set 04 2009

Un catamarano per abbattere le barriere ai disabili

Tag: Sport, Turismo accessibilelucio @ 11:12 am

Giunge a Rimini questo week end, il catamarano di Andrea Stella, completamente accessibile.

Andrea Stella paratetraplegico da circa 9 anni per una aggressione subita a Miami, ha ideato grazie alla sua passione per il mare un catamarano interamente privo di barriere.

Perché Stella che nonostante la sua condizione non ha perso la voglia di vivere intense emozioni come quella di gustarsi una esplorazione in mare aperto, ha voluto poter condividere queste straordinarie esperienze con altri disabili.

Persone che come lui, non accettano di stare a guardare, ma che hanno voglia di agire, e quindi di buttarsi in avventure davveroentusiasmanti.

Così viene realizzato questo catamarano che appunto, è completamente a norma per accogliere senza alcun problema, anche chi ha difficoltà derivanti da una disabilità.

Quindi Stella insieme ad altri amici disabili, con questa fantastica imbarcazione, ha effettuato molte sensazionali escursioni marine.

Per assaporare l’ebrezza di passare una o più giornate in mare aperto.

Il toura 2009 è iniziato nel maggio scorso a Taranto, poi è proseguito a Siracusa, Augusta, Pescara.

Ora è giunta la tappa di Rimini.

Da oggi venerdì 4 a domenica 6 settembre prossima, tre giorni per consentire ai disabili della zona o in vacanza nell’affascinante località romagnola, di potersi tuffare in una meravigliosa esperienza, come quella di fare un giro in questo accogliente catamarano.

Tutto ciò in compagnia di tanti amici simpatici, con i quali condividere le eccezionali sensazioni che si provano lasciandosi trasportare sulle onde del mare.

Ogni anno sul catamarano di Stella, tra medici, disabili, ed educatori, salgono circa 700 persone.

Alla presentazione della tappa riminese avvenuta mercoledì, erano presenti l’amministratore delegato di APT srvizi Andrea Babbi, e Stefano Venturini per Marina di Rimini.

Il tour organizzato da Stella per far conoscere il suo catamarano, si chiama spirito libero.

Proprio così! Perché con questo nome, si vuole sottolineare lo spirito di libertà e di elettrizzante avventura, che si può vivere facendosi coinvolgere totalmente da questa esperienza.

Sull’argomento vedi anche:

http://www.disablog.it/


set 04 2009

Oltre ogni limite per vivere una emozionante avventura

Tag: Sportlucio @ 8:07 am

Hilary paratetraplegica, circunnaviga la Gran Bretagna.

Abbiamo spesso parlato di disabili coraggiosi, che hanno vinto ogni paura e si sono buttati in sfide che sembravano impossibili.

Per così sgretolare ogni muro che impedisce loro, di sentirsi in grado di dimostrare le immense capacità di cui sono dotati.

L’impresa di cui ci occupiamo ora, è proprio l’esempio più lampante di cosa vuoldire sapere vincere ogni sfida anche la più difficile.

Hilary, paratetraplegica, nel tempo ha perso poco a poco, tutte le funzionalità del suo corpo.

Nonostante ciò, non si è arresa e ha continuato a coltivare i suoi sogni.

Come quello di circunnavigare la Gran Bretagna, che ha appena realizzato.

Come è riuscita nell’impresa, sicuramente vi starete domandando.

Indubbiamente vi è riuscita con il coraggio e con la sicurezza in sé stessa.

Hilary, ormai, non può muovere alcuna parte del corpo.

Per governare la sua barca di circa 8 metri di lunghezza, ha fatto uso del proprio respiro.

Proprio così! Soffiava i 3 tubicini installati appositamente nell’imbarcazione, e in tal modo poteva decidere in che direzione dovesse andare la medesima, a che velocità ecc.

Lei stessa raccontando la sua sensazionale impresa, ha descritto tutta la sua emozione per esserci riuscita, affermando che le sembrava di volare e di essersi sentita davvero libera.

Effettivamente si può provare ad immaginare che cosa Hilary che vive a Canterbury con il marito, ha sentito in sé stessa durante la sua eccezionale impresa.

Si potrebbe parlare di una sensazione di leggerezza e di libertà, con l’adrenalina che saliva sempre più.

La percezione di poter assaporare il gusta dell’avventura.

Le difficoltà ovviamente non sono mancate come alcune crisi respiratorie, ma non le hanno impedito di compiere la circunnavigazione, e di far tacere gli scettici.

