set 16 2009

In quattrocento a Strasburgo per la vita indipendente

Tag: Eventi, News dal mondodaniela @ 9:59 am

Press-IN anno I / n. 2188

Redattore Sociale del 14-09-2009

Disabili provenienti da 21 Paesi invaderanno le strade di Strasburgo il 16 settembre. Raggiungeranno il parlamento Europeo per presentare al presidente Jerzy Buzek le richieste della Rete europea per la vita indipendente

STRASBURGO – Una sfilata di persone su sedia a rotelle o accompagnate da cani guida invaderà le strade di Strasburgo il 16 settembre. Quattrocento disabili provenienti da ventuno Paesi raggiungeranno il parlamento Europeo per presentare al Presidente Jerzy Buzek le richieste della Rete Europea per la Vita Indipendente (ENIL). È questo il Freedom Drive, una manifestazione giunta ormai alla sua quarta edizione a Strasburgo (la prima è stata nel 2003).

La vita indipendente è una filosofia di vita che chiede, per i disabili, la possibilità di poter vivere esattamente come le persone normodotate, di poter frequentare le stesse scuole, prendere gli stessi autobus, avere le stesse possibilità per il tempo libero, poter svolgere un lavoro che rispecchi la propria formazione e i propri interessi, avere la possibilitàà di metter su famiglia ecc. Un movimento di disabili che chiede, per i disabili, rispetto, pari opportunità e autodeterminazione.

Oltre all’iniziativa del 16 settembre, dal 14 al 17 settembre l’ENIL – in collaborazione con il Centre for Independent Living Carmichael House di Dublino – organizzerà conferenze, seminari e altri eventi dedicati ai diritti delle persone con disabilità, con lo scopo di attrarre l’attenzione del maggior numero possibile di europarlamentari e di altri esponenti chiave delle istituzioni europee.

Bente Skånsgard, Presidente dell’ENIL, ha sottolineato come “I disabili devono avere gli stessi diritti civili e le stesse opportunità di scelta delle persone normodotate. Se una società non sa o non riesce a garantire ai disabili una vita indipendente, allora sta al Parlamento Europeo fare in modo che questo diventi una realtà”.
Dal suo canto Martin Naughton, ideatore del Freedom Drive, ha dichiarato: “Le istituzioni non sono la soluzione di tutti i problemi. Non vogliamo che i disabili siano rinchiusi in una bolla di vetro!”

Fra le richieste dell’ENIL c’è la deistituzionalizzazione dell’approccio alla disabilità, il diritto all’assistenza personale, fondi internazionali per la vita indipendente e la ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone Disabili.

Per maggiori informazioni e per un programma dettagliato delle varie iniziative:
http://www.enil.eu/enil/index.php?option=com_content&task=view&id=160

Maurizio Molinari


set 16 2009

L’azienda che assume solo autistici

Tag: Esperienze, News dal mondodaniela @ 9:33 am

Press-IN anno I / n. 2198

Il Secolo XIX del 16-09-2009

Imprenditore “salva” chi ha la sindrome di Asperger: «Perfetti per i lavori di precisione»

