nov 05 2009

la nuova impresa di Vittorio Podestà

Tag: Fotodaniela @ 11:25 am

Belgio 03-10-2009 Vittori Podestà mentre gareggia

Belgio 03-10-2009 Vittori Podestà mentre gareggia

Belgio 03-10-2009

Belgio 03-10-2009

Belgio 03-10-2009 Premiazione

Belgio 03-10-2009 Premiazione

Medaglia d'argento secondo posto per V. Podestà

Medaglia d'argento secondo posto per V. Podestà

Tutti pronti per la partenza

Tutti pronti per la partenza

 Un momento importante prima della gara, il Riscaldamento

Un momento importante prima della gara, il Riscaldamento


set 25 2009

Porta gli occhiali chiari anche se non gli servono…

Tag: Fotopatrizia @ 10:01 am

Il Messaggero del 23-09-2009

Senigallia, porta gli occhiali con le lenti chiare, anche se non gli servono….

SENIGALLIA – Porta gli occhiali con le lenti chiare, anche se non gli servono a niente.E già da questo particolare si intuisce il soggetto. Il fotografo sloveno non vedente, Evgen Bavcar, sarà alle 18 all´auditorium San Rocco per un incontro con il pubblico e alle 20 inaugurerà la sua mostra fotografica, (40 immagini in bianco e nero) alla galleria Portfolio di via Bandiera 26 e alle 20,30 un´altra sua mostra (10 foto a colori) da Marchegoumet, punto vendita di prodotti marchigiani, in via Bandiera 35/37. Aperte entrambe fino al 4 ottobre. L´incontro voluto dal Comune sarà coordinato da Emanuela Audisio, giornalista di La Repubblica e da Enzo Carli, sociologo della fotografia. Verrà inoltre proiettato il film di 26 minuti Le photographe aveugle (il fotografo cieco) di Natalia Bogdanovska sulla vita e pensiero di Bavcar. Perché, Evgen Bavcar, residente a Parigi, quasi 63 anni, ha perso la vista. E questa particolarità lo ha reso “filosofo della percezione”. Non a caso, si è laureato in Storia e filosofia a Lubiana e ha conseguito il dottorato con una tesi in Estetica a Parigi. Chi meglio di lui poteva scandagliare la percezione e l´interpretazione della realtà? Bavcar ha le idee chiare «impedirmi di fotografare per la mia cecità, significherebbe dire che le immagini le fa la macchina e non il materializzarsi di un´idea, di un desiderio». In effetti spesso i vedenti non vedono la realtà che pur hanno davanti agli occhi e la percepiscono con i mezzi limitati che hanno a disposizione. «La nostra percezione viene elaborata dalla mente» esprime Bavcar, come gli psicologi sanno bene. Avere un senso in meno significa sviluppare una capacità in più, per chi sa trasformare la disgrazia in opportunità. Ed Evgen ha perso la vista per un detonatore abbandonato dalla guerra con cui giocava da bimbo. (Già gli occhi erano feriti da un ramo). Una mostra che è un viaggio tra buio, ombre, luce, quello che si vede e la realtà nascosta, tra la costruzione della realtà visibile e invisibile, tra i giochi e le illusioni della percezione. Tra le foto esposte vi sono immagini con l´attrice Anna Shigulla che suona l´arpa, nudi con sovrapposizioni di altre immagini, diversi strumenti musicali, tra cui una bimba che suona la fisarmonica. Evgen Bavcar porta una sciarpa rossa, perché la gonna rossa di una ragazza è l´ultimo colore che ha visto. Ingresso libero, mostre a cura di Paola Casagrande e Giovanni Ferri, galleria aperta da martedì a sabato ore 10,30-12,30 e 16,30-20, domenica 18-20, chiusa lunedì, da Marchegourmet durante gli orari di apertura. Info 07164721.

