nov 05 2009

Il baseball per i nonvedenti

Tag: Sportpatrizia @ 11:19 am

La Nazione del 01-11-2009

Palline rumorose e basi sonore. Il baseball per ciechi allo stadio di viale Fanti

FIRENZE. Uu cappellino in testa, la corsa, le basi, gli out’, gli strike, la mazza e il guantone. Il fascino del baseball spesso dimenticato in un’Italia che ama follemente il calcio, conosciuto solo grazie ai film made in Usa. Ma la sua essenza, quella fatta di passione e di entusiasmo, si respira forte quando sul campo di terra e erba dello stadio di baseball di viale Fanti scendono dei giocatori tanto speciali quanto bravi. Sono gli atleti della squadra della Fiorentina BXC, il baseball per ciechi. Come si può praticare senza l’uso della vista uno sport dove bisogna colpire con un bastone e prendere con il guantone una pallina bianca? Loro ci riescono. E anche bene. «E’ uno sport giocato per la prima volta nel 1994 spiega Valerio Ranieri, allenatore della Fiorentina BXC (che fa parte della polisportiva Silvano Dani) creato da un gruppo di ex giocatori bolognesi insieme ai colleghi di Firenze, Empoli e Milano.

Ora abbiamo un campionato nazionale, la Coppa Italia e il torneo di fine stagione che affrontiamo con una rosa di 12 giocatori, ma gli appassionati che si allenano una volta alla settimana anche fuori dalla stagione agonistica sono molti di più». Il BXC che fa parte della Federazione italiana gioco baseball ha regole leggermente diverse dallo sport tradizionale: le squadre sono composte da 5 giocatori ciechi e due vedenti che hanno il compito di assistenza.

Le palline sono cave con all’interno due bubboli sonori, la mazza da baseball un po’ più piccola, la prima base è sonora per essere raggiungibile seguendo l’udito. Sulla seconda e terza base invece il suono è creato dai vedenti-assistenti con il battito d i due palette. Infine la quarta e ultima base, attraversando la quale si registra il punto, va raggiunta con il solo senso dell’orientamento. Durante il gioco sul campo va rispettato il silenzio. Ed è incredibile come questi giocatori siano precisi nel colpire o prendere una pallina non vista ma ascoltata e correre dritto verso un suono. «Giocare a Baseball per questi ragazzi ciechi spiega Valerio Ranieri significa ottenere importanti progressi fisici, con un senso dell’equilibrio molto maggiore rispetto a chi non pratica sport. L’attività di squadra poi dà responsabilità, senso di appartenenza, fiducia in se stessi». Nei periodi fuori stagione agonistica, sul campo di baseball si allenano i ragazzi dell’istituto per ciechi Nicolodi, seguiti da alcuni volontari tra cui ragazze giocatrici di softball. E ogni corsa verso la base, ogni pallina presa, ogni punto portato alla squadra in allenamento è una gioia che non ha misura. «Ma l’entusiasmo più grande è il nostro ammette mi ster’ Valerio . Questi ragazzi hanno una voglia di giocare e di farcela che dà tanti stimoli anche a noi». «Questa esperienza è un vero esempio di integrazione commenta l’assessore comunale allo sport Barbara Cavandoli dove non ci sono diversità. Un plauso alla società sportiva e alla federazione baseball che ha integrato pienamente quest’attività al suo interno».

di Manuela Plastina


nov 03 2009

Un altro successo di Vittorio Podestà

Tag: Sportdaniela @ 12:08 pm

Siamo molto felici di poter pubblicare una lettera di  un nostro caro amico Vittorio Podestà, che anche quest’anno ci  ha regalato  una splendida vittoria. Senza tanti indugi vi lascio alle sue parole:

La mia lunga stagione agonistica 2009 è terminata e con la stessa gara degli ultimi due anni: la Maratona di Francoforte.

