<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Liguria Accessibile &#187; Sport</title>
	<atom:link href="http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/category/sport/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp</link>
	<description>l'altro punto di vista</description>
	<lastBuildDate>Fri, 20 Nov 2009 12:04:13 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Tonino Ladinetti un massaggiatore davvero speciale</title>
		<link>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/18/tonino-ladinetti-un-massaggiatore-davvero-speciale/</link>
		<comments>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/18/tonino-ladinetti-un-massaggiatore-davvero-speciale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 09:19:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/?p=3995</guid>
		<description><![CDATA[Tonino Ladinetti, cieco dalla nascita, massaggiatore della squadra di calcio del Porto Torres.
Parliamo ora di una persona davvero speciale.
Il suo nome è Tonino Ladinetti, 53 anni, cieco dalla nascita.
Tonino ha da sempre, una grande passione il calcio.
“per capire come sta un muscolo ci metto mezzo secondo! Per capire se una azione di gioco è pericolosa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tonino Ladinetti, cieco dalla nascita, massaggiatore della squadra di calcio del Porto Torres.</p>
<p>Parliamo ora di una persona davvero speciale.</p>
<p>Il suo nome è Tonino Ladinetti, 53 anni, cieco dalla nascita.</p>
<p>Tonino ha da sempre, una grande passione il calcio.</p>
<p>“per capire come sta un muscolo ci metto mezzo secondo! Per capire se una azione di gioco è pericolosa, anche meno”.</p>
<p>Così racconta Tonino, quella che è la sua vita.</p>
<p>Ladinetti, ha studiato a Firenze, e da molto tempo lavora presso il reparto di massofisioterapia dell’ospedale di Sassari.</p>
<p>Dai reparti ospedalieri, al campo di calcio!</p>
<p>Un percorso che Tonino conosce bene, visto che oltre a lavorare nella struttura sanitaria sassarese, è anche massaggiatore del Porto Torres.</p>
<p>Rosario Affuso allenatore della formazione sarda, dice che di lui si fida moltissimo e che è davvero il migliore.</p>
<p>Toccare il muscolo, sentire in che condizioni è, non è difficile!</p>
<p>Tonino descrive così, quello che per lui non è solo lavoro, ma anche una grande passione.</p>
<p>Un massaggiatore che capisce se un muscolo è a posto, ma deve farlo senza potersi affidare ai suoi occhi?</p>
<p>È possibile!</p>
<p>Tonino ci riesce piuttosto bene!</p>
<p>È un’altra dimostrazione che l’assenza della vista, non è certamente un ostacolo per credere nelle proprie potenzialità.</p>
<p>Tonino come detto cieco dalla nascita, non ha potuto mai ammirare qualcosa con i propri occhi, si è dovuto sempre affidare agli altri sensi.</p>
<p>Così ha fatto, anche per quello che è diventato il suo lavoro.</p>
<p>Un massaggiatore cieco, ma ciò non significa che non sia bravo come o anche più degli altri.</p>
<p>Di certo a Porto Torres si fidano di lui, indubbiamente lo fanno a ragion veduta.</p>
<p>Perché Tonino, ha sempre dimostrato di avere grandi capacità, ma anche grande entusiasmo.</p>
<p>Ladinetti raccontando le tappe fondamentali della propria vita, confessa che per lui è stato importante andare da solo a vivere in un’altra città.</p>
<p>Lo ha aiutato, nel saper gestire la propriaautonomia.</p>
<p>Tonino non solo massaggiatore, ma anche calciatore!</p>
<p>Infatti quando si trasferì a Firenze per gli studi, erano gli anni in cui per la prima volta in Italia era apparso il pallone per non vedenti.</p>
<p>“fu organizzato un torneo per non vedenti, e io partecipai, giocando da terzino e da difensore”, racconta Tonino.</p>
<p>Il calcio però, non è stato l’unico sport della sua vita, infatti Tonino è stato anche massaggiatore in due squadre di basket locali, il Sant’Orsola, e la Dinamo.</p>
<p>Successivamente è passato a quello che è comunque lo sport preferito, ovvero il calcio.</p>
<p>Da quando Rosario Affuso lo ha incontrato, lo ha voluto sempre con lui.</p>
<p>È diventato il suo massaggiatore di fiducia, e non ne ha più fatto a meno se non per un breve periodo, quando Tonino è andato per qualche mese ad un’altra squadra locale ossia il Lanteria.</p>
<p>Tonino Ladinetti, racconta davvero con grande entusiasmo, tutto ciò che è riuscito a fare nella propria vita.</p>
<p>Sente dentro di sé, la consapevolezza di aver fatto tanto.</p>
<p>È riuscito a varcare ogni limite, con grande coraggio, senza alcun timore.</p>
<p>Ha coltivato le sue passioni, vivendole fino in fondo percependone i piacevoli brividi che gli hanno saputo regalare.</p>
<p>Non ha rinunciato così ai suoi sogni, perché come ne ha saputo dare prova lui stesso, se ci si crede, i sogni si possono realizzare.</p>
<p>Ora Tonino Ladinetti è felice, vive pienamente le emozioni e le sensazioni che ogni attimo della vita, porta con sé, affrontando ogni momento con grande energia.</p>
<p>Sull’argomento vedi anche:</p>
<p><a href="http://pressin.comune.venezia.it/">http://pressin.comune.venezia.it/</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/18/tonino-ladinetti-un-massaggiatore-davvero-speciale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giu per le piste nere!</title>
