mag 13 2009

Libretti in braille a teatro

Tag: Arte accessibile, Braille, News dall'Italiapatrizia @ 9:27 am

BARI – L’opera lirica è per tutti. E si rivolge anche a coloro che sono privi di

un tesoro prezioso, la vista.

Perché per poter comprendere una rappresentazione del genere, è importante

leggere il libretto che la accompagna.

Ma se lo spettatore è un non vedente, per lui sarà più difficile farlo.

Nasce così l’idea della F.A.L. Vision Editore Snc – in collaborazione con la

Fondazione Petruzzelli – di realizzare libretti in braille per la Die Walküre,

in programma domani (7 maggio, ndr) e il 10 maggio in Fiera.

L’ingresso è di 2 euro per non vedenti e ipovedenti, gratis per gli

accompagnatori.

Prenotazioni allo 080 5212484. I libretti in braille per il 10 saranno

disponibili fino alle 16 di venerdì.

 


feb 25 2009

La II giornata nazionale del braille in Italia

Tag: Braille, News dall'Italialucio @ 1:37 pm

La II giornata nazionale del braille in Italia

Sabato 21 febbraio scorso, si è celebrata la II giornata nazionale del braille ovvero la scrittura dei non vedenti.

Quest’anno le celebrazioni, coincidono con il bicentenario dalla nascita di Louis Braille. Come ormai sappiamo bene, Louis Braille è l’ideatore del metodo di scrittura/lettura ancora oggi più diffuso e universalmente riconosciuto in tutto il mondo. Così in tutta europa vi saranno varie iniziative volte a ricordare chi ha dato una svolta decisiva per la creazione di un sistema di comunicazione per non vedenti decisamente all’avanguardia.

Ci soffermiamo però in questo articolo, alle iniziative italiane che ineriscono la II giornata nazionale del braille.

Ad esempio la regione toscana sabato scorso, ha presentato una nuova pubblicazione “Sesto senso”, che è rivolta ai circa 40.000 ipo e non vedenti residenti in Toscana.

Tale pubblicazione, che vuole essere un veicolo per comunicare le iniziative che riguardano gli ipo e non vedenti, è disponibile in formato Braille per i circa 10.000 ciechi assoluti residenti in Toscana, e in formato caratteri grandi per i circa 30.000 ipo vedenti che risiedono nella Regione Toscana.

Così le circa 40.000 persone ipo e non vedenti che risiedono nella nostra regione, hanno un’altra fonte di informazione, questo è stato il commento dell’assessore alle politiche sociali della regione Toscana Gianni Salvadori.

Naturalmente ha espresso la sua immensa soddisfazione per l’iniziativa, il presidente dell’Uic “Unione italiana ciechi ed ipo vedenti” di Firenze Virginio Moreno Rafanelli.

La pubblicazione, è disponibile anche sul sito www.regione.toscana.it.

Se vuoi ulteriori informazioni in merito, vai su http://www.superabile.it/web/it/REGIONI/Toscana/News/info-1806406953.html.

Indubbiamente interessante da segnalare, l’iniziativa che si svolge a Torino. La stessa, non riguarda solo strettamente la II giornata nazionale, ma si inquadra più specificatamente nell’ottica delle celebrazioni del bicentenario dalla nascita di Louis Braille.

Stiamo parlando di Torino in braille. Un evento che ha avuto inizio il primo febbraio, e si concluderà sabato prossimo 28 febbraio.

Si tratta di una iniziativa organizzata dalla regione Piemonte, dalla provincia di Torino, dal comune di Torino, dalla Confesercenti, e dalla camera di commercio di Torino.

Torino in braille, è una serie di eventi es mostre, allestimenti, spettacoli, ecc, incentrati tutti sull’affascinante mondo del braille.

Inoltre ben 7 palazzi del centro storico torinese, sono stati tappezzati da cartelli in braille con frasi di uso comune, per permettere a tutti di provare a cimentarsi nell’apprendimento e traduzione.

Dunque lo scopo dell’iniziativa, è quello ovviamente di sensibilizzare la cittadinanza torinese, sul mondo della scrittura braille.

Invece a Parma è stata allestita presso la sede della provincia “palazzo Giordani in viale Martiri della libertà 15”, una mostra che consente di conoscere tutti gli strumenti e supporti per la scrittura braille.

L’iniziativa è stata organizzata dalla provincia e l’Uic in collaborazione con il comune e l’Università degli studi di Parma.

La mostra è stata inaugurata il 16 febbraio scorso, alla presentazione vi erano:

l’assessore provinciale alle politiche sociali e sanitarie Tiziana Mozzoni, il presidente provinciale Uic Michele Fiore, l’assessore comunale Giovanni Paolo Bernini, Emilia Caronna dell’Università di Parma, ed Emanuela Colombi dell’associazione Googol.

La mostra è aperta agli studenti delle scuole di Parma, per conoscere loro tutti gli strumenti e materiali tramite i quali i non vedenti scrivono e leggono.

Nella mostra sono presenti ad esempio testi, video della storia del braille ecc.

A Cosenza, nella sala Giacomantonio della biblioteca nazionale dell’università di Cosenza, si è svolto un convegno per celebrare la seconda giornata nazionale del braille.