COPENAGHEN Raymond è uno di loro, e vent’anni fa, interpretato da Dustin Hoffman, ha sbancato i botteghini di tutto il mondo, con “Rain Man”, emozionando perfino i cuori più duri. Anche, il bambino-detective Christopher è uno di loro, e col suo “Strano caso del cane ucciso a mezzanotte”è rimasto per mesi in cima alle classifiche dei libri più venduti. Malati e vincenti, ma solo nella finzione. Malati sì, perché sia Christopher che Raymond erano affetti dalla sindrome di Asperger: autistici, per dirla in modo più semplice. Geni con capacità straordinarie e un mare di difficoltà nel rapportarsi col resto del mondo.
Thorkil Sonne non ha avuto bisogno di romanzi e film per conoscere bene l’autismo: suo figlio Lars è come Raymond, come Christopher. È proprio documentandosi sulla malattia di Lars, e osservandolo giorno per giorno, che Sonne ha capito di poter costruire una storia diversa, di rivincita vera per le persone affette da autismo, e non di celluloide. La scintilla che ha messo in moto l’idea di Sonne fu la visione delle mappe, perfette, disegnate da Lars il giorno dopo aver visto con lui un atlante. «Aveva solo 7 anni e la precisione di quei disegni era impressionante».
Da lì, Sonne decise di aprire ad Aarhus la Specialisterne, un’azienda che fornisce mappe dettagliate di Copenaghen e di altre città per la cablatura telefonica e il collaudo di delicati software, compresi quelli del gigante Microsoft. Un lavoro di estrema precisione affidato, neanche a dirlo, a 40 persone affette da autismo. Che finora non hanno mai deluso le attese. Anzi, migliorando il loro tenore di vita hanno fatto guadagnare abbastanza denaro a Sonne da permettergli di aprire presto in Scozia una filiale che assumerà altre 50 persone, pure loro affette dalla sindrome di Asperger.
Il lavoro è talmente delicato che un errore anche minimo potrebbe portare a cause milionarie coi clienti. E invece mai uno sbaglio. Mai la minima lamentela. «Qui tutto funziona perfettamente. Un’atmosfera ottima, senza tensioni», spiega Sonne, l’uomo che ha ridato speranza agli autistici danesi, senza mai stupirsi del successo della sua idea, studiando tutto nel dettaglio pur di non far sfigurare i suoi ragazzi. I colloqui, innanzitutto: altrove venivano condotti in modo canonico, ed erano sempre un disastro per gli autistici. Lui, invece, ha pensato bene di assumere i suoi “specialisti” con l’aiuto dei Lego: ogni candidato viene lasciato in una stanza con un kit di mattoncini e istruzioni precise. Se se la cava entra a far parte della famiglia.
Altre, poi, sono le accortezze di Sonne per creare l’ambiente perfetto: i lavori di gruppo, non amati dagli autistici, sono ridotti al minimo. I laboratori sono caldi, confortevoli e silenziosi. Creati ad hoc per favorire la concentrazione. Infine, orari ridotti, per venire incontro alle loro esigenze, e salari dignitosi (fino a 3.800 euro lordi). I clienti poi, quando entrano in contatto con loro, devono essere gentili, mai stressarli o mandarli in confusione. Così i ragazzi vanno a lavorare felici, escono dalle loro ex case-bunker dove vivevano da reclusi, e riempiono la loro vita. Uno di loro, Daniel, blindato in camera, imparò l’islandese in una settimana. Ma non aveva amici. Thomas neppure. Eppure sapeva a memoria tutti i pil del mondo. E non solo. Talenti sprecati. «Per me era più facile imparare a memoria un libro che fare amicizia con qualcuno», dice Thomas, che oggi ha scoperto di poter fare entrambe le cose. Grazie a Sonne.

Roberto Scarcella


set 15 2009

A Sant Antioco gare e non solo per ragazzi speciali

Tag: News dal mondolucio @ 10:07 am

A Sant Antioco gare e non solo per ragazzi speciali

Sant Antioco ieri inaugurazione della seconda edizione di special olympics Italia team Sardegna.

Parliamo ora di unaltro evento, che vuole essere una occasione per dimostrare le grandi capacità di persone che non si arrendono dinnanzi a dei limiti fisici.

Arriva a Sant Antioco (Ca), la seconda edizione di special olympics Italia team Sardegna. Gare di calcetto, nuoto, bocce, ecc.

Il tutto senza alcuna classifica finale perché lo scopo dell’evento non è semplicemente mettersi alla prova e gareggiare contro altre persone, ma è valorizzare le potenzialità di questi ragazzi.

Diffondere in essi i principi più sani dello sport, e dimostrare che una disabilità non è un limite, ben sì un motivo in più per mettersi in discussione.

Saper vivere così intensamente l’ebrezza di poter competere con qualcuno per dimostrare di essere più bravi, ma nello stesso tempo rispettare gli avversari e divertirsi senza dover necessariamente cercare la vittoria.

Perché come accennato, gli special olympics Italia, sono una opportunità per condividere tutti insieme, l’emozione di poter tirare fuori il meglio di sé.

Sentire così sensazioni difficili da descrivere, e la gioia di scoprire di riuscire a raggiungere traguardi che non si pensava fossero possibili.

