nov 17 2009

La ricetta del pesto alla genovese di Fabrizio

Tag: Accessibilità in cucinaadmin @ 4:05 pm

Questa è la ricetta di Fabrizio che ha frequentato la scuola aberghiera.
E ha avuto la fortuna di lavorare a Madamadoré (ristorante famoso per i suoi ricevimenti)

Questa è la ricetta di Fabrizio per il pesto:

Ingredienti:
Ci vuole il parmiggiano sicuramente
il basilico (ligure di Pra’)
i pinoli
e l’olio extra vergine d’oliva
l’aglio (a chi piace, a me piace quindi lo metto)
Come si prepara:
Un tempo si usava il mortaio, ora usiamo il frullatore.
Mettiamo tutto dentro al frullatore e si tritura tutto.
Quando è fatto metà lo mettiamo lo dentro delle vaschette da ghiaccio e poi lo mettiamo in freezer.
L’altra metà l’usiamo per farci una pasta.
La pasta da usare è:
trofie di Recco oppure gnocchi di patate.
Questa è la mia ricetta.
Firmato Fabrizio


nov 03 2009

La terapia del “fornello”

Tag: Accessibilità in cucinapatrizia @ 10:46 am

Vita non profit online del 21-10-2009

La terapia del fornello

Al via il corso di cucina per ipovedenti, disabili e anziani a rischio di emarginazione, organizzato dall´associazione Retinite Pigmentosa Emilia-Romagna

BOLOGNA. Lunedì 26 ottobre a San Lazzaro di Savena (Bologna) parte “Ai fornelli” con gli chef Fabrizio Gnugnoli e Luca Ponti.

Stare insieme e divertirsi tirando la sfoglia per le crescentine, girando il risotto o preparando una bavarese. Lunedì 26 ottobre alle ore 15, a San Lazzaro

di Savena (Bologna), prende il via la seconda edizione del corso di cucina organizzato dall´associazione Retinite Pigmentosa Emilia-Romagna per offrire

alle persone ipovedenti, in condizioni di disagio e ai loro familiari l´occasione per uscire di casa e fare nuove amicizie imparando a preparare focacce,

torte salate, risotti e dolci.

Il corso, dal titolo “Rivediamoci in cucina: il gusto della compagnia”, sarà ospitato dalla parrocchia di San Biagio di Castel de´ Britti (via Idice 25)

che metterà a disposizione dei partecipanti la sua cucina attrezzata. Le lezioni, organizzate in due cicli di tre incontri pomeridiani dalla durata di

tre ore ciascuno, sono aperte a gruppi di otto persone: verrà data precedenza a ipovedenti, anziani, persone con difficoltà visive, a rischio di emarginazione

e ai loro familiari.

Gli insegnanti del corso saranno anche quest´anno Fabrizio Gnugnoli e Luca Ponti, chef dalla lunga esperienza e docenti presso l´Istituto alberghiero “Bartolomeo

Scappi” di Castel San Pietro Terme. Ai fornelli insegneranno a preparare pietanze della tradizione italiana ed emiliano-romagnola, con alcune escursioni

nella cucina creativa.

La prima lezione avrà come tema il risotto nelle varianti con spinaci e capesante, verze e salmerino, patate e bacon oppure salsiccia e peperoni. La seconda

sarà dedicata ai panificati, dalla piadina romagnola alle crescentine fritte, fino alle torte salate tipiche della cucina francese. L´ultimo appuntamento

sarà sui dolci e in particolare sulle ricette di mousse alla menta, budino di semolino, bavarese di kaki o allo yogurt. Dopo ogni lezione, tutti a tavola

per assaggiare i piatti preparati insieme e trascorrere una cena all´insegna della convivialità.

Il corso “Rivediamoci in cucina” si concluderà domenica 13 dicembre con un pranzo di solidarietà curato dai partecipanti e aperto ai cittadini, il cui

ricavato verrà devoluto a favore dell´associazione Retinite Pigmentosa Emilia-Romagna.

La partecipazione al corso costa 35 euro, comprensivi di tesseramento all´associazione, assicurazione e acquisto degli ingredienti necessari per la preparazione

dei piatti.

Indirizzo web dell’articolo: http://beta.vita.it/news/view/96687


ott 28 2009

Rivediamoci in cucina il gusto di stare in compagnia

Tag: Accessibilità in cucinalucio @ 10:30 am

San Lazzaro di Savena (Bologna), un corso di cucina per ipovedenti.

