ott 27
Sott’acqua per abbattere le barriere
Il Secolo XIX del 23-10-2009
Disabili sui fondali per abbattere i pregiudizi
PORTOFINO. «Vogliamo abbattere le barriere architettoniche ma, soprattutto, il muro che c’è fra non disabili e disabili. Anche perché, basta purtroppo
un attimo per trovarsi su una sedia a rotelle, come noi». Stefano Paolicchi, presidente dell’associazione onlus “Handy superabile” (www.handysuperabile.org),
ha guidato il gruppo di amici, tutti sulla carrozzina, che, qualche tempo fa, hanno preso parte al progetto “Turismo sub.erabile a Portofino: subacquea,
disabilità e turismo accettabile”. Con carrozzine elettriche speciali, il gruppo è andato su per i sentieri del Parco di Portofino mentre, con sub qualificati
secondo gli standard dell’Hsa (Handicapped scuba associa tion) i sei hanno fatto immersione nei fondali più belli della zona. Il progetto è stato abbracciato
e sostenuto da Comune di Portofino, Regione Liguria, Area marina protetta di Portofino, Parco di Portofino, Centro Abyss Diving di Rapallo e molti sponsor,
fra cui la Mares che ha fornito tutta l’attrezzatura subacquea. «Da spettatori vogliamo diventare protagonisti – continua Paolicchi – questo progetto è
un mezzo per comunicare, in modo positivo, la disabilità cercando di vincere tabù e pregiudizi che possono ostacolare i processi di integrazione sociale».
Molto, moltissimo c’è da fare, in Italia, spiega Paolicchi. «La maggior parte delle strutture alberghiere, in Liguria e in Italia, non sono accessibili:
non viene specificato se sono accessibili per un disabile visivo o motorio, magari la stanza non ha barriere ma per raggiungerla ci si trova davanti una
rampa. Dagli alberghi alle spiagge: anche in queste, le barriere sono presenti fortemente. Così come in uffici pubblic i, strutture». Massimo Guatelli,
37 anni, di Carasco, è uno dei sei disabili dell’associazioni che ha fatto la due giorni di immersioni e di visite al Parco. Dal 1993, Massimo ha la passione
della subacquea e delle immersioni: nel luglio del 2004, un terribile incidente sul lavoro l’ha costretto alla sedia a rotelle. «Quello che non viene compreso-
spiega Massimo- è che se una stanza d’albergo è accessibile per i disabili va bene anche per le persone normali. Il contrario, invece, non è possibile.
Siamo ancora molto indietro, in Italia». Fra le battaglie quotidiane di Massimo Guatelli, c’è quella della posta a Carasco: «Da due anni e mezzo, segnalo
che per le barriere architettoniche non riesco ad entrare. Per ora, faccio uscire gli impiegati ma prima o poi chiamerò il Gabibbo». Per Massimo Guatelli,
basterebbe che i vari Comuni ed enti chiedessero la consulenza dei disabili, al momento dei lavori. A Rapallo, l’ anno scorso il Comune, assieme alla Consulta
del Tigullio per i problemi dei portatori di handicap ha siglato una convenzione proprio per confrontarsi costantemente sui problemi dei disabili e combattere
le barriere architettoniche in città. (s. ped.)
