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Un incontro a Roma per fare luce sulla degenerazione maculare

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientifica, Eventipatrizia @ 11:11 am

SaluteEuropa.it del 28-09-2009

Degenerazione maculare: tante informazioni in un incontro aperto al pubblico giovedì 1 ottobre a Roma

ROMA. Distorsione delle immagini, calo del visus, perdita della visione centrale, in altre parole ciò che si fissa viene coperto da una macchia. Secondo l´Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la degenerazione maculare legata all´età è la prima causa di cecità legale nei Paesi industrializzati e la sua incidenza è destinata a crescere nei prossimi anni a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. Ne soffre circa un milione di italiani e oltre 260.000 sono colpiti dalla forma più grave, quella neovascolare che registra 20.000 nuovi casi ogni anno, di cui 1.800 nel Lazio.

Ed è per questo che il Centro Maculopatie del Dipartimento di Scienze Oftalmologiche dell´Università degli Studi di Roma “La Sapienza” il 2 e il 3 ottobre dalle ore 9 alle ore 18 apre le sue porte per visite gratuite. Le persone verranno sottoposte ad un esame completo della vista da parte di personale medico e sanitario specializzato nella diagnosi precoce delle maculopatie, con l´ausilio di nuovi strumenti diagnostici specifici.

Sarà possibile prenotare la visita partecipando il 1 ottobre ad un incontro informativo aperto al pubblico durante il quale gli esperti- tra i quali la professoressa Lia Giustolisi, Responsabile del Centro Maculopatie del Dipartimento di Scienze Oftalmologiche del Policlinico Umberto I di Roma forniranno preziose informazioni per favorire la prevenzione, la diagnosi precoce e per illustrare le possibilità terapeutiche.

L´incontro si terrà Giovedì 1 ottobre presso il Dipartimento di Scienze Oftalmologiche – Aula A, Università degli Studi di Roma `La Sapienza´ dalle ore 10,00 alle ore 14,00. Accendere i riflettori sulla degenerazione maculare legata all´età, promuovere l´informazione sulla malattia e favorire la diagnosi precoce sono gli obiettivi dell´incontro aperto al pubblico. Infatti la Degenerazione maculare legata all´età (DMLE) è conosciuta da meno di un terzo degli italiani.

Lo scopo principale di questo incontro è fornire più informazioni possibili per la prevenzione, la sintomatologia, le metodiche diagnostiche e le possibilità terapeutiche della degenerazione maculare legata all´età. La Degenerazione maculare legata all´età provoca un deterioramento progressivo della macula, la parte più centrale della retina, responsabile della visione distinta: per questo risulta impossibile compiere anche le più semplici attività quotidiane, come la possibilità di svolgere lavori domestici, di guidare, di usare il telefono, di maneggiare il denaro.

Le persone vanno incontro in genere anche a difficoltà motorie e ad un aggravio psicologico, tanto che, secondo recenti studi, i pazienti affetti da questa patologia risultano vivere una condizione psicologica addirittura peggiore di quelli colpiti da altre patologie croniche.

La Degenerazione maculare legata all´età ha effetti irreversibili sulla visione e soprattutto nella forma umida, più aggressiva ha un decorso molto veloce.

Per questo motivo è importante poter diagnosticare tempestivamente la malattia per stabilizzare la visione prima che si verifichi un profondo deficit visivo.

I segnali che possono mettere in allarme sono lento e graduale calo della vista, visioni di immagini o porzioni di immagini distorte e ondulate, percezioni di aree sfuocate ed annebbiate che tendono a divenire vere e proprie macchie scure.

Per meglio inquadrare clinicamente la DMLE esistono esami diagnostici specifici, quali l´angiografia retinica con fluoresceina e/o al verde indocianina e l´OCT. Esiste, inoltre,un semplice test che può risultare molto utile nel porre il sospetto diagnostico: il test di Amsler.

“Oggi disponiamo delle più innovative strumentazioni diagnostiche e strategie cliniche e terapeutiche per questa patologia – dichiara la Professoressa Lia Giustolisi- ma bisogna migliorare l´informazione e la conoscenza in modo da aumentare le probabilità di una diagnosi precoce e poter salvare la vista”.

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