La Questura di Treviso e l’Ens, con il sostegno incondizionato del Questore dottor Carmine Damiano hanno dato alle stampe due guide per le persone sorde, di cui una tascabile, da portafoglio. C’è stato un grande momento di umanità, quando lo stesso Questore ha condiviso una pagina della sua vita personale: un suo carissimo zio era sordomuto… “in gambissima e riusciva a farsi capire benissimo” ha chiosato, sorridente.

Sergio Zanellato


lug 24 2009

Arriva l’ebook in braille

Arriva l’ebook in braille

È pronto un prototipo di ebook, in grado di tradurre in codice braille il testo del formato elettronico.

Si tratta di una novità, che da nuove prospettive, ai non vedenti per la lettura.
Un ebook in braille, che appunto riproduce su di un monitor, i caratteri nella scrittura dei non vedenti.
Tale fantastica innovazione che agevolerà i non vedenti nella lettura, arriva dalla Corea, più precisamente dalla azienda Seon-Keun Park e da altre realtà esperte del settore sempre del paese asiatico.
Una novità che consentirà ai non vedenti, di avere altre valide soluzioni, per godersi la passione della lettura.
Un ebook che traduce in braille il testo, un sistema che quindi tende così a valorizzare il codice di scrittura-lettura, che da circa due secoli rappresenta il modo di comunicare per iscritto dei non vedenti.
Alla realizzazione dell’ebook, si è arrivati anche grazie alla richiesta delle associazioni dei non vedenti.
Le medesime volevano una più accentuata attenzione, nei confronti delle problematiche dei disabili visivi, nel poter accedere agli ebook.
È vero che da tempo stanno prendendo piede gli audiolibri di cui tanto abbiamo parlato, ma certamente fare in modo che il braille continui ad avere un suo ruolo indubbiamente importante, è lodevole per preservare nonostante la nascita di altre soluzioni, il metodo classico di comunicare dei non vedenti.
Sull’argomento vedi anche:
http://pressin.comune.venezia.it/


lug 24 2009

Parma una città davvero accessibile

Tag: News dall'Italialucio @ 9:37 am

Parma una città davvero accessibile

La città di Parma, nell’ultimo anno, ha compiuto molti interventi per superare tutti gli ostacoli che si frappongono tra un disabile, e il suo diritto di vivere libero come gli atri in piena autonomia.