		<link>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/17/giu-per-le-piste-nere/</link>
		<comments>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/17/giu-per-le-piste-nere/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 10:27:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/?p=3973</guid>
		<description><![CDATA[Emilio Songa, 67 anni, è stato forse il primo in Italia a cimentarsi in un particolare volontariato invernale, quello dell'accompagnatore di sciatori da
discesa non vedenti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Sole 24 Ore del 16-11-2009</p>
<p>Giù per le piste «nere» con l&#8217;accompagnatore</p>
<p>VERBANIA. «Ho accompagnato il primo sciatore cieco sul ghiacciaio Vorap, nel cantone dei Grigioni, in Svizzera, quasi trent&#8217;anni fa e da allora non ho</p>
<p>mai smesso».</p>
<p>Emilio Songa, 67 anni, è stato forse il primo in Italia a cimentarsi in un particolare volontariato invernale, quello dell&#8217;accompagnatore disciatori da</p>
<p>discesa non vedenti. Guida del Club alpino italiano di Verbania, nell&#8217;82 Emilio raccoglie la sfida più grande della sua vita: «Il Lions Club del Canton</p>
<p>Ticino organizzava una scuola di sci per ciechi &#8211; ricorda -. Così, i Lions di Verbania mi proposero di organizzarne una pure da noi. Dopo aver guidato</p>
<p>il primo cieco, mi entusiasmai a tal punto da coinvolgere le altre guide di Verbania e fondammo il Gruppo verbanese sciatori ciechi, attivo ancora oggi».</p>
<p>Il gruppo (sito internet www. sciatoriciechivb.it) può contare su un bacino di una settantina di guide volontarie, con 14 atleti non vedenti che si impegnano</p>
<p>nella discesa e altri 20 nel fondo. «Gli accompagnatori sono volontari a tutti gli effetti &#8211; spiega Alberto Carganico, responsabile dell&#8217;associazione -.</p>
<p>Si pagano i week end e le settimane bianche di tasca loro e trovano gusto nel rapporto che nasce sui campi da sci».</p>
<p>«È un&#8217;esperienza che consiglio &#8211; dice Susy Prada, sciatrice del Gruppo verbanese e, tra l&#8217;altro, campionessa del mondo di sci nautico per non vedenti -.</p>
<p>Nel casco che indossiamo è inserito un microfono con cui la guida ci indica le operazioni da svolgere. Così riusciamo a scendere anche dalle piste nere.</p>
<p>Con la guida si instaura un rapporto unico: noi ci dobbiamo fidare e loro devono conoscere le nostre reazioni. Con alcune guide intuisco in una frazione</p>
<p>di secondo quel che stanno per dire».</p>
<p>Il filo conduttore dello sport per non vedenti è proprio il volontariato di accompagnamento. Sportivi che affiancano altri sportivi, cui manca solo la</p>
<p>vista. A quel punto, si possono praticare quasi tutte le discipline.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/17/giu-per-le-piste-nere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Modena si gioca a basket per vincere sull&#8217;autismo</title>
		<link>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/05/a-modena-si-gioca-a-basket-per-vincere-sullautismo/</link>
		<comments>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/05/a-modena-si-gioca-a-basket-per-vincere-sullautismo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 12:06:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[basket]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/?p=3918</guid>
		<description><![CDATA[Modena, una squadra di basket, formata da ragazzi autistici.
Ecco un altro esempio di come si può vincere una battaglia difficile, come quella dell’integrazione sociale.
Lo sport come terapia, ma anche come metodo per aprire a chi è in difficoltà, le porte verso un contatto più costante e più intenso con la società.
A modena, si porta avanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Modena, una squadra di basket, formata da ragazzi autistici.</p>
<p>Ecco un altro esempio di come si può vincere una battaglia difficile, come quella dell’integrazione sociale.</p>
<p>Lo sport come terapia, ma anche come metodo per aprire a chi è in difficoltà, le porte verso un contatto più costante e più intenso con la società.</p>
<p>A modena, si porta avanti un progetto, che mira al raggiungimento di questi obbiettivi.</p>
<p>Una squadra di basket di ragazzi autistici, che scoprono attraverso i sani principi dello sport, cosa vuol dire poter andare oltre i propri limiti, e mettere in mostra le proprie potenzialità.</p>
<p>Il progetto nasce da una collaborazione ormai consolidata, tra la scuola basket modenese, e l’associazione Aut Aut (associazione italiana delle famiglie con persone autistiche).</p>
<p>Hanno partecipato anche, l’assessorato allo sport del comune di Modena, il centro per l’autismo, il centro per la medicina dell’ASL di Modena, e con il contributo della cassa di risparmio di Modena.</p>
<p>La Guida tecnica della squadra, è affidata a  Gabriele Casoretti referente del progetto, e Mario Floris.</p>
<p>Ad affiancare i due tecnici vi è il dottor Roberto padovani, del centro per l’autismo in qualità di supervisore del progetto, ma vi sono anche altre figure di carattere educativo.</p>
<p>La squadra è stata presentata in questi giorni, presso la palestra della scuola media Ferraris di Modena.</p>