Dopo due volte in cui però ero rimasto fuori dalla lotta per la vittoria, quest’anno me la sono giocata fino all’ultimo. Anzi, insieme alla collaborazione con l’altro italiano Paolo Cecchetto, abbiamo staccato tutti gli agguerriti avversari (tedeschi in particolare) e siamo arrivati a giocarci in due la volata finale. Ha vinto Cecchetto grazie ad una migliore condizione rispetto alla mia, dovuta forse ad un po’ di rilassamento nelle ultime settimane.

E’ stato comunque meraviglioso essere premiato sul podio (2 italiani davanti ad un tedesco non era mai accaduto) nella “Fest Halle” di Francoforte, la grande arena coperta, gremita di persone e illuminata da migliaia di luci dove si conclude la maratona. Naturalmente il nastro d’arrivo è all’interno solo per gli atleti podisti, perché per noi handbikers sarebbe impossibile sprintare ad oltre 40 all’ora sopra ad un tappeto rosso e senza vie di fuga.

Anche quello di inizio ottobre è stato un week end strepitoso. Dove disputare in Belgio l’ultima delle 9 tappe del Circuito Europeo EHC, dopo le trasferte degli Emirati Arabi, Francia, Svizzera, Germania, Repubblica Ceca. La prova prevedeva due gare tutte in un giorno: una cronometro individuale di 9 km al mattino e una gara di gruppo in circuito di 44 Km al pomeriggio.

Prima di quest’ultima tappa ero posizionato secondo nella classifica generale del Circuito, a pochi punti dal tedesco Stefan Baumann e le uniche speranze che ancora avevo di poter balzare in testa definitivamente al torneo era quella di vincere, ma dovevo sperare inoltre che l’atleta in testa si classificasse non meglio del terzo posto.

Il risultato provvisorio dopo la gara a cronometro, che vedeva in mezzo ai due contendenti il titolo europeo 2009 l’altro italiano Paolo Cecchetto, era favorevole . Il risultato finale della tappa sarebbe stato combinato con quello della gara del pomeriggio e quindi bisognava rimanere concentrati e raccogliere le forze per cercare un altro buon risultato dopo poche ore di riposo.

Anche nella gara di gruppo ho dato tutto e sono riuscito a vincere in volata, ma proprio davanti a Baeumann che, grazie a questo piazzamento, si classificava secondo anche nella combinata e si aggiudicava il Circuito Europeo EHC 2009, battendomi per soli 5 punti. Per il secondo anno consecutivo mi devo accontentare di essere vicecampione europeo.

E’ stata comunque un’altra stagione ricca di grandi risultati e di soddisfazioni, nonostante a metà stagione mi sentissi un po’ scarico psicofisicamente: confermarsi sul podio delle grandi manifestazioni degli ultimi 3 anni, sia nelle gare di un solo giorno come i Campionati del Mondo e i Giochi Paralimpici (1 oro e 2 argenti), che nelle classifiche che premiano la costanza di rendimento durante tutto l’anno come il Circuito Europeo EHC (cha ha 9 gare spalmate su 8 mesi), è una grande soddisfazione che mi ripaga delle delusioni per aver mancato il risultato pieno. Inoltre mi dà fiducia per le prossime stagioni, in vista delle Giochi Paralimpici di Londra 2012, con la convinzione di poter aspirare a quella medaglia d’oro sfuggita per un soffio a Pechino.

Un saluto ed un ringraziamento a tutti.

link di collegamento alle foto di Vittorio Podestà


nov 03 2009

Tutti a pesca!

Tag: Sportpatrizia @ 11:27 am

Pubblichiamo queste utili informazioni, che ci sono state fornite direttamente dagli uffici provinciali per la pesca in acque interne.

 

Non ci sono impedimenti a rilasciare la licenza di pesca nelle acque interne a chiunque abbia la capacità di agire, e quindi di avanzare la richiesta per

sé, o in caso di minori o inabilitati, se la richiesta viene avanzata da chi esercita la potestà.

