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Arco e frecce per un campione nonvedente
SuperAbile.it del 27-08-2009
Massimiliano Piombo, 5 record mondiali con arco e frecce: “Dedicati ai miei tre bimbi”
Torna a Bologna da trionfatore, Massimiliano Piombo, che ha sbancato i Mondiali di Arco di Nymburg segnando 5 record mondiali senza avversari. Per questo non è stato acclamato campione del mondo, “ma ai miei bimbi ho detto di esserlo, non potevo deluderli”
ROMA – Non è campione del mondo di arco, per ironia della sorte, ma cinque record, cinque, li ha segnati lo stesso, prodigiosamente. Parliamo di Massimiliano Piombo, bolognese, non vedente e 36enne, del Castenaso Archery Team, e talento assoluto degli ultimi Mondiali di Tiro con l’Arco, celebrati in Repubblica Ceca a Nymburg, pochi giorni fa. Il Tecnico Nazionale Marco Pedrazzi, alla vigilia della partenza, lo aveva pronosticato, almeno un record, e aveva lamentato l’assenza di altri concorrenti e Nazioni, nella categoria di Massimiliano, V1, cosa che non avrebbe consentito l’assegnazione del titolo.
Così è stato, per regolamento. Massimiliano, però, ha superato se stesso, portando a casa più di un titolo iridato, un mucchio di record: nei 60 cm, 80 cm, 122 cm, totale 144 frecce e scontro individuale. Le prime due distanze si tirano a 36 frecce, lo scontro individuale a 12.
Come commenti questi risultati eccezionali, che ti senti di dire? “La soddisfazione più grande è stata essere rimasto ai Mondiali, non aver abbandonato l’idea di gareggiare, pur sapendo di non poter ottenere il titolo”
Ma come capita che non ci siano concorrenti nella tua categoria, non vedente B1?
“Per esserci ci sono, ma molte Nazioni non hanno inviato atleti perché poco competitivi, non in grado di arrivare a punteggi alti, altri invece volevano tirare con sistemi diversi dal mio”
Cioè?
“Io tiro con il mirino tattile, loro volevano tirare legando l’arco al paglione con un filo, ma questa modalità a livello internazionale non è riconosciuta”
Senza contare che in questo modo sono molto avvantaggiati
“Certo, hanno una traiettoria già impostata, invece non dovrebbero esserci collegamenti tra tiratore e bersaglio. Per me e tutti quelli come me, che usano il mirino tattile, c’è un dispositivo, sull’arco, un bastoncino che tocca il dorso della mano quando si è perfettamente davanti al paglione, poi la bravura sta nello scoccare la freccia perfettamente fermi e aggiustare progressivamente la mira in base al risultato fatto”
Però hai animo e carattere, e il titolo te lo senti addosso, pienamente. Vero?
“Di più, la mia vittoria personale è non aver desistito ed essere rimasto alla gara, e firmare 5 primati con punteggi alti come i miei è molto più che essere campione del mondo”
Anche se ai tuoi bimbi, Samuele, Simone e Olivia, hai detto di essere il più
forte di tutti
“Certo, per non deluderli. E’ a loro che dedico il mio Mondiale, ed a tutti quelli che erano qui a Nymburg con me, e mi hanno dato la grinta di farlo”.
Sì, perché in Repubblica Ceca ce ne erano tanti di amici e colleghi di Massimiliano, a parte il Tecnico Marco Pedrazzi, il suo primo e più forte sostenitore. C’erano i compagni di Nazionale, protagonisti anche loro di un mondiale memorabile. Per cronaca, segnaliamo due eccellenti quarti posti, di Antonino Lisotta (W2) e Fabio Azzolini (W1) e due quinti, di Elisabetta Mijno
(W2) ed Antonio Esposito (ST M).
(a cura del Cip)