<p>In quella sede Stefano Censi vicepresidente Aut Aut Modena, ha voluto soffermarsi sul valore innovativo dell’iniziativa.</p>
<p>Marco Gatti presidente SBM, (scuola basket modenese), ha invece spiegato che essendo il basket un veicolo per l’integrazione, non si poteva non inserire tale progetto tra le tante iniziative in programma.</p>
<p>Indubbiamente come si è voluto dimostrare portando avanti tale progetto, lo sport è davvero una delle strade da seguire, per dare proprio atutti una grande opportunità per mettersi in gioco e per condividere questa passione con gli altri.</p>
<p>L’autismo è di per sé, un muro che preclude un contatto con il mondo esterno, ma tutti insieme con tante idee davvero originali, si può buttare giù con forza.</p>
<p>Perché la prima partita che devono vincere questi ragazzi, è proprio con questo avversario non certo semplice da affrontare, contro il quale devono lottare quotidianamente.</p>
<p>Proprio per questo motivo, bisogna ovviamente applaudire all’iniziativa modenese.</p>
<p>Dare questi ragazzi la possibilità di provare il brivido e l’emozione di poter competere con gli altri, è un primo ma importantissimo passo per iniziare a vincere la sfida che come detto è la più difficile, ovvero quella contro l’autismo.</p>
<p>LO stare insieme provare proprio tutte le sensazioni tipiche di una gara, è anche questo un modo più che valido, per scoprire piaceri della vita che altrimenti rimarrebbero a loro sconosciuti.</p>
<p>Sull’argomento vedi anche:</p>
<p><a href="http://pressin.comune.venezia.it/">http://pressin.comune.venezia.it/</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/05/a-modena-si-gioca-a-basket-per-vincere-sullautismo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il baseball per i nonvedenti</title>
		<link>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/05/il-baseball-per-i-nonvedenti/</link>
		<comments>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/05/il-baseball-per-i-nonvedenti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 10:19:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/?p=3904</guid>
		<description><![CDATA[Un cappellino in testa, la corsa, le basi, gli out', gli strike, la mazza e il guantone. Il fascino del baseball spesso dimenticato in un'Italia
che ama follemente il calcio, conosciuto solo grazie ai film made in Usa. Ma la sua essenza, quella fatta di passione e di entusiasmo, si respira forte
quando sul campo di terra e erba dello stadio di baseball di viale Fanti scendono dei giocatori tanto speciali quanto bravi. 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Nazione del 01-11-2009</p>
<p>Palline rumorose e basi sonore. Il baseball per ciechi allo stadio di viale Fanti</p>
<p>FIRENZE. Uu cappellino in testa, la corsa, le basi, gli out&#8217;, gli strike, la mazza e il guantone. Il fascino del baseball spesso dimenticato in un&#8217;Italia che ama follemente il calcio, conosciuto solo grazie ai film made in Usa. Ma la sua essenza, quella fatta di passione e di entusiasmo, si respira forte quando sul campo di terra e erba dello stadio di baseball di viale Fanti scendono dei giocatori tanto speciali quanto bravi. Sono gli atleti della squadra della Fiorentina BXC, il baseball per ciechi. Come si può praticare senza l&#8217;uso della vista uno sport dove bisogna colpire con un bastone e prendere con il guantone una pallina bianca? Loro ci riescono. E anche bene. «E&#8217; uno sport giocato per la prima volta nel 1994 spiega Valerio Ranieri, allenatore della Fiorentina BXC (che fa parte della polisportiva Silvano Dani) creato da un gruppo di ex giocatori bolognesi insieme ai colleghi di Firenze, Empoli e Milano.</p>
<p>Ora abbiamo un campionato nazionale, la Coppa Italia e il torneo di fine stagione che affrontiamo con una rosa di 12 giocatori, ma gli appassionati che si allenano una volta alla settimana anche fuori dalla stagione agonistica sono molti di più». Il BXC che fa parte della Federazione italiana gioco baseball ha regole leggermente diverse dallo sport tradizionale: le squadre sono composte da 5 giocatori ciechi e due vedenti che hanno il compito di assistenza.</p>
<p>Le palline sono cave con all&#8217;interno due bubboli sonori, la mazza da baseball un po&#8217; più piccola, la prima base è sonora per essere raggiungibile seguendo l&#8217;udito. Sulla seconda e terza base invece il suono è creato dai vedenti-assistenti con il battito d i due palette. Infine la quarta e ultima base, attraversando la quale si registra il punto, va raggiunta con il solo senso dell&#8217;orientamento. Durante il gioco sul campo va rispettato il silenzio. Ed è incredibile come questi giocatori siano precisi nel colpire o prendere una pallina non vista ma ascoltata e correre dritto verso un suono. «Giocare a Baseball per questi ragazzi ciechi spiega Valerio Ranieri significa ottenere importanti progressi fisici, con un senso dell&#8217;equilibrio molto maggiore rispetto a chi non pratica sport. L&#8217;attività di squadra poi dà responsabilità, senso di appartenenza, fiducia in se stessi». Nei periodi fuori stagione agonistica, sul campo di baseball si allenano i ragazzi dell&#8217;istituto per ciechi Nicolodi, seguiti da alcuni volontari tra cui ragazze giocatrici di softball. E ogni corsa verso la base, ogni pallina presa, ogni punto portato alla squadra in allenamento è una gioia che non ha misura. «Ma l&#8217;entusiasmo più grande è il nostro ammette mi ster&#8217; Valerio . Questi ragazzi hanno una voglia di giocare e di farcela che dà tanti stimoli anche a noi». «Questa esperienza è un vero esempio di integrazione commenta l&#8217;assessore comunale allo sport Barbara Cavandoli dove non ci sono diversità. Un plauso alla società sportiva e alla federazione baseball che ha integrato pienamente quest&#8217;attività al suo interno».</p>