Come si può notare in molte città italiane, dunque non si è mancato di celebrare questo importante evento. Ci dispiace non poter segnalarvi notizie su iniziative in merito organizzate a Genova.

Purtroppo non abbiamo notizie a riguardo.


gen 12 2009

iPhone per non vedenti e ipovedenti

Una brillante soluzione hardware migliora drasticamente l’accessibilità dell’iPhone.Spesso l’accessibilità alle novità tecnologiche è preclusa alle persone con disabilità perchè i produttori delle tecnologie di ausilii fanno fatica ad adattarsi immediatamente alle novità high-tech del momento.

A volte però basta un po’ d’ingegno per risolvere le problematiche di accesso a chi – per esempio – ha difficoltà di vista.

E’ il caso di invisual: una brillante soluzione di design tattile che permette alle persone non vedenti – ma anche a quelle ipovedenti – di poter utilizzare agevolmente l’iPhone.


ott 02 2008

Il braille conquista l’informatica

Tag: Braillelucio @ 10:32 am

Il braille conquista l’informatica

Anche il braille per sopravvivere all’affermazione dell’informatica, si è dovuto adeguare per poter essere anche in tale ambito considerato un valido metodo di scrittura e lettura per non vedenti. Infatti le innovazioni che vedremo a breve e che riguardano il codice braille, hanno consentito che un utilizzatore non vedente di computer tra i vari ausili informatici a disposizione, abbia per esempio anche i display braille di cui parleremo in seguito, o le tastiere braille. L’innovazione sostanziale che ha dovuto subire il codice braille, è inerente al passaggio esclusivo per l’informatica dal codice a 6 punti a quello di 8 punti. Ciò perché il codice braille a 8 punti viene equiparato al byte “formato da 8 bit”. Quindi anche per il codice braille in informatica valgono gli stessi principi, acceso o spento, vero o falso punzonato o non punzonato ecc. Come si è accennato, il braille a 8 punti, è stato elaborato solo per l’uso del PC. Dunque non è possibile ovviamente utilizzare tale sistema per scrivere con la tavoletta o con la dattilobraille. È interessante ora mettere in evidenza, che nonostante sia universalmente riconosciuto il codice a 8 punti in ambito informatico, lo stesso non è stato ancora internazionalmente definito ed è oggetto di molte dispute e studi. Nel presente articolo, possiamo soffermarci sulle differenze segnografiche che vi sono nel sistema italiano tra il braille a 6 a 8 punti. Partiamo dal presupposto che i punti 7 e 8, son i punti più in basso della cella braille. Il punto 7 è posizionato sotto il punto 3, e il punto 8 è posizionato sotto il punto 6. La presenza di questi 2 punti comporta come detto qualche differenza segnografica rispetto al codice a 6 punti. Ad esempio il Punto 7 aggiunto ad una qualsiasi lettera dell’alfabeto, indica che quella lettera è maiuscola. Il punto 6 sotto ad una delle prime 10 lettere dell’alfabeto, indica che in quel caso quella lettera diventa un numero. Tra l’altro a differenza del braille a 6 punti, nel quale il segnanumero precede solo la prima cifra, nel braille a 8 punti il segnanumero è presente anche sotto le altre cifre; anche sotto ai decimali. Il punto 8, se presente sotto una vocale, indica che la medesima è accentata. Con il braille a 8 punti vi sono altre differenze relative alla punteggiatura, e ai caratteri matematici. Nella punteggiatura Ad esempio l’apostrofo che nel braille a 6 punti è il punto 3, nel braille a 8 punti è il punto 6. Il punto di chiusura di un periodo nel braille a 6 punti è composto dai punti 2, 5, 6, della cella braille, nel braille a 8 punti è il punto 3. Invece tra i caratteri matematici vi sono le seguenti differenze:

° nel braille a 6 punti è composto dai punti 3, 5, 6, in quello a 8 punti è composto dai punti 4, 5, 6, 8

( Nel braille a 6 punti è composta dai punti 2, 6, nel braille a 8 punti è composta dai punti 2, 3, 6.

Di conseguenza cambia anche la ) che nel braille a 6 punti è composta dai punti 3, 5, in quello a 8 punti è composta dai punti 3,5,6

% nel braille a 6 punti è formato dai punti 4, 6, in quello a 8 punti è formato dai punti 1, 2, 3, 4, 5, 6.