Il tutto si è concluso alla grande proprio pochi giorni fa, con una grande festa per celebrare questa impresa.

Hilary durante la traversata, ha tenuto sul suo sito (www.hilarylister.com), un diario di bordo per condividere con i suoi fans la grande ed emozionante avventura.

Non è però questa la prima volta che Hilary, si lancia in queste sfide.

Già nel 2005 partendo da Dover, è arrivata fino al porto di Calai in Francia.

Dunque una vera sportiva e coraggiosa che con queste sue imprese, ha proprio l’obbiettivo di dimostrare che una disabilità, non deve essere un ostacolo per affrontare ogni tipo di sfida.

A tal proposito, Hilary ha fondato una associazione “Hilary’s dreams trust”, che mira a fare in modo che i disabili possano come lei, lasciarsi andare e gustarsi l’ebrezza di una grande avventura con tutte le sue vibranti e straordinarie emozioni.

Sull’argomento vedi anche:

http://www.disablog.it/


set 03 2009

Ciclisti disabili inizia la sfida sulle colline novaresi

Tag: Sportlucio @ 11:42 am


Giovedì 10 sabato 12 settembre, al via i mondiali di ciclismo per disabili.

Parliamo ora di un appuntamento davvero importante, che si svolgerà a Bogogno (Novara), dal 10 al 12 settembre.

Arrivano infatti i campionati mondiali di ciclismo per disabili.

Un evento atteso, che sarà una ulteriore occasione, per vedere all’opera atleti coraggiosi con la voglia di competere.

Atleti che nonostante i limiti dovuti alle loro disabilità, si mettono in gioco e non rinunciano all’ebrezza della gara. Per vivere così forti emozioni, e poter se sarà possibile, essere ripagati degli sforzi fatti durante i duri allenamenti svolti.

Alla manifestazione prenderanno parte, molti campioni che abbiamo potuto ammirare alle paraolimpiadi di Pechino dello scorso anno.

L’evento è stato presentato proprio ieri presso la Provincia di Novara dal presidente Diego sozzani, dall’assessore Alessandro Canelli, dal presidente del comitato organizzatore Tiziana Nasi, dal direttore generale del comitato italiano paralimpico Rocco Marchegiano, dal Sindaco di Bogogno Andrea Guglielmetti.

Il percorso è di circa 9 KM, e attraversa colline e vigneti della zona di Bogogno.

Le gare inizieranno la mattina del 10 settembre alle 9 e 30, con la cronometro maschile, e si concluderanno sabato 12 in serata con le premiazioni.

Tra i campioni della squadra azzurra, ricordiamo Fabio Tripoli tre medaglie a Pechino 2008, Paolo Vigano medaglia d’oro ai mondiali di Bordeaux e bronzo a Pechino, e vi saranno anche Giorgio Farroni, Fabrizio Macchi, e Alessio Borgato.

Prenderà parte alla crono di giovedì che darà il via ai campionati, anche l’ex campione di automobilismo Alex zanardi.

Dunque un appuntamento davvero speciale da non perdere, per provare ad immaginare, quali fantastiche sensazioni assaporano questi atleti quando lottano per raggiungere ambiziosi traguardi.

Le gare, saranno divise in 3 categorie, in base alle varie disabilità. In non vedenti gareggieranno con il tandem, i cerebrolesi con il triciclo, i disabili motori con l’handcycling.

Oltre alle gare, vi sara l’occasione di assistere a tutta una serie di eventi che faranno da contorno alla manifestazione.

Vi saranno eventi culturali, gastronomici, ecc.

Sull’argomento vedi anche:

http://pressin.comune.venezia.it/


set 02 2009

Gorizia convegno su sport e disabilità

Tag: News dall'Italia, Sportlucio @ 12:36 pm

Presentato ieri a Gorizia, il convegno che si svolgerà venerdì e sabato prossimi, che ha per oggetto il ruolo dello sport nell’ambito dell’integrazione dei disabili.

Gorizia venerdì 4 e sabato 5 settembre, un appuntamento fondamentale, per spiegare l’importanza dello sport per una migliore educazione sociosanitaria dei disabili.

L’evento che avrà luogo nella sala del consiglio provinciale di Gorizia, è stato organizzato da molte realtà quali l’azienda sanitaria, la sezione provinciale del coni, oltre ovviamente alla provincia.

Due giorni di confronto e di dibattito, anche per presentare i risultati di un progetto biennale “2007-2009”, per l’educazione e l’inserimento sociale dei disabili attraverso lo sport.