<p>di Manuela Plastina</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/05/il-baseball-per-i-nonvedenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un altro successo di Vittorio Podestà</title>
		<link>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/03/un-altro-successo-di-vittorio-podesta/</link>
		<comments>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/03/un-altro-successo-di-vittorio-podesta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 11:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Podesta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/?p=3876</guid>
		<description><![CDATA[La mia lunga stagione agonistica 2009 è terminata e con la stessa gara degli ultimi due anni: la Maratona di Francoforte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo molto felici di poter pubblicare una lettera di  un nostro caro amico Vittorio Podestà, che anche quest’anno ci  ha regalato  una splendida vittoria. Senza tanti indugi vi lascio alle sue parole:</p>
<p>La mia lunga stagione agonistica 2009 è terminata e con la stessa gara degli ultimi due anni: la Maratona di Francoforte.</p>
<p>Dopo due volte in cui però ero rimasto fuori dalla lotta per la vittoria, quest’anno me la sono giocata fino all’ultimo. Anzi, insieme alla collaborazione con l’altro italiano Paolo Cecchetto, abbiamo staccato tutti gli agguerriti avversari (tedeschi in particolare) e siamo arrivati a giocarci in due la volata finale. Ha vinto Cecchetto grazie ad una migliore condizione rispetto alla mia, dovuta forse ad un po’ di rilassamento nelle ultime settimane.</p>
<p>E’ stato comunque meraviglioso essere premiato sul podio (2 italiani davanti ad un tedesco non era mai accaduto) nella “Fest Halle” di Francoforte, la grande arena coperta, gremita di persone e illuminata da migliaia di luci dove si conclude la maratona. Naturalmente il nastro d’arrivo è all’interno solo per gli atleti podisti, perché per noi handbikers sarebbe impossibile sprintare ad oltre 40 all’ora sopra ad un tappeto rosso e senza vie di fuga.</p>
<p>Anche quello di inizio ottobre è stato un week end strepitoso. Dove disputare in Belgio l’ultima delle 9 tappe del Circuito Europeo EHC, dopo le trasferte degli Emirati Arabi, Francia, Svizzera, Germania, Repubblica Ceca. La prova prevedeva due gare tutte in un giorno: una cronometro individuale di 9 km al mattino e una gara di gruppo in circuito di 44 Km al pomeriggio.</p>
<p>Prima di quest’ultima tappa ero posizionato secondo nella classifica generale del Circuito, a pochi punti dal tedesco Stefan Baumann e le uniche speranze che ancora avevo di poter balzare in testa definitivamente al torneo era quella di vincere, ma dovevo sperare inoltre che l’atleta in testa si classificasse non meglio del terzo posto.</p>
<p>Il risultato provvisorio dopo la gara a cronometro, che vedeva in mezzo ai due contendenti il titolo europeo 2009 l’altro italiano Paolo Cecchetto, era favorevole . Il risultato finale della tappa sarebbe stato combinato con quello della gara del pomeriggio e quindi bisognava rimanere concentrati e raccogliere le forze per cercare un altro buon risultato dopo poche ore di riposo.</p>
<p>Anche nella gara di gruppo ho dato tutto e sono riuscito a vincere in volata, ma proprio davanti a Baeumann che, grazie a questo piazzamento, si classificava secondo anche nella combinata e si aggiudicava il Circuito Europeo EHC 2009, battendomi per soli 5 punti. Per il secondo anno consecutivo mi devo accontentare di essere vicecampione europeo.</p>
<p>E&#8217; stata comunque un&#8217;altra stagione ricca di grandi risultati e di soddisfazioni, nonostante a metà stagione mi sentissi un po&#8217; scarico psicofisicamente: confermarsi sul podio delle grandi manifestazioni degli ultimi 3 anni, sia nelle gare di un solo giorno come i Campionati del Mondo e i Giochi Paralimpici (1 oro e 2 argenti), che nelle classifiche che premiano la costanza di rendimento durante tutto l’anno come il Circuito Europeo EHC (cha ha 9 gare spalmate su 8 mesi), è una grande soddisfazione che mi ripaga delle delusioni per aver mancato il risultato pieno. Inoltre mi dà fiducia per le prossime stagioni, in vista delle Giochi Paralimpici di Londra 2012, con la convinzione di poter aspirare a quella medaglia d&#8217;oro sfuggita per un soffio a Pechino.</p>
<p>Un saluto ed un ringraziamento a tutti.</p>
<p><a title="foto Vittorio Podestà" href="http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/05/la-nuova-impresa-di-vittorio-podesta/" target="_self">link di collegamento alle foto di Vittorio Podestà</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/03/un-altro-successo-di-vittorio-podesta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tutti a pesca!</title>
