Oggi si parla tanto di accessibilità dei luoghi, degli strumenti informatici, di abbattimento delle barriere fisiche e digitali, ma non bisognerebbe mai dimenticare che “fare accessibilità” parte dalle persone e dal loro modo di relazionarsi con gli altri.
Siamo i redattori di questo blog nonché persone con disabilita visiva di vario genere, nonché amici che amano andare spesso a spasso per Genova insieme, magari a mangiare qualcosa per fare quattro chiacchiere.
Per quanto riguarda l’accessibilità dei luoghi in cui viviamo quotidianamente, si potrebbe scrivere un libro intero sulle cose che non vanno e sui pericoli che troviamo spesso sul nostro cammino.
In questo breve articolo però vogliamo toccare un altro argomento che a noi sta molto a cuore e che crediamo potrebbe essere d’aiuto a tante altre persone come noi.
Parliamo un pò dell’accessibilità di bar e luoghi di ristoro e ritrovo in generale!
Vi sembra un argomento banale? Credeteci che non lo è per niente!
Per le persone con disabilita visiva o di altro genere, anche poter gustare un buon caffè o rinfrescarsi con una bella bibita, può diventare davvero un problema.
Si entra in un bar, si guarda nella vetrina dei panini o dei dolci, si ordina qualcosa da mangiare, ci si siede a un tavolino libero,e cose di questo genere; Direte voi “Normalmente in un bar si fa tutto ciò, mica si fanno altre cose!”
Rispondiamo noi “é vero”, ma per un disabile visivo anche queste normali cose, possono diventare difficili. Vuoi perchè magari sei venuto da fuori dove c’era una luce forte e ora non stai vedendo niente, vuoi perchè non riesci a leggere il nome delle cose esposte nelle vetrine, vuoi perchè hai un campo visivo talmente ridotto che non riesci a percepire chi hai accanto e finisci con il sederti in braccio a qualcuno, vuoi perchè magari sei non vedente totale…. Insomma per una serie di tanti “vuoi” che tutto può risultare un’avventura.
Come dicevamo all’inizio di questa chiacchierata,la base fondamentale sulla quale dovrebbe basarsi l’accessibilità, è proprio la disponibilità e la sensibilità delle persone che riescono a metterti subito a tuo agio e a farti superare tante piccole o grandi difficoltà.
Gli ingredienti per la ricetta dell’accessibilita, sono semplici e genuini:
un bel sorriso, e un bel saluto, che ti accolgono appena entri (e già questo ti da un senso di orientamento);
aggiungiamo una voce amica che ti elenca senza fartelo pesare che cosa ” passa il convento”;
un pizzico di sano buon senso di accompagnarti al tavolo;
amalgamiamo il composto con la simpatia e la delicatezza, con la quali ti vengono servite le pietanze;
dulcis in fundo arriva anche il momento di pagare !
la squisitezza di questa bella pietanza si gusta cosi, fino in fondo, nel modo in cui ti viene posto accessibilmente il resto, ben raggruppato, preferibilmente in mano, e non ” sbattuto e sparpagliato sul bancone!”
Se tutte queste cose vi sembrano scontate, credete che non lo sono affatto!
Tralasciamo volontariamente, di elencare gli ingredienti ” andati a male”, lasciandovi liberi di trarre le vostre conclusioni. Preferiamo invece, suggerirvi alcuni luoghi dove l’accessibilità è davvero un pietanza doc.
Lo chef consiglia:
Il Piccolo Bar davanti alla stazione di Brignole da noi amichevolmente chiamato il “baracchetto”
Il Bar Le Cornacchie di via San Vincenzo
Il BarUffa di via Venticinque Aprile
Se anche voi siete dei buon gustai e amate questi semplici e genuini ingredienti, non esitate a inviarci i vostri commenti, ed eventuali suggerimenti di locali accessibili.
articolo scritto da Patrizia e Daniela