Abbiamo così vistoalcune differenze rilevanti tra il braille a 6 e quello a 8 punti. A questo punto possiamo parlare degli strumenti che permettono anche in ambito informatico di non disperdere un patrimonio così prezioso come il braille. Ci riferiamo ovviamente alla Barra Braille o anche conosciuta come display braille. Il non vedente dunque per adoperare il computer ha a disposizione i software vocali, e la Barra Braille. La stessa consente una trasposizione in codice braille delle informazioni che un vedente ha visualizzate a monitor. La traduzione in codice braille, avviene sia quando ci limitiamo a leggere le informazioni del monitor, sia in fase di scrittura. Come noi premiamo un qualsiasi tasto della tastiera del computer relativo ad una lettera, numero, segno di punteggiatura ecc, sul display braille appare il corrispondente nel codice braille. Il non vedente può immediatamente verificare che ciò avvenga, appoggiando i polpastrelli sul display braille. Ovviamente anche in tal caso il display braille va letto facendo scorrere i polpastrelli da sinistra verso destra. Addentriamoci ora più dettagliatamente nella descrizione della Barra Braille. Innanzi tutto un primo dato che è necessario fornire, è relativo al fatto che vi sono differenti formati di barre braille. I formati sono relativi a quale quantità di informazioni di una riga di monitor riescono a visualizzare nella riga di display braille. Le barre braille a 20 caratteri, visualizzano solo un quarto di riga di monitor. Le barre a 40 caratteri, visualizzano mezza riga di monitor. Quelle di 80 caratteri, un’intera riga di monitor. Nelle versioni a 20 e a 40 caratteri, ovviamente vi sono dei pulsanti sotto il display stesso, che permettono di completare la visualizzazione della riga di monitor. Es nelle barre braille a 40 caratteri nelle quali come detto si può visualizzare solo mezza riga di monitor alla volta, ovviamente posizionato sotto il display braille, vi è un tasto che consente la visualizzazione della restante metà di riga. È altre si presente il pulsante per andare giù di una intera riga. Oltre ai pulsanti già mensionati, vi sono quelli per tornare su di mezza riga o di una riga intera. La collocazione esatta di questi pulsanti è la seguente:

Come accennato i pulsanti per andare su o giù di mezza o di una riga intera, sono posizionati sotto il display braille. Nella barra braille a 40 caratteri, i più laterali sono quelli per andare su o giù di mezza riga “a sinistra quello per andare su di mezza riga, a destra quello per andare giù di mezza riga”. Quelli più centrali servono per andare su o giù di una riga intera. Quello più a sinistra per andare su di una riga, e quello più a destra quello per andare giù di una riga. Nella barra braille a 80 caratteri, vi sono solo i pulsanti per andare su o giù di una riga intera. Vediamo ora di parlare di quei pulsanti che invece si trovano in tutti i formati di barre braille. Appena sopra il display braille, vi sono dei piccoli pulsantini chiamati cursor routing. Con essi il non vedente può spostare il cursore da un punto all’altro della riga braille. Il cursore è individuabile, in quanto visivamente lampeggia, al tatto si sente ad intermittenza. Spostando il cursore ilnon vedente, può andare in qualsiasi punto del testo. Ad esempio se siamo in un documento word, e vogliamo effettuare una correzione, con il cursor routing se siamo nella riga nella quale vi è l’errore, ci spostiamo nel punto esatto nel quale vi è quel errore e possiamo correggerlo. I cursor routing non hanno solo la funzione ora mensionata, ma ve ne è un’altra altrettanto importante. Se ad esempio con l’alt+f4 chiudiamo un’applicazione precedentemente aperta ci troveremo sul display braille il messaggio “premete un cursor routing per andare al desktop” un messaggio che può essere visualizzato anche quando abbiamo appena acceso il computer. È proprio questa l’altra funzione dei cursor routing ovvero se premuti quando appare il messaggio suddetto, si finisce sul desktop e da lì si può aprire l’icona che ci interessa. Appena sopra ai piccoli tasti di cursor routing, vi sono 8 tasti divisi in 2 gruppi da 4. I 2 gruppi sono distanziati tra di loro. Ve ne sono 4 più a sinistra e altri 4 a destra. Vediamo quali funzioni possono avere. Premettendo che quelli all’estremità come il control della tastiera hanno la funzionalità di fermare la sintesi vocale quando parla, ci soffermeremo sugli altri 6. Andando verso destra, il secondo della colonna di sinistra ha la funzione di passare dal controllo del cursore braille al cursore PC. Il terzo della colonna di sinistra, indica quali attributi di testo dovrebbero essere mostrati. Il pulsante più a destra della colonna di sinistra, passa tra le modalità in linea, strutturata, attributi ed emulazione sintesi. Il primo pulsante della colonna di destra andando verso destra, sposta il cursore attivo quando vengono premuti i tasti di spostamento braille. Il secondo andando nella stessa direzione, svolge la stessa funzione del tab della tastiera del computer. Il terzo invece, alterna tra le modalità a 8 e a 6 punti sul display braille. La barra braille però non è l’unico ausilio che consente di utilizzare il braille anche se stiamo usando il computer. Infatti anche con l’uso del PC, è possibile oltre che leggere anche scrivere in braille. Ciò grazie alla tastiera T8. La T8 che può essere usata in alternativa o contemporaneamente alla normale tastiera del computer, proprio come accade per la dattilobraille ha pochi tasti che corrispondono ai punti della cella braille. Quindi per dare origine ad un carattere braille è necessario premere alcuni di essi contemporaneamente proprio come nella dattilobraille. La T8, permette l’uso di tutti i comandi per il controllo del computer e i suoi programmi. Come detto, il braille informatico è a 8 punti. La T 8, può passare dalla modalità a 8 a 6 punti. Ciò è possibile, grazie allo spostamento di un interruttore posto sul retro. Come già accennato la T8, può coesistere con la normale tastiera del PC. Infatti si può assicurare il controllo del computer da parte di ambedue, grazie ad un interruttore interno. La T8, è stata pensata anche per chi può usare per scrivere, solo una mano sia essa la sinistra , sia essa la destra. La tastiera braille che è rispondente a questo tipo di esigenze, è nelle versioni AT o PS/2.


