apr 17 2009
Passo dopo zampa, un progetto Ligure, in compagnia degli animali
Lucio ed io, stiamo approffondendo l’argomento sulla pet therapy; a Genova , è poco sviluppata, ma abbiamo conosciuto due dottoresse Silvia Olivotto e Michela Caprilli,che portano avanti un ‘interessante progetto ” Passo dopo zampa”;
Qui di seguito vi proponiamo l’intervista interessantissima, che abbiamo fatto a queste due dottoresse esperte nel settore.
- Per chi ancora non conosce bene la Dottoressa Silvia Olivotto,e la responsabile dell’attività tecnico scientifica cinofila Michela Caprilli, potreste raccontarci qualcosa di voi e delle vostre molteplici attività?
Sono Silvia Olivotto e mi sono laureata in psicologia con indirizzo dell’Età Evolutiva e dell’Educazione nel 1993 a Padova, esercito la libera professione dal 1995 e nel 1999 ottengo l’abilitazione all’esercizio dell’attività psicoterapeutica ex art.35 L.56/89. I miei diversi interessi mi hanno condotta a formarmi con un orientamento cognitivo – comportamentale durante la lunga permanenza, come tirocinante prima e volontaria poi, nel reparto di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Giannina Gaslini di Genova, e successivamente a seguire un percorso di terapia personale e di formazione nel campo delle tecniche psicocorporee con divagazioni nella musicoterapia e nelle tecniche di massaggio infantile e del point and position. Queste tecniche le applico nella mia attività di psicoterapeuta.
Sono diventata Tecnico Federale di Equiturismo F.I.S.E. nel 2007 e sempre nello stesso anno mi sono specializzata Tecnico della Riabilitazione Equestre presso il centro Vittorio Di Capua – Ospedale Niguarda di Milano e sono diventata Esperto in Pet – Therapy attraverso il corso di perfezionamento organizzato dall’ l’Università degli Studi di Genova.
Il giorno 8 giugno 2008 con Olivia, il mio cane, siamo state certificate coppia Pet Partner S.I.U.A. mentre io ho conseguito l’abilitazione Referee Pet Operator S.I.U.A., presso la Zeus Academy di Bolzano.
Sono Michela Caprilli, sono un’Educatrice Cinofila A.P.N.E.C. (Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili), lavoro esclusivamente con il metodo del rinforzo positivo cercando di creare e rinforzare il rapporto tra proprietario e cane e sono in costante aggiornamento frequentando corsi e stage con i maggiori esponenti della cinofilia internazionale.
Collaboro con due centri cinofili, il centro cinotecnico dell’Abete Bianco a Cassinelle e il centro cinotecnico delle Terre di Asgard a Fresonara.
Pratico attività sportiva a livello agonistico con i miei cani da me preparati e condotti, sono
Tecnico mobility dog settore cinofilia C.O.N.I. – C.S.E.N. (Centro Sportivo Educativo Nazionale).
Ho ottenuto il titolo di Referee pet operator S.I.U.A. dal prof Roberto Marchesini e sono stata certificata coppia pet partner con il mio cane, aiutante insostituibile nella mia attività di per therapy.
Sono operatrice di ludo agility® e ho frequentato corsi di specializzazione sulla Tellington touch.
Esercizio della libera professione nel campo della soluzione dei problemi comportamentali dei cani, nella formazione delle puppy class, obbedienza di base e avanzata, agility dog.
Ho partecipato a progetti di ludo – agility® con portatori di disagio psico sociale e organizzato interventi di zooantropolgia didattica presso alcuni centri estivi.
- Quanto è importante Dottoressa Olivotto, nella ricerca dell’autonomia, da parte di un disabile, la pet therapy e che benefici può portare questa collaborazione?