		<link>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/03/tutti-a-pesca/</link>
		<comments>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/03/tutti-a-pesca/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 10:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/?p=3873</guid>
		<description><![CDATA[Ci sembrava una cosa simpatica e utile, poter fornire informazioni preziose per permettere a tutti di praticare la pesca]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo queste utili informazioni, che ci sono state fornite direttamente dagli uffici provinciali per la pesca in acque interne.</p>
<p> </p>
<p>Non ci sono impedimenti a rilasciare la licenza di pesca nelle acque interne a chiunque abbia la capacità di agire, e quindi di avanzare la richiesta per</p>
<p>sé, o in caso di minori o inabilitati, se la richiesta viene avanzata da chi esercita la potestà.</p>
<p> </p>
<p>Una informazione utile ancora poco conosciuta è quella che, ai sensi dell&#8217;art. 11 c. 2 della l.r. 21/04, ai portatori di grave handicap, di cui all&#8217;articolo</p>
<p>3 della legge 5 dicembre 1992 n. 104 (legge quadro per l&#8217;assistenza, l&#8217;integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) le licenze di pesca</p>
<p>sono rilasciate gratuitamente: vale a dire non si è tenuti a pagare annualmente le tasse e sovrattasse sulle licenze di pesca. Sostanzialmente l&#8217;unico</p>
<p>esborso per chi può esibire un certificato emesso dalla competente Asl che certifica tale situazione, è costituito dalla spesa per le due marche da bollo</p>
<p>da 14,62 ?al momento del rilascio.</p>
<p> </p>
<p>Un altro tipo di licenza interessante è quella collettiva prevista dall&#8217;art. 11 c. 4 della l.r. 21/04: &#8220;in occasione di manifestazioni di pesca per scuole</p>
<p>o disabili organizzate da Associazioni del settore o da Enti pubblici è previsto il rilascio di una licenza collettiva valida per la durata della manifestazione,</p>
<p>previo versamento di una quota forfettaria di euro 10,00.&#8221;</p>
<p> </p>
<p>Nel territorio della Provincia di Genova esistono due zone che dovrebbero consentire un accesso particolarmente agevole in quanto recentemente risistemate</p>
<p>a questo scopo dalla Provincia e dal GAL Appennino Genovese:</p>
<p>- il lago Savio (detto anche Vobbietta) sul torrente Vobbia presso Isola del Cantone, molto spesso il sabato e la domenica sono previste gare e raduni</p>
<p>e per partecipare occorre contattare la società pescasportiva organizzatrice e pagare la relativa quota, mentre durante la settimana l&#8217;accesso è libero</p>
<p>a tutti per questo fine settimana può contattare il Sig. Carabetta 338 3757529;</p>
<p>-il lago di Malanotte in Comune di Borzonasca che però essendo zona turistica di pesca necessita di permesso di accesso: li rilascia la FIPSAS tel. 010</p>
<p>3627025 fipsasge@fastwebnet.it che è tenuta a rilasciare gratuitamente i permessi giornalieri ai portatori di grave handicap di cui sopra. .</p>
<p> </p>
<p>Esiste anche un laghetto &#8220;privato&#8221; nel senso che non si tratta di acque pubbliche per cui non necessita neanche la licenza di pesca, fa attività divulgativa,</p>
<p>anche se saltuaria, per soci e &#8220;pierini&#8221; giovani aspiranti pescatori. E&#8217; gestito dalla SPAVS (Società Pescatori Alta Valle Scrivia) in località Franzante</p>
<p>(praticamente a fianco del casello autostradale di Busalla).</p>
<p> </p>
<p>Di sicuro tutti gli anni organizzano:</p>
<p>- verso settembre con la Consulta Regionale provinciale dell&#8217;Handicap e la Provincia la manifestazione Pescoanch&#8217;io destinata proprio ai portatori di handicap,</p>
<p> </p>
<p>- verso giugno manifestazioni destinati ai principianti per cui spesso chiedono licenze collettive.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/11/03/tutti-a-pesca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sott&#8217;acqua per abbattere le barriere</title>
		<link>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/10/27/sottacqua-per-abbattere-le-barriere/</link>
		<comments>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/10/27/sottacqua-per-abbattere-le-barriere/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 11:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/?p=3794</guid>
		<description><![CDATA[Stefano Paolicchi, presidente dell'associazione onlus "Handy superabile" (www.handysuperabile.org),
ha guidato il gruppo di amici, tutti sulla carrozzina, che, qualche tempo fa, hanno preso parte al progetto "Turismo sub.erabile a Portofino: subacquea,
disabilità e turismo accettabile". Con carrozzine elettriche speciali, il gruppo è andato su per i sentieri del Parco di Portofino mentre, con sub qualificati
secondo gli standard dell'Hsa (Handicapped scuba associa tion) i sei hanno fatto immersione nei fondali più belli della zona. 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Secolo XIX del 23-10-2009</p>
<p>Disabili sui fondali per abbattere i pregiudizi</p>
<p>PORTOFINO. «Vogliamo abbattere le barriere architettoniche ma, soprattutto, il muro che c&#8217;è fra non disabili e disabili. Anche perché, basta purtroppo</p>