ott 01 2008

Come scrivere in braille

Tag: Braillelucio @ 8:29 am

Come scrivere in braille

Per scrivere in braille, vi sono vari strumenti da i più rudimentali come la tavoletta e il punteruolo già esistenti ai tempi di Louis Braille, ai più moderni es la mountbatten ossia la dattilobraille elettronica. Nel presente articolo cercheremo di fare un’analisi approfondita di questi strumenti anche per capire quali evoluzioni vi sono state in merito. Iniziamo il nostro percorso dallo strumento più antico ovvero la tavoletta braille. Essa fu ideata già da Louis Braille all’epoca in cui pubblicò per la prima volta il suo sistema. Dunque si può tranquillamente dire che la tavoletta braille è lo strumento più antico di scrittura esistente. La tavoletta è composta da un piano in plastica o in metallo con una serie di scanalature e un telaio tra i quali viene inserito il foglio per la scrittura. Il telaio, è composto da numerose caselle che hanno la dimensione di una cella braille. Infatti in queste caselline, viene impresso il punteruolo per creare i punti braille. Va detto che bisogna scrivere a specchio, ossia da destra verso sinistra, in quanto i punti si leggono dalla parte opposta del foglio. Dunque scrivere in braille con la tavoletta, comporta qualche difficoltà in più rispetto ad altri metodi che vedremo a breve. Infatti scrivendo a specchio, i caratteri braille non li possiamo scrivere come si leggono. Ad esempio se dobbiamo scrivere la lettera a, non dobbiamo usare il punto 1 della cella braille, ma il punto 4 perché lo stesso lo sentiremo al tatto nella parte opposta del foglio rispetto a quella nella quale scriviamo. Esistono vari formati di tavolette:

quello grande composto da 30 caselle e 36 righe, quello medio da 24 caselle e 22 righe, e quello tascabile da 24 caselle e 3 righe. La dattilobraille è uno strumento più moderno di scrittura braille. La sostanziale differenza rispetto alla tavoletta, è da ricercarsi nel fatto che mentre per la suddetta bisogna scrivere a specchio, con la dattilobraille i caratteri si scrivono come si leggono in quanto i medesimi si sentono al tatto nella stessa parte di foglio nella quale scriviamo. Un’altra differenza evidente tra la dattilobraille e la vecchia tavoletta, è inerente al fatto che scrivere con la tavoletta richiede più tempo. Ciò in quanto bisogna imprimere bene il punteruolo per dare origine ai punti braille. Invece con la dattilobraille, dopo le ovvie difficoltà che vi sono all’inizio dell’apprendimento, il non vedente acquisisce più facilmente a premere velocemente i tasti e quindi impiega meno tempo a scrivere. Anche se un punto a favore della tavoletta vi è. Infatti dovendo riscontrare un’ulteriore differenza tra i 2 strumenti, possiamo dire che la tavoletta se soprattutto è quella nel formato portatile, la possiamo portare sempre con noi e annotare più facilmente dei dati. Con la dattilobraille ciò non è possibile, ovviamente perché si tratta di uno strumento più ingombrante e quindi trasportarla da un luogo all’altro non è certo facile; infatti non esistono dattilobraille portatili. La dattilobraille detta anche macchina da scrivere meccanica, si distingue nettamente da una macchina da scrivere in nero, in quanto ogni tasto non corrisponde a un carattere ma vi sono solo pochi tasti tramite la combinazione dei quali si da origine ai caratteri braille. Ecco una sintetica ma comunque approfondita analisi di come è strutturata la dattilobraille. Per la scrittura vi sono in tutto 9 tasti. I più laterali, sono quelli per andare giù di una riga, “quello più a sinistra”, e quello per tornare in dietro di una posizione nella riga medesima “quello più a destra”. Gli altri 7 tasti, sono così suddivisi:

Quello più al centro è la barra spaziatrice. Gli altri sei, sono corrispondenti ai 6 punti della cella braille. Essi sono divisi proprio come nella cella braille in 2 colonne di tre ciascuna. I tasti a sinistra della barra spaziatrice, sono i corrispondenti ai punti 1, 2, 3. Il punto 1, è quello immediatamente a sinistra della barra spaziatrice. Il punto 2, è quello in mezzo e il punto 3 quello più distante alla sinistra della barra spaziatrice. Alla destra di essa, vi sono i tasti corrispondenti ai punti 4, 5, 6. Il punto 4, è quello più vicino alla destra della barra spaziatrice. Il punto 5, è quello successivo andando sempre verso destra, il punto 6 è quello più distante dalla barra spaziatrice. La combinazione di questi 6 tasti corrisponde alla combinazione dei 6 punti e quindi formano i caratteri braille. I medesimi si sentono come detto al tatto nella stessa parte nella quale scriviamo, in quanto come premiamo uno o più tasti, nel retro proprio puntato sul foglio, vi è un martelletto che imprime i punti sulla superficie dello stesso. Come si inserisce il foglio nella dattilobraille?