Rivediamoci in cucina il gusto di stare in compagnia, questo è il titolo di un corso per ipo vedenti organizzato dall’Associazione retinite pigmentosa Emilia Romagna.

Un’altra iniziativa, che mira dare una grande occasione di integrazione sociale, a persone in difficoltà.

Imparare a cucinare, e socializzare e condividere insieme una passione come quella di preparare dei bei piatti gustosi.

Da lunedì scorso 26 ottobre, presso la parrocchia di San Biagio di Castel De Briti in via Idice 25, è iniziato questo corso con due cicli di tre incontri pomeridiani.

Stare insieme e imparare a fare vari piatti tipici della cucina emiliana e romagnola.

Dimostrare così, di poter mettere in mostra le proprie qualità di chef, anche se la vista  non è un valid aiuto.

Una opportunità di vivere l’emozione di saper preparare succulenti prelibatezze.

Anche quest’anno a tenere le lezioni del corso, vi saranno Fabrizio Gnugnoli e Luca Ponti, affermati chef, nonché docenti all’istituto Alberghiero Bartolomeo Scappi di Castel San Pietro.

Durante le lezioni, dunque i partecipanti che possono essere gruppi di massimo 8 persone, dopo aver cucinato i piatti del giorno, poi passano insieme la serata assaporando i medesimi in compagnia.

Tutto ovviamente in un clima di spensieratezza e di amicizia.

Perchè uno degli obbiettivi fondamentali come già detto, oltre a dare una prova delle proprie capacità in cucina, è quello di apprezzare il gusto di stare insieme, e assaggiare il sapore di una amicizia sincera.

Il corso, si concluderà domenica 13 dicembre, con un pranzo di solidarietà, per il quale il ricavato andrà all’Associazione retinite pigmentosa Emilia Romagna.

Sull’argomento vedi anche:

http://www.nonsoloabili.org/


giu 23 2009

Arriva nel Ticino la pizza in braille

Ticinonline del 20-06-2009

Arriva in Ticino la lista delle pizze in braille

ARZO. Pizza “sensibile” per il Ristorante al Torchio Antico di Arzo. Compiendo un’iniziativa che non ha ad oggi precedenti in Ticino, il ristorante ha creato la lista delle pizze in braille, fruibile dunque per gli ipovedenti.
L´idea è venuta allo chef e gerente Claudio Panzeri durante un pranzo di un gruppo di ragazzi andicappati presso il suo ristorante. “Scopo del progetto è far sì che anche le persone non vedenti, quando si recano ad un ristorante o in una pizzeria, possano avere la propria autonomia senza dover servirsi della disponibilità dei camerieri, dei ristoratori o degli accompagnatori”.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il Laboratorio di Informatica 2 dell´Istituto OTAF di Sorengo, che ha trascritto e messo a disposizione la stampante per i caratteri braille. L’offerta ai portatori di andicap sarà allargata, dal prossimo mese di luglio, con l’introduzione dell’intero menu in braille.


giu 10 2009

La trattoria degli amici una allegra compagnia in cucina

Tag: Accessibilità in cucinalucio @ 10:55 am

La trattoria degli amici una allegra compagnia in cucina

Venerdì 12 giugno prossimo, in campidoglio a Roma si racconteranno 8 anni della trattoria degli amici, una realtà importante nell’ambito sociale.
www.superando.it