<p>un attimo per trovarsi su una sedia a rotelle, come noi». Stefano Paolicchi, presidente dell&#8217;associazione onlus &#8220;Handy superabile&#8221; (www.handysuperabile.org),</p>
<p>ha guidato il gruppo di amici, tutti sulla carrozzina, che, qualche tempo fa, hanno preso parte al progetto &#8220;Turismo sub.erabile a Portofino: subacquea,</p>
<p>disabilità e turismo accettabile&#8221;. Con carrozzine elettriche speciali, il gruppo è andato su per i sentieri del Parco di Portofino mentre, con sub qualificati</p>
<p>secondo gli standard dell&#8217;Hsa (Handicapped scuba associa tion) i sei hanno fatto immersione nei fondali più belli della zona. Il progetto è stato abbracciato</p>
<p>e sostenuto da Comune di Portofino, Regione Liguria, Area marina protetta di Portofino, Parco di Portofino, Centro Abyss Diving di Rapallo e molti sponsor,</p>
<p>fra cui la Mares che ha fornito tutta l&#8217;attrezzatura subacquea. «Da spettatori vogliamo diventare protagonisti &#8211; continua Paolicchi &#8211; questo progetto è</p>
<p>un mezzo per comunicare, in modo positivo, la disabilità cercando di vincere tabù e pregiudizi che possono ostacolare i processi di integrazione sociale».</p>
<p>Molto, moltissimo c&#8217;è da fare, in Italia, spiega Paolicchi. «La maggior parte delle strutture alberghiere, in Liguria e in Italia, non sono accessibili:</p>
<p>non viene specificato se sono accessibili per un disabile visivo o motorio, magari la stanza non ha barriere ma per raggiungerla ci si trova davanti una</p>
<p>rampa. Dagli alberghi alle spiagge: anche in queste, le barriere sono presenti fortemente. Così come in uffici pubblic i, strutture». Massimo Guatelli,</p>
<p>37 anni, di Carasco, è uno dei sei disabili dell&#8217;associazioni che ha fatto la due giorni di immersioni e di visite al Parco. Dal 1993, Massimo ha la passione</p>
<p>della subacquea e delle immersioni: nel luglio del 2004, un terribile incidente sul lavoro l&#8217;ha costretto alla sedia a rotelle. «Quello che non viene compreso-</p>
<p>spiega Massimo- è che se una stanza d&#8217;albergo è accessibile per i disabili va bene anche per le persone normali. Il contrario, invece, non è possibile.</p>
<p>Siamo ancora molto indietro, in Italia». Fra le battaglie quotidiane di Massimo Guatelli, c&#8217;è quella della posta a Carasco: «Da due anni e mezzo, segnalo</p>
<p>che per le barriere architettoniche non riesco ad entrare. Per ora, faccio uscire gli impiegati ma prima o poi chiamerò il Gabibbo». Per Massimo Guatelli,</p>
<p>basterebbe che i vari Comuni ed enti chiedessero la consulenza dei disabili, al momento dei lavori. A Rapallo, l&#8217; anno scorso il Comune, assieme alla Consulta</p>
<p>del Tigullio per i problemi dei portatori di handicap ha siglato una convenzione proprio per confrontarsi costantemente sui problemi dei disabili e combattere</p>
<p>le barriere architettoniche in città. (s. ped.)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/10/27/sottacqua-per-abbattere-le-barriere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cavalcare le onde del mare per sfondare ogni limite</title>
		<link>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/10/21/cavalcare-le-onde-del-mare-per-sfondare-ogni-limite/</link>
		<comments>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/10/21/cavalcare-le-onde-del-mare-per-sfondare-ogni-limite/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 09:09:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Lido di Cea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/?p=3756</guid>
		<description><![CDATA[Lido di Cea (Nuoro), nello scorso fine settimana, gara di pedalò per non vedenti.
Ecco una ennesima dimostrazione se mai ce ne fosse bisogno, di persone coraggiose, pronte a sfidare i propri limiti e vivere così una avventura davvero entusiasmante.
Lido di Cea (Nuoro), un angolo affascinante della Sardegna, è stato teatro di una sfida spettacolare.
Gara di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lido di Cea (Nuoro), nello scorso fine settimana, gara di pedalò per non vedenti.</p>
<p>Ecco una ennesima dimostrazione se mai ce ne fosse bisogno, di persone coraggiose, pronte a sfidare i propri limiti e vivere così una avventura davvero entusiasmante.</p>
<p>Lido di Cea (Nuoro), un angolo affascinante della Sardegna, è stato teatro di una sfida spettacolare.</p>
<p>Gara di pedalò in mare e in spiaggia, tra non vedenti.</p>
<p>Il tutto organizzato dalla sezione nuorese dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, una occasione per mettersi in gioco e per stupire chi ancora non vuole credere nelle grandi potenzialità che può avere anche chi ha una disabilità.</p>
<p>Sabato la gara in mare.</p>
<p>L’emozione di sfidare il mare e di cavalcare le onde, un brivido davvero difficile da descrivere.</p>
<p>Sentirsi liberi di volare sull’acqua, e percepire così sensazioni speciali.</p>
<p>Godersi l’intensa gioia di vivere pienamente il mare ei suoi segreti, e nello stesso tempo confrontarsi con gli altri con lo spirito di competizione.</p>
<p>Sfidarsi cercando di vincere il confronto con i propri rivali, ma anche con la voglia di divertirsi indipendentemente dal risultato.</p>