Il foglio si inserisce aprendo con una manovella posizionata nella parte superiore della macchina stessa, la barretta di fissaggio. Una volta inserita la carta, si abbassa con la stessa manovella la barretta per fissarla. Dopo di che, si gira il rullo verso di noi con una manopola situata ai lati della dattilobraille fino a che non arriviamo in cima al foglio. Giunti lì, possiamo iniziare a scrivere. La mountbatten, è l’evoluzione della vecchia dattilobraille. Infatti oltre alla tradizionale funzione di scrittura, la mountbatten, ovvero la dattilobraille elettronica, può svolgere anche funzione di impaginazione e salvataggio del testo in caso di stampa di quest’ultimo. Se collegata ad una stampante, può anche stampare il testo sia in braille sia in nero. Inoltre se collegata ad un computer, può anche fungere da stampante braille.


set 30 2008

codice braille

Tag: Braillelucio @ 11:14 am

Il codice braille

Il sistema ideato da Louis Braille, è un vero e proprio codice. I caratteri Braille, possono avere un massimo di 6 punti che costituiscono la cella braille. La stessa, è delle dimensioni standard di 7 per 4 mm. La cella braille, è divisa in 2 colonne verticali di 3 punti ciascuna. Nella colonna di sinistra, vi sono i punti 1, 2, 3. Il punto 1 è quello più in alto, il 2 quello centrale, il 3 quello in basso. Nella colonna di destra vi sono i punti 4, 5, 6. Il punto 4 è quello più in alto, il 5 quello in mezzo, il 6 quello in basso. Tramite la combinazione di questi 6 punti, si da origine ai caratteri braille. In tutto il codice braille, prevede 64 caratteri compreso lo spazio. Con il codice braille, è possibile non solo scrivere le lettere dell’alfabeto, ma anche la punteggiatura, i numeri, i caratteri matematici, per fino le note musicali. Va detto che come tra l’altro si vedrà meglio in seguito, che alcuni caratteri possono essere utilizzati per più funzionalità. Per capirci meglio, come vedremo il carattere della a accentata e quello della u accentata, li ritroviamo anche tra i simboli matematici. Il codice braille, è presso che identico in tutto il mondo. Ciò che cambia da un paese all’altro, è la presenza di segni che non sono presenti ovunque. Ad esempio la cediglia francese. Soffermiamoci su ciascuna tipologia di carattere iniziando dall’alfabeto. Le prime 10 lettere, vengono scritte utilizzando soltanto i 4 punti superiori della cella braille. Solo dalla XI, entrano in gioco i 2 punti più in basso.

Ecco come si scrivono le 26 lettere dell’alfabeto:

A punto 1 ovvero quello in alto a sinistra della cella braille. B punti 1 2 ovvero quello in alto a sinistra e quello in mezzo a sinistra. C punti 1 e 4 ovvero i punti più in alto della cella braille sia quello di sinistra, sia quello di destra. D punti 1 4 5 ovvero i 2 punti in alto, più quello in mezzo a destra. E punti 1 5, che sarebbero il punto in alto a sinistra, e quello in mezzo a destra. F punti 1 2 4, ovvero i due punti in alto più quello in mezzo a sinistra. G punti 1 4 2 5, ossia i 2 punti i in alto, più i 2 punti in mezzo. H punti 1 2 5, ossia il punto in alto a sinistra, quello in mezzo a sinistra equello in mezzo a destra. I punti 2 e 4, ossia il punto in alto a destra, e quello in mezzo a sinistra. J punti 2 4 e 5, ossia i punti in alto e in mezzo a destra, e quello in mezzo a sinistra. K punti 1 e 3, ovvero il punto in alto a sinistra e quello in basso a sinistra. L punti 1, 2, e 3, ovvero tutti i punti della colonna di sinistra. M punti 1, 3, 4, quindi i 2 punti in alto della cella braille, più quello in basso a sinistra. N punti 1, 4, 3, 5, che sarebbero i 2 punti in alto della cella, quello in mezzo a destra, e quello in basso a sinistra. O punti 1, 3, 5, ossia i punti in alto e in basso a sinistra e quello in mezzo a destra. P punti 1, 2, 3, 4, dunque tutta la colonna di sinistra, più il punto in alto a destra. Q punti 1, 2, 3, 4, 5, in tal caso tutta la colonna di sinistra e i punti in alto e in mezzo a destra. R punti 1, 2, 3, 5, quindi anche in tal caso tutta la colonna di sinistra, più il punto in mezzo a destra. S punti 2, 3, 4, ovvero il punto in alto a destra più i punti in mezzo e in basso a sinistra. T punti 2, 3, 4, 5, ovvero i punti in alto e in mezzo a destra più i punti in mezzo e in basso a sinistra. U punti 1, 3, 6, ovvero il punto in alto a sinistra più i punti in basso della cella braille sia a sinistra, sia a destra. V punti 1, 2, 3, 6, ovvero i punti della colonna di sinistra più quello in basso a destra. W punti 2, 4, 5, 6, ovvero il punto in mezzo a sinistra più i punti della colonna di destra. X punti 1, 4, 3, 6, quindi i punti in alto a destra e a sinistra della cella più i punti in basso a destra e a sinistra della cella. Y punti 1, 3, 4, 5, 6, ossia i punti in alto e in basso a sinistra più i 3 punti della colonna di destra. Z punti 1, 3, 5, 6, ovvero i punti in alto e in basso a sinistra più i punti in mezzo e in basso a destra. Queste dunque le 26 lettere che compongono l’alfabeto. Vediamo ora di completare il discorso con le vocali accentate:

à punti 1, 2, 3, 5, 6, ovvero tutta la colonna di sinistra più i punti in mezzo e in basso a destra

è punti 2, 3, 4, 6, ossia i punti in mezzo e in basso a sinistra più i punti in alto e in basso a destra

ì punti 3, 4, in tal caso i punti in basso a sinistra e in alto a destra

ò punti 3, 4, 6, in tal caso i punti in basso della cella braille, più il punto in alto a destra

ù punti 2, 3, 4, 5, 6, ovvero tutta la colonna di destra, più i punti in mezzo e in basso a sinistra

é punti 1, 2, 3, 4, 5, 6, ovvero tutta la cella braille.