La città di Parma si colloca, certamente nei primi posti tra le realtà che più hanno fatto per agevolare il più possibile la vita dei disabili.
L’assessore comunale Giovanni Paolo Bernini, ma bisognerebbe dire tutta la giunta, ha provveduto fin dal suo insediamento qualche anno fa, a portare avanti iniiziative che mirassero a affrontare concretamente le problematiche dei disabili.
Ad esempio l’istituzione di un numero verde “800-977 979”, tramite il quale i cittadini disabili e non, possono segnalare la presenza di una barriera architettonica.
In tal modo con tutti i dettagli inerenti alla medesima, l’amministrazione comunale può intervenire per rimuoverla.
Questo però, è solo uno dei tanti provvedimenti che la città ha portato avanti per migliorare la vita dei disabili.
Si pensi, all’obbligo che tutti gli eventi organizzati nell’ambito del territorio comunale, debbano avere luogo, in strutture accessibili e quindi adeguate a qualsiasi evenienza relativa ad ogni disabilità.
Le fermate dei mezzi pubblici, con sistema audio che avverte che è in arrivo un autobus, informando anche sul numero della linea.
A bordo dei mezzi pubblici, sistema video e audio, che segnali in maniera efficace le fermate che verranno effettuate.
Un monitoraggio piuttosto completo, circa la piena utilizzazione dei parcheggi dei disabili, e per tanto eliminare il più possibile eventuali abusi.
L’organizzazione da parte delle istituzioni locali, di corsi rivolti ad architetti, ingegneri, geometri, per realizzare una città davvero senza barriere.
L’istituzione di mezzi di trasporto riservati a quei disabili motori gravi da non poter usufruire dei mezzi pubblici.
Un servizio che dunque consente ai queste persone, di potersi muovere più agevolmente.
Non dimentichiamo una attenzione particolare, anche per creare spazi più accessibili, come parchi naturali adeguati ai disabili motori, e con gli accorgimenti per i disabili sensoriali.
Tali interventi nei parchi per i disabili sensoriali non riguardano solo una maggiore possibilità di muoversi in essi, ma anche per cogliere meglio gli aspetti suggestivi dei medesimi.
Ad esempio il giardino dei sensi, del parco Bizzozzero.
Una certa attenzione è stata data ovviamente alle scuole, sia ovviamente dal punto di vista dell’abbattimento delle barriere architettoniche, sia dal punto di vista dell’integrazione scolastica.
Dalla scuola agli impianti sportivi, perché anche i disabili hanno il diritto di poter praticare come tutti gli altri una attività fisica.
Non dimentichiamo i centri estivi, adeguati all’accoglienza di ragazzi disabili.
In fine naturalmente una certa attenzione, anche ai vari servizi di assistenza di inserimento professionale ecc.
Dunque tutti interventi che fanno di Parma una città davvero a misura di disabile.
Indubbiamente si può dire che l’amministrazione comunale, si è adoperata per garantire il massimo impegno, nel affrontare tutte le problematiche di cui abbiamo parlato.
Questo perché ovviamente favorire una più alta qualità della vita dei disabili, è un modo per abbattere ostacoli che possono essere di intralcio anche per chi una disabilità non la ha.
Indubbiamente Parma deve essere presa come modello, per tutte le città italiane, che forse qualcosa hanno già fatto ma che ancora devono percorrere tanta strada per giungere ai traguardi della provincia emiliana.

Sull’argomento vedi anche:
http://pressin.comune.venezia.it/


lug 23 2009

La progettazione universale un corso a Brescia

Tag: News dall'Italialucio @ 11:50 am

La progettazione universale un corso a Brescia

Brescia da settembre, organizza dei corsi, per progettare ambienti, privi di barriere architettoniche.

Progettare senza barriere, diventa sempre più una priorità che mira a rendere davvero accessibile ogni ambiente.
È proprio questo l’obbiettivo che si persegue a Brescia, con un corso che inizierà a settembre.
Un corso organizzato e voluto dall’ordine degli architetti, e quello degli ingegneri, con la collaborazione del comune di Brescia, commissione pari opportunità,e dell’Aidia (associazione italiana donne ingegneri architetti), e l’università degli studi di Brescia.
Un corso che aperto dunque ad architetti, ingegneri, e designer, per affrontare il delicato tema della progettualità degli ambienti, evitando la creazione di barriere.
L’accessibilità come requisito fondamentale, sotto tutti i punti di vista.
Come costruire un edificio che sia adeguato ad una fruibilità di tutti indipendentemente dalle proprie condizioni fisiche, oppure una strada o anche dei servizi.
Tutto a misura di disabili.
Come fare in modo che un qualsiasi ambiente sia accessibile a tutti?
Come evitare la creazione di barriere?
Sono queste alcune delle domande alle quali si darà una risposta, la più efficace possibile.
In tutto vi saranno 8 lezioni, di 32 ore complessive.
Dunque 8 lezioni di 4 ore ciascuna, generalmente il venerdì dalle ore 14 e 30, alle ore 18 e 30.
Alla fine del corso i partecipanti, dovranno essere in grado di conoscere dunque le soluzioni possibili, per una progettazione per tutti, ovvero il cosiddetto “design for all”.
Il corso, si terrà, nella sala convegni di Riva arredamenti in via Labirinto 29 a Brescia.
Il corso, sarà preceduto da un convegno che si terrà presso l’Università degli studi di Brescia.
Un appuntamento per diffondere i principi di progettazione universale, e di abbattimento delle barriere architettoniche.
Dunque la città di Brescia, vuole puntare a creare spazi più accessibili a tutti.
Un impegno lodevole, che quindi porterà ad avere una città che tiene davvero conto delle problematiche che hanno generalmente i disabili nel muoversi negli ambienti pubblici.
Un progetto ambizioso, che vede impegnati in prima linea, tutti quegli esperti in ambito di architettura e ingegneria, per pensare ad un ambiente sicuro.
Per ulteriori informazioni e per adesioni al corso contattare l’ordine degli architetti di Brescia ai seguenti numeri:
telefono 030 3751883
fax 030 3751874
indirizzo email infobrescia@archiworld.it
sito web:
http://www.bs.archiworld.it/