Gli effetti assistenziali sono ascrivibili all’effetto dato dal processo di decentramento che consente al paziente di uscire dal proprio stato e di provare nuove condizioni offrendo anche l’opportunità di trovare nuovi significati alla propria condizione. Ne sortisce un effetto di beneficio, che si ripercuote sia sullo stato generale della persona sia sull’effetto della terapia in essere, effetto che può essere valutato attraverso i parametri dell’efficacia e dell’efficienza terapeutica .
- Ha mai avuto occasione nelle sue attività di collaborare con istituti di riabilitazione, come ad esempio il Chiossone di Genova ?
Personalmente ancora no. La nostra associazione collabora con il Centro Ippico Entella e con Mari Marras, istruttore della Federazione Italiana Sport Equestri, Istruttore del Comitato Italiano Paralimpico per l’Equitazione, Tecnico Federale specializzato in Riabilitazione Equestre, Tutor del Master Universitario in Riabilitazione Equestre dell’Università degli Studi di Firenze, Facoltà di medicina e chirurgia, Animatore pony e Istruttore CONI Centri di Avviamento allo Sport, la quale segue oltre 50 persone affette da disabilità diverse, collabora con scuole elementari e medie e residenze protette, cooperative ecc. Con Mari abbiamo intenzione di avviare un progetto di monitoraggio degli effetti a lungo termine della Riabilitazione Equestre ma anche della Pet Therapy su un campione di utenti. Non c’è stata alcuna collaborazione specifica con l’Istituto anche se a noi farebbe molto piacere collaborare, mentre è stata seguita una ragazza ipovedente.
- Quali tecniche usate per i non vedenti e ipovedenti nello svolgere l’ipoterapia?
L’uso di segnali sonori per l’orientamento ma poi non esiste una tecnica specifica rivolta esclusivamente a non vedenti o ipovedenti. Ovviamente come per ogni bambino o ragazzo viene avviato un progetto individualizzato che tiene conto del tipo di disabilità e degli obiettivi che si vogliono raggiungere. Ho avuto modo di assistere a sedute di Riabilitazione Equestre a non vedenti e la bellezza di una persona che si muove nello spazio aiutata dal suo amico quadrupede è tanta. Certamente inizialmente bisogna considerare la necessità di aiutare la persona a familiarizzare con il cavallo e con il movimento a cavallo ma per esperienza posso dire che poi tutto va da se molto facilmente e la sintonia che si viene a creare tra cavaliere e cavallo crea una unica unità in movimento.
- Michela Caprilli, in base a quali criteri vengono selezionati i cani adatti a questo tipo di terapia?
Per quanto in questo periodo si stia diffondendo tra gli allevatori di cani di determinate razze ritenute adatte alla pet therapy la dicitura di “cane da pet therapy”, io sono convinta che non si possa selezionare a priori un cane per questa attività ; certo il cane deve avere un ottimo livello di socializzazione, deve essere docile, versatile e prevedibile, ma ciò che fa la differenza in un intervento di per therapy è il rapporto e il grado di conoscenza e di affinità che c’è tra conduttore e cane.
- Le differenze sostanziali tra l’approccio del paziente con il cavallo o con il cane e con quale dei due animali è più difficile instaurare un rapporto di fiducia ?
Con nessuno dei due. La scelta se orientarsi al cane piuttosto che al cavallo dipende da una serie di fattori. Innanzitutto gli obiettivi che si vogliono raggiungere, se ad esempio si punta prevalentemente sulla stimolazione fisica da un punto di vista meccanico è meglio il cavallo, se si vuole lavorare prevalentemente sulla relazione con persone che non possono muoversi dal luogo dove vivono si va col cane. Sono solo degli esempi. Il rapporto di fiducia viene costruito come ogni relazione con la frequentazione e con l’aiuto di chi è predisposto a facilitare la relazione stessa. Cani e cavalli sono animali diversi, con caratteristiche etologiche diverse, basti pensare al fatto che il cane è un predatore e il cavallo una preda e quindi la loro reazione ad esempio alla paura può essere nettamente differente (attacco/fuga). Gli animali che vengono coinvolti nei lavori sono sempre preparati a questo e quindi oltre all’addestramento hanno dimostrato di possedere anche un’indole buona e socievole.
