nov 04

Genova un esempio per tutto il mondo scuole più accoglienti per i disabili gravi

Tag: Genova e dintornilucio @ 10:34 am

Centinaia di studiosi da tutto il mondo, per analizzare il progetto delle scuole genovesi, per una integrazione effettiva dei disabili gravi.

La storia che stiamo per raccontarvi, è indubbiamente un esempio di come dovrebbe essere la società di oggi.

Disabili gravissimi con problemi che per molti precludono possibilità di comunicazione con il mondo esterno, che invece possono come tutti sentire il calore che può trasmettere un sorriso un abbraccio da parte di bambini che possono vivere pienamente la loro vita.

Genova polo Anna Frankk, una scuola nella quale le differenze, non esistono.

Vengono abbattute come quando si butta giù un muro che va in mille pezzi.

Bambini con gravissimi problemi, dovuti a danni derivanti da malattie, o da disabilità esistenti dalla nascita.

Viene data loro l’opportunità, in ogni modo possibile perché si ricordi che molti di loro non parlano o lo fanno a mala pena, di socializzare con i bambini cosiddetti normali.

Un tempo pieno per disabili gravissimi, che passano le ore con gli alunni della scuola, che lasciano le loro classi, proprio per dedicare  un’po’ di tempo a chi non può vivere con la stessa loro intensità la vita.

È nata tra i bambini normali e idisabili gravi, una profonda amicizia che ha contribuito ad accendere un radioso sorriso sul volto di chi è abituato purtroppo a soffrire.

Una amicizia così sincera, che diventa difficile anche per i bambini tra virgolette normali, dover accettare vedere andarsene via uno di questi piccoli amici, per il quale le speranze di vita a causa della gravità delle condizioni sono ridotte al minimo.

Può forse sembrare difficile pensare che bambini che si trovano in queste condizioni, possano avere un contatto più diretto con il mondo esterno, ma se si superano certi pregiudizi, ci si rende conto, che si possono spalancare proprio a tutti le porte di una vita più serena.

Questo si è cercato di fare al polo Anna Frank di Genova.

In una città che è arrivata prima della legge nella lotta contro le differenze cancellamdo di fatto le scuole speciali, arriva un altro esempio di come si costruisce una società basata su sani principi.

Bambini che vengono educati a rispettare e apprezzare chi solo apparentemente sembra avere delle differenze, e bambini che sembrano isolati e che invece possono poter gustare i piaceri veri della vita.

Perché sentire la presenza di altre persone con le quali instaurare un dialogo, è qualcosa di cui tutti abbiamo bisogno.

Ciò indipendentemente dalla nostra situazione.

Il progetto della scuola genovese, è stato oggetto di studio da parte di esperti provenienti da tutto il mondo.

Hanno potuto constatare con mano che si può evitare ogni ostacolo, e dare a ognuno di noi, la possibilità di scoprire le sensazioni fantastiche che nascono da una amicizia.

Infatti l’obbiettivo di questo progetto, è quello di far capire quanto potrebbe essere ancor più complessa la vita già tortuosa che vivono questi bambini, se verrebbe loro precluso anche il diritto di sorridere perché sentono di essere considerati da qualcuno.

Anna Ferretti e Anton Maria Chiossone, alcuni degli educatori principalmente coinvolti nel progetto, sottolineano i valori più sinceri del medesimo.

Inoltre ognuno di loro, ha una esperienza particolare da raccontare.

Anna Ferretti, ricorda un bambino autistico che gridava sempre, e che ora che è grande frequenta il liceo, dunque ha proseguito il suo percorso di studi.

Anton Maria Chiossone , invece ricorda un bambino che a causa della meningite è rimasto in coma e una volta uscito, ha dovuto portare con sé danni gravi derivati da quella situazione.

Due tra le tante esperienze, che si potrebbero raccontare.

Vite difficili! d’accordo! Che però  possono ammirare un bagliore che arriva da una speranza in più che può nascere da una amicizia davvero grande.

Sull’argomento vedi anche:

http://pressin.comune.venezia.it/

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