Gli special olympics Italia, saranno però anche l’occasione per eventi di contorno alla manifestazione sportiva.

Vi saranno eventi musicali, spettacoli, e molti di questi appuntamenti, vedranno coinvolti proprio i ragazzi che durante il giorno gareggiano.

Dunque da rivali in gara, a veri amici per ridere e divertirsi in piena armonia.

Tutto ciò perché come abbiamo già ribadito, l’obbiettivo finale della manifestazione non è avere la meglio sui propri avversari, ma è riscoprire i valori più autentici dello sport, e dello stare insieme.

Una settimana quindi da vivere con lo spirito di chi crede nei principi di una amicizia sincera.

Sull’argomento vedi anche:

http://pressin.comune.venezia.it/


set 15 2009

A Strasburgo disabili uniti per diffondere la cultura della vita indipendente

Tag: News dal mondolucio @ 9:08 am

Strasburgo mercoledì 16 settembre, miliaia di disabili da tutta Europa, marciano compatti per portare agli europarlamentari, proposte per una migliore qualità della vita.

Si svolge mercoledì a Strasburgo, un appuntamento decisamente importante, che coinvolge tutti i disabili d’Europa. Stiamo parlando del freedom drive, un evento giunto alla sua quarta edizione, che si è svolto per la prima volta nel 2003.

Miliaia di disabili provenienti da diversi paesi europei, sfileranno per le strade di Strasburgo, per poi giungere alla sede del parlamento europeo, e presentare al presidente Jerzy Buzek ma anche agli altri membri dell’assemblea, le proprie richieste. Le medesime, sono tutte incentrate sulla questione relativa, alla vita indipendente dei disabili.

Perché ovviamente anche chi ha una disabilità, deve avere gli stessi diritti dei cosiddetti normodotati, di poter gestire in  piena autonomia la propria vita.

Frequentare le stesse scuole degli studenti cosiddetti normali, avere le identiche prospettive professionali, potersi fare una famiglia, poter gestire il proprio tempo libero che si ha a disposizione, ecc.

Tutte richieste assolutamente legittime, che i disabili, vogliono vedere pienamente ascoltate.

Ad organizzare questo appuntamento di notevole importanza che vuole essere un modo per attirare l’attenzione sulle problematiche dei disabili, è l’Enil ovvero la rete europea per la vita indipendente.

L’Enil chiede in particolar modo:

la destituzionalizzazione dell’approccio alla disabilità, l’assistenza personale, fondi europei per la vita indipendente ecc.

Oltre al freedom drive, sono in programma tutta una serie di forum e incontri, e conferenze, dal 14 al 17 settembre, organizzati dall’Enil in collaborazione con il Centre for indipendent living Carmichael House di Dublino.

Per avere maggiori informazioni sull’evento, vai su:

http://www.enil.eu/enil/index.php?option=com_contentask=viewid=160

lì troverai, tutto ciò che riguarda questi importantissimi eventi.

Sull’argomento vedi anche:

http://pressin.comune.venezia.it/


set 08 2009

DPI il nuovo piano d’azione

Tag: News dal mondolucio @ 12:41 pm

Arriva il nuovo piano d’azione del DPI “disabled peoples international”.

A fine agosto a Budapest in Ungheria, si è riunito il DPI.

Oltre al rinnovo delle cariche sociali, è stata una occasione per definire il nuovo piano di azione.

Il DPI “disabled peoples international”, è un organismo davvero importante nel panorama delle realtà internazionali inerenti le disabilità.

Come detto la riunione di Budapest, si è incentrata su due punti.

Il primo come già accennato, è stato quello della nomina delle cariche sociali, a tal proposito si ricordi che è stato confermato alla presidenza il francese Jean Luc Simon.

Emilia Napolitano presidente di DPI Italia, è entrata a far parte del consiglio europeo dell’organizzazione, -gian Piero Griffo è stato riconfermato membro del consiglio mondiale.

Per quanto concerne il nuovo piano d’azione, va detto che ovviamente prende spunto dai principi sanciti dalla convenzione ONU sui diritti dei disabili.