Il progetto dal titolo “Non avere paura di provare”, ha coinvolto molti istituti scolastici di ogni ordine e grado che avessero iscritti studenti disabili, favorendo appunto la pratica da parte di questi ragazzi di varie discipline sportive che mirassero ad affrontare con serenità e consapevolezza, i propri punti deboli.

Il convegno vedrà trai partecipanti le istituzioni locali, rappresentanti di istituti scolastici, oltre ovviamente gli enti locali che operano nel campo della disabilità.

Venerdì alle ore 9, si darà inizio ai lavori, con l’intervento dell’azienda sanitaria, il coni e la provincia, mentre al pomeriggio moderato dal giornalista Roberto Covaz verranno presentati dei casi pratici.

Sabato nella mattinata con inizio sempre a partire dalle ore 9, interverranno i rappresentanti delle realtà sportive locali dei disabili, il tutto moderato dal presidente provinciale del Coni Giorgio Brandolin.

Sull’argomento vedi anche:

http://pressin.comune .venezia.it/ 


ago 31 2009

Campionati di scacchi per nonvedenti

Tag: Sportpatrizia @ 11:04 am

Il Resto del Carlino del 27-08-2009

I re e le regine protagonisti a Rimini

I campionati di scacchi per non vedenti

RIMINI. Bersan Vroni di Viterbo, Campione Italiano 2008, mette in palio il titolo nella 37ª edizione del Campionato di schacchi per non vedenti che si terrà, a Rivabella di Rimini da sabato al 4 settembre presso Hotel Imperial Bach in via Via Toscanelli 19 alla quale parteciperanno 21 giocatori provenienti da varie regioni d’italia. L’Associazione torna ad organizzare il massimo campionato nella città di Rimini dopo ventisette anni di assenza. Gli incontri si svolgeranno tutti i pomeriggi a partire già da sabato 29 agosto (indicativamente dalle ore 15 alle 20) e termineranno venerdì 4 settembre.

A seguire, la premiazione, alle ore 21 circa. Il torneo si svilupperà in 8 turni con il sistema svizzero. Saranno gradite le visite alla sede di gioco al fine di favorire la socializzazione e l’apprendimento di un gioco antico che continua ad appassionare. Infatti, quest’anno, partecipano al torneo, tutti gli scacchisti che, nella categoria, hanno raggiunto i maggiori punteggi a livello nazionale. La manifestazione è patrocinata dal Comune e dalla Provincia di Rimini.

Per informazioni: Presidente Pasquale Papa 339.11.706.11

e-mail: pasqualepapa@tin.it


ago 31 2009

Arco e frecce per un campione nonvedente

Tag: Esperienze, Sportpatrizia @ 10:58 am

SuperAbile.it del 27-08-2009

Massimiliano Piombo, 5 record mondiali con arco e frecce: “Dedicati ai miei tre bimbi”

Torna a Bologna da trionfatore, Massimiliano Piombo, che ha sbancato i Mondiali di Arco di Nymburg segnando 5 record mondiali senza avversari. Per questo non è stato acclamato campione del mondo, “ma ai miei bimbi ho detto di esserlo, non potevo deluderli”

ROMA – Non è campione del mondo di arco, per ironia della sorte, ma cinque record, cinque, li ha segnati lo stesso, prodigiosamente. Parliamo di Massimiliano Piombo, bolognese, non vedente e 36enne, del Castenaso Archery Team, e talento assoluto degli ultimi Mondiali di Tiro con l’Arco, celebrati in Repubblica Ceca a Nymburg, pochi giorni fa. Il Tecnico Nazionale Marco Pedrazzi, alla vigilia della partenza, lo aveva pronosticato, almeno un record, e aveva lamentato l’assenza di altri concorrenti e Nazioni, nella categoria di Massimiliano, V1, cosa che non avrebbe consentito l’assegnazione del titolo.

Così è stato, per regolamento. Massimiliano, però, ha superato se stesso, portando a casa più di un titolo iridato, un mucchio di record: nei 60 cm, 80 cm, 122 cm, totale 144 frecce e scontro individuale. Le prime due distanze si tirano a 36 frecce, lo scontro individuale a 12.

Come commenti questi risultati eccezionali, che ti senti di dire? “La soddisfazione più grande è stata essere rimasto ai Mondiali, non aver abbandonato l’idea di gareggiare, pur sapendo di non poter ottenere il titolo”

Ma come capita che non ci siano concorrenti nella tua categoria, non vedente B1?