 

Una informazione utile ancora poco conosciuta è quella che, ai sensi dell’art. 11 c. 2 della l.r. 21/04, ai portatori di grave handicap, di cui all’articolo

3 della legge 5 dicembre 1992 n. 104 (legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) le licenze di pesca

sono rilasciate gratuitamente: vale a dire non si è tenuti a pagare annualmente le tasse e sovrattasse sulle licenze di pesca. Sostanzialmente l’unico

esborso per chi può esibire un certificato emesso dalla competente Asl che certifica tale situazione, è costituito dalla spesa per le due marche da bollo

da 14,62 ?al momento del rilascio.

 

Un altro tipo di licenza interessante è quella collettiva prevista dall’art. 11 c. 4 della l.r. 21/04: “in occasione di manifestazioni di pesca per scuole

o disabili organizzate da Associazioni del settore o da Enti pubblici è previsto il rilascio di una licenza collettiva valida per la durata della manifestazione,

previo versamento di una quota forfettaria di euro 10,00.”

 

Nel territorio della Provincia di Genova esistono due zone che dovrebbero consentire un accesso particolarmente agevole in quanto recentemente risistemate

a questo scopo dalla Provincia e dal GAL Appennino Genovese:

- il lago Savio (detto anche Vobbietta) sul torrente Vobbia presso Isola del Cantone, molto spesso il sabato e la domenica sono previste gare e raduni

e per partecipare occorre contattare la società pescasportiva organizzatrice e pagare la relativa quota, mentre durante la settimana l’accesso è libero

a tutti per questo fine settimana può contattare il Sig. Carabetta 338 3757529;

-il lago di Malanotte in Comune di Borzonasca che però essendo zona turistica di pesca necessita di permesso di accesso: li rilascia la FIPSAS tel. 010

3627025 fipsasge@fastwebnet.it che è tenuta a rilasciare gratuitamente i permessi giornalieri ai portatori di grave handicap di cui sopra. .

 

Esiste anche un laghetto “privato” nel senso che non si tratta di acque pubbliche per cui non necessita neanche la licenza di pesca, fa attività divulgativa,

anche se saltuaria, per soci e “pierini” giovani aspiranti pescatori. E’ gestito dalla SPAVS (Società Pescatori Alta Valle Scrivia) in località Franzante

(praticamente a fianco del casello autostradale di Busalla).

 

Di sicuro tutti gli anni organizzano:

- verso settembre con la Consulta Regionale provinciale dell’Handicap e la Provincia la manifestazione Pescoanch’io destinata proprio ai portatori di handicap,

 

- verso giugno manifestazioni destinati ai principianti per cui spesso chiedono licenze collettive.


ott 27 2009

Sott’acqua per abbattere le barriere

Tag: Sportpatrizia @ 12:11 pm

Il Secolo XIX del 23-10-2009

Disabili sui fondali per abbattere i pregiudizi

PORTOFINO. «Vogliamo abbattere le barriere architettoniche ma, soprattutto, il muro che c’è fra non disabili e disabili. Anche perché, basta purtroppo

un attimo per trovarsi su una sedia a rotelle, come noi». Stefano Paolicchi, presidente dell’associazione onlus “Handy superabile” (www.handysuperabile.org),

ha guidato il gruppo di amici, tutti sulla carrozzina, che, qualche tempo fa, hanno preso parte al progetto “Turismo sub.erabile a Portofino: subacquea,

disabilità e turismo accettabile”. Con carrozzine elettriche speciali, il gruppo è andato su per i sentieri del Parco di Portofino mentre, con sub qualificati

secondo gli standard dell’Hsa (Handicapped scuba associa tion) i sei hanno fatto immersione nei fondali più belli della zona. Il progetto è stato abbracciato

e sostenuto da Comune di Portofino, Regione Liguria, Area marina protetta di Portofino, Parco di Portofino, Centro Abyss Diving di Rapallo e molti sponsor,

fra cui la Mares che ha fornito tutta l’attrezzatura subacquea. «Da spettatori vogliamo diventare protagonisti – continua Paolicchi – questo progetto è

un mezzo per comunicare, in modo positivo, la disabilità cercando di vincere tabù e pregiudizi che possono ostacolare i processi di integrazione sociale».