Franca Santinelli


giu 18 2009

Il piccolo mondo antico di Mario

Tag: Fotodaniela @ 10:31 am
Mario, Diacono Permanente, ipovedente grave ventesimista, ha una spiccata attitudine per fare fotografie, ogni volta che trova uno scorcio interessante lui lo immortala con la sua macchina reflex automatica.
Ci ha regalato una sua prima collezione di foto, scattate da lui, mentre cammina per la nostra bella Liguria,sono a mio avviso molto belle ed esprimono una grande sensibilità d’animo.
scorcio della villa di Arenzano

scorcio della villa di Arenzano

 torrente  branega vicino ai laghetti

torrente Branega vicino ai laghetti

papaveri nella gea di Prà

papaveri nella gea di Prà

campanile-Chiesa-Bandita

campanile-Chiesa-Bandita

 un cavallo di  Bandita

un cavallo di Bandita

un fiore di una pianta grassa

un fiore di una pianta grassa bellissimo, peccato che fiorisce solo un giorno

panorama di Voltri

panorama di Voltri

la mostra della zucca

la mostra della zucca

parco di nervi

parco di nervi

 le barche a vela al porticciolo di Pegli

le barche a vela al porticciolo di Pegli

pegli panorama

Pegli panorama

Porto Antico di Genova

Porto Antico di Genova

Porto Antico al tramonto

Porto Antico al tramonto

Porto Antico

Porto Antico

le primule nel  balcone di casa

le primule nel balcone di casa


apr 09 2009

Tappeto di primavera

Tag: Fotodaniela @ 9:57 am
foto realizzata de Patrizia con il suo telefonino :era davvero impossibile non centrare l'obbiettivo

foto realizzata de Patrizia con il suo telefonino : era davvero impossibile non centrare l' obbiettivo


mar 25 2009

Foto al buio

Tag: Foto, Genova e dintornidaniela @ 11:57 am
Tre fantastici amici della Cooperativa Chiossone di Genova

in esclusiva per voi la prima foto scattata da Lucio un ragazzo non vedente dalla nascita!!!! incredibile ma vero è perfetta !!!

foto scattata da Patrizia ragazza ipovedente, che immortala il mondo a modo suo

foto scattata da Patrizia ragazza ipovedente, che immortala il mondo a modo suo

foto realizzata da Daniela una ragazza ipovedente, che grazie allo zoom della macchina fotografica ha scoperto questo bellissimo angolo di costa genovese

foto realizzata da Daniela una ragazza ipovedente, che grazie allo zoom della macchina fotografica ha scoperto questo bellissimo angolo di costa genovese

Per un non vedente il concetto di dritto o storto è tutto relativo ! anche questa è arte

sono bastate poche e semplici indicazioni e Lucio è riuscito ad immortalare questa vela !

foto scattata da Patrizia che ritrae Punta Vagno attraverso le colonne del loggiato di villa Chiossone, splendida sede della Cooperativa

foto scattata per caso da Daniela ma è anche vero che spesso le cose belle succedono per caso


mar 17 2009

fotografare con orecchio

Tag: Foto, Genova e dintornilucio @ 1:37 pm

Fotografare con orecchio

Può sembrare strano, ma anche un non vedente può provare l’emozione di scattare una foto.

Come è possibile?

È indubbiamente questa la domanda che molti di voi si staranno facendo, ma vi posso garantire che è davvero così.

Mi chiamo Lucio Grippo, sono cieco dalla nascita, e ho vissuto la fantastica esperienza di scattare delle foto.

Tra l’altro è una emozione che ho provato solo recentemente, anche se già da tempo avevo la curiosità di tentare di compiere quella che si potrebbe definire una impresa.

Vi devo confessare che anch’io avevo in passato delle perplessità, ma da quando ho avuto la possibilità di conoscere la storia di Pete Eckert “fotografo non vedente che ha vinto il premio exposure”, ho incominciato a sentire il desiderio di provarci.

Tutto ciò però domandandomi sempre come avrei potuto farlo, anche perché non è certo semplice avere la sicurezza di riuscire a mettere a fuoco l’obbiettivo e fotografare ciò che si vuole.

Prima di provarci davvero, ho aspettato molto tempo perché ovviamente nonostante il mio entusiasmo nel tentare di godermi questa esperienza, ho comunque avuto sempre dei dubbi su come avrei potuto riuscire a scattare delle foto anche belle da vedere.

Poi improvvisamente pochi giornifà, un mio collega ha portato la sua macchina fotografica digitale “Nikon d40”, e in un momento di pausa dal lavoro mi ha proposto di provare a scattare delle foto.

Non potete immaginare la grande gioia che ho provato quando ho preso in mano quella macchina.