Sull’argomento vedi anche:
http://pressin.comune.venezia.it/


lug 23 2009

Arriva Iphone 3G S accessibile ai nonvedenti

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 10:11 am

Iphone 3G S e accessibilità: la vista.

Il rivoluzionario IPhone include anche un altrettanto rivoluzionario screen reader ed altre caratteristiche innovative per l’accessibilità che lo rendono più facile da usare per coloro che hanno problemi visivi.

VoiceOver.

Lo stesso screen reader divenuto popolare sul Mac è ora una caratteristica standard su IPhone 3G S, E’ il primo screen reader al mondo basato sui gesti e ti permette di godere del divertimento e e della semplicità di IPhone anche se non sei in grado di vedere lo schermo.

Ciò che rende davvero considerevole VoiceOver su Iphone è il fatto che tu puoi controllarlo con semplici gesti che ti permetteranno di interagire fisicamente con gli oggetti sullo schermo. E’ facile da imparare e divertente da usare. Invece di memorizare centinaia di comandi da tastiera, o infinite serie di pressioni sui tasti freccia per trovare ciò che stai cercando, con VoiceOver basta semplicemente toccare lo schermo per ascoltare una descrizione dell’oggetto che si trova sotto il tuo dito, quindi controllare il telefono con gesti delle dita come un doppio colpetto o il trascinamento o lo scorrimento.

VoiceOver ti fa provare un’esperienza diversa da qualunque altro screen reader tu abbia usato prima. Gli screen reader tradizionali descrivono singoli elementi sullo schermo, ma faticano a comunicare la loro collocazione o fornire informazioni circa gli oggetti limitrofi. Questa informazione contestuale è importantissima, ma, normalmente, è omessa dagli altri screen reader. Ad esempio, il classico modello “off-screen”, usato dagli screen reader tradizionali per rappresentare applicazioni e pagine web, elimina volutamente tutte le informazioni contestuali e descrive le pagine web come un elenco o un menu di oggetti. Ma con VoiceOver su IPhone sperimenterai qualcosa di completamente nuovo.

Poiché VoiceOver funziona con il touchscreen di Iphone, interagirai direttamente con gli oggetti sullo schermo e potrai comprendere con naturalezza la loro posizione ed il contesto circostante. Così, quando toccherai l’angolo in alto a sinistra dello schermo, sentirai cosa c’è nelll’angolo in alto a sinistra della pagina web e, trascinando il dito attraverso lo schermo, capirai cosa c’è nelle vicinanze, sperimentando così una sorprendente nuova percezione del contesto e del rapporto tra gli oggetti. Per molti, VoiceOver su Iphone fornirà, forse per la prima volta, la percezione di come le cose appaiano sullo schermo e non soltanto la descrizione di cosa esse siano.

Ascolterai la descrizione di ogni oggetto sullo schermo, comprese le informazioni di stato come il livello della batteria, il livello del segnale della rete Wi-Fi, l’operatore telefonico e l’ora del giorno. Ti informa anche quando lo schermo cambia l’orientamento di visualizzazione e se è bloccato o sbloccato.

La velocità del parlato è regolabile così potrai settarla in base alla tua capacità di ascolto. VoiceOver usa effetti sonori distinti per avvertirti quando un’applicazione si apre, quando lo schermo viene aggiornato, quando appare una finestra di dialogo, e così via. E quando VoiceOver inizia a parlare, il livello dei suoni o della musica sottostante viene automaticamente attenuato, “immergendosi” sotto la voce, in modo che tu possa ascoltare con chiarezza ciò che VoiceOver ti sta dicendo.