Molto, moltissimo c’è da fare, in Italia, spiega Paolicchi. «La maggior parte delle strutture alberghiere, in Liguria e in Italia, non sono accessibili:

non viene specificato se sono accessibili per un disabile visivo o motorio, magari la stanza non ha barriere ma per raggiungerla ci si trova davanti una

rampa. Dagli alberghi alle spiagge: anche in queste, le barriere sono presenti fortemente. Così come in uffici pubblic i, strutture». Massimo Guatelli,

37 anni, di Carasco, è uno dei sei disabili dell’associazioni che ha fatto la due giorni di immersioni e di visite al Parco. Dal 1993, Massimo ha la passione

della subacquea e delle immersioni: nel luglio del 2004, un terribile incidente sul lavoro l’ha costretto alla sedia a rotelle. «Quello che non viene compreso-

spiega Massimo- è che se una stanza d’albergo è accessibile per i disabili va bene anche per le persone normali. Il contrario, invece, non è possibile.

Siamo ancora molto indietro, in Italia». Fra le battaglie quotidiane di Massimo Guatelli, c’è quella della posta a Carasco: «Da due anni e mezzo, segnalo

che per le barriere architettoniche non riesco ad entrare. Per ora, faccio uscire gli impiegati ma prima o poi chiamerò il Gabibbo». Per Massimo Guatelli,

basterebbe che i vari Comuni ed enti chiedessero la consulenza dei disabili, al momento dei lavori. A Rapallo, l’ anno scorso il Comune, assieme alla Consulta

del Tigullio per i problemi dei portatori di handicap ha siglato una convenzione proprio per confrontarsi costantemente sui problemi dei disabili e combattere

le barriere architettoniche in città. (s. ped.)


ott 21 2009

Cavalcare le onde del mare per sfondare ogni limite

Tag: Sportlucio @ 10:09 am

Lido di Cea (Nuoro), nello scorso fine settimana, gara di pedalò per non vedenti.

Ecco una ennesima dimostrazione se mai ce ne fosse bisogno, di persone coraggiose, pronte a sfidare i propri limiti e vivere così una avventura davvero entusiasmante.

Lido di Cea (Nuoro), un angolo affascinante della Sardegna, è stato teatro di una sfida spettacolare.

Gara di pedalò in mare e in spiaggia, tra non vedenti.

Il tutto organizzato dalla sezione nuorese dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, una occasione per mettersi in gioco e per stupire chi ancora non vuole credere nelle grandi potenzialità che può avere anche chi ha una disabilità.

Sabato la gara in mare.

L’emozione di sfidare il mare e di cavalcare le onde, un brivido davvero difficile da descrivere.

Sentirsi liberi di volare sull’acqua, e percepire così sensazioni speciali.

Godersi l’intensa gioia di vivere pienamente il mare ei suoi segreti, e nello stesso tempo confrontarsi con gli altri con lo spirito di competizione.

Sfidarsi cercando di vincere il confronto con i propri rivali, ma anche con la voglia di divertirsi indipendentemente dal risultato.

Ogni equipaggio era composto da un non vedente, e da un accompagnatore vedente.

Una gara ricca di colpi di scena, nonostante le condizioni meteorologiche, non fossero quelle più adatte.

Forse proprio per questo ancor di più, vanno elogiati questi eroi, che hanno affrontato la sfida senza alcuna paura anzi! con ancor più  grinta!

Domenica vi è stata la gara in spiaggia.

La due giorni, si è conclusa domenica sera con la premiazione.

Al primo posto si è classificato Pietro Manca, al Secondo posto Tore Lai, al terzo Paolo Casula, presidente provinciale UIC.

Una nota di merito particolare, va al più giovane dei partecipanti, ossia un bambino di soli 9 anni Giovanni pisu di Tonarà accompagnato dai genitori classificatosi al quarto posto.

Pur essendo così piccolo, non ha avuto paura a sfidare le onde, e non ha rinunciato a gustarsi fino in fondo le forti emozioni che si provano volando sull’acqua del mare.