Dopo domani presso la sala della promoteca in campidoglio alle ore 11.30, verrà presentato nel corso di una tavola rotonda chiamata “sapori diversi” una importantissima realtà della capitale nel campo sociale.
Stiamo parlando della trattoria degli amici, che da 8 anni, da lavoro a 13 ragazzi disabili.
Questi eccezionali esperti di ristorazione, così vogliono dimostrare che nonostante la propria disabilità, possono esprimere liberamente la loro passione, e le loro capacità.
Dunque 13 ragazzi che svolgono senza alcun timore e difficoltà, qualsiasi mansione inerente la cucina, o il servizio a tavola.
Il tutto in un clima di simpatia e cordialità, cercando di dare ai clienti sempre il meglio.
Situata nella zona di Trastevere, la Trattoria degli amici, è unaltro esempio che la voglia di fare e l’entusiasmo, vanno oltre ogni ostacolo.
Ciò perché avere dei limiti dovuti ad un handicap, non vuol dire dover necessariamente rinunciare al sogno di coltivare delle ambizioni, o di realizzare il desiderio di fare qualcosa di importante per sé e per gli altri.
In cucina vi sono 4 validi cuochi che hanno avuto modo di imparare i segreti del mestiere, grazie agli insegnamenti di validi chef.
Gli altri 9, operano come camerieri con l’aiuto di volontari della comunità di Sant’Egidio.
Servono i piatti fornendo dei consigli su quali specialità provare, e danno suggerimenti su come scegliere i vini da abbinare alle prelibatezze che si provano.
La trattoria, ha iniziato la sua avventura 8 anni fa.
In realtà il percorso che ha portato al successo questo locale romano, è iniziato nel 1991, quando era stata aperta una paninoteca dai volontari di Sant’Egidio.
Grazie agli ottimi risultati ottenuti dalla medesima, è nata l’idea di allargare gli orizzonti di queste fantastiche persone, aprendo così nel 2001 la trattoria.
In poco tempo questa straordinaria, realtà ha raggiunto risultati lodevoli.
È presente nelle guide di ristorazione più accreditate come Il gambero rosso e Repubblica, e nel 2002 ha vinto il premio come ristorante dell’anno.
Nel 2008 invece ha vinto il premio Flavio Cocanari nel concorso indetto dalla CSL, come esempio di inserimento professionale di persone disabili.
Gli utili derivanti dall’attività, costituiscono un autofinanziamento.
Sulle pareti di questo affascinante locale, sono affissi degli affreschi, anch’essi realizzati da ragazzi disabili della comunità di Sant’Egidio.
Indubbiamente questa realtà, è come una luce che si accende nel buio di un mondo che a volte fa tanta fatica a accettare che certe persone possano avere delle potenzialità da poter tirare fuori.
È comprensibile ovviamente che all’inizio non conoscendo le persone si possano avere dei dubbi, ma poi se si entra in contatto con loro, si può scoprire un universo davvero speciale tutto da esplorare.
La trattoria degli amici, è un simbolo di una mentalità aperta e consapevole che ogni limite con la tenacia, se non proprio abbattuto del tutto può comunque essere aggirato e reso meno evidente.


giu 04 2009

Nuove tecnologie e cucina

Press-IN anno I / n. 1272

Redattore Sociale del 03-06-2009
 
Nuove tecnologie e cucina: giovani e anziani ciechi si aiutano

Incontri in cinque città italiane per un progetto di scambio intergenerazionale
curato dall’Unione italiana ciechi e dall’Istituto per ricerca, formazione e
riabilitazione. Dall´esperienza nasceranno linee guida

ROMA – Giovani e anziani, tutti ciechi o ipovedenti, si incontrano per
condividere conoscenze e capacità ed instaurare un dialogo tra generazioni. E´
quanto accadrà nel mese di giugno in tre città italiane nei workshop organizzati
dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e l’Istituto per la ricerca,
la formazione e la riabilitazione. I giovani metteranno a disposizione le loro
competenze e abilità legate alle nuove tecnologie. Verrà mostrato agli anziani
come utilizzare telefoni cellulari dotati di apposita sintesi vocale, come
gestire la posta elettronica, come inviare files musicali, come strutturare una
rubrica telefonica, un’agenda, come leggere, sfogliare e consultare un libro
secondo uno standard all´avanguardia chiamato Daisy. Da parte loro gli anziani
trasferiranno ai giovani le loro esperienze e competenze riguardanti la vita e
l’autonomia quotidiane. Verrà insegnato loro come svolgere i compiti
fondamentali come cucinare, gestire e curare la casa, la pro pria persona, i
propri figli.

Lo scambio di queste competenze si svolgerà durante i laboratori in programma
quest´anno a Roma (5-6 giugno), a Napoli (12-13 giugno), a Catania (19-20
giugno) e nella primavera del 2010 a Cagliari e Milano. Le iniziative
dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e l’Istituto per la ricerca,
la formazione e la riabilitazione si iscrivono in un progetto più ampio chiamato
Intergen che vede come protagonista l’Unione europea dei ciechi e cinque
associazioni partner provenienti dalla Germania, Turchia e Italia con il
contributo finanziario della Commissione Europea.

Lo scopo del progetto è di sviluppare, grazie ai suggerimenti ed input dei
partecipanti ai workshop, delle linee guida da utilizzarsi quali preziosi ausili
per l’organizzazione futura di incontri e momenti di formazione
intergenerazionali. Le linee guida saranno inserite all’interno del sito
internet www.intergenerations.eu ed alla fine del progetto saranno diffuse tra i
giovani, anziani ed organizzazioni di persone con disabilità, nonché presso gli
addetti alla formazione ed alla riabilitazione.


apr 29 2009

IIl pane fatto in casa, tra segreti e degustazioni

SASSARI. «Il pane fatto in casa» è il tema del singolare incontro di

degustazione per non vedenti e ipovedenti che si svolgerà domani alle ore 17.30

nella sede provinciale dell´Uic (unione italiana ciechi) in via Quarto 5.