“Per esserci ci sono, ma molte Nazioni non hanno inviato atleti perché poco competitivi, non in grado di arrivare a punteggi alti, altri invece volevano tirare con sistemi diversi dal mio”

Cioè?

“Io tiro con il mirino tattile, loro volevano tirare legando l’arco al paglione con un filo, ma questa modalità a livello internazionale non è riconosciuta”

Senza contare che in questo modo sono molto avvantaggiati

“Certo, hanno una traiettoria già impostata, invece non dovrebbero esserci collegamenti tra tiratore e bersaglio. Per me e tutti quelli come me, che usano il mirino tattile, c’è un dispositivo, sull’arco, un bastoncino che tocca il dorso della mano quando si è perfettamente davanti al paglione, poi la bravura sta nello scoccare la freccia perfettamente fermi e aggiustare progressivamente la mira in base al risultato fatto”

Però hai animo e carattere, e il titolo te lo senti addosso, pienamente. Vero?

“Di più, la mia vittoria personale è non aver desistito ed essere rimasto alla gara, e firmare 5 primati con punteggi alti come i miei è molto più che essere campione del mondo”

Anche se ai tuoi bimbi, Samuele, Simone e Olivia, hai detto di essere il più

forte di tutti

“Certo, per non deluderli. E’ a loro che dedico il mio Mondiale, ed a tutti quelli che erano qui a Nymburg con me, e mi hanno dato la grinta di farlo”.

Sì, perché in Repubblica Ceca ce ne erano tanti di amici e colleghi di Massimiliano, a parte il Tecnico Marco Pedrazzi, il suo primo e più forte sostenitore. C’erano i compagni di Nazionale, protagonisti anche loro di un mondiale memorabile. Per cronaca, segnaliamo due eccellenti quarti posti, di Antonino Lisotta (W2) e Fabio Azzolini (W1) e due quinti, di Elisabetta Mijno

(W2) ed Antonio Esposito (ST M).

(a cura del Cip)


ago 04 2009

Da solo per 100 Km!

Tag: Sportpatrizia @ 10:40 am

SuperAbile.it del 29-07-2009

Da solo per cento chilometri: ce l’ha fatta Cristian Sighel, maratoneta ipovedente

L’atleta trentino è il primo al mondo a correre una 100 chilometri senza la tradizionale cordicella che lo lega all’accompagnatore: “Sono un testone: il mio motto è volere è potere”

RIMINI – “E adesso datemi una birra”. Pare che al sudato arrivo della “Rimini Extreme” Cristian Sighel, trentunenne di Baselga del Pinè, primo atleta ipovedente al mondo a correre una 100 km senza essere “legato” all’accompagnatore, avesse questo unico pensiero fisso. Da solo, o quasi: un altro atleta gli ha indicato i pericoli e la strada da seguire con l’ausilio della voce.

“Mi piace mettermi alla prova – dice Cristian – da undici anni ho un handicap agli occhi che mi lascia solo un grado di vista, ma io non mi sono mai perso d’animo: il mio motto è volere è potere”. Così nel 2006 Cristian debutta nella “24h Del Mai Zeder”, una staffetta “nei monti vicino casa” come dice lui stesso. Poi è tutto un susseguirsi di maratone, gare ufficiali, allenamenti duri, e di nuovo maratone. Fino alla decisione più coraggiosa: partecipare alla 100 chilometri di Rimini con l’aiuto di Andrea Accorsi, ultramaratoneta di Bologna, incontrato ad una staffetta nel Trentino: “Mi dicono tutti che sono un testone – continua Cristian, con un’intonazione birichina – e hanno perfettamente ragione.

Oltre ad Andrea, devo ringraziare le altre persone splendide che mi hanno accompagnato e supportato”. Come Monica Barchetti, che ha corso al fianco di Cristian e di Andrea per 30 km, per poi allungare, recuperare le tre atlete che la precedevano e andare a vincere: “A un certo punto le ho detto: `ma cosa fai ancora qui che sei terza, pensa a vincere’”, scherza Cristian.