In fine citiamo tra i partecipanti, la vincitrice della scorsa edizione Angela Crisantu.

Come opportunamente sottolinea Casula, che come detto non solo è il terzo classificato di quest’anno ma è anche presidente UIC di Nuoro, la manifestazione più che una vera e propria gara è stata una occasione di festa.

Sfidarsi sì!

Però il tutto in un clima di spensieratezza, nel quale la cosa più importante, era lo stare insieme e condividere tutte le belle sensazioni di una avventura davvero travolgente.

Casula ha anche fatto notare, come la manifestazione sia l’anno scorso prima edizione, sia quest’anno seconda edizione, ha visto un numero impressionante di atleti e spettatori.

Dunque un evento indubbiamente importante, che ha regalato a chi lo ha vissuto, sensazioni speciali.

Sull’argomento vedi anche:

http://pressin.comune.

venezia.it/


set 24 2009

Campione di sci acquatico nonvedent

Tag: Sportpatrizia @ 10:53 am

gazzetta del Sud di Milano del 21-09-2009

Tommy, schiaffo all’Handicap Cieco da quando aveva 18 anni, ha inanellato una lunga serie di successi sportivi. Ultimo successo ai Mondiali di Vichy, in Francia, prima delle vittorie all’Idroscalo.

SAN GIULIANO – Riesce a stupire anche se stesso e riesce ancora a 44 anni a farsi valere nella disciplina sportiva che ad oggi lo ha sommerso di medaglie luccicanti del metallo più prezioso, l’oro. L’atleta non vedente sangiulianese Tommaso di Pilato non solo si è confermato campione del mondo a Vichy, in Francia, ma ha anche stabilito un nuovo record superando se stesso. Eppure Tommy non sa nuotare, è non vedente, ma è campione di sci d’acqua e vola alto, anche a venti metri di distanza. Non si contano i suoi titoli tra Italiani, Europei e appunto Mondiali, anche se la sua vita giorno per giorno è una vittoria che vale molto più dell’oro che illumina le sue medaglie. Il nostro atleta prurimedagliato sangiulianese la vista l’ha persa nel tempo. Purtroppo, a soli sei anni aveva sbattuto contro un muro perdendo un occhio, l’altro si è spento a causa di una retinite pigmentosa, una malattia degenerativa. Fatto sta che a diciott’anni è stato il buio totale. Gli manca la luce, ma non la voglia di vivere e di combattere contro tutto e tutti e di fare sport (già nel 1980 con un gruppo di Milano). Atletica, salto in lungo, disco, giavellotto. Faceva anche sci e tandem. Lo sport è tutto per lui, quello che nè la società avversa al mondo dell’handicap, nè il mondo del lavoro riescono ad offrirgli. «E’ una sfida continua con me stesso – ha confidato Tommy – non lo faccio per gli altri ma per me. Una rivincita, certo, e quando arrivo a fare certe cose estreme è come un urlo di libertà . Per riuscire a saltare ho dovuto combattere una battaglia.

L’ho vinta. Ho avuto la fortuna di incontrare delle persone eccezionali, a cominciare da Sergio Zanardi , che è venuto a mancare proprio pochi giorni fa. Poi Andrea Alessi , che allena la nazionale di sci d’acqua, e Fabrizio Sonzogni, che è il mio allenatore dai mondiali australiani del 2007. Il Comune di San Giuliano mi ha regalato gli sci e, un negozio di computer, la muta. Spero che alla prossima festa patron ale si ricordino di me, magari anche con una civica benemerenza. Dopotutto sono campione del mondo, non innalzo solo il tricolore quando vinco ma porto alto il nome della mia città . Io rappresento San Giuliano e ne sono fiero. Non merito forse una festa come tutti gli atleti campioni quando tornano a casa loro?». Le ultime soddisfazioni Tommy se le è tolte all’Idroscalo di Milano, dove ha primeggiato lo scorso week-end anche questa volta negli assoluti italiani di sci nautico nella sezione di categoria: oro, come sempre.