L´iniziativa è stata voluta dall´Unione ciechi insieme alla Cnos (Confraternita

Enogastronomica NordOvest della Sardegna), guidata dal rettore Lorenzo Zicconi,

che ha voluto in questo modo collegare la nobile tradizione storica dei sodalizi

enogastronomici con le innovative opportunità dell´associazionismo di promozione

sociale.

Con queste premesse è nata l´iniziativa che vuole essere un´opportunità di

condivisione e aggregazione, considerando il pane come mezzo di solidarietà.

L´intento è infatti quello di rendere fruibile, anche per i non vedenti e

ipovedenti, la cultura del pane fatto in casa.

Pur non dimenticando l´inquadramento generale sul pane a lievitazione naturale e

le sue caratteristiche, con questa iniziativa La Confraternita ha voluto

coinvolgere i ciechi e gli ipovedenti proprio la loro spiccata capacità di

percezione attraverso il gusto.

L´incontro di domani si svolgerà sotto la sapiente e attenta regia del

confratello della Cnos, Antonio Farris, professore ordinario di Microbiologia

nella facoltà di Agraria della Università di Sassari. E sono state previste

degustazioni guidate di pane tipico, grazie alla preziosa collaborazione della

Pro Loco di Olmedo, da tempo impegnata nella salvaguardia e promozione di questo

prodotto identitario. Sarà inoltre presentato l´olio extravergine fruttato dop

dell´Antica compagnia olearia del confratello algherese Antonio Gavino Fois,

premiato a Verona.


apr 23 2009

Udine l’arte della cucina per abbattere le differenze

Tag: Accessibilità in cucinalucio @ 12:32 pm

Udine l’arte della cucina per abbattere le differenze

San Daniele (Ud), 8 giovani disabili entrano in contatto con il gustoso mondo della cucina.

La coop sociale la Cjalderie, organizza in questi giorni un corso per giovani disabili, che vogliono coltivare la passione di imparare a cucinare.

Negli incontri non si proverà solo a preparare dei prelibati piatti, ma si penserà ad insegnare anche a servirli e a svolgere tutte quelle mansioni inerenti alla attività in cucina come apparecchiare i tavoli.

Dunque dimostrare che una disabilità quale essa sia, non può essere un ostacolo per impedirci di fare tutto ciò che desideriamo.

Anche il presidente della coop sociale la Cjalderie, Pietro Valent, sottolinea l’importanza del progetto, soffermandosi su tutto ciò che verrà insegnato a questi ragazzi.

La cucina come un ulteriore metodo di integrazione sociale, perché anche ha dei propri limiti dovuti ad una disabilità, può esprimere tutta la sua creatività realizzando il desiderio di riuscire a fare proprio tutto quello che fanno gli altri.

Questa iniziativa, ne è proprio un ottimo esempio.

Dare a queste persone non solo la gioia di realizzare il desiderio di non rinunciare ad una passione, ma anche acquisire maggiore consapevolezza nelle proprie capacità.

Perché come spesso capita, ci può essere chi è scettico che certe persone riescano a fare certe cose, e progetti di questo tipo, servono proprio a fugare tali dubbi.

http://www.disablog.it/2009/04/23/otto-giovani-disabili-imparano-i-segreti-della-ristorazione/


mar 24 2009

Cuochi ipovedenti ai fornelli

Tag: Accessibilità in cucina, Eventi, News dall'Italiapatrizia @ 12:32 pm

centro L’Airone di Castenaso un menu di quattro portate curato dagli allievi

ipovedenti e con disabilità del corso ”Ci vediamo in cucina”. Il ricavato a

favore dell’associazione Retinite Pigmentosa Emilia Romagna

 

BOLOGNA – Piatti gustosi cucinati da cuochi disabili, un prezzo più che

abbordabile e il gusto di mangiare in compagnia compiendo una buona azione.

