nov 05
A Modena si gioca a basket per vincere sull’autismo
Modena, una squadra di basket, formata da ragazzi autistici.
Ecco un altro esempio di come si può vincere una battaglia difficile, come quella dell’integrazione sociale.
Lo sport come terapia, ma anche come metodo per aprire a chi è in difficoltà, le porte verso un contatto più costante e più intenso con la società.
A modena, si porta avanti un progetto, che mira al raggiungimento di questi obbiettivi.
Una squadra di basket di ragazzi autistici, che scoprono attraverso i sani principi dello sport, cosa vuol dire poter andare oltre i propri limiti, e mettere in mostra le proprie potenzialità.
Il progetto nasce da una collaborazione ormai consolidata, tra la scuola basket modenese, e l’associazione Aut Aut (associazione italiana delle famiglie con persone autistiche).
Hanno partecipato anche, l’assessorato allo sport del comune di Modena, il centro per l’autismo, il centro per la medicina dell’ASL di Modena, e con il contributo della cassa di risparmio di Modena.
La Guida tecnica della squadra, è affidata a Gabriele Casoretti referente del progetto, e Mario Floris.
Ad affiancare i due tecnici vi è il dottor Roberto padovani, del centro per l’autismo in qualità di supervisore del progetto, ma vi sono anche altre figure di carattere educativo.
La squadra è stata presentata in questi giorni, presso la palestra della scuola media Ferraris di Modena.
In quella sede Stefano Censi vicepresidente Aut Aut Modena, ha voluto soffermarsi sul valore innovativo dell’iniziativa.
Marco Gatti presidente SBM, (scuola basket modenese), ha invece spiegato che essendo il basket un veicolo per l’integrazione, non si poteva non inserire tale progetto tra le tante iniziative in programma.
Indubbiamente come si è voluto dimostrare portando avanti tale progetto, lo sport è davvero una delle strade da seguire, per dare proprio atutti una grande opportunità per mettersi in gioco e per condividere questa passione con gli altri.
L’autismo è di per sé, un muro che preclude un contatto con il mondo esterno, ma tutti insieme con tante idee davvero originali, si può buttare giù con forza.
Perché la prima partita che devono vincere questi ragazzi, è proprio con questo avversario non certo semplice da affrontare, contro il quale devono lottare quotidianamente.
Proprio per questo motivo, bisogna ovviamente applaudire all’iniziativa modenese.
Dare questi ragazzi la possibilità di provare il brivido e l’emozione di poter competere con gli altri, è un primo ma importantissimo passo per iniziare a vincere la sfida che come detto è la più difficile, ovvero quella contro l’autismo.
LO stare insieme provare proprio tutte le sensazioni tipiche di una gara, è anche questo un modo più che valido, per scoprire piaceri della vita che altrimenti rimarrebbero a loro sconosciuti.
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