Completato il discorso sulle lettere dell’alfabeto, ci soffermiamo su un carattere che non è presente nella scrittura in nero. Stiamo parlando del segno di maiuscola, ovvero quel carattere che precede la lettera che deve essere considerata maiuscola. Lo stesso è composto dai punti 4 e 6 ovvero i punti in alto e in basso a destra della cella braille. È il momento di parlare della punteggiatura. La medesima fa ricorso esclusivamente della parte mediobassa della cella braille. Ecco tutti i segni della punteggiatura:

, punto 2, ovvero il punto in mezzo a sinistra

. punti 2, 5, 6, ovvero i punti in mezzo della cella più il punto in basso a destra

; punti 2, 3, che sono i punti in mezzo e in basso a sinistra

: punti 2, 5, ovvero i punti in mezzo della cella

? punti 2, 6, ovvero il punto in mezzo a sinistra e il punto in basso a destra

! punti 2, 3, 5, ovvero i punti in mezzo e il punto in basso a sinistra

‘ punto 3, ovvero il punto in basso a sinistra

“ punti 2, 3, 6, ovvero i punti in mezzo e in basso a sinistra e il punto in basso a destra

chiuse virgolette punti 3,5,6, ovvero il punto in mezzo a destra e i punti in basso della cella

  • * punti 3, 5, ovvero il punto in basso a sinistra e quello in mezzo a destra
  • - punti 3, 6, ovvero i punti in basso della cella braille. Concluso il discorso sulla punteggiatura, dobbiamo ora soffermarci sui numeri. Per scrivere i numeri in braille, non vi sono dei caratteri specifici che si riferiscono solamente ad essi. Infatti le prime 10 lettere dell’alfabeto, vengono utilizzate anche come cifre. Indubbiamente verrebbe da chiedersi come si può distinguere quando un dato carattere è una lettera o un numero, la risposta la avremo ora. Infatti per dedurre se il carattere che segue è un numero o una delle prime 10 lettere dell’alfabeto, bisogna verificare se quel carattere è preceduto o meno dal segna numero. Infatti è proprio il segna numero il carattere che ci permette di capire se ciò che seguirà è una lettera o una cifra. Il segna numero è composto dai punti 3, 4, 5, 6, ovvero quello in basso a sinistra e tutta la colonna di destra. Cosa succede in caso di numeri composti da più cifre?
  • In tal caso il segna numero deve essere presente solo davanti alla prima cifra. Es se vogliamo scrivere 25, il segna numero va solo davanti al 2, in quanto se lo mettessimo anche davanti al 5, le due cifre le dovremmo leggere separatamente. È dunque fondamentale ricordarsi sempre che quando dobbiamo scrivere in braille numeri di più cifre, solo la prima deve essere preceduta dal segnanumero. Tutto ciò che vi è dopo la prima cifra, fa parte del numero. Va detto che per scrivere un numero composto da più cifre non solo ci si deve ricordare che il segna numero va messo solo davanti alla prima cifra, ma ci si deve anche ricordare che le cifre successive, non devono essere intervallate dallo spazio. In caso di numeri decimali, la prima cifra dopo la virgola, ma anche quelle successive, non devono essere precedute dal segna numero. Si capisce che fanno parte del numero, in quanto ne la prima cifra decimale ne quelle successive, sono intervallate da uno spazio. Passiamo ora alla descrizionee dei simboli matematici:
  • + punti 2, 3, 5, ovvero i punti in mezzo e in basso a sinistra, e il punto in mezzo a destra
  • segno meno punti 3, 6, ovvero i punti in basso della cella braille
  • diviso punti 2, 5, 6, ovvero i punti in mezzo e quello in basso a destra
  • segno per punti 2, 3, 6, i punti in basso della cella braille e quello in mezzo a sinistra
  • = punti 2, 3, 5, 6, ovvero i punti in basso e in mezzo della cella braille
  • ( punti 2, 6, ovvero il punto in mezzo a sinistra e quello in basso a destra
  • ) punti 3, 5, ovvero quello in basso a sinistra e quello in mezzo a destra
  • aperta quadra punti 1, 2, 3, 5, 6, tutta la colonna di sinistra e i punti in mezzo e in basso a destra
  • chiusa quadra punti 2, 3, 4, 5, 6, i punti in mezzo e in basso a sinistra e tutta la colonna di destra
  • aperta graffa punti 1, 2, 3, 4, 6, tutta la colonna di sinistra e i punti in alto e in basso a destra
  • chiusa graffa punti 1, 3, 4, 5, 6, tutta la colonna di destra e i punti in alto e in basso a sinistra
  • > punti 3, 4, 5, ovvero i punti in alto e in mezzo a destra e il punto in basso a sinistra
  • < punti 1, 2, 6, i punti in alto e in mezzo a sinistra e quello in basso a destra
  • ° punti 3, 5, 6, i punti in mezzo e in basso a destra e quello in basso a sinistra
  • % punti 4, 6, ovvero i punti in alto e in basso a destra. In conclusione diamo qualche suggerimento su come va letto un foglio scritto in braille. Si legge facendo scorrere i polpastrelli su ciascuna riga partendo da sinistra verso destra e dall’alto verso il basso.