Certo non sono mancati i momenti difficili: “Il tragitto era aperto al traffico veicolare – racconta – ma la parte in cui ho fatto più fatica è stata quella fuori dai centri abitati, in mezzo al buio pesto. Mi dicevo `ma chi te l’ha fatto fare!”, per fortuna che c’era Andrea a guidarmi con la sua sagoma”. Infine, l’arrivo. Una fotografia lo ritrae con le braccia alzate contro il cielo blu di una mattina d’estate, il volto madido di sudore, mentre si fa largo tra una folla di atleti, dirigenti sportivi, giornalisti, amici e semplici curiosi che lo applaudono fragorosamente: “Avevo una fitta allo stomaco dall’emozione – spiega – è stato affascinante e commovente sentire tutta quella gente che si congratulava con me. Cosa ho detto quando ho tagliato il traguardo? Datemi una birra, ho una sete bestia”.


lug 30 2009

Argento italiano agli europei di judo per nonvedenti

Tag: Sportpatrizia @ 10:19 am

Il Gazzettino del 28-07-2009

Europeo non vedenti: argento per Caterina Trolese

PADOVA. Grande risultato per lo judo padovano grazie a Caterina Trolese che in Ungheria ha conquistato l´argento ai campionati europei per non vedenti, nella categoria sotto i 78 chili. Caterina infatti è ipovedente, cioè non completamente cieca.

Veneziana di nascita (è infatti nata a Dolo e vive a Mira), Caterina Trolese si allena nella palestra Nuova Opide di Padova, sotto la guida del direttore tecnico Giorgio Crema, dell’allenatore Alessio Leo e della sua accompagnatrice Anna Dalla Valle, che l’ha seguita anche in Ungheria. «Sicuramente è un grande risultato – racconta – ma io sono già proiettata ai mondiali del prossimo anno dove cercherò di ripetere la prestazione degli ultimi europei, magari puntando a un metallo più pregiato». Alla rassegna continentale hanno partecipato dieci nazioni e l’atleta della Nuova Opide ha dovuto vincere quattro incontri prima di raggiungere la finale dove è stata sconfitta dalla rappresentante della Russia.

Caterina Trolese è l’unica atleta donna di judo per non vedenti in Veneto. Questo sta a dimostrare il valore di Caterina che in carriera ha già vinto un titolo nazionale e ormai è stabilmente convocata in nazionale dal tecnico federale Roberto Tamanti. Soddisfatto dell’argento anche il maestro Giorgio Crema: «Per la Nuova Opide il risultato conseguito da Caterina è una prova ulteriore del buon lavoro che facciamo. Per una realtà piccola come la nostra questo è solo l’ultimo dei successi, visto che arriva dopo la conquista della Coppa Italia e le ottime prestazioni ai campionati italiani».


lug 21 2009

Abissi senza segreti per i nonvedenti

Tag: Esperienze, Sportpatrizia @ 10:22 am

Il Cittadino del 20-07-2009

Abissi senza segreti per i non vedenti.

Gli specialisti della scuola hanno realizzato l´unico impianto del genere esistente in Italia. Abissi senza segreti per i non vedenti. All´Asinara il percorso realizzato dai subacquei laudensi.

ASINARA – Grazie alla Scuola subacquea laudense il parco nazionale dell´Asinara può vantare il primo percorso sottomarino per non vedenti d´Italia. I lavori di costruzione del tracciato sono stati eseguiti dal 10 al 21 giugno nella splendida cala dei Detenuti, da un team della scuola di quattro operatori in immersione capeggiati da Alfonso Gangemi, responsabile tecnico e coordinatore di superficie. Il principio è paragonabile alle strisce gommate in rilievo in ogni stazione ferroviaria, che consentono l´orientamento dei non vedenti: ma in questo caso, il circuito è 8 metri sotto il livello dell´acqua, nelle meraviglie del blu. Al posto dei sentieri di gomma, una cavo di 15 mm di diametro, posizionato a un metro e mezzo dal fondo appuntito dell´isola sarda, guida i disabili nell´esplorazione in assoluta sicurezza. Lungo il cavo, annodate funi verticali per riemergere in tutta velocità. Il merito della Subacquea laudense è duplice: oltre ad aver posizionato l´install azione per conto della Hsa Italia (didattica per le attività subacquee disabili), «la scuola ha finanziato personalmente il preliminare studio di fattibilità, la scorsa estate» spiega con orgoglio Gangemi. Studio di fattibilità che ha portato la scuola di Lodi ha “brevettare” il progetto dell´Asinara «i cui standard diventeranno il punto di riferimento per simili interventi in altre baie d´Italia» afferma Gangemi.L´immersione prevede che il non vedente si cali in acqua sempre assistito da due scout, o guide, la cui attività è di semplice supervisione: tranne in caso di emergenza, il disabile ha piena libertà d´azione. Lungo il circuito sono collocati oggetti segnalati da pilastrini, alla cui sommità è posta una tabella braille che precisa specie e caratteristiche del reperto sul fondo. Non solo, è possibile modificare gli oggetti dislocati lungo le derivazioni verticali, come anfore e reperti archeologici, per stimolare nuovi approcci cognitivi nel disabile. Il percorso implementa un´attività cerebrale chiamata surriscaldamento del senso: se la corteccia riceve una percezione sensoriale molto intensa, ricostruisce artificialmente le altre percezioni complementari: il tatto sono gli occhi di chi non vede. «Seguendo la fune, si possono toccare con delicatezza stelle marine, nacchere, conchiglie, piante marine, ricci. Siamo rimasti stupiti dalle capacità dei non vedenti: descrivevano alla perfezione quanto avevano accarezzato – spiega Gangemi -, l´abitudine a muoversi in acqua porta chi è affetto da cecità a incrementare sensibilmente il grado di autonomia fuori dall´acqua».


