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Il futuro degli audiolibri
vSuperAbile.it del 23-10-2009
Audiolibri, ancora ritardi. Ma il mercato offre sviluppi interessanti
Autori, editori e rappresentanti di Unione italiana ciechi e ipovedenti si sono trovati riuniti in occasione della tavola rotonda “Dal Braille al formato
elettronico: la fruizione e l’interpretazione, il mercato”. Uic: “Ora gli editori facciano la loro parte”
ROMA – Il futuro della letteratura non è mai stato così sbilanciato verso l’accessibilità. La distanza tra l’era della carta stampata e quella del formato
elettronico si sta riducendo, e con essa migliorano di anno in anno le prospettive di libri accessibili non solo ai non vedenti, ma a tutti coloro che
hanno difficoltà nella lettura. Per la prima volta a Roma, ieri mattina presso la sede della Regione Lazio, editori e attori insieme ai rappresentanti
dell’Unione italiana ciechi e degli ipovedenti si sono riuniti in occasione della tavola rotonda “Dal Braille al formato elettronico: la fruizione e l’interpretazione,
il mercato. Quali mediazioni?”. Un’occasione, voluta dalla stessa Uic per discutere sullo stato dell’arte riguardo agli audiolibri, sul mercato attuale
e sulle prospettive future, sia in campo tecnologico che dell’editoria.
Anche se il formato elettronico dei libri sta poco alla volta sostituendo il formato in Braille rendendone più semplice la fruizione, sono ancora forti
i ritardi di alcuni grandi editori ed è ancora tutta da giocare la partita dei diritti d’autore. Ma il mercato potrebbe avere degli sviluppi interessanti
soprattutto in questo campo. “Il libro parlato non serve soltanto alle persone con disabilità visiva – ha spiegato Enzo Tioli, vicepresidente nazionale
dell’Unione ciechi -, ma anche alle altre persone che hanno difficoltà con la lettura. In questo modo il numero degli utenti diventa più alto, perché non
sono solo i non vedenti i possibili acquirenti. La platea dei possibili utenti è molto più ampia”. E il successo di un libro letto “ad alta voce”, come
direbbe Daniel Pennac, ricade anche sulla sua versione stampata. Secondo Dario Pappalardo, giornalista di Repubblica, lo dimostra il fatto che l’ascolto
dei libri nei nostri giorni ha avuto un successo inaspettato e significat ivo. È il caso della lettura della Divina Commedia da parte di Roberto Benigni.
Dopo i suoi spettacoli, spiega il giornalista, sono aumentate le vendite in tutte le librerie di un libro che si è soliti pensare prettamente scolastico.
Ma ancora oggi, la produzione di un libro parlato non è così semplice. “Arrivare alla lettura – ha detto Tioli – richiede un percorso complesso. Uno dei
problemi che abbiamo è quello di individuare i libri da leggere. Oggi ci sono ottime bibliografie ma sono ancora insufficienti. Servono persone esperte,
una commissione per scegliere i libri”. Poi, dopo la produzione del libro parlato, c’è l’ostacolo della distribuzione. “In questo periodo stiamo sperimentano
la trasmissione on-line – ha continuato Tioli -. Stiamo lavorando su tecnologie migliori. Un esperimento che stiamo tentando attraverso le sezioni dell’Unione
ciechi per la diffusione degli audio libri”. L’impatto delle nuove tecnologie, però, è stato significativo e ha risolto problemi che fino a qualche anno
fa era difficile pensare di superare. “Le nuove tecnologie hanno portato la portabilità dei libri – ha aggiunto Giuliano Frittelli, dell’Unione ciechi
-. I miei i libri in Braille erano enormi, poi si è passati all e audiocassette ed oggi ai compact disc. Adesso posso portare i libri ovunque”.
Per l’Unione ciechi, agevolare la lettura dei libri è una operazione culturale a tutti gli effetti perchè le nuove tecnologie, come ha spiegato Tioli,
danno oggi “il modo di contribuire in maniera valida alla diffusione della cultura”. Nel confronto di ieri mattina, anche l’ipotesi di incentivi per agevolare
la vendita e la produzione di audiolibri, ma per l’Unione ciechi sono gli editori, adesso, a dover fare la loro parte. “Occorre che gli editori abbiano
coraggio – ha detto a margine della tavola rotonda Frittelli – e diano a tutti la possibilità di scegliere quale formato sia il migliore per le proprie
esigenze. Stando attenti, però, che i formati dei testi possano essere trasportabili e facilmente leggibili da qualsiasi strumento e non di legarli al
possesso di uno specifico lettore”. Se il futuro degli audiolibri è roseo, lo stesso non si può dire per gli educatori specializzati che operano al fianco
dei non vedenti. ” In questo momento – spiega Cecilia Bonaccorsi Pimpine lli, presidente dell’associazione Con i miei occhi – gli educatori specializzati
sono in una situazione lavorativa estremamente precaria. Oggi le famiglie rischiano di perdere la metà di loro. Occorre fare in modo che questi mezzi siano
supportati anche dal lavoro degli educatori”.
Giovanni Augello