Il medesimo dunque riguarda l’educazione inclusiva ovvero il diritto degli studenti disabili di essere inseriti in un contesto scolastico con gli altri alunni, la tutela della convenzione, e molti altri temi comunque delicati.

Il nuovo piano vuole essere così, una fedele protezione di tutti i diritti che la convenzione ha voluto ribadire con forza.

All’appuntamento ungarese, erano presenti molte personalità, esperte dei temi relativi alle disabilità.

Un importante confronto su questione delicate.

Sull’argomento vedi anche:

http://pressin.comune.venezia.it/


set 02 2009

A New York prima conferenza mondiale convenzione dei diritti dei disabili

Tag: News dal mondolucio @ 11:02 am


Da oggi mercoledì 2 a venerdì 4 settembre, si svolgerà a New York, la prima conferenza ONU sulla convenzione sui diritti dei disabili.

Si tratta indubbiamente di un evento di notevole importanza, che mira ad essere un vero e proprio confronto tra i paesi che hanno ratificato la convenzione.

Da oggi mercoledì 2 settembre, a venerdì 4 settembre, a New York, si svolge la prima conferenza onu per discutere sulla convenzione internazionale sui diritti dei disabili.

In rappresentanza dell’Europa, oltre alla commissione europea, vi sarà l’EDF “european disability forum”.

A rappresentare questo importantissimo organismo, vi saranno il suo presidente Yannis Vardakastanis, e la direttrice Carlotta Besozzi.

I principali temi che verranno trattati nella tre giorni di conferenza, sono relativi alla diritto di tutti i disabili di essere uguali davanti alla legge, e il diritto fondamentale anch’esso come quello appena citato, di vivere in piena autonomia.

Dunque il diritto di aprire un conto in banca e di firmare qualsiasi contratto possedendo la personalità giuridica, e l’altrettanto importante diritto di gestire autonomamente la propria vita come fanno gli altri.

Anche il portavoce dell’EDF, Aurèlien Daidè, sottolinea l’importanza di questi diritti, sanciti espressamente dall’articolo 19 della convenzione.

In pratica l’EDF, evidenzia come ci sia ancora molto da fare in materia nei paesi che hanno ratificato la convenzione ONU.

Infatti ogni stato decide, entro quali limiti un disabile può esercitare il diritto di avvalalersi della propria capacità giuridica senza il bisogno di particolari tutele.

Invece l’EDF e di ciò certamente se ne discuterà in questi tre giorni new yorkesi, vorrebbe che in tutti gli stati i limiti fossero ridotti al minimo, e che possano oltretutto essere uguali in tutti i paesi.

Per quanto concerne il secondo punto relativo al diritto di esercitare pienamente la propria autonomia nella vita quotidiana, l’EDF denuncia come in molti stati si spenda denaro inutile per istituti di assistenza, quando al contrario si dovrebbe investire per agevolare una gestione autonoma della propria vita da parte dei disabili.

Anche quanto ora riferito, ovvero dei finanziamenti concessi in molti paesi ad istituti per disabili che sembrano dei luoghi nei quali isolare dall’esternogli stessi, si parlerà nel corso della conferenza.

Nella stessa, l’EDF proporrà come sistema per avviare un vero e proprio processo di autonomia dei disabili, il comunity living.

La conferenza, sarà inoltre una occasione per fare un confronto di come tutti i paesi che hanno ratificato la convenzione ai quali si sono aggiunti a fine luglio gli Stati Uniti, lavorino per garantire a tutti i disabili i diritti fondamentali, e come migliorare la qualità della loro vita.

Sull’argomento vedi anche,

http://pressin.comune.venezia.it/


lug 28 2009

Il cane cieco e il suo cane guida: Bonnie e Clyde commuovono tutti

Tag: News dal mondo, Pet Therapy e cani guidadaniela @ 10:01 am

Un articolo publicato sul Il Corriere della Sera del 26-07-2009

Entrambi trovatelli, ora cercano casa: ma dovranno essere adottati insieme
Spopola sui media britannici la storia di due inseparabili border collie: lui non vede, la compagna lo aiuta

MILANO – Loro sono un duo fuori dal comune: nella contea inglese di Norfolk i tabloid britannici hanno scovato due border collie, dei quali uno è cieco e l’altro un cane guida per ciechi. Suona come una di quelle storie strappalacrime Disney raccontate da Hollywood: un cane cieco e il suo cane guida, Bonnie e Clyde, questi i loro nomi, aspettano in un canile inglese l’arrivo di un padroncino.