VoiceOver parla la tua lingua.

VoiceOver include al suo interno voci che parlano 21 lingue compreso Indonesiano Bahasa, Cinese (cantonese,Cina,Taiwan), inglese (americano, britannico e australiano), olandese, francese (Francia e Canada), finlandese, tedesco, italiano, greco, giapponese, koreano, norvegese, polacco, portoghese (Brasile e Portogallo), romeno, russo, polacco, spagnolo (Messico e Spagna), svedese, thailandese e turco. Per iniziare.

VoiceOver è già incluso in IPhone 3G S. Non c’è nulla di extra da comprare o installare. Tutto ciò di cui hai bisogno è l’IPhone, il sofware ITunes (versione 8.2 o successive) e un computer (Mac oppure PC). Puoi attivare il tuo IPhone e abilitare VoiceOver, senza l’assistenza di una persona vedente, attraverso ITunes (per farlo dovrai avere installato sul tuo computer uno screen reader venduto separatamente). Quando attivi IPhone attraverso ITunes, puoi anche abilitare VoiceOver sull’IPhone. Una persona vedente può anche abilitare VoiceOver per te direttamente sull’IPhone atttraverso il menu “Accessibilità” dell’applicazione “Impostazioni”.
Come funziona.

Una volta abilitato VoiceOver, userai un set diverso, ma comunque semplice, di gesti per controllare IPhone. Ad esempio, dando un colpetto ad un bottone non lo attiverai, ma ascolterai la sua descrizione. Per attivarlo usa un doppio colpetto. Un colpo più forte verso l’alto o il basso ti permetterà di regolare uno slider.

Quando un oggetto sullo schermo è selezionato, appare intorno ad esso un rettangolo nero chiamato “cursore VoiceOver”. Il rettangolo nero è visualizzato a beneficio degli utilizzatori vedenti con i quali potresti star condividendo le informazioni sul tuo telefono. Qualora preferissi la riservatezza, VoiceOver include una funzione di oscuramento dello schermo così che nessuno possa leggerne il contenuto a tua insaputa. In aggiunta ai gesti di tocco e trascinamento lungo lo schermo, puoi anche far scorrere il dito verso destra o verso sinistra per spostare il cursore VoiceOver esattamente sull’elemento precedente o successivo, non importa quanto grande o piccolo esso appaia sullo schermo. Attraverso lo scorrimento puoi avere un controllo preciso nell’ascolto di oggetti che sarebbero difficili da selezionare con il tocco del dito.

Immissione del testo.

Quando digiti del testo, ad esempio in un’email o in una nota, VoiceOver pronuncia ogni carattere della tastiera non appena lo tocchi e lo ripronuncia per conferma quando lo inserisci. Puoi anche settare VoiceOver affinché pronunci solo le parole complete, oppure entrambe le opzioni insieme. Mentre digiti, con uno scorrimento del dito verso l’alto o verso il basso puoi regolare il punto di inserimento spostando il cursore di una posizione verso sinistra o verso destra all’interno del testo. Così puoi editare una parola con la stessa facilità con cui scrivi una nuova parola.

Per aiutarti a scrivere più velocemente ed accuratamente, IPhone possiede la funzione di “word prediction” che ti suggerisce lo spelling corretto di una parola, nel caso tu la stia digitando erroneamente. Con la funzione “speak auto-text” abilitata, udirai un effetto sonoro e la parola suggerita verrà pronunciata automaticamente. Tu puoi semplicemente ignorarla e continuare a digitare, oppure toccare la barra spaziatrice in modo che IPhone scriva la parola per te.
Il Rotor.

VoiceOver contiene un innovativo controllo virtuale chiamato “rotor”. Per girare il rotor basta ruotare due dita sullo schermo come se stessi girando una manopola. Così facendo cambierai la modalità con la quale VoiceOver si sposta all’interno di un documento. Ad esempio, scorrendo il dito verso l’alto o verso il basso potrai muoverti in un testo da una parola all’altra. Girando il rotor, potrai selezionare la modalità “carattere” e, con lo stesso comando di scorrimento, potrai muoverti da un singolo carattere all’altro (ottimo quando stai verificando o editando un testo).

