“Perché fai quella faccia ?”
Questa è la domanda che mi fece A., ragazzo speciale con una caratteristica particolare, non vedente. Da quel momento in poi iniziai a riflettere sui diversi modi di vedere la realtà e pensai ad ogni punto di vista………….
Parlaci un po’ di te, come sei arrivata ad essere educatrice professionale e operatore pedagogico teatrale?
Mi chiamo Enrica Papale e ho 29 anni. Nel 2005 mi sono laureata in Scienze dell’ Educazione. Durante gli anni universitari ho fatto molte esperienze con i bambini lavorando per due associazioni culturali dove insegnavo attività motoria e propedeutica della danza. Ora lavoro come supplente nelle scuole primarie e a volte, anche all’ interno della scuola, sperimento attività di laboratorio teatrale con i bambini.
Danzo da quando avevo 8 anni, ho iniziato studiando danza classica, in seguito mi sono avvicinata alla danza moderna e al modern Jazz.
Dopo l’università ho frequentato un corso biennale per operatore pedagogico teatrale; questa esperienza mi ha fatto comprendere come la danza nasca anche da un piccolo gesto, magari proprio da quelli quotidiani o più spontanei…e ho compreso anche quanto sia importante l’intenzionalità che si dà al gesto stesso, così mi sono avvicinata alla danza contemporanea e adesso studio sia danza classica sia danza contemporanea. Dopo il corso biennale è cambiato anche il mio modo di danzare e di concepire la danza. Ho sperimentato un percorso intenso sulla consapevolezza corporea, sulla relazione col sé e l’altro da sé, sulla fiducia, sulla creatività, sull’espressività e molto altro; tutto ciò mi ha portato a voler esprimere la fluidità e il “respiro” del corpo, riconoscendo l’importanza della tecnica nello studio della danza anche come mezzo per esprimere le proprie emozioni, prima invece pensavo che la tecnica fosse un limite, proiettando il corpo in schemi.
Cos’ è il modern jazz?
Il modern jazz è uno stile di danza che nasce come un’ esigenza di “spezzare le linee”, quelle della danza classica per intenderci. Per farti capire… ti posso dire come lo vivo o meglio vivevo io… I movimenti sono molto energici, a me piace molto perché è uno stile dove l’energia e la grinta devono uscire fuori più che mai.
Mi rendo conto che le mie tensioni muscolari sono notevolmente diminuite, l’avvicinarmi alla danza contemporanea ha contribuito a ritrovare l’armonia del movimento; probabilmente però se ricominciassi a studiare jazz il mio approccio con questo stile sarebbe diverso. Ora amo anche di più la danza classica perché trovo la morbidezza, l’ intenzionalità e l’emozione in ogni gesto, prima pensavo che lo stile classico non desse molto modo di esprimersi… invece devo ricredermi.
Come mai hai iniziato a lavorare con i ragazzi non vedenti ?
Mi è stato proposto di lavorare con i ragazzi non vedenti ed ipovedenti da una associazione di Genova. Ho iniziato così a lavorare con loro facendogli fare attività motoria, più precisamente ho condotto un lavoro sulla consapevolezza corporea. Continuando il corso di studi al teatro dell’ Ortica, ho iniziato a sperimentare con gli utenti quello che imparavo nei seminari e ho notato che “funzionava” bene. Dopo questa esperienza, a Gennaio del 2009 ho deciso di iniziare il laboratorio teatrale per ragazzi non vedenti ed ipovedenti. La metodologia si avvale degli strumenti teatrali per formare, curare e sviluppare la creatività di ciascuno. Solitamente inizio con un rilassamento profondo per arrivare ad una lenta presa di coscienza del sé e dello spazio circostante. Utilizzo oggetti mediatori ( palloncini, palline morbide…) per l’esplorazione del sé e dell’altro da sé; dal piccolo movimento inizia così il percorso di consapevolezza corporea fino ad arrivare ad un progressivo contatto con l’altro da sé e col gruppo. I temi principali sono: lo sviluppo della creatività, la conoscenza dello spazio, il lavoro sulla fiducia, sulla relazione ecc.. Il momento di esplorazione creativa con l’oggetto mediatore…diventa già teatro. Ogni incontro si conclude disponendosi in cerchio dove ci si confronta liberamente sulle proprie emozioni e sensazioni provate nel corso delle attività. Ogni incontro è monitorato e preparato ma si lascia, ovviamente, spazio a “come si sente” il gruppo in quella precisa giornata, quindi nel corso delle attività possono avvenire cambiamenti richiesti, direttamente o no, dal gruppo. Ti posso fare degli esempi per farti capire i risultati del lavoro: i ragazzi si sono resi conto di eseguire delle coreografie, hanno imparato a correre con maggior sicurezza…
Sinceramente i miei utenti non li vedo più “non vedenti”… devo pensarci…
e mi sento vista! Sembra assurdo ma è così…come quando ti senti dire “Perché fai quella faccia?”.
Da bambina avevo paura della disabilità…si ha paura di quel che non si conosce tutto qui.
Quali sono i problemi che incontri maggiormente e soprattutto come fai a risolverli ?
Con il tempo e la pazienza.
Devo stare molto attenta a quello che dico quando spiego gli esercizi affinché si capisca bene la mia consegna, questo mi aiuta a riflettere di più sul movimento. Se spiego esattamente quel che devono fare, rifletto costantemente anche io sulla qualità del movimento. Ho scoperto anche un altro modo per spiegargli al meglio come muoversi. Ad esempio gli faccio sentire i movimenti del mio corpo, spesso muovendomi unita a loro. il contatto è fondamentale.
Occorre stare attenti a come ci si pone agli utenti e al tipo di contatto. Bisogna cercar di essere delicati, rassicuranti ma anche decisi.
L’organizzazione non è sempre semplice, infatti non sono solo i partecipanti che vengono al laboratorio ma anche gli accompagnatori che, anche se contenti per il ragazzo/a, non possono avere il loro stesso entusiasmo in quanto non partecipano alle attività, inoltre, mettere d’accordo tutti non è facile. Teniamo presente che vengono accompagnate persone non vedenti ma adulte… l’età va dai 16 ai 34 anni.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Ho un po’ di progetti: innanzitutto continuare e sviluppare il laboratorio per i ragazzi non vedenti ed ipovedenti anche con alcune “novità” e ho intenzione di aprire corsi di sbarra a terra e di laboratorio teatrale per bambini…anzi per chi fosse interessato…li svolgerò dove svolgo anche il laboratorio con i non vedenti, presso “Il Melagrano – Centro comunicazione e linguaggio del corpo-” in Via della Libertà 10/A Genova, è la strada parallela a Piazza Paolo da Novi…è semplice arrivare!
Continuerò poi l’ aggiornamento partecipando a seminari e stage di danza e teatro e continuando a studiare danza quotidianamente; la formazione continua è fondamentale per questo tipo di lavoro.
Ti ringraziamo
Grazie a voi!
Dr.ssa Enrica Papale, educatrice, danzatrice con diverse esperienze di spettacoli di teatro e danza. Docente scuola primaria, attualmente conduce laboratori teatrali per giovani non vedenti ed ipovedenti.
INFO
Indirizzo e-mail enricapapale@yahoo.it
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intervista realizzata da Daniela e Lucio