Sabina Dall’Aglio


set 11 2009

Disabilità no limits. “Io, senza gamba, scalo una vetta da 5.600 metri”

Tag: Sportdaniela @ 9:37 am

Articolo segnalato da:

Press-IN anno I / n. 2144

Dire del 09-09-2009

Sette volte campione di sci di fondo e primo atleta con protesi all’arto inferiore a domare la vetta dell’Alpamayo, la più alta del Caucaso. Gianfranco Corradini si prepara a un’altra sfida grazie ad una protesi speciale

ROMA – “Tu sei fortunato. Male che vada, ti congeli una gamba sola”. E scoppia in una fragorosa risata. È con una battuta dei suoi amici piu’ cari che Gianfranco Corradini, classe ‘55, atleta disabile, racconta cosa lo aspetta il 10 settembre, quando iniziera’ l’ascesa al monte Elbrus, 5.642 metri, la cima piu’ alta del Caucaso russo. Gia’ sette volte campione di sci di fondo e con alle spalle un curriculum d’alpinista di tutto rispetto, Corradini partira’ alla volta dell’Asia per battere un altro record, dopo quello del 2007 quando fu il primo atleta con protesi all’arto inferiore a domare la vetta dell’Alpamayo, sulle Ande peruviane (5.947 metri). Anche se, ora, preferisce non pensare alla “montagna piu’ bella del mondo” (cosi’, l’ha definita l’Unesco) ma “concentrarsi sulla scalata”. “Quella dell’Alpamayo – racconta – e’ stata una scalata piu’ tecnica. Una parte del percorso, almeno 600 metri, era interamente ghiacciata e con una pendenza del 70%. In questo caso, invece, il problema maggiore saranno i bruschi cambiamenti climatici”. Unico elemento lasciato al caso, quindi, la meteorologia. Per il resto, un allenamento studiato a tavolino (”Mi alleno 4-5 volte a settimana, andando in bici, camminando e salendo in quota. Senza esagerare, altrimenti sforzo troppo la gamba”) e una fede incrollabile nelle proprie capacita’. L’alpinista della Val di Non, che piu’ di vent’anni fa perse la gamba sinistra in un incidente automobilistico, e’ la prova vivente che le barriere sono, a volte, solo mentali. Grazie all’ausilio di una protesi speciale per l’alpinismo progettata dall’Inail di Vigorso di Budrio, Corradini si e’ inerpicato un po’ ovunque: dal Monte Bianco alle Punte Gnifetti, da Bishorn e Burnaby nel Gruppo del Rosa, passando per Weissmies, Grossglockner, Piz Buin, Cevedale, Cima Ortles e Gran Zebru’. E poi ancora, su per il Palon de la Mar, il Monte Rosole e il San Matteo.
Instancabile, non si e’ risparmiato pericolanti arrampicate su pareti di ghiaccio e neve, con pendenze che sfiorano il 70%, come Presanella, Cristallo e Marmolada. Scalare, sciare, sono state “la mia rivincita sull’handicap”, dichiara lui che, pur, facendo parte di una famiglia di sportivi, prima dell’infortunio, a soli 22 anni, non era un atleta cosi’ appassionato. “Dopo l’incidente, ho iniziato a fare della passeggiate che, con il tempo, diventavano sempre piu’ lunghe. A un certo punto, ho iniziato a salire. E da quel momento non mi sono piu’ fermato”. L’incontro che gli ha cambiato la vita e’ stato quello con Roberto Diaz, una guida alpina che l’accompagna da sempre nelle sue spedizioni. È lui, afferma, ad avergli dato l’input: “Dipende da te, mi diceva. Lo decidi tu, se vuoi andare piu’ in alto”. E Gianfranco, ha deciso. Perché, per lui e’ chiaro che “senza testardaggine, di montagna, non se ne riesce a salire nemmeno una”.


set 04 2009

Un catamarano per abbattere le barriere ai disabili

Tag: Sport, Turismo accessibilelucio @ 11:12 am

Giunge a Rimini questo week end, il catamarano di Andrea Stella, completamente accessibile.