Una sensazione straordinaria, e senza pensare più a tutti quei dubbi che mi hanno sempre frenato nel provarci sul serio, ho incominciato a pensare a cosa avrei voluto fotografare.

Così ho potuto scattare le mie prime foto.

Vi garantisco che non sono partito con l’intenzione di provare a fotografare la prima cosa che mi capitasse davanti, ma ho iniziato con un obbiettivo preciso.

Infatti ho scattato una foto nella quale vi erano alcuni miei colleghi:

Marco che sarebbe colui che mi ha prestato la fotocamera, Daniela e Patrizia altre mie due colleghe.

Se volete potete anche non crederci! Ma ci sono riuscito al primo tentativo!

So già che vi domanderete come sia stato possibile, ma ho la risposta che soddisferà la vostra legittima curiosità.

La fotocamera del mio collega, offre delle funzionalità che consentono un aiuto sonoro.

Mi spiego meglio il tasto che si usa per centrare l’obbiettivo e poi scattare la foto, se lo premiamo leggermente e fa un bip, abbiamo messo a fuoco qualcosa e quindi vuol dire che se lo premiamo del tutto sicuramente scatteremo una foto.

È senza alcun dubbio un aiuto molto importante che può facilitare il tutto, ma il fatto che vi sia questo bip sonoro, non vuol certo dire che abbiamo la garanzia di aver fotografato proprio quello che volevamo fotografare.

Dunque possiamo aver scattato una foto, ma per esempio anzi che puntare l’obbiettivo sui miei colleghi avrei potuto prendere tutt’altro.

Ciò per sottolineare che comunque il sottile supporto sonoro, non significa che se abbiamo l’intenzione di scattare una certa foto sicuramente ci riusciremo.

Deve essere poi il nostro istinto a suggerirci come fare in modo che si ottengano i risultati desiderati.

Naturalmente il discorso appena fatto, non vuol essere un auto complimentarsi per essere riuscito a scattare le foto che volevo effettivamente fare, ma è stato semplicemente un metodo per spiegare che al di là del bip, bisogna comunque avere anche un pizzico di fortuna se ci si pongono degli obbiettivi precisi.

Se invece si vuole fotografare a caso, allora il discorso cambia qualunque cosa mettiamo a fuoco sarà sicuramente una foto.

Torniamo però ora a condividere l’emozione della mia prima foto che ho scattato, ovvero quella nella quale ho ripreso i miei colleghi.

Appena Marco mi ha comunicato che la foto era venuta bene, è stata indubbiamente grande la felicità che ho sentito in me per aver non solo scattato la foto, ma anche per aver preso proprio ciò che desideravo.

L’entusiasmo condiviso con i miei colleghi, mi ha dato ulteriore carica per tentare ancora.

Così ho incominciato a fare altre foto.

Premesso che la nostra sede di lavoro è in corso Italia a Genova, una passeggiata lungo il mare, ed fa parte di una struttura chiamata Villa Chiossone, “ex Parc hotel”, siamo saliti fino all’ultimo piano della medesima nel quale vi è un terrazzo da dove si può vedere dall’alto tutto il panorama.

Ho scattato alcune foto che appunto riprendevano tutta corso italia e il mare.

Sono sicuro che stenterete a crederci, ma in una di queste foto ho ripreso anche una barca a vela nonostante sfrecciasse via velocissima!

Indubbiamente lì ho avuto davvero molta fortuna! Perché ovviamente per quanto come già detto il bip mi può aiutare a capire se ho messo a fuoco qualcosa, può essere difficile anche per un vedente riuscire a centrare una cosa in movimento.

Quando il mio collega Marco mi ha detto che avevo addirittura preso una barca a vela, non ci credevo ne anche io.

Posso però dire che per me tentare finalmente di scattare delle foto, è stata davvero una esperienza unica che spero di rivivere ancora.

Non so se quanto raccontato vi ha tolto del tutto dei dubbi sul fatto che veramente un non vedente può scattare foto, ma mi auguro che leggendo questo articolo comunque abbiate provato anche voi l’emozioni che si sentono dentro quando si fa qualcosa che sembra impossibile ma che in realtà non lo è.

Se tra i lettori vi è qualche non vedente e sta pensando che è assurdo senza la vista riuscire a fare delle foto, do il consiglio di tentarci e così si accorgerà che forse non tutto ma molte cose sono possibili.