Puoi anche usare il rotor per navigare all’interno delle pagine web. Quando sei in una pagina web, il rotor contiene i nomi degli elementi comuni, come ad esempio titoli, link, campi di editazione, immagini ed altro. Seleziona attraverso il rotor tra quali di questi elementi vuoi navigare e scorrendo il dito verso l’alto o verso il basso passerai dall’uno all’altro saltando tutto ciò che c’è in mezzo.

Applicazioni.

VoiceOver funziona con tutte le applicazioni incluse all’interno di IPhone 3G S, come ad esempio telefono, IPod, ITunes, Mail, Safari e Mappe. Così puoi fare e ricevere chiamate, navigare su internet, scrivere email ai tuoi amici, controllare le tue azioni di borsa e le previsioni meteo e molto, molto altro.

Apple sta anche collaborando con gli sviluppatori di software per IPhone così che essi possano rendere le loro applicazioni compatibili con VoiceOver.

http://www.ilgerone.net/podcast/iphone/


lug 23 2009

La Sicilia segue l’esempio sedie Job per un mare più accessibile

Tag: News dall'Italia, Turismo accessibilelucio @ 10:04 am

La Sicilia segue l’esempio sedie job per un mare più accessibile

Marina di Modica (Ragusa), arrivano anche qui le sedie Job per i disabili.

Abbiamo già parlato di molti esempi, di mare più accessibile.
Spiagge che si dotano, di attrezzature che consentono proprio a tutti, di vivere e godersi una giornata al mare.
Un altro esempio da segnalare se state cercando una località balneare dove passare in pieno relax delle vacanze al mare, è in Sicilia.
Più precisamente a Marina di Modica in provincia di Ragusa, che si è dotata delle sedie Job che consentono anche ai disabili motori di farsi un bagno come tutti gli altri.
Dopo il Salento, anche in Sicilia questo ausilio fondamentale per dare a queste persone la possibilità di assaporare una giornata al mare, sarà a disposizione gratuitamente di tutti i disabili che lo richiederanno.
Nella località ragusana, le sedie Job, sono state messe a disposizione dall’ANFFAS locale (associazione nazionale famiglie di disabili intellettivi con disturbi relazionali).
La consegna è avvenuta, domenica scorsa 19 luglio alle ore 10 presso la spiaggia di Marina di Modica, con la presenza dei rappresentanti delle istituzioni locali.
Saranno disponibili, per tutta la durata del periodo estivo.
Dunque ogni disabile che desidererà trascorrere qualche giornata al mare a Marina di Modica, potrà usufruire di questo ausilio.
Per chi non lo sapesse ancora, ricordiamo che le sedie Job, sono adatte sia per stare sulla sabbia e quindi spostarsi e sostare senza alcuna difficoltà, sia in mare.
Il disabile anche controllato dal suo accompagnatore, può immergersi tranquillamente in acqua e gustarsi come del resto tutti un bel bagno.
Dunque unaltro esempio di sensibilità nei confronti delle problematiche dei disabili, che come chi unque altro non vogliono rinunciare giustamente al piacere di una giornata al mare.
Così anche Marina di Modica, mostra tutta la sua attenzione nei confronti di persone, che ovviamente devono fare i conti quotidianamente con tante difficoltà.
Avere chi a volte pensa a semplificare o comunque a rendere migliore la loro vita, è certo anche una consapevolezza di poter contare su qualcuno che mostra una certa volontà di venire incontro alle esigenze di tutti.
Ecco come contattare chi può darvi alcune informazioni sul servizio:
Telefonare ANFFAS Modica allo 0932 762877
Oppure inviare una email al seguente indirizzo di posta elettronica
info@anffasmodica.it

sull’argomento vedi anche:
http://www.superando.it/


lug 23 2009

Il trionfo della bellezza amputata

LaStampaWeb del 22-07-2009

Il trionfo della bellezza amputata Natalie du Toit e Oscar Pistorius, entrambi sudafricani Natalie, a Pechino con una gamba sola .
Dai campioni dello sport alle modelle, l´handicap non è più una vergogna