Andrea Stella paratetraplegico da circa 9 anni per una aggressione subita a Miami, ha ideato grazie alla sua passione per il mare un catamarano interamente privo di barriere.

Perché Stella che nonostante la sua condizione non ha perso la voglia di vivere intense emozioni come quella di gustarsi una esplorazione in mare aperto, ha voluto poter condividere queste straordinarie esperienze con altri disabili.

Persone che come lui, non accettano di stare a guardare, ma che hanno voglia di agire, e quindi di buttarsi in avventure davveroentusiasmanti.

Così viene realizzato questo catamarano che appunto, è completamente a norma per accogliere senza alcun problema, anche chi ha difficoltà derivanti da una disabilità.

Quindi Stella insieme ad altri amici disabili, con questa fantastica imbarcazione, ha effettuato molte sensazionali escursioni marine.

Per assaporare l’ebrezza di passare una o più giornate in mare aperto.

Il toura 2009 è iniziato nel maggio scorso a Taranto, poi è proseguito a Siracusa, Augusta, Pescara.

Ora è giunta la tappa di Rimini.

Da oggi venerdì 4 a domenica 6 settembre prossima, tre giorni per consentire ai disabili della zona o in vacanza nell’affascinante località romagnola, di potersi tuffare in una meravigliosa esperienza, come quella di fare un giro in questo accogliente catamarano.

Tutto ciò in compagnia di tanti amici simpatici, con i quali condividere le eccezionali sensazioni che si provano lasciandosi trasportare sulle onde del mare.

Ogni anno sul catamarano di Stella, tra medici, disabili, ed educatori, salgono circa 700 persone.

Alla presentazione della tappa riminese avvenuta mercoledì, erano presenti l’amministratore delegato di APT srvizi Andrea Babbi, e Stefano Venturini per Marina di Rimini.

Il tour organizzato da Stella per far conoscere il suo catamarano, si chiama spirito libero.

Proprio così! Perché con questo nome, si vuole sottolineare lo spirito di libertà e di elettrizzante avventura, che si può vivere facendosi coinvolgere totalmente da questa esperienza.

Sull’argomento vedi anche:

http://www.disablog.it/


set 04 2009

Oltre ogni limite per vivere una emozionante avventura

Tag: Sportlucio @ 8:07 am

Hilary paratetraplegica, circunnaviga la Gran Bretagna.

Abbiamo spesso parlato di disabili coraggiosi, che hanno vinto ogni paura e si sono buttati in sfide che sembravano impossibili.

Per così sgretolare ogni muro che impedisce loro, di sentirsi in grado di dimostrare le immense capacità di cui sono dotati.

L’impresa di cui ci occupiamo ora, è proprio l’esempio più lampante di cosa vuoldire sapere vincere ogni sfida anche la più difficile.

Hilary, paratetraplegica, nel tempo ha perso poco a poco, tutte le funzionalità del suo corpo.

Nonostante ciò, non si è arresa e ha continuato a coltivare i suoi sogni.

Come quello di circunnavigare la Gran Bretagna, che ha appena realizzato.

Come è riuscita nell’impresa, sicuramente vi starete domandando.

Indubbiamente vi è riuscita con il coraggio e con la sicurezza in sé stessa.

Hilary, ormai, non può muovere alcuna parte del corpo.

Per governare la sua barca di circa 8 metri di lunghezza, ha fatto uso del proprio respiro.

Proprio così! Soffiava i 3 tubicini installati appositamente nell’imbarcazione, e in tal modo poteva decidere in che direzione dovesse andare la medesima, a che velocità ecc.

Lei stessa raccontando la sua sensazionale impresa, ha descritto tutta la sua emozione per esserci riuscita, affermando che le sembrava di volare e di essersi sentita davvero libera.

Effettivamente si può provare ad immaginare che cosa Hilary che vive a Canterbury con il marito, ha sentito in sé stessa durante la sua eccezionale impresa.