lug 14 2009

Intervista a Cecilia Camellini

Tag: Interviste, Sportpatrizia @ 9:42 am

Redattore Sociale del 08-07-2009

Medaglia d’argento a 17 anni: la storia di Cecilia Camellini

Intervista alla campionessa olimpica non vedente, vincitrice di due titoli alle Paralimpiadi di Pechino, tra i protagonisti dei prossimi assoluti di nuoto a Reggio Emilia. ”Il mio segreto? Coraggio e un pò” d´incoscienza”.

REGGIO EMILIA – Una passione precoce per il nuoto, nata per gioco a soli tre anni, per imitare il fratello maggiore. Poi il passaggio alla vasca grande, a sei anni, e un talento che cresce. Fino all´adolescenza, quando un allenatore importante la nota, le chiede di aumentare l´impegno agonistico. Allenamento tutti i giorni, se vuole diventare una campionessa, andare alle Paralimpiadi. E Cecilia Camellini, classe 1992, non vedente, originaria di Formigine, un paese in provincia di Modena, accetta. “Con un pizzico di incoscienza e di coraggio”, dice col senno di poi. Quello stesso coraggio che l’ ha portata l’ anno scorso a fare da portabandiera azzurra e a vincere due medaglie d’argento ai giochi paralimpici di Pechino, nei 50 e 100 metri stile libero. “Mi sono resa conto di aver vinto solo un mese dopo – confessa – era come se stessi vivendo la vita di un’altra. Sentire l’Inno italiano dopo quello cinese, e tutta quella folla che mi acclamava, è stata un´emoz ione fortissima che non dimenticherò mai. Le prime notti dopo la premiazione, mi svegliavo continuamente a controllare che la medaglia fosse ancora lì, sul comodino!”.
Lo scorso ottobre, l’incontro con il presidente della Repubblica Napolitano, durante la cerimonia di premiazione degli atleti paralimpici. “Eravamo tutti in fila in attesa di incontrarlo – racconta – e sentivo con il cuore in gola quello che diceva il presidente agli atleti prima e dopo di me. Quando mi ha fatto i complimenti e stretto la mano, ho provato una grande soddisfazione personale”. Sfogliando il palmares di Cecilia c’è da rimanere esterrefatti per la ricchezza e importanza dei riconoscimenti. Record europeo nei 100 metri stile libero a Pechino; record italiani nei 100 metri dorso e 100, 200 e 400 stile libero; medaglie mondiali nel 2007 sempre in dorso e stile libero. Una carriera fulminante, che non ha nulla da invidiare a quella di molti nuotatori famosi.
Ma Cecilia non è tipo da vantarsene. “A scuola non parlo mai dei miei successi – dice – anche se i miei compagni si stupiscono perché riesco ogni giorno a conciliare studio e attività sportiva professionistica, con molta fatica per la verità”. Già, perché l´ultimo anno – prima liceo classico – è stato particolarmente difficile per Cecilia. “Ero sommersa di compiti – continua – e prima di studiare dovevo andare all’allenamento, dalle 14 alle 16, fino a Reggio Emilia”. Cecilia parteciperà anche ai campionati italiani assoluti di nuoto per disabili, che si svolgono dal 10 al 12 luglio proprio a Reggio Emilia. Nel suo futuro prossimo ci sono gli Europei in Islanda e i Mondiali del 2010. Oltre alle Paralimpiadi di Londra, naturalmente. “Ma prima – sottolinea – devo fare i tempi giusti ai campionati che stanno per cominciare. A Reggio Emilia sono di casa e spero mi porti bene”. (gm)


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