Domenica 29 marzo, il pranzo in famiglia diventa un´occasione di solidarietà

grazie all´iniziativa ospitata dal centro sociale ricreativo culturale L´Airone

di Castenaso (via Marconi 14). A dilettarsi ai fornelli saranno i 25 novelli

cuochi che hanno partecipato a “Ci vediamo in cucina”, il corso organizzato

dall´associazione Retinite pigmentosa Emilia-Romagna per offrire alle persone

disabili e a rischio di emarginazione la possibilità di stare insieme e

divertirsi imparando a cucinare. Guidati da Fabrizio Gnugnoli e Luca Ponti, due

chef che insegnano all´istituto alberghiero “Bartolomeo Scappi” di Castel San

Pietro Terme, i 25 allievi cuochi del corso prepareranno un menu che prevede

quattro portate: si parte con l´insalatina di straccetti alla milanese all´aceto

balsamico, si passa quindi al risotto mantecato c

on patate e bacon, mentre il secondo sarà uno stinco glassato al forno. Per

concludere, panna cotta ai frutti di bosco. Il tutto con un costo di 18 euro: il

ricavato sarà devoluto all´associazione Retinite pigmentosa Emilia-Romagna per

realizzare nuovi progetti di assistenza e finanziare la ricerca medica.

Partito il 20 ottobre con una lezione sugli antipasti e conclusosi lo scorso 16

febbraio con i dessert, il corso “Ci vediamo in cucina” ha visto la

partecipazione di persone ipovedenti, anziani a rischio di isolamento,

stranieri, familiari e persone con disabilità psichiche. “Inizialmente avevamo

previsto una partecipazione massima di 20 persone – dice Mirella Bighi,

presidente dell´associazione Retinite pigmentosa Emilia-Romagna -, ma abbiamo

dovuto alzarla per accogliere le richieste che sono arrivate dal mondo

dell´associazionismo bolognese. Tanto interesse e l´entusiasmo dei partecipanti

dimostrano che è stato colto il messaggio che volevamo lanciare: la cucina non è

solo tradizione e creatività, può essere un ottimo strumento di socializzazione,

in particolare per quelle persone che per età o per disabilità tendono a uscire

poco da casa e rischiano di chiudersi in se stesse”. Per informazioni e

prenotazioni: centro L´Airone, tel. 051 6049123, e-mail: l-air

one@libero.it. Il pranzo di solidarietà è organizzato con il patrocinio del

Comune di Catenaso e con il contributo del supermercato Coop Reno di Castenaso,

che coprirà parte delle spese.


mar 24 2009

“I ciechi vedono meglio di noi”

Tag: Accessibilità in cucina, News dall'Italiapatrizia @ 11:37 am

«I ciechi vedono meglio di noi» L’ULTIMO DISCORSO PUBBLICO. Il 2 febbraio scorso, tre settimane

prima della scomparsa, Candido Cannavò era stato il padrino del convegno «Sport,

cultura e società, a Rocca di Neto. A richiamarlo nella provincia di Crotone era

stata la profonda amicizia con Maria Aiello, non vedente calabrese che esercita

a Milano la professione di avvocato, specializzata in diritto sportivo e autrice

del libro «Viaggio nello sport attraverso i secoli». Ecco uno stralcio

dell’ultimo discorso pubblico del direttore storico della Gazzetta.

«Maria è una straordinaria creatura che è entrata nella mia vita, in un mio

libro e anche nel racconto di una sera che vi voglio accennare perché è una

delle sere più divertenti della mia vita. C’è a Pavia un ristorante di un certo

tono dove ogni mese fanno una cena al buio. Cioè uno va là e diventa cieco, e

allora io un giorno telefono a lei e dico: “Maria stasera ti invito a cena!” e

lei mi fa: “Come mai, perché?” Io dico: “Tu stai tranquilla, ad una condizione:

stasera tu sarai la mia guida.” E lei: “Ma perché mi prendi in giro». Come posso

essere la tua guida?”. “Sì, guarda: se tu devi attraversare una strada di

Milano, in pieno centro, via Carducci, ti appoggi al mio braccio e io sono la

tua guida. Ma stasera tu sarai la mia guida perché andiamo in un ristorante in

cui io sarò cieco”. Assaggiare quella condizione, credetemi, è un’esperienza che

ci entra dentro, ti fa riflettere su quello che manca a una persona: non avere

gli occhi per vedere è qualcosa che manca. Una volta mi hanno dato un premio dall’Associazione Ciechi e mi hanno chiesto: che cosa le hanno insegnato i ciechi? A vedere. Perché noi vediamo con gli occhi e basta, loro sviluppano delle sensibilità, delle potenzialità inimmaginabili. Io sono convinto che un cieco veda: veda con una sensibilità particolare, veda con le mani, veda cultura».


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