<p>Ogni equipaggio era composto da un non vedente, e da un accompagnatore vedente.</p>
<p>Una gara ricca di colpi di scena, nonostante le condizioni meteorologiche, non fossero quelle più adatte.</p>
<p>Forse proprio per questo ancor di più, vanno elogiati questi eroi, che hanno affrontato la sfida senza alcuna paura anzi! con ancor più  grinta!</p>
<p>Domenica vi è stata la gara in spiaggia.</p>
<p>La due giorni, si è conclusa domenica sera con la premiazione.</p>
<p>Al primo posto si è classificato Pietro Manca, al Secondo posto Tore Lai, al terzo Paolo Casula, presidente provinciale UIC.</p>
<p>Una nota di merito particolare, va al più giovane dei partecipanti, ossia un bambino di soli 9 anni Giovanni pisu di Tonarà accompagnato dai genitori classificatosi al quarto posto.</p>
<p>Pur essendo così piccolo, non ha avuto paura a sfidare le onde, e non ha rinunciato a gustarsi fino in fondo le forti emozioni che si provano volando sull’acqua del mare.</p>
<p>In fine citiamo tra i partecipanti, la vincitrice della scorsa edizione Angela Crisantu.</p>
<p>Come opportunamente sottolinea Casula, che come detto non solo è il terzo classificato di quest’anno ma è anche presidente UIC di Nuoro, la manifestazione più che una vera e propria gara è stata una occasione di festa.</p>
<p>Sfidarsi sì!</p>
<p>Però il tutto in un clima di spensieratezza, nel quale la cosa più importante, era lo stare insieme e condividere tutte le belle sensazioni di una avventura davvero travolgente.</p>
<p>Casula ha anche fatto notare, come la manifestazione sia l’anno scorso prima edizione, sia quest’anno seconda edizione, ha visto un numero impressionante di atleti e spettatori.</p>
<p>Dunque un evento indubbiamente importante, che ha regalato a chi lo ha vissuto, sensazioni speciali.</p>
<p>Sull’argomento vedi anche:</p>
<p><a href="http://pressin.venezia.it/">http://pressin.comune.</a></p>
<p>venezia.it/</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/10/21/cavalcare-le-onde-del-mare-per-sfondare-ogni-limite/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Campione di sci acquatico nonvedent</title>
		<link>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/09/24/campione-di-sci-acquatico-nonvedente/</link>
		<comments>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/09/24/campione-di-sci-acquatico-nonvedente/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 09:53:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/?p=3549</guid>
		<description><![CDATA[Cieco da quando aveva 18 anni, ha inanellato una lunga serie di successi sportivi.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>gazzetta del Sud di Milano del 21-09-2009</p>
<p>Tommy, schiaffo all&#8217;Handicap Cieco da quando aveva 18 anni, ha inanellato una lunga serie di successi sportivi. Ultimo successo ai Mondiali di Vichy, in Francia, prima delle vittorie all&#8217;Idroscalo.</p>
<p>SAN GIULIANO &#8211; Riesce a stupire anche se stesso e riesce ancora a 44 anni a farsi valere nella disciplina sportiva che ad oggi lo ha sommerso di medaglie luccicanti del metallo più prezioso, l&#8217;oro. L&#8217;atleta non vedente sangiulianese Tommaso di Pilato non solo si è confermato campione del mondo a Vichy, in Francia, ma ha anche stabilito un nuovo record superando se stesso. Eppure Tommy non sa nuotare, è non vedente, ma è campione di sci d&#8217;acqua e vola alto, anche a venti metri di distanza. Non si contano i suoi titoli tra Italiani, Europei e appunto Mondiali, anche se la sua vita giorno per giorno è una vittoria che vale molto più dell&#8217;oro che illumina le sue medaglie. Il nostro atleta prurimedagliato sangiulianese la vista l&#8217;ha persa nel tempo. Purtroppo, a soli sei anni aveva sbattuto contro un muro perdendo un occhio, l&#8217;altro si è spento a causa di una retinite pigmentosa, una malattia degenerativa. Fatto sta che a diciott&#8217;anni è stato il buio totale. Gli manca la luce, ma non la voglia di vivere e di combattere contro tutto e tutti e di fare sport (già nel 1980 con un gruppo di Milano). Atletica, salto in lungo, disco, giavellotto. Faceva anche sci e tandem. Lo sport è tutto per lui, quello che nè la società avversa al mondo dell&#8217;handicap, nè il mondo del lavoro riescono ad offrirgli. «E&#8217; una sfida continua con me stesso &#8211; ha confidato Tommy &#8211; non lo faccio per gli altri ma per me. Una rivincita, certo, e quando arrivo a fare certe cose estreme è come un urlo di libertà . Per riuscire a saltare ho dovuto combattere una battaglia.</p>
<p>L&#8217;ho vinta. Ho avuto la fortuna di incontrare delle persone eccezionali, a cominciare da Sergio Zanardi , che è venuto a mancare proprio pochi giorni fa. Poi Andrea Alessi , che allena la nazionale di sci d&#8217;acqua, e Fabrizio Sonzogni, che è il mio allenatore dai mondiali australiani del 2007. Il Comune di San Giuliano mi ha regalato gli sci e, un negozio di computer, la muta. Spero che alla prossima festa patron ale si ricordino di me, magari anche con una civica benemerenza. Dopotutto sono campione del mondo, non innalzo solo il tricolore quando vinco ma porto alto il nome della mia città . Io rappresento San Giuliano e ne sono fiero. Non merito forse una festa come tutti gli atleti campioni quando tornano a casa loro?». Le ultime soddisfazioni Tommy se le è tolte all&#8217;Idroscalo di Milano, dove ha primeggiato lo scorso week-end anche questa volta negli assoluti italiani di sci nautico nella sezione di categoria: oro, come sempre.</p>
