nov 03
Ciechi e ipovedenti, arriva un vademecum per solidarizzare
L’Arena del 03-11-2009
Ciechi e ipovedenti, ecco il vademecum per solidarizzare
GUIDE UTILI. L´opuscolo dell´Uic in internet.
Le indicazioni utili per guidarli in strada, nei locali e in autobus
VERONA. A parole sembra tutto facile ed invece quando ci si avvicina ad un disabile della vista si commettono gli errori più paradossali, in primis alzare
la voce e scandire le parole come se l’interlocutore fosse pure sordo. Disponibile in forma cartacea gratuitamente per il pubblico all’Univoc di Verona(Unione
nazionale italiana volontari pro ciechi Onlus) e alla sezione scaligera dell’Unione Italiana Ciechi ed ipovedenti, entrambe in Via Trainotti oppure in
versione sonora “on line” al sito www.univoc.org, c’è invece un colorato e divertente libretto a vignette in grado di insegnare in modo semplice e didascalico
a dare una mano ai nonvedenti e agli ipovedenti nella vita quotidiana.
«Non così ma …così» è il titolo del vademecum realizzato dalla presidenza nazionale dell’Unione italiana dei ciechi di Roma fondata da Aurelio Nicolodi
nel 1920. In 43 pagine, è stato condensato il saggio in materia del Herman Van Dick liberamente adattato per tutti i ciechi d’Italia che l’unione rappresenta,
illustrato umoristicamente dalla pittrice triestina Elsa Gant Martelli. «Forse vorreste aiutare ma non sapete come farlo? Oppure già lo fate ma siete maldestri
causando agli interessati difficoltà anziché un servizio?». Sono queste le domande base che l’opuscolo solleva prima di passare al’azione, quella giusta
naturalmente, evitando di commettere atti riprovevoli come quello descritto in apertura di libro e vede il normodotato “brancare” sotto il braccio un ignaro
nonvedente per fargli attraversare la strada quando in realtà il malcapitato non ne aveva nessuna intenzione standosene tranquillamente ad aspettare il
tram.
Guidare un cieco su strada, marciapiedi e scale, indicargli come sedersi, come presentarsi e accomiatarsi, parlargli e descrivergli, accompagnarlo nei
locali pubblici e alla toilette: queste sono solo alcune delle situazioni trattate. Nell´opuscolo, si sdrammatizza con ironia problematiche che sembrerebbero
banali ma non lo sono affatto e di pagina in pagina il libriccino si rivela un piccolo grande palcoscenico di battute comico-utili proprio per il modo
in cui si insegna a scalare le barriere della disabilità sia architettoniche che morali all’insegna del buon senso e dell’ironia. «In realtà il mondo dei
ciechi non esiste», stigmatizza l’opuscolo «essi vivono nel vostro mondo…, nel nostro mondo…».