IL RITROVAMENTO – Gli inseparabili collie vagavano sotto la pioggia incessante nelle campagne inglesi fino a quando, nei pressi di una strada provinciale, sono stati catturati dai collaboratori di un centro soccorso animali, racconta il Daily Mail. All’inizio i volontari del canile non riuscivano a spiegarsi il motivo per cui uno dei due seguiva costantemente l’altro. Poi la scoperta: Bonnie è il cane guida di Clyde, rimasto cieco a causa di una malattia degenerativa. Quando Clyde si sente insicuro, comincia a tastare dietro a Bonnie e poggia il suo muso sulla sua schiena, così che possa guidarlo», ha spiegato Cherie Cootes, una delle responsabili del canile “Meadown Green Dog Rescue Centre di Norfolk, alla Bbc -. Si fida completamente di lei». Per questo motivo bisogna trovare un’unica casa per questo inconsueto duo.

VITE INSEPARABILI – Clyde ha circa cinque anni, Bonnie due o tre. Entrambi hanno il pelo bianco e nero. E la loro storia ha fatto il giro del mondo. Da dove arrivino, non è ancora chiaro. Non avevano nessuna piastrina quando sono stati trovati. I due collie non possono vivere l’uno lontano dall’altro, ha sottolineato Cootes. «Se lei corre, tende a fermarsi, per essere sicura che lui sia con lei. Lo tiene perennemente sott’occhio. Quando stanno insieme nessuno si accorge che uno dei due non ha la vista. Quando non c’è la compagna, lui però non ha il coraggio di fare neanche un passo».

Elmar Burchia


lug 22 2009

Dagli Stati Uniti la sfida del futuro un’auto per non vedenti

Dagli Stati Uniti la sfida del futuro una auto per non vedenti

Università della Virginia (USA), è stata sperimentata un’auto che può essere guidata dai non vedenti.

Forse molti di voi leggendo questa notizia, rimarranno piuttosto scettici anche perché può sembrare più che una sfida una provocazione.
Invece noi riteniamo, che quello che stiamo per dirvi, è qualcosa di sensazionale che potrà aprire ai non vedenti, nuove porte verso una completa autonomia.
UN’auto per non vedenti, un veicolo che può essere guidato anche da chi non può fare affidamento nell’uso della vista.
Arriva dagli USA, questa idea eccezionale che potrà indubbiamente abbattere altre barriere verso la piena libertà di vivere senza limiti.
L’idea viene dalla Virginia, e più precisamente dal Tech’s robotica and mechanism labboratory.
Come funziona?
In pratica è stato installato al momento su un piccolo veicolo, un dispositivo che funge da rilevatore degli ostacoli, che vengono segnalati tramite un software vocale.
Il medesimo comunica ogni informazione necessaria a chi è alla guida dell’auto, con la massima precisione di modo che chi è che è al volante, possa essere al corrente di tutto ciò che deve sapere per guidare in sicurezza.
L’assoluta efficacia dell’esperimento, è stata confermata da Wes Majerous, esperto in tecnologie di accesso e primo test driver.
Lo stesso Majerous, ha sottolineato con convinzione, la straordinaria precisione, tramite la quale, la voce comunica gli ostacoli e le altre informazioni dichiarandosi decisamente entusiasta di aver vissuto in prima persona questa esperienza magnifica.
Questo ambizioso progetto, è nato da una proposta pensata nel 2004, dalla national federation of the blind’s “federazione statunitense dei ciechi”.
Fu una vera e propria sfida lanciata dall’associazione americana dei ciechi, raccolta solo dall’università della Virginia.
Dennis Hong direttore del laboratorio dell’università della Virginia che ha realizzato il veicolo, dichiara tutta la sua soddisfazione non tanto per l’auto in sé, ma per gli enormi potenziali spin-off, che possono essere di aiuto per i non vedenti.
Dunque ora non sappiamo quanto realmente siamo vicini ad una svolta nella vita dei non vedenti, ma certamente si può dire che è sicuramente un progetto che mira a dare davvero a tutti la possibilità di sentirsi libero.
È ovvio che neanche le spiegazioni fornite su come si è evoluto ilo medesimo, hanno cancellato lo scetticismo di chi legge, ma crediamo che dare la possibilità di guardare a nuove prospettive per una vita ancor più indipendente sia una luce che si accende in un buio sempre più tenue.
L’invenzione americana, ci teniamo a precisarlo, è ancora in una fase sperimentale.
È indubbiamente importante sottolinearlo, per non illudere qualcuno che si possa arrivare in tempi brevi a vedere ciechi al volante.
Non sappiamo quando e come ciò accadrà, certo ci sembrava interessante segnalarvi questa notizia.
Forse molti di voi spereranno che un cieco non arrivi ad avere la possibilità di vivere l’ebrezza di mettersi al volante, altri forse invece stanno già assaporando l’emozione che possa succedere.
Comunque indipendentemente di come andrà a finire, pensiamo che si tratti di un progetto di cui ancora sentiremo parlare.
Dunque anche se ce chi non spera che davvero un giorno un cieco si metta al volante, è una eventualità da prendere in considerazione.