<p>Sabina Dall&#8217;Aglio</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/09/24/campione-di-sci-acquatico-nonvedente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Disabilità no limits. &#8220;Io, senza gamba, scalo una vetta da 5.600 metri&#8221;</title>
		<link>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/09/11/disabilita-no-limits-io-senza-gamba-scalo-una-vetta-da-5-600-metri/</link>
		<comments>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/09/11/disabilita-no-limits-io-senza-gamba-scalo-una-vetta-da-5-600-metri/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 08:37:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Alpamayo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/?p=3450</guid>
		<description><![CDATA[Articolo segnalato da:
Press-IN anno I / n. 2144
Dire del 09-09-2009
Sette volte campione di sci di fondo e primo atleta con protesi all&#8217;arto inferiore a domare la vetta dell&#8217;Alpamayo, la più alta del Caucaso. Gianfranco Corradini si prepara a un&#8217;altra sfida grazie ad una protesi speciale
ROMA &#8211; &#8220;Tu sei fortunato. Male che vada, ti congeli una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo segnalato da:</p>
<p><strong>Press-IN anno I / n. 2144</strong></p>
<p>Dire del 09-09-2009</p>
<p>Sette volte campione di sci di fondo e primo atleta con protesi all&#8217;arto inferiore a domare la vetta dell&#8217;Alpamayo, la più alta del Caucaso. Gianfranco Corradini si prepara a un&#8217;altra sfida grazie ad una protesi speciale</p>
<p>ROMA &#8211; &#8220;Tu sei fortunato. Male che vada, ti congeli una gamba sola&#8221;. E scoppia in una fragorosa risata. È con una battuta dei suoi amici piu&#8217; cari che Gianfranco Corradini, classe &#8216;55, atleta disabile, racconta cosa lo aspetta il 10 settembre, quando iniziera&#8217; l&#8217;ascesa al monte Elbrus, 5.642 metri, la cima piu&#8217; alta del Caucaso russo. Gia&#8217; sette volte campione di sci di fondo e con alle spalle un curriculum d&#8217;alpinista di tutto rispetto, Corradini partira&#8217; alla volta dell&#8217;Asia per battere un altro record, dopo quello del 2007 quando fu il primo atleta con protesi all&#8217;arto inferiore a domare la vetta dell&#8217;Alpamayo, sulle Ande peruviane (5.947 metri). Anche se, ora, preferisce non pensare alla &#8220;montagna piu&#8217; bella del mondo&#8221; (cosi&#8217;, l&#8217;ha definita l&#8217;Unesco) ma &#8220;concentrarsi sulla scalata&#8221;. &#8220;Quella dell&#8217;Alpamayo &#8211; racconta &#8211; e&#8217; stata una scalata piu&#8217; tecnica. Una parte del percorso, almeno 600 metri, era interamente ghiacciata e con una pendenza del 70%. In questo caso, invece, il problema maggiore saranno i bruschi cambiamenti climatici&#8221;. Unico elemento lasciato al caso, quindi, la meteorologia. Per il resto, un allenamento studiato a tavolino (&#8221;Mi alleno 4-5 volte a settimana, andando in bici, camminando e salendo in quota. Senza esagerare, altrimenti sforzo troppo la gamba&#8221;) e una fede incrollabile nelle proprie capacita&#8217;. L&#8217;alpinista della Val di Non, che piu&#8217; di vent&#8217;anni fa perse la gamba sinistra in un incidente automobilistico, e&#8217; la prova vivente che le barriere sono, a volte, solo mentali. Grazie all&#8217;ausilio di una protesi speciale per l&#8217;alpinismo progettata dall&#8217;Inail di Vigorso di Budrio, Corradini si e&#8217; inerpicato un po&#8217; ovunque: dal Monte Bianco alle Punte Gnifetti, da Bishorn e Burnaby nel Gruppo del Rosa, passando per Weissmies, Grossglockner, Piz Buin, Cevedale, Cima Ortles e Gran Zebru&#8217;. E poi ancora, su per il Palon de la Mar, il Monte Rosole e il San Matteo.<br />
Instancabile, non si e&#8217; risparmiato pericolanti arrampicate su pareti di ghiaccio e neve, con pendenze che sfiorano il 70%, come Presanella, Cristallo e Marmolada. Scalare, sciare, sono state &#8220;la mia rivincita sull&#8217;handicap&#8221;, dichiara lui che, pur, facendo parte di una famiglia di sportivi, prima dell&#8217;infortunio, a soli 22 anni, non era un atleta cosi&#8217; appassionato. &#8220;Dopo l&#8217;incidente, ho iniziato a fare della passeggiate che, con il tempo, diventavano sempre piu&#8217; lunghe. A un certo punto, ho iniziato a salire. E da quel momento non mi sono piu&#8217; fermato&#8221;. L&#8217;incontro che gli ha cambiato la vita e&#8217; stato quello con Roberto Diaz, una guida alpina che l&#8217;accompagna da sempre nelle sue spedizioni. È lui, afferma, ad avergli dato l&#8217;input: &#8220;Dipende da te, mi diceva. Lo decidi tu, se vuoi andare piu&#8217; in alto&#8221;. E Gianfranco, ha deciso. Perché, per lui e&#8217; chiaro che &#8220;senza testardaggine, di montagna, non se ne riesce a salire nemmeno una&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coopchiossone.dreamhosters.com/wp/2009/09/11/disabilita-no-limits-io-senza-gamba-scalo-una-vetta-da-5-600-metri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