Si potrebbe parlare di una sensazione di leggerezza e di libertà, con l’adrenalina che saliva sempre più.

La percezione di poter assaporare il gusta dell’avventura.

Le difficoltà ovviamente non sono mancate come alcune crisi respiratorie, ma non le hanno impedito di compiere la circunnavigazione, e di far tacere gli scettici.

Il tutto si è concluso alla grande proprio pochi giorni fa, con una grande festa per celebrare questa impresa.

Hilary durante la traversata, ha tenuto sul suo sito (www.hilarylister.com), un diario di bordo per condividere con i suoi fans la grande ed emozionante avventura.

Non è però questa la prima volta che Hilary, si lancia in queste sfide.

Già nel 2005 partendo da Dover, è arrivata fino al porto di Calai in Francia.

Dunque una vera sportiva e coraggiosa che con queste sue imprese, ha proprio l’obbiettivo di dimostrare che una disabilità, non deve essere un ostacolo per affrontare ogni tipo di sfida.

A tal proposito, Hilary ha fondato una associazione “Hilary’s dreams trust”, che mira a fare in modo che i disabili possano come lei, lasciarsi andare e gustarsi l’ebrezza di una grande avventura con tutte le sue vibranti e straordinarie emozioni.

Sull’argomento vedi anche:

http://www.disablog.it/


set 03 2009

Ciclisti disabili inizia la sfida sulle colline novaresi

Tag: Sportlucio @ 11:42 am


Giovedì 10 sabato 12 settembre, al via i mondiali di ciclismo per disabili.

Parliamo ora di un appuntamento davvero importante, che si svolgerà a Bogogno (Novara), dal 10 al 12 settembre.

Arrivano infatti i campionati mondiali di ciclismo per disabili.

Un evento atteso, che sarà una ulteriore occasione, per vedere all’opera atleti coraggiosi con la voglia di competere.

Atleti che nonostante i limiti dovuti alle loro disabilità, si mettono in gioco e non rinunciano all’ebrezza della gara. Per vivere così forti emozioni, e poter se sarà possibile, essere ripagati degli sforzi fatti durante i duri allenamenti svolti.

Alla manifestazione prenderanno parte, molti campioni che abbiamo potuto ammirare alle paraolimpiadi di Pechino dello scorso anno.

L’evento è stato presentato proprio ieri presso la Provincia di Novara dal presidente Diego sozzani, dall’assessore Alessandro Canelli, dal presidente del comitato organizzatore Tiziana Nasi, dal direttore generale del comitato italiano paralimpico Rocco Marchegiano, dal Sindaco di Bogogno Andrea Guglielmetti.

Il percorso è di circa 9 KM, e attraversa colline e vigneti della zona di Bogogno.

Le gare inizieranno la mattina del 10 settembre alle 9 e 30, con la cronometro maschile, e si concluderanno sabato 12 in serata con le premiazioni.

Tra i campioni della squadra azzurra, ricordiamo Fabio Tripoli tre medaglie a Pechino 2008, Paolo Vigano medaglia d’oro ai mondiali di Bordeaux e bronzo a Pechino, e vi saranno anche Giorgio Farroni, Fabrizio Macchi, e Alessio Borgato.

Prenderà parte alla crono di giovedì che darà il via ai campionati, anche l’ex campione di automobilismo Alex zanardi.

Dunque un appuntamento davvero speciale da non perdere, per provare ad immaginare, quali fantastiche sensazioni assaporano questi atleti quando lottano per raggiungere ambiziosi traguardi.

Le gare, saranno divise in 3 categorie, in base alle varie disabilità. In non vedenti gareggieranno con il tandem, i cerebrolesi con il triciclo, i disabili motori con l’handcycling.

Oltre alle gare, vi sara l’occasione di assistere a tutta una serie di eventi che faranno da contorno alla manifestazione.

Vi saranno eventi culturali, gastronomici, ecc.

Sull’argomento vedi anche:

http://pressin.comune.venezia.it/


Pagina successiva »