nov 05
Cinema e sordità: il ‘caso’ Sign Gene e il festival di Bruxelles
Press-IN anno I / n. 2794
Blogosfere del 04-11-2009
Due notizie quasi contemporanee, entrambe segnalate dal sito dell’Ente Nazionale Sordi Onlus – ENS: l’uscita di un film pensato e realizzato da un regista non udente e la creazione di una specifica sezione di un festival sulla sordità.
Iniziamo da “Sign Gene”, film del regista italo-argentino e non udente Emilio Insolera, che utilizza contemporaneamente quattro lingue dei segni (americana, giapponese, internazionale e italiana).
Girato tra America, Giappone e Italia, è una pellicola d’azione che parla di due agenti speciali americani, Tom Provetta e Ken Wong, mandati in Giappone per indagare sulla morte di due cittadini non udenti. Entrambi hanno una particolarità: sono portatori di una mutazione genetica, di nome “Sign Gene”, che procura loro dei poteri soprannaturali.
Da ieri, e fino all’8 novembre, a Bruxelles si svolge la 36^ edizione del Festival Internazionale del Cinema Indipendente che, oltre a una sezione dedicata ai film belgi e una ai film stranieri, prevede anche una terza competizione riservata ai cineasti sordi. Riportiamo qui sotto la notizia come scritta sul sito dell’ENS.
I film in concorso per questa sezione saranno a loro volta divisi in due categorie: quelli realizzati dai non udenti e quelli realizzati da registi normodotati che descrivono la condizione di sordità.
Due i premi assegnati per ciascuna delle due categorie. “La creazione cinematografica dei sordi”, giunta alla diciannovesima edizione, vuole incoraggiare a comunicare – attraverso le immagini – come le persone che non sentono vedono la nostra società e quali problematiche si trovano ad affrontare nella loro quotidianità.
Un cinema fatto dai sordi, insomma, ma non un cinema sordo ai problemi di chi non ha l’udito. Un cinema che metta al centro del suo intento artistico e comunicativo questa categoria di cineasti spesso dimenticati e messi ai margini, cineasti che invece, nella kermesse bruxellese saranno protagonisti a pieno titolo e con pari dignità rispetto ai partecipanti delle altre categorie di film in concorso.
Cineasti che, con la loro singolare visione del mondo, potranno sfatare stereotipi e convinzioni ataviche e far riflettere quelli che hanno cinque sensi su come vivono quelli a cui ne restano solo quattro.
Carlo Griseri
