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Nuove prospettive per i malati di cataratta

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 10:51 am

Bresciaoggi del 18-10-2009

Cura della cataratta, Chiari è un modello internazionale

Al simposio europeo di Barcellona presentati i positivi risultati dell´innovativa tecnica sperimentata.

L´innesto del cristallino autofocus ha restituito la piena funzionalità visiva all´83% dei pazienti trattati. Spedale: «Risultati incoraggianti»

Dalla Spagna nuove speranze per i pazienti bresciani colpiti da patologie degenerative dell´occhio.

BRESCIA. In un recente simposio ospitato a Barcellona, la comunità medico-scientifico internazionale ha avallato i progressi delle innovative tecniche

per la cura di pazienti affetti da cataratta eseguite all´ospedale di Chiari. Nel 2009, il primario della divisione di Oculistica del «Mellini» Franco

Spedale ha eseguito 130 interventi al mese. Da meno di un anno sta sperimentando il cristallino autofocus, detto Crystalens che consente di recuperare

integralmente le funzioni visive.

L´INNOVAZIONE È stata appunto presentata in Spagna, al vertice dell´«European society of cataract and refractive surgery». Il primario di Chiari ha illustrato

nell´occasione i primi dati sull´impianto del cristallino autofocus su 18 pazienti. «I risultati sono decisamente incoraggianti – ammette Spedale -: l´83%

delle persone legge il giornale e guida l´automobile senza alcuna lente correttiva e tutti hanno riacquistato 10 decimi di visus per la visione al computer.

I riscontri sono in linea con la media europea dove i successi che oscillano tra il 78 e l´84%. Negli Stati Uniti – prosegue il responsabile dell´Oculistica

di Chiari -, la patria del Crystalens, se ne impiantano 7 mila al mese. Nella chirurgia rifrattiva il cristallino autofocus è adatto per i pazienti di

ogni età ma è soprattutto indicato per le persone con meno di cinquanta anni impegnati in lavori defatiganti dal punto di vista della vista come come impiegati

e autotrasportatori». Un´altra pa tologia seguita con particolare attenzione dalla divisione di Oculistica di Chiari che da un paio d´anni dispone della

Tomografia a coerenza ottica (macchinario strategico nella diagnosi precoce), è la maculopatia. L´incidenza della malattia sulla popolazione ultracinquantenne,

sta trasformando la maculopatia, al pari del diabete, in un problema sociale dai costi sociali facilmente intuibili se si considera che può portare alla

cecità persone anziane aggravando il problema dell´assistenza.

LA MACULOPATIA che provoca la graduale perdita irreversibile della macula, zona centrale della retina, che consente una visione distinta e la visione dei

colori, al momento può essere solo arrestata. «Fortunatamente il progresso dell´informatica – spiega Ylenia Musicco che all´interno della divisione di

Oculistica di Chiari segue i pazienti affetti da maculopatia – ha messo a disposizione nuovi strumenti che consentono la diagnosi precoce e terapie che

nella maggior parte dei casi ne arrestano lo sviluppo e, salvando la parte della macula non intaccata, evitano la cecità. Purtroppo la patologia, essendo

legata anche all´età, è in forte aumento».

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