Sull’argomento vedi anche:
http://pressin.comune.venezia.it/


lug 16 2009

Vengo anch’io

Tag: Eventi, News dal mondo, Pet Therapy e cani guidadaniela @ 11:59 am

logo della compagnia aerea Airways

logo della compagnia aerea Airways

La necessità di creare un servizio aereo per animali nasce da un’emergenza reale: un’associazione no profit di San Francisco, che si occupa di cani e gatti, ha dichiarato che nel 2008 sono stati circa 5 mila gli animali rimasti uccisi e gravemente feriti durante il viaggio nei vani cargo. E’ aumentato il numero delle richieste di risarcimento da parte dei padroni delle bestiole contro le compagnie aeree che, per tutelarsi, hanno preferito negare il trasporto di animali.
Effettuerà così il suo primo volo il 14 luglio da Telerboro, un piccolo aeroporto che si trova fuori New York, e farà tappa a Washington, Chicago, Denver e Los Angeles. Si tratta della Pet Airways, la prima linea aerea per gli animali domestici.
L’iter è semplice: il piccolo animale viene prima lasciato in una sala d’attesa dell’aeropoerto, appositamente dotata di ogni confort, dopodiché viene trasportato all’interno dell’aereo. All’atterraggio, l’amico a quattro zampe aspetterà di essere prelevato dal proprio padrone nella sala d’attesa dell’aeroporto d’arrivo.
Il costo ammonta a 149 dollari (solo andata). Ciascun aereo “Beechcraft 1900″ ha, al posto dei normali sedili passeggero, comode gabbiette per un totale di 19 postazioni. Sui voli di Pet Airways la luce è sempre accesa, ai passeggeri viene servito cibo e acqua e gli assistenti di volo controllano il loro benessere ogni quarto d’ora. Gli animali escono periodicamente dalle gabbiette per urinare. I padroni potranno controllare lo stato del volo on line.

per ulteriori approfondimenti vai al link :  http://www.petairways.com/


lug 07 2009

Mettiamo gli occhi a dieta

OCULISTICA / LE MISURE DI PREVENZIONE. Un’alimentazione a base di frutta,

verdura e pesce. Le virtù dello zafferano. E poi lenti giuste per schermare il

sole. E gli accorgimenti per il computer. Dalla scienza nuove strategie per

proteggere la vista Proteggere gli occhi.

Magari con lo zafferano. Ci sta provando Silvia Bisti, ricercatrice dell’Università dell’Aquila in trasferta all’Università di Sydney all’Arc Centre of Excellence in Vision Science. Negli animali di laboratorio la deliziosa spezia è capace di prevenire la degenerazione maculare collegata all’età, e oggi in Australia la scienziata italiana sta organizzando tutto per capire se conserva le stesse proprietà anche sui malati: se ha davvero straordinarie capacità protettive nei confronti dei neuroni che nella retina assorbono la luce, e che la malattia lentamente uccide. Lo studio è di quelli che gli scienziati chiamano ‘groundbreaking’ perché entra dritto dritto nella controversa questione di come si possano prevenire le malattie degli occhi: un intero filone di ricerca che da anni prova a mettere in relazione i singoli componenti dell’alimentazione, così come la dieta nel suo insieme, con le malattie più comuni come la cataratta o la degenerazione maculare.