Lettera a a Lettera b b
Lettera c c
Lettera  d d
Lettera e e Lettera f f Lettera g g Lettera h h
Lettera i i Lettera j j Lettera k k Lettera l l
Lettera m m Lettera n n Lettera o o Lettera p p
Lettera q q Lettera r r Lettera s s Lettera t t
Lettera u u Lettera v v Lettera w w Lettera x x
Lettera y y Lettera z z

set 26 2008

Le origini del braille

Tag: Braillelucio @ 12:05 pm

Le origini del braille

Nelle epoche precedenti alla invenzione da parte di Louis Braille, del suo codice di scrittura, per un non vedente era davvero difficile imparare a leggere e a scrivere senza l’uso della vista. Nonostante ciò, già prima dell’avvento del sistema braille, vi furono dei grandi studiosi ciechi come Nicholas Saunderson, che ereditò la cattedra di Newton. I primi tentativi di creare un sistema di scrittura/lettura per non vedenti, si hanno già a partire dalla metà del XVI secolo. L’abate italiano Lana-Terzi, ideò un sistema di fili intrecciati che dovevano rappresentare le lettere dell’alfabeto. Nel 1640 il tipografo francese Pierre Moreau, creò un sistema di lettura basato su lettere mobili. Di tentativi comunque ve ne furono numerosi. Il più importante e che tra l’altro fu ufficialmente adottato come il sistema dell’istituto dei ciechi di Parigi, fu ideato dal direttore dello stesso nel 1780. Stiamo parlando di Valentin Haui che ideò il metodo di scrittura su carta spessa con una penna con rotellina dentellata con la quale avveniva la trasposizione sul foglio delle lettere in rilievo. Lo stesso Haui creò con successo un sistema alternativo. Il medesimo consisteva nell’impressione su carta inumidita delle lettere dell’alfabeto. Haui, si serviva di lastre metalliche sulle quali venivano incise le lettere. Il primo libro che fu pubblicato con tale metodo, risale al 1787, e aveva come oggetto una sintesi delle teorie sull’educazione dei ciechi. In fine tra i vari metodi creati, non va dimenticato il metodo di William Moom. Moom era un inglese divenuto cieco all’età di 21 anni. Il suo sistema si basava sulla rappresentazione delle normali lettere dell’alfabeto in rilievo, ma modificate. La prima pubblicazione con questo metodo risale in Gran Bretagna, nel 1847. Il sistema Moom, ebbe un vasto successo soprattutto nella stessa Gran Bretagna, addirittura ancora oggi c’è chi sostiene che chi diventa cieco in età adulta, troverebbe maggiore facilità a imparare a leggere e scrivere con il Moom piuttosto che con il Braille. Il sistema Braille Nasce nel corso del XIX Secolo, e prende il nome di chi ideò questo metodo di scrittura (Louis Braille 1809-1852), ormai divenuto il modo di comunicare per iscritto dei non vedenti. Louis Braille nasce a Coupwray un piccolo Paese alle porte di Parigi nel 1809, diventa cieco all’età di 3 anni ferendosi ad un occhio nella bottega artigiana del padre. Inizialmente l’infezione causata dall’incidente colpì solo l’occhio ferito, ma poi si propagò anche all’altro occhio. Così dunque come già detto Louis Braille perse completamente la vista. All’età di 10 anni, dopo aver frequentato per 2 anni la scuola con i bambini vedenti con ovvie difficoltà, viene mandato dalla famiglia nell’istituto per ciechi della capitale francese. Sarà proprio lì, che dopo diversi anni Prendendo spunto da un metodo già esistente, “metodo Barbier”, che ideerà la scrittura che oggi è universalmente riconosciuta in tutto il mondo come la scrittura dei non vedenti. Il metodo Barbier, che è stato usato dal Louis Braille come modello per giungere alla creazione del suo metodo, era un sistema di punti in rilievo. Esso fu ideato da Charles Barbier generale dell’esercito britannico per inviare messaggi militari in codice. Il sistema Barbier, fu comunque pensato non tanto per rappresentare le lettere dell’alfabeto, piuttosto dei suoni della lingua francese. Proprio per questo motivo fudefinito metodo sonografico. I caratteri del metodo Barbier, erano composti da un massimo di 12 punti divisi in due colonne verticali di 6 ciascuna. Barbier inoltre inventò la tavoletta e il punteruolo, molto simili a quelli che conosciamo noi oggi. Lo stesso Barbier si rende conto che il suo sistema di scrittura tattile, che come già osservato veniva usato per comunicare durante le operazioni militari, poteva essere utilizzato come nuovo modello di scrittura e lettura per non vedenti. Così il suo metodo fu fatto conoscere agli studenti dell’istituto dei Ciechi di Parigi tra i quali vi era proprio Louis Braille. Egli si rese conto del difetto più rilevante del modello Barbier, ossia che caratteri di dimensioni così grandi ovvero di 12 punti, erano difficilmente percettibili. Dunque semplificò il