Basta avere la volontà di fare e credere che ci si riuscirà.

Magari all’inizio non sarà semplice, ma poi impegnandosi e credendoci, i risultati arriveranno.

Così anche voi scoprirete quali belle sensazioni si provano in quei momenti.

link di collegamento per ammirare le foto


gen 28 2009

Genova attraverso un obbiettivo

Tag: Fotodaniela @ 10:50 am
un cane e un gatto entrambe al guinzaglio al mercatino di San Nicola a Genova
un cane e un gatto entrambe al guinzaglio al mercatino di San Nicola a Genova
nevicata a prà nel 2005

nevicata a Prà scattata con una macchina digitale

mareggiata a Quinto al mare

mareggiata a Quinto al mare fatta con il telefonino

mareggiata onda che si infrange sulla banchina di Quinto

mareggiata onda che si infrange sulla banchina di Quinto

mareggia a Quinto onda che si infrange sugli scogli, fatta con il telefonino

mareggia a Quinto onda che si infrange sugli scogli, fatta con il telefonino

mareggiata sugli scogli di Quinto scattata con un telefonino

mareggiata sugli scogli di Quinto scattata con un telefonino

il campanile della Chiesa Assunta durante la nevicata del 7 gennaio 2009

il campanile della Chiesa Assunta durante la nevicata del 7 gennaio 2009

Abete di natale in Piazza de Ferrari a Genova scattata con il telefonino

Abete di natale in Piazza de Ferrari a Genova scattata con il telefonino

Piazza De Ferrari Genova con l'albero di natale illuminato scattata con il telefonino

Piazza De Ferrari Genova con l'albero di Natale scattata con il telefonino


gen 28 2009

Una giornata da fotografa

Tag: Fotodaniela @ 10:00 am

Fin da quando ero bambina ho avuto l’aspirazione di fare fotografie, senza un particolare motivo, ma solo  la voglia di fermare e immortalare istanti di vita che mi colpivano in modo particolare.

Diventando più grande la voglia è, rimasta ma i miei occhi  non riescono più a vedere come prima mi sono solo rimasti due decimi, e così ho dovuto studiare e adattarmi a fare foto in modo diverso, in passato mi bastava guardare dentro all’obbiettivo della macchina fotografica e scattavo la foto, ora non posso più fare così, ma diciamo che ho trovato un compromesso, le nuove tecnologie mi aiutano anche se in maniera diversa; quando faccio le foto “vedo molto con gli altri sensi”, non potendo vedere negli schermi LCD, perché per me non sono accessibili, prima vedo e  studio il paesaggio o il soggetto che devo fotografare, e poi scatto le foto, generalmente faccio così sia quando fotografo con la macchina fotografica digitale, sia quando uso il telefonino ( il mio è abilitato a fotografare naturalmente); la differenza mi dite voi dov’è? Sta nel fatto che io non posso vedere quello che ho fotografato ne se la foto è venuta mossa, o sfuocata, o addirittura se non ho ritratto quello che volevo nel peggiori dei casi,ma devo andare a casa e trasferire tutto sul computer, all’ora con l’aiuto di ZoomTexts ( un softwer ingrandente ,molto importante per me che mi permette di vedere bene lo schermo del pc  ) e con Photoshop ( un softwer per le foto ) posso finalmente vedere cosa ho prodotto. Alcune volte è un vero disastro altre invece sono fotografie inaspettatamente belle, o almeno lo sono per me; la fotografia è un’arte molto soggettiva quello che per me è bello per altri non è niente ma vi assicuro che fare una foto alla mareggiata di Quinto al mare mentre si infrange sugli scogli non è facile per una che vede come vedo io, ma è enormemente gratificante quando riesce, e su questo credo che tutti sarete d’accordo.