I risultati però fino a oggi sono stati sempre assai interlocutori.

“Ciò che stiamo scoprendo sugli animali è che lo zafferano è molto più di un

antiossidante: per esempio, sembra coinvolto nella regolazione del metabolismo degli acidi grassi, e questo potrebbe spiegare come mai la membrana del fotorecettore risulti protetta in condizioni di stress”, spiega Bisti: “Abbiamo visto che lo zafferano protegge l’occhio dal danno tipico che si ha in seguito a un’esposizione eccessiva al sole, e rallenta anche l’evoluzione di malattie genetiche che portano a totale cecità come la retinite pigmentosa. Questi effetti dipendono probabilmente dal fatto che la spezia, anche se non può fare nulla sui fotorecettori che muoiono, riesce tuttavia a proteggere quelli che stanno soffrendo, rallentando o impedendo la loro perdita definitiva”.

Lo studio australiano dirà se da queste considerazioni si potranno estrapolare terapie preventive vere e proprie.

Perché di studi non proprio convincenti su questo tema ce ne sono molti.

Come spiega Laura Rossi, biologa nutrizionista dell’Inran che di recente ha partecipato a una revisione sistematica della letteratura per conto dell’Autorità garante della pubblicità, effettuata per scovare eventuali pubblicità ingannevoli: “Se parliamo di singoli componenti o di supplementi vitaminici che dovrebbero prevenire le malattie degenerative dell’occhio in un soggetto sano, fino a oggi non vi sono prove che dimostrano che qualche sostanza abbia un effetto protettivo. Neppure le molte ricerche fatte su sostanze quali la luteina e la zeaxantina, due membri della famiglia dei carotenoidi (che ne comprende quasi 700) presenti nell’occhio e per questo candidate ideali a un possibile effetto protettivo, sono approdate a nulla: la Food and Drug Administration statunitense ha di recente affermato che non vi sono motivi per raccomandare un integratore nella prevenzione della cataratta. E lo stesso si può d ire delle ricerche condotte su vari estratti di mirtillo”.

Leggermente diverso è il discorso per le persone che già soffrono di una maculopatia: alcune ricerche suggeriscono che sostanze quali le antocianine dei mirtilli possano ritardare l’evoluzione della malattia.

Ciò che invece sembra avere un ruolo è la dieta nel suo complesso. È delle scorse settimane, per esempio, la pubblicazione di due studi complementari sugli ‘Archives of Ophtalmology’ dedicati alla degenerazione maculare: nel primo è stato dimostrato che una sola porzione di pesce alla settimana è associata a un calo nell’incidenza della malattia del 31 per cento, e che se le porzioni settimanali sono due la diminuzione è del 35 per cento; nel secondo è invece emerso che una dieta ricca di acidi grassi nocivi è collegata a un aumento di casi di degenerazione del 76 per cento, mentre qualora essa preveda meno grassi idrogenati si ha un calo dell’incidenza della malattia del 15 per cento.

C’è poi un ambito in cui la dieta è particolarmente importante: quello dei danni inferti dall’esposizione ai raggi solari. Spiega in merito Marco Marenco, oculista dell’Università Sapienza di Roma ed esperto dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità (Iapb Italia): “I raggi del sole producono un’ossidazione che alla lunga danneggia diverse strutture dell’occhio: quando ci si espone, è sempre opportuno avere un surplus di antiossidanti naturali, e cioè consumare frutta e verdura fresche in quantità”.