ROMA. E´ il sogno che batte la vita», ha detto Aimée. Il sogno può vincere il male che ti ha preso e può darti il corpo che ti hanno tolto, e può farti vedere tutto quello che noi non riusciamo a vedere. Aimée Mullins è così bella con quel suo corpo irreale, così perfetta nell´estensione della sua figura artificiale, che la rivista «People» l´ha messa fra le 50 donne più belle del mondo, anche se il cielo le ha tolto le gambe da quando aveva un anno. E´ diventata quel che è grazie al sogno: «Io ho visto una possibilità dove gli altri vedono una limitazione». Ecco cos´è che fa chiedere al giornalista che incontra Simona Atzori,( LA DANZATRICE E PITTRICE SIMONA ATZORI MUSICA:ANTONIO CERICOLA dal BALLETTO “MAMMA DICE” coreografia PAOLO LONDI )- la danzatrice a cui la natura ha sfumato il corpo all´altezza delle ascelle, lasciandola così, come un automa, senza braccia -, se l´handicap, invece, esista solo nei suoi occhi, perché anche se si vede forse non c´è, forse è sconfitto, cancellato: per questo, il ballerino più grande di tutti, Roberto Bolle, l´ha voluta in tournée con lui e dice che «è la più brava».

E la ragazza del Sudafrica Natalie Du Toit corre senza una gamba contro le altre nuotatrici dal corpo perfetto, e le ha già battute, ha già vinto delle medaglie d´oro. Perché magari è proprio il concetto della perfezione che dobbiamo cambiare, come dice Aimée Mullins, questa stupenda modella, musa dello stilista Alexander McQueen, con il suo fisico statuario e le sue arti di plutonio, queste gambe finte, che forse sono più vere delle nostre: «il fatto è che l´uomo può farsi architetto della propria identità, disegnando un corpo che prenda il posto degli adattamenti graduali, tipici della natura». Ecco cos´è un sogno: la differenza della vita.

Solo così possiamo capire Hugh Herr, un ragazzino rimasto senza gambe, che s´è preso la laurea in medicina, un´altra in ingegneria al Mit di Boston, e poi il dottorato di biofisica ad Harvard, prima di inventare le gambe artificiali che fanno correre Oscar Pistorius, e che a chi gli chiede se per un miracolo rivorrebbe indietro le sue, risponde tutte le volte di no, senza pensarci un attimo, senza nemmeno rimpiangerci sopra qualcosa: «Sono meglio le mie protesi.

La gente pensa che il corpo umano sia perfetto così com´è, non migliorabile. E´ questo il suo errore». E´ che non sogni, se non hai un motivo per farlo. Aimée Mullins dice che «è il potere del sogno che cambia il mondo».

Centocinquant´anni fa, Darwin scrisse che «a sopravvivere non è la specie più forte, né la più intelligente. Ma è quella che meglio si adatta ai cambiamenti». Eppure, forse, stiamo andando oltre la visione darwiniana dell´evoluzione umana, come se potessimo farci davvero architetti della nostra identità, proprio come dice Mullins. E allora qual è la perfezione? Se uno scorre la voce «disabile» sul dizionario Webster dei sinonimi, legge: «storpio, impotente, incapace, rovinato, impedito, menomato, sciancato, zoppo, mutilato…». Ma è davvero questa la realtà di un handicap, o non piuttosto quella del velocista Lance Amstrong che batte il tumore perdendo un testicolo, e dopo si mette a vincere, sempre pedalando su una bicicletta, 7 tour de France di fila, prima di tornare a correre ancora adesso, a 38 anni? O non quella della non vedente Annalisa Minetti che diventa Miss Italia, partecipa al Festival di Sanremo, si sposa, fa un figlio e poi critica Gerry Longo, un altro non vedente che ha partecipato al Grande Fratello: «Non mi riconosco in lui, perché non condivido questa ossessione di voler sembrare normale a tutti i costi»? . Il fatto è che nel sogno non esiste mai la normalità. Una ragazza come Heater Mills, uscita da una infanzia miserrima, sbattuta fuori di casa a 13 anni da una madre col passato equivoco e un presente terribile, finita in ospedale senza una gamba dopo un incidente stradale proprio mentre cominciava a muovere i primi passi nel mondo della moda, che cosa poteva fare se non sognare disperatamente e inutilmente di diventare una cenerentola a cui restituire tutte le sue sfortune, l´amore, l´infanzia, i soldi, la vita, persino le scarpette di piedi normali, come quelli che abbiamo tutti noi?. Eppure Heater Mills è diventata davvero una splendida modella e poi la seconda moglie di Paul McCartney, prima di separarsi da lui con un divorzio ultramilionario.