All’ora perché non provare a fotografare la nostra città, quello che ci trasmette, infondere le nostre percezioni non solo a voce ma anche perché no con le foto, se mi fossi fermata a dire sono ipovedente, cosa vuoi che fotografi, mi sarei posta dei limiti da sola, invece tanto o detto tanto ho fatto che sono riuscita a trovare un nuovo modo di fotografare, e pazienza se una parte di foto non sono venute bene, il mio motto è poche ma belle ! .


ott 14 2008

l’assenza di differenze nello spirito e nella passione

Tag: Eventi, Foto, Genova e dintorni, Sportdaniela @ 11:22 am

Camminavo come tutte le mattine per il Porto Antico verso la cooperativa,e ho avuto una piacevole sorpresa, stavano allestendo una grande festa, ho scoperto dopo, che proprio quel giorno si sarebbe svolta la 3^ giornata nazionale degli sport paralimpici.
Non ho potuto non approfittare della situazione, felice che nella nostra città, avvenga una così bella iniziativa. Gli atleti disabili hanno invitato i ragazzi delle medie e superori a praticare insieme le discipline paralimpiche in un momento di integrazione, senza competizione. L’idea è stata quella di avvicinare i giovani alle discipline sportive e rappresentare, metaforicamente, l’assenza di differenze nello spirito e nella passione, tra gli atleti.
La giornata è stata organizzata dal Comitato italiano paralimpico e da Enel Cuore-Onlus per promuovere la pratica sportiva tra le persone disabili; al via, in Piazza Matteotti alle 8.30,erano presenti il testimonial Vittorio Podestà,campione olimpico a Pechino 2008, i calciatori del Genoa e il gruppo cabarettistico “Soggetti Smarriti”,che per tutta la giornata hanno intrattenuto il pubblico.
Ho passato una bellissima mattinata, visitando i vari stand, dove ho trovato con piacere, i giovani coinvolti a fare la fila per giocare a calcio con i non vedenti,a giocare a pallamano con i ragazzi dell’Unità Spinale di Pietra Ligure a parlare e fare le foto con Vittorio Podestà, presente con la sua handbike.
Neanche a dirlo mi ha fatto un enorme piacere conoscere Podestà di persona, lo avevo contattato solo per e-mail( link vai  al testo dell’intervista dedicata a Vittorio Podestà ) per proporgli un’intervista ma, poter parlare con lui è stato veramente magnifico;sarei stata ore ad ascoltare quello che diceva, trasmette una tale forza e passione per quello che fa, che non si può rimanerne indifferenti; per lui è molto importante che tutti i ragazzi in generale pratichino dello sport, ma soprattutto è importante che lo esercitino i giovani che per infiniti motivi sono diventati disabili, “Ricordatevi che noi non siamo disabili, possiamo fare tutti gli sport che vogliamo” ha detto ad alcuni ragazzi paraplegici che erano presenti, ” non dico che sia facile, niente lo è,bisogna sbattersi ci vuole costanza, determinazione , e soprattutto non bisogna porsi dei limiti, gli obbiettivi si devono raggiungere superare e crearne sempre di nuovi.”
Sono rimasta affascinata nel vedere i non vedenti giocare a pallone con i ragazzi delle medie; l’approccio è stato graduale, prima gli anno fatto prendere dimestichezza con il pallone con i sonagli, e con i non vedenti,poi gli anno bendato gli occhi, e i non vedenti sono diventati le loro guide e i loro “allenatori”. Ti accorgi quanto sconcerto c’è nel fare le cose quotidiane, come per un ragazzo giocare a pallone e ritrovarsi a farlo da un momento all’altro senza usare la vista, ” Ma io cosi non vedo niente!”, “Ma così non vedo la palla”; in quel momento per loro è stata solo una sfida un gioco,mentre per i non vedenti è la quotidianità, sono però sicura, che un’esperienza del genere non può scivolarti a dosso e a quei ragazzi è rimasto dentro qualcosa. Ho riflettuto molto di quello che ho visto, bisogna lavorare parecchio sull’affermazione dei diritti dei disabili e soprattutto crescere insieme.
Nello sport queste iniziative devono essere sempre più appoggiate, condivise ed integrate con il resto della società.
Le differenze e l’integrazione tra le differenze sono una grande ricchezza per tutti, le barriere culturali sui diritti sono peggiori delle barriere architettoniche e le stesse Paraolimpiadi sono ancora troppo diverse dalle Olimpiadi.
Da recenti indagini ISTAT risulta che, ogni anno, si hanno 2000 disabili in più a causa di incidenti stradali, che circa 800.000 persone disabili, in età compresa tra i 6 e 40 anni, potrebbero praticare attività sportive con evidenti benefici psicologici, che 150.000 adolescenti disabili frequentano la scuola dell’obbligo e che, non ultimo, 42.000 sono i bambini disabili tra 0 e 5 anni.
Forse è meglio mettersi all’opera subito.
Di seguito le foto che ho scattato in quella giornata:

i ragazzi delle medie si stanno provando a giocare a pallamano con alcuni ragazzi dell' Unità Spinale di Pietra ligure

i ragazzi delle medie si stanno provando a giocare a pallamano con alcuni ragazzi delCentro Spinale di Pietra Ligure

un altro momento della partita, foto scattata da Daniela con un cellulare

un altro momento della partita, foto scattata da Daniela con un cellulare

i non vedenti insagnano ai ragazzi come giocare a pallone senza l'uso della vista 09-10-2008

i non vedenti insagnano ai ragazzi come giocare a pallone senza l'uso della vista

i non vedenti della scuadra di calcio fanno una dimostrazione di come palleggiano con la palla a sonagli

i non vedenti della scuadra di calcio fanno una dimostrazione di come palleggiano con la palla a sonagli

foto con Vittorio Podestà e i ragazzi delle scuole

foto con Vittorio Podestà e i ragazzi delle scuole

foto con Vittorio Podestà, campione Olimpico, sua moglie Barbara, e Daniela

foto con Vittorio Podestà, campione Olimpico, sua moglie Barbara, e Daniela


set 18 2008

Fotografare al buio

Tag: Arte accessibile, Foto, News dal mondopatrizia @ 9:02 am

per tutti la fotografia viene considerata una
forma d’arte visiva e questo è scontato: l’occhio del fotografo, la sua
visione del mondo sono elementi fondamentali per la composizione di
un’immagine valida. Ma se la sfida è quella che propone un fotografo non
vedente? E’ evidente che in questo caso tutti i presupposti dell’arte
visiva vengono messi in discussione. E la sfida può diventare in alcuni
casi una concreta realtà: e ve lo spiego subito, con questo link alla
biografia del fotografo americano Pete Eckert, completamente cieco
http://www.peteeckert.com/ .
Sotto, una breve descrizione del suo lavoro.

Come realizza le foto e perché

Con l’aiuto di un compasso braille imparò come percepire le fonti di
luce cominciò a creare immagini utilizzando la vista del suo “occhio
interiore”, che riassume le percezioni degli altri sensi e i ricordi
della vita vissuta quando ancora poteva vedere.”Io continuo a percepire
il mondo visivamente, anche se adesso devo utilizzare i miei altri sensi
e la memoria per formulare una visione interna nell’occhio della mente.
Perdere gli occhi non ha diminuito la chiarezza di questa visione
interna – continua Pete – mi ha solo indotto
a lavorare più sodo per acutizzare gli altri sensi e imparare il suono
specifico di ognuno”.
Lo scopo di Pete è creare un ponte tra il mondo percettivo dei vedenti e
quello dei non vedenti. Afferma di essere “solo un turista nel mondo dei
vedenti” che ruba “foto sotto alla porta del mondo dei ciechi per
mostrarle nella luce a chi può vedere”. Pete conclude dicendo “E’
importante per me che la gente pensi alla cecità. Creo grandi immagini
per far sì che la gente pensi. Parlare con la gente nelle gallerie in
cui espongo crea un ponte tra il mio occhio mentale e le loro visioni
del mio lavoro. Talvolta la gente non crede che io sia cieco. Sono una
persona visiva. Solo che non posso vedere.” I risultati sono
sorpendenti: le foto di Pete piacciono tanto che un’artista, Susan
Finkleman, gli ha chiesto di essere il fotografo ufficiale al suo
matrimonio, motivando così la sua decisione “Il
matrimonio è uno dei giorni più importanti e spirituali nella vita di un
individuo. Nessun altro sarebbe riuscito a cogliere questo aspetto
meglio di lui”.
brano tratto da
http://www.gingergeneration.it/n/fotografie-di-un-non-vedente-902-n.htm

Questo per far capire chi è questo artista, mentre invece questo è il
link alle foto di una ragazza romana cieca dalla nascita che fotografa
ed è pure appassionata di equitazione:
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/spettacoliecultura/mosant/mosant.html