Oltre a una riserva di antiossidanti, l’occhio va poi protetto con una barriera fisica adeguata, cioè con gli occhiali, sull’importanza dei quali, secondo gli esperti dell’Iapb, c’è ancora troppa poca consapevolezza, se è vero che solo il 14 per cento degli italiani difende adeguatamente i propri occhi dal sole. L’occhio va preservato sia dagli agenti fisici quali il vento, che riducono la lacrimazione e rendono le strutture più vulnerabili, sia dall’azione diretta dei raggi solari, che arrecano danni a breve e a lungo termine. E i più delicati sono i bambini, che spesso si espongono per molte ore senza sapere che stanno danneggiando parti dell’occhio che si riveleranno più fragili quando saranno adulti. Così come più delicati sono gli occhi più chiari, perché hanno una minore pigmentazione e sono quindi meno naturalmente protetti.

Gli esperti consigliano quindi di scegliere sempre occhiali da sole. “Le lenti migliori sono quelle certificate Ce dai produttori, che filtrano efficacemente i raggi Uv e che andrebbero portate ogni volta che ci si espone al sole. Ci sono poi persone che hanno difficoltà di adattamento e che per questo possono avere bisogno di lenti che attenuino gli sbalzi di luce, per esempio mentre guidano, o soggetti a rischio per esempio di cataratta, che devono avere una protezione particolarmente alta. Costoro dovrebbero chiedere un consiglio al proprio oculista prima di comprare gli occhiali da sole, per limitare al massimo ipericoli”, sottolinea Marenco.

Le lenti non sono dunque tutte uguali; quelle comunemente in vendita bloccano fino al 70 per cento dei raggi Uvb e fino al 60 per cento di quelli A: in presenza di qualche fattore di rischio specifico è meglio scegliere lenti più protettive. È bene quindi prestare attenzione all’indicazione del filtro: tra quelle in commercio ve ne sono alcune schermate ma non filtranti, e questo può peggiorare gli effetti nocivi del sole perché la pupilla, nel tentativo di compensare l’oscurità prodotta dal colore scuro, si allarga e offre una maggiore superficie ai raggi che entrano. Ci sono poi lenti più filtranti, che riescono a intercettare fino al 95 per cento di raggi Uvb e il 60 per cento degli Uva e, infine, lenti dedicate appunto a persone che hanno un rischio maggiore della media, alle quali si consiglia di filtrare fino al 99 per cento dei raggi Uvb e sempre il 60 per cento degli Uva.

Non servono praticamente a nulla, invece, le lenti chiamate genericamente da riposo e consigliate, talvolta, a chi sta molto al computer. Spiega in merito Filippo Cruciani, della Clinica oculistica Umberto I della Sapienza di Roma: “Un uso anche prolungato dei terminali non conduce mai a una situazione patologica, soprattutto con gli schermi attuali. Può invece dare origine a un affaticamento, che però in genere sopraggiunge se si ha già un difetto visivo non adeguatamente corretto. L’unica regola è quindi quella di portare gli occhiali giusti, ma solo qualora ve ne sia la necessità”. Per lavorare in condizioni ottimali è poi bene non avere sorgenti di luce alle spalle, porre lo schermo alla giusta distanza in base all’età, e dargli l’inclinazione più adatta. Queste sono le uniche indicazioni che gli esperti suggeriscono a chi sta molte ore al computer, perché l’occhio è un organo estremamente adattabile e non esistono regole rigide valide per tutti.

Cattive notizie, invece, per chi si è appassionato agli esercizi oculari, che il passaparola indica come un toccasana per difetti quali l’astigmatismo e la miopia, basati sul coordinamento tra le mani e gli occhi, oppure su normali movimenti dell’occhio o, ancora, sulla concentrazione della vista su fonti di luce bianca lampeggiante: uno degli ultimi studi, pubblicato nel 2009 su ‘Physiological Optometry’ dai ricercatori dell’Università di Bradford, ha concluso che non vi sono evidenze che gli esercizi funzionino. Tranne che in un caso: secondo uno studio degli oculisti del Pennsylvania College of Optometry di Filadelfia, apparso su ‘Optometric Vision Science’, alcuni esercizi specifici aiuterebbero chi soffre di sdoppiamento della visione, di deficit nella messa a fuoco e di alcune forme di strabismo, disturbi che nel complesso interessano una persona su cinque ma che possono essere curati anche con il giusto allenamento.

L’Espresso del 03-07-2009


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