C´è nella sconfitta dell´handicap un segreto che non sempre riusciamo a cogliere, o a capire. Dice ancora Aimée Mullins che quelli come loro «imparano a sentirsi a proprio agio nel disagio». Solo che non basta a spiegare l´orgoglio e la forza che si nascondono dietro anche i disabili che non sono famosi, che non hanno avuto le copertine patinate o qualche gara da vincere. Il grande pianista jazz Michel Petrucciani era nato con una malattia rara che rendeva le sue ossa fragili come foglie secche. Era alto più o meno un metro, e spesso per suonare doveva fisicamente spostarsi da una parte all´altra del piano. Poteva far ridere. Invece, è diventato un grande compositore, ha avuto tante storie d´amore con belle donne, ha girato il mondo e ha fatto due figli, uno dei due con la sua stessa malattia, come se non fosse più un incubo da sfuggire o da evitare.

Eppure, alla fine, il sogno non è quello di rendere normale l´handicap, ma straordinario il suo superamento. Hugh Herr ha detto una volta che non bisogna «credere nella perfezione come unico valore per una vita piena di senso». Perché è questo che il sogno è già riuscito a cambiare: l´idea di quella perfezione.


lug 22 2009

La lingua dei segni al parlamento europeo

Tag: News dall'Italialucio @ 11:54 am

La lingua dei segni al parlamento europeo

Il deputato ungarese non udente Adam Kosa e il francese Philippe Juvin, hanno chiesto che i dibattiti dell’assemblea vengano tradotti nella lignua dei segni.
Presto al parlamento europeo, arriverà una novità che darà una svolta, al modo di lavorare dell’assemblea di Strasburgo.
Il deputato ungarese Adam Kosa “primo deputato non udente dell’euro parlamento”, e il deputato francese Philippe Juvin entrambi dei popolari, hanno chiesto al presidente dell’assemblea il polacco Jerzi Buzek, di tradurre nella lingua dei segni i dibattiti che si svolgono a Strasburgo.
Si tratta di una novità che potrà favorire, una più efficace integrazione dei non udenti.
Garantire così una più attiva partecipazione di queste persone, alle vicende dell’Unione europea.
Consentire anche a loro, di essere al corrente di ciò che succede, e quindi poter permettere una diffusione più efficiente delle decisioni, che il parlamento prende nelle sue sedute.
È proprio questo l’obbiettivo, che opportunamente persegue il deputato Kosa, e il suo collega francese Juvin.
Una iniziativa che mira a fare in modo, che tutti siamo davvero partecipi, alle decisioni che vengono prese a Strasburgo e a Bruxelles.
Ecco come verrà portata avanti l’iniziativa:
Kosa e Juvin propongono, una traduzione per iscritto e a monitor, di quanto viene dibattuto in aula.
Si tratta semplicemente di stenografare, attualmente in francese e in inglese oltre che in ungarese.
Successivamente, si può pensare di avere degli interpreti, per tutte le lingue.
È certamente, un progetto ambizioso, che giustamente da proprio a tutti la possibilità di poter vivere attivamente alla vita politica europea.

Sull’argomento vedi anche:
http://pressin.comune.venezia.it/
http://www.superabile.it/


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