sistema, riducendo i punti dei caratteri da un massimo di 12, aun massimo di 6. Nasce così la cella braille come la intendiamo noi oggi. La stessa è composta da un massimo di 6 punti, divisi in 2 colonne verticali di 3 punti ciascuna. Louis Braille utilizzò i 4 punti superiori per le prime 10 lettere dell’alfabeto francese. Dalla XI invece vengono utilizzati anche i punti più in basso della cella braille. Louis Braille non pensò solo all’alfabeto, ma anche alla punteggiatura ai numeri, caratteri matematici, e anche le note musicali. Louis Braille pubblica il suo sistema nel 1829, quando già da 2 anni è insegnante dell’istituto parigino. Vengono anche semplificati gli strumenti di scrittura già creati da Barbier, ossia la tavoletta e il punteruolo. I medesimi vengono adattati alle innovazioni volute da Louis Braille. La prima vera opera redatta con il metodo Braille, è la storia di Francia in 3 volumi. Inizialmente il sistema Braille, è accolto con grande entusiasmo nell’istituto, anche dal direttore dello stesso ovvero il prof Pignier nonostante la diffidenza di molti educatori e insegnanti vedenti. Quando però Pignier è sostituito dal nuovo direttore “Dufau”, inizia una sorta di ostilità nei confronti del sistema che però gode di forti consensi da parte degli studenti. Dufau ordina la sostituzione del metodo con quello ideato dal britannico Johon Alston utilizzato nell’istituto dei ciechi di Edimburgo. Si trattava di un sistema di lettere in rilievo semplificate. I motivi principali per i quali Dufau si mostrò decisamente ostinato all’abolizione del braille, sono da ricercarsi nel fatto che il direttore considerava quel metodo un motivo di segregazione. Oltre a ciò lo considerava fastidioso, a causa del ticchettio del punteruolo che disturbava il regolare svolgimento delle lezioni. Gli studenti però che come già detto erano decisamente entusiasti del sistema ideato da Louis Braille, continuarono in segreto con ogni mezzo visto che la tavoletta e il punteruolo furono banditi da Dufau, a usare quel metodo. Pur sapendo di rischiare per questo dure punizioni anche corporali. Nonostante le resistenze di Dufau, alla fine anche grazie all’intervento a difesa del sistema Braille di Gaudet assistente del direttore, il metodo ideato da Louis Braille viene nuovamente riconosciuto come modello da seguire per insegnare ai non vedenti a leggere e scrivere. Dufau si convince che il sistema può essere utilizzato dagli studenti dell’istituto. Louis Braille muore prematuramente il 6 gennaio del 1852 a causa della tubercolosi. Solo dopo la sua morte, il suo sistema negli anni si diffonde in Francia come nel resto d’Europa. Tutto ciò fu reso maggiormente possibile, anche grazie al fatto che nella seconda pubblicazione del suo sistema, Louis Braille lo aveva adattato alle 6 lingue maggiormente parlate in Europa e America ossia Inglese, francese, spagnolo, tedesco, italiano, portoghese. Nel 1852 il Braille fu adottato ufficialmente nella scuola per ciechi di Losanna. Nella stessa nel 1860, fu creata una copisteria che stampava in Braille libri in francese e tedesco. Nel 1854 il sistema di Louis Braille divenne ufficiale in Francia. Nello stesso anno Uscì una pubblicazione in lingua portoghese per espressa volontà dell’imperatore del Brasile Don Pedro II. Nei paesi di lingua tedesca il braille si diffonde negli stessi decenni, ma con qualche differenza segnografica che creò confusione come del resto emerse nel primo congresso per educatori ciechi tenutosi a Lipsia nel 1873 e nel secondo che si tenne a Dresda 3 anni dopo. In Inghilterra nello stesso periodo, erano usati 4 sistemi di scrittura/lettura basati su caratteri normali in rilievo. I 4 metodi utilizzati erano il sistema Moom il metodo Fry, il metodo Alston, e Gall. Contemporaneamente venivano anche usati 2 metodi stenografici “Lucas e Frère”. Thomas Ermitage, fondatore dell’associazione per l’educazione dei ciechi in patria e all’estero, volle che fossero proprio i non vedenti a decidere quale metodo adottare. Si costituì un comitato composto solo da ciechi che conoscessero almeno 3 dei sistemi allora utilizzati in Gran Bretagna. Tale comitato nel 1870, si pronunciò a favore del Braille. Nel corso degli anni dunque nell’isola il codice Braille si diffuse largamente. Nel 1883, era usato in gran parte delle scuole per ciechi d’Inghilterra. Il 27 settembre del 1878, nell’ambito del primo congresso mondiale dell’educazione dei ciechi tenutosi a Parigi, il Braille viene riconosciuto come metodo universale di scrittura e lettura per non vedenti ancora oggi senza altre alternative.


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