set 16
Una voce aiuta i ciechi a orientarsi in Metrò
Press-IN anno I / n. 2191
La Gazzetta della Martesana del 14-09-2009
Tempo fà ci siamo occupati delle difficoltà che un non vedente o un’ipovedente(vedi link collegamento) incontra quando deve usare la metropolitana di Genova. Tranquilli non è cambiato niente! Ma comunque qualcosa si muove anche se a Milano. Speriamo che questo “virus”, sia contagioso e che presto anche da noi avremo una guida per orientarci meglio.
COLOGNO MONZESE.
«Grazie ATM». Dopo anni di disservizi e lamentele, finalmente c’è qualcuno che spezza una lancia a favore dell’Azienda dei trasporti milanese. La voce fuori dal coro è quella di Michele Di Monaco , un cieco che risiede nel quartiere Garden city. «Lunedì, giorno di entrata in vigore del nuovo orario invernale dei mezzi pubblici su rotaia – ha spiegato l’uomo – mentre aspettavo il treno sulla banchina della fermata Centrale, una voce registrata informava i pendolari in attesa che il convoglio in arrivo era diretto al capolinea di Cologno nord. E’ la prima volta che capita una cosa del genere a Milano». Michele, fino al giorno prima, era costretto a chiedere aiuto agli altri viaggiatori. «Come fa un cieco a sapere se il metrò in arrivo va a Gessate, a Cologno o a Cascina Gobba?», ha domandato giustamente il colognese. Finalmente la scorsa settimana l’Azienda metropolitana di Milano ha colmato una grave lacuna e fatto partire un servizio che tanti ciechi aspettavano da anni. «Voglio ringraziare pubblicamente l’associazione Uic, il difensore civico di Milano e tutti i giornali che in questi anni hanno raccolto le mie lamentele riguardo a un servizio indispensabile per i non vedenti come me». Michele viaggia in metropolitana da una vita, ed è sempre stato costretto a vere e proprie gimcane per dribblare tutte le barriere architettoniche disseminate all’interno delle stazioni. Il servizio appena inaugurato gli renderà la vita un po’ più semplice. «Voglio ringraziare l’Atm a nome di tutti i ciechi e gli ipovedenti di Milano. Se avessi il tempo prenderei un megafono e andrei sotto la sede dell’Azienda per esprimere tutta la mia gioia»..