- All’inizio ci può essere diffidenza nel ragazzo verso l’animale, come affrontate tale problematica?
Si, possono esserci diffidenza e timori che sono da valutare nella loro entità. Un po’ di paura nei confronti del cavallo ad esempio è normale data la stazza dell’animale. Se con il cane possiamo scegliere una razza che incuta meno timore con il cavallo non è possibile ridurne le dimensioni, anche se si lavora prevalentemente con i pony (cavalli più piccoli alti al massimo 148 cm al garrese).
Come per ogni cosa ci vuole la pazienza di attendere i tempi della persona con una leggera “forzatura” solo qualora lo si reputasse necessario in base alle caratteristiche del soggetto.
- Nell’ambito dell’ipoterapia avete mai pensato di avvicinare i vostri pazienti ad un eventuale attività agonistica?
La Riabilitazione Equestre si suddivide in diversi livelli: Ippoterapia, Rieducazione Equestre, Presportiva e Sportiva.
L’attività agonistica non è l’obiettivo primario e soprattutto non è l’obiettivo per tutti. Mari Marras comunque ha avuto occasione di seguire dei ragazzi preparandoli all’attività agonistica essendo lei, come già detto, istruttore C.I.P. per l’equitazione.
- Il 10 ottobre è nato il progetto Passodopozampa quali obbiettivi vi siete posti?
I nostri sono obiettivi molto ambiziosi che hanno come scopo primario quello di progettare ed attuare Attività e Terapie Assistite dall’Animale secondo i principi della zooantropologia applicata, intervenire in ogni situazione di disagio adulto o infantile con interventi preventivi o riabilitativi di tipo socio – assistenziale, educativo, ricreativo, terapeutico, sportivo che prevedono la collaborazione di animali opportunamente preparati Ci proponiamo inoltre di progettare e attuare attività didattiche, promuovere, anche in collaborazione con altri organismi ed enti istituzionali, scientifici, culturali, di volontariato, attività culturali, conferenze e convegni, corsi di formazione e seminari, dibattiti, corsi addestrativi cinofili, corsi di educazione cinofila, corsi di qualificazione e specializzazione.
- Il 19 Aprile si svolge la giornata bambino-cane presso il centro cinotecnico dell’Abete Bianco a Cassinelle , può raccontarci qualcosa di questo evento ?
L’evento è un evento sportivo avente come scopo quello di implementare la relazione tra bambino e cane. Non ha obiettivi terapeutici ma ludici e didattici ed ha come scopo anche quello di far conoscere la nostra associazione e il pensiero zooantroplogico che sostiene il nostro lavoro. Riteniamo importante inoltre organizzare eventi rivolti a tutti dove sia possibile pensare ad un discorso di integrazione, dove non esiste disabilità e “normalità”, dove l’unico obiettivo è quello di stare bene insieme giocando con i nostri amici a quattro zampe.
- Quali novità avete in serbo per il 2009?
Pensiamo di replicare l’evento date le numerose iscrizioni che ci sono pervenute, ma tra gli obiettivi che ci siamo posti per l’anno in corso c’è quello di riuscire ad organizzare un evento che ci consenta di raccogliere fondi per poter offrire a chi ne dovesse avere bisogno un sostegno attraverso il nostro lavoro di Pet Therapy. Il momento che stiamo attraversando non è dei migliori e spesso le organizzazioni e le strutture si ritrovano bisognose ma prive di fondi. Ecco allora nascere l’idea della raccolta fondi per una Pet X Tutti.
Vorremmo portare anche a Genova un corso di formazione per conduttori Pet Partner e per operatori Pet.
link collegamento a Passodopozampa
Silvia Olivotto Telefono:
335 83 57 855
email : psico@silviaolivotto.it
Intervista a quattro mani